Mostra Mirò e Chagall a Milano
Mostra Miro’ e Chagall a Milano
Frut1 e butel1, forti della convinzione che alla figa piaccia un uomo che apprezzi le arti e s’intenda d'arte in generale, perseverano nel vano tentativo di arricchire il loro bagaglio cultural-artistico: il fatto che i due citati esempi di ommeni, di arte non comprendano un cazzo, sarebbe infine avvallato dal recente trend a-scopofilo, ovvero abbiamo appeso i cazzi rispettivi al muro.Comunque si diceva, per elevare maggiormente i contenuti delle loro conversazioni (a scopo puramente nozionistico-poseur) i due continuano frequentare gallerie d'arte.
Dopo una recente serie di conferenze a Padova sulla popular art, è la volta di una mostra retrospettiva incrociata su Mirò e Chagall.
I protagonisti visti da vicino
Per quanto riguardo il surrealismo di Mirò vi rimando a questo link. Idem per Chagall, le cui opere mi sono sempre risultate un po’ ardue da analizzare.
Colorano poi la scena con la loro presenza:
-Frut1 ossessionato dall'arte moderna e disperato malato di figa o faega o pheega;
-Butel1 lievemente malato di faega ("la faega é l’Unico vizio; col quale è difficile smettere" by Butel1) e convinto che alla suddetta piaccia l'uomo (fintamente e pretestuosamente) colto anche se dotato di uccello di piccole dimensioni; probabilmente nasconde ai più un segreto inconfessabile.
Entrambi si sono recati in quel di Milano e precisamente alla Fondazione Antonio Mazzotta.
La Mostra
1) La sede della Fondazione sorge nel centro di Milano, in Foro Buonaparte 50, tra il Castello Sforzesco e il Teatro Strehler, facilmente raggiungibile a piedi da piazza Duomo o mediante trasporti pubblici. Ci tengo a sottolineare la facilità estrema di tale spostamento, in questo modo il nostro dilettantismo risulterà ancora più ridicolo:
Butel1:"vecchio dobbiamo scendere a Lanza, vecchio"
frut1:"ottimo vecchio, per cui vecchio?"
butel1:"allora vecchio,secondo me è sulla linea rossa vecchio"
frut1:"sono scettico vecchio, sembri poco convinto, e poi...va beh ti do fiducia vecchio"
butel1:"ma sì vecchio, C’E’ TUTTO SULLA LINEA ROSSA"
Il panismo di Butel1 avrebbe convinto gli eschimesi a comprare i cubetti di ghiaccio, giuro! C’era gente che s’è girata con l’iride lucida tipo "Quest’uomo ha capito tutto" o "Lui sì che ha il karma dietro, figa!".
Mezz’ora e 4 cambi dopo i butei arrivano: come da protocollo la linea era quella verde.Ma ne è valsa la pena: nell’underground incontriamo un ragazzo bresciano in visita a Milano e totalmente novizio all’uso della metro (e piuttosto sfortunato, visto che decise di affidarsi alle nostre indicazioni): il ragazzo fremeva perché, attenzione butei, "Alla fermata di Cairoli, no? Insomma c’è sta figa che ho conosciuto una sera, francese, vive qua a Milano, e m’ha invitato a stare da lei oggi". Inutile dire che nel giro di 3-e-dico-3 minuti Butel1 era diventato il suo migliore amico; io il secondo; o primo a pari merito. E dopo altri 3-e-dico-3 secondi partono confessioni su ipotetiche quanto improbabili posizioni del butelsutra, tra una risata, una pacca, un vecio e l’altro.
Il saluto è da amarcord:
ButelBresciano: "Allora ciao e grazie mille butei".
Butel1: "Di niente vecchio E… beh, vedi di darle un colpetto anche da parte nostra".
ButelBresciano: "Ovvio butei, ovvio!".
Butel1+Frut1 all’unisono: "Grrrrande grrrrande".
E dopo l’ultima pacca, il saluto è definitivo. A fianco a noi solo persone allibite dal culmine dell’idiozia esibita. Butel1 era commosso e mi spiega come a suo avviso il buteismo sia una sorta di neo-cameratismo, mascoline only, ma apolitico/apartitico e cosmopolita.
2) La Fondazione Mazzotta presenta ampi spazi espositivi, inseriti in un palazzo tardottocentesco, distribuiti su tre piani sovrastati da un caratteristico lucernario."Da un lato il mondo fiabesco di Marc Chagall raccontato in 60 opere grafiche. Dall’altro le acqueforti e le litografie di Joan Mirò, 90 in tutto: macchie, segni, buffi personaggi che incarnano in pieno lo spirito ludico e il mondo visionario e surreale dell’artista catalano. Una raffinata selezione di incisioni, inedite in Italia, ma soprattutto l’occasione per un dialogo fatto di opposti e somiglianze tra due grandi interpreti del Novecento."
Chagall incide il suo mondo fantastico, legato a favole e leggende, un mondo in bilico tra realtà e simbolismo. Astratti, invece, i temi di Mirò, che usa il lavoro grafico per puntare a quello che è lo scopo ultimo della sua arte: la ricerca dell’essenziale. Nel corso degli anni le sue tavole si fanno sempre più minimali e «sintetiche».


Nell’artista catalano si nota un grado di libertà estremo, con il quale utilizza il suo repertorio grafico di linee, segni e macchie, da dove emergono uno spiccato spirito ludico e tutte le suggestioni derivate dal surrealismo. La produzione incisoria di Chagall, d’altra parte, è già nota al grande pubblico, ricordiamo le Anime morte, le Favole di La Fontaine, la Bibbia. Negli anni del dopoguerra l’artista incomincia però ad utilizzare il colore: La Torre Eiffel, La Bastiglia, Le Panthéon, ma anche i mostri di Notre-Dame, gli acrobati e i clown, il gallo, il centauro, la luna, sono i temi delle grafiche esposte, in cui si nota lo stesso clima onirico e spirituale dei dipinti.

Se la pittura di Mirò risulta essere da un punto di vista concettuale priva di racconti o di aneddoti e si esprime in tutta la sua lirica realtà immaginativa, nelle opere di Marc Chagall gli elementi tornano invece ad essere figurativi ed i corpi in torsione si librano in un perenne volteggio onirico e fantastico. L'arte di Chagall è caratterizzata in sostanza da due temi: la poesia e la favola.
3) Un’ampia libreria propone ai visitatori, oltre alle pubblicazioni delle Edizioni Gabriele Mazzotta, una ricca selezione di titoli e materiali inerenti l’arte moderna e contemporanea. I butei ne hanno approffitato per comprare alcuni libretti per studiare più a fondo le opere e la pittura dei due artisti.
Considerazione di frut1:"managgia se costa questa cultura, speriamo che sia vero il fatto che alle fighe piace l'uomo che ne sa a pacchi d'arte" (come sempre frut1 vive nel suo mondo immaginario fatto di balocchi, gelato e faeghe che lo assecondano). butel1 si limita ad osservare e a commentare qualche libro qua e là affermando di averli già letti e studiati, atteggiandosi da intellettuale disquisendo d'arte in maniera del tutto accademica con la giovane avvenente fanciulla alla cassa, mentre quest'ultima indifferente alle sue parole, batteva alla cassa lo scontrino dei 40 euri spesi dal fesso di frut1 che come al solito non riesce a tenere a freno la smania di comperare qualsiasi minchiata in qualunque posto vada. Frut1, fessacchiotto e coglionazzo in action, si fa riconoscere anche in questo angolo d'arte milanese. Ed è subito canna del gas a partire dal giorno dopo.
4) Anche questa mostra è stata vista, assimilata e rielaborata dai butei. "Certamente" ora le faeghe cadranno ai loro piedi: quante donne faranno innamorare? E quante ne tromberanno per poi scaricarle da veri machi il giorno seguente: "Sei ancora qui?"?. Le domande sono retoriche, e sto dicendo stronzate.
5) Commenti:
In onda
Frut1: "Il sintetismo e la vivacità dei colori del Mirò di questi ultimi anni mi ispira"
butel1: "Artista che sfugge al dualismo figurazione/astrazione"
Fuori onda
Frut1:" Rispetto per Mirò, capperina!"
butel1:"Mi piace insomma che ci sia un po’ di… di… surrealismo insomma, e anche un po’ no insomma"
In onda
Frut1:"rappresenta le proprie percezioni attraverso un attento lavoro di controllo e semplificazione dei segni.il suo segno grafico, anche se apparentemente istantaneo, non è mai casuale ma accompagnato da una continua riflessione"
Butel1:"Del resto l’artista ha frequentato il circolo dei dadaisti tra i quali Tristan Tzara, Max Ernst, Jean Arp che lo hanno influenzato inizialmente, in seguito tramite il dettame dei poeti e scrittori surrealisti si è portato verso l'astrazione"
Fuori onda
Frut1: "Da spettino questo quadro qui eh? Beh insomma qua si vede un po’ di Dada, eh?"
Butel1: "Cosa essere Dada?"
Frut1:"noi da chi cazzo siamo influenzati?"
Butel1:".........."Frut1:"Simpson e Maria De Filippi?"
Butel1: "dalla pheega no?"
Mettiamola ai voti
Frut1:"Va beh, quindi Mirò promosso a pieni voti, si merita una nota di merito dai sentenziosi, ma di Chagall che possiamo dì?"
Avvertenze: Butel1 "Nozionistic mode" ON
Butel1:"mah, frequentò l'ambiente artistico d'avanguardia di Parigi, però si tiene sempre ai margini di tutti i movimenti e le tendenze emergenti come il Cubismo e Fauvismo. Non per niente molte volte viene associato agli esponenti della cosiddetta "École de Paris", vedi Modigliani.
Frut1:"Sì, sì vecchio, bla bla bla. Sarà per il legame con la scuola russa, ma a me la sua pittura, limitatamente alle stronzate qui esposte, non entusiasma. Qui Chagall rappresenta un mondo magico ispirato dalla cultura popolare russa e dalla religione ebraica. Diciamocelo: che due maroni! Che selezione è mai questa?"
Butel1:"Il solito ignorantello. E’ vero che resta sostanzialmente estraneo alle correnti artistiche nascenti dopo il primo dopoguerra. Infatti la sua concezione dell'arte è troppo lontana dal rigore compositivo e dalla stilizzazione cubista, sta di fatto che rispetto la sua volontà di rappresentare ciò che è la sua cultura e la sua fede religiosa"
frut1:"Okay vecchio, non sto dicendo che sia una pippa (anche se lo sto pensando fortemente), sta di fatto che le opere esposte in questa galleria sono sicuramente le peggiori che abbia mai fatto! E comunque, mostra escludendo, non mi è mai piaciuto particolarmente, tiè"
Butel1 "Nozionistic mode" OFF
butel1:"Mischia che palle, il curatore ha fatto la scuole delle suore mistiche o si è fatto un acido, non c’è dubbio. Ottimo Mirò ma la raccolta di Chagall fa veramente cagare ragazzi"
frut1:"quindi Chagall bocciato"
butel1:"bocciato, bocciato".
Mostra e non solo
E’ ancora presto, i butei si ricaricano (è proprio il caso di dirlo) nella mitica gelateria/pasticceria Chocolat.
Frut1: coppetta mega, quattro palline: cioccolato fondente, gianduia, cioccolato al peperoncino e fior di latte (per spezzare un po’ il colore della coppa). Ingordo.
Butel1, cono due gusti: cioccolato al latte e cioccolato bianco. Contenuto (perchè sappiamo quanto mangia sto ragazzo di solito: non portatevelo MAI a casa).
Quindi si recano alla solita combo Montenapoleone+Della fi… ehm Spiga a spulciare tra le ultime rimanenze di magazzino. Le rimanenze, sono terminate. Nuove linee già pronte e fastose. Ad un certo punto esce da Fay il sig. Michael Schumacher, più basso, più brutto, più malvestito, insomma più tedesco, che mai (Fay secondo me ha senso d’esistere solo per il tedesco, scusate eh!). Così, come fosse il vicino di casa, i butei lo salutano: "Ciao Mighele". Schumacher: "Tschiao". Niente pacche, secondo noi non avrebbe apprezzato.
Frastornati dalla visione della figa da vicino (l’unico vero "perché" delle vie dello shopping in questo periodo), si ristorano da Milanes1 e partono per il classico aperitivo "alla Milanese", presto trasformato in cagnara.
Ore 21.15 treno Mombasa/2 La Vendetta (per dettagli sul Mombasa originale vedete qui) in partenza. Era in partenza: soliti 40 minuti di ritardo, problemi tecnici, il treno c'è ma non parte! Seguono simpatici qui pro quo: parte. Non parte. Ora parte. Non parte più. Infine parte prima quello delle 22.15. Seguiamo noi, stile accattoni.UN’ORA DELLA MIA VITA. I love FS.
Domandone finale
Io non ho ancora capito: ma alle faghe piace ancora l’uomo smanettone dell’arte? Ma soprattutto, è mai piaciuto?

