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23 marzo 2010

Butei's Health - Marzo 2010

Queste mese su Butei's Health, il magazine più letto dai butei nel mondo:


  • Trucchi per una vera panza da birra
  • Lo specchio non ti basta mai, vero?
  • Sbronzarci più in fretta e sembrare sobri si può!
  • Hot List: frasi arroganti per ogni situazione
  • Cerchi il look alla moda? L'hai trovato
    (vai di là a prendere due forbici intanto...)

10 febbraio 2010

Il Butel® e la Finanza

Per superare la crisi - economica, baristica, alcolica - anche le soluzioni adottate dal Butel® possono presentare livelli di rischio:


"Investimenti legati alla convertibilità dell'alcol.
Da comprare finché l'Eurobirretta è basso"

13 novembre 2009

La posta dei lettori

Natalia B2 Aspesi questa settimana risponde ai lettori che accusano sentenziosi di essersi indebolita come una ballerina liberal giolittiana.

ragazzi..
parliamoci chiaro è evidente che state battendo la fiacca, non so lo dico per voi, cominciavano a valere qualche cosa i vostri commenti sulle night veronesi.

cioè in soldoni, tante persone che conosco e che organizzano eventi musicali e cose simili il giorno dopo, correvano sui sentenziosi punto iti per vedere cosa avevate scritto su di loro!

che sta succedendo siete già vecchi? a vedervi non sembrerebbe..

per chiudere vi scrivo due righe di ringraziamento per questa perla di commento e di saggezza che avete scritto sul caffe blanco,
potrei arrivare a definirla "old school" ovvero ottimo lavoro come ai vecchi tempi..

il messaggio mi sembra chiaro, tornate a scrivere sui vizi di questa verona da bere, e..
fateci sognare.

con amore
butel de la provincia


Caro Anonimo,

il lassismo dei butei è cosa nota. Tuttavia riconosco l'impasse creativa da te additata ma non credo ci rialzeremo molto presto.
In questo momento siamo molto annoiati (e sbronzi) e persino sentenziare su tutto, originariamente il nostro antidoto a questa Verona molle e ignorante, ci ha stufato.
Sentenziare doveva creare delle reazioni, che puntualmente, in questa città di bigotti, non sono mancate, noi tuttavia non cercavamo reazioni fine a se stesse bensi reazioni funzionali a un qualsivoglia rinnovamento/innovazione nel modo di vivere e progettare la vita notturna.
Ma nella città delle pecore tutto ciò non si è avverato. Per quanto mi riguarda l'entertainment notturno a Verona città (ft. Wario) non ha subito alcuna evoluzione degna di nota. Tutto è fermo, tutto è immobile. Stasi perenne.

Per ciò che concerne il nostro ruolo, riconosco altresì - una sorta di istituzionalizzazione del "Fenomeno Sentenziosi". Sentenziosi nasce come un anomalia, "una spina nel culo dell' establishment della nightlife veronese" (cfr F. Ferrarotti) ma col passare del tempo, e attraverso un processo indiretto, siamo stati inglobati all' interno di quello stesso "sistema locali intrattenimento notturno" su cui sentenziavamo e, se dapprima una nostra sentenza gratuita suscitava quantomeno un dibattito (vd. Muori stronzo") ora questo effetto è svanito rendendo inutile ogni nostra nuova sentenza.
Che fare dunque? Potremo prendere Staniz, processarlo e farne il nuovo Aldo Moro della movida, ma a che pro? Dopo la scossa iniziale tutto tornerebbe inesorabilmente alla stasi.

Ci siamo rifiutati di credere alla piazza come unica alternativa possibile infine ci siamo arresi alla sua inesorabile maestosità. Non c'è nessuna via d'uscita diceva il poeta (Mondo Marcio). E noi forse, ci siamo stancati di sentenziare per i nostri 25 lettori.
Molto meglio essere ebbri fino al midollo e ricordarsi che in ogni caso anche la migliore delle NON-Verona finirebbe, presto o tardi per essere come Verona.

Nel frattempo, per non stare con le mani in mano, beviamo.


Sentenziosi brinda


P.s. Anonimo se mi è premesso, vorrei dichiarare questa fase di sentenziosi come il nostro periodo decadente e lasciarti con questa perla "A volte anche dalla merda nasce un fiore"

Tuo, But Tzu.

23 luglio 2009

MTV is not so cool. MySpace Italia invece...

Batto l'ultimissima Ansia: In crisi anche il settore dei sempreggiovani.
MTV Italia non se la passa bene. Pare stiano per segare 50 sempreggiovani.

Carlo Pastore. Lavora in MTVCrolla un mito. La tv fighetta con tante fighette e i video con la musica fighetta e spensierata, i programmi fighetti con gente cool e fighetta, non è così fighetta. MTV, la tv così di tendenza... che decide cos'è di tendenza, only for Real Plebeys.


E' quanto declamano dall'immancabile blog per segnalare la situazione di illegalità legittimata all'interno dell'azienda MTV. A dare manforte all'accorato appello, firme di artisti blasonati e imparziali che ci mettono la faccia: persino Carlo Pastore (che in MTV lavora/va. E' un po' come avere la firma di Lapo se scioperi alla Fiat?).


Ecco un video choc. Brividi. Tre anziani si sono giù suicidati.



Siccome il ricatto lo stanno giocando molto bene, ieri leggevo che forse arrivano a segarne pure di più.

Cose che non ti aspetti
Siamo stati recentemente ad un evento organizzato da MTV e sponsorizzato da Fix Design. Sarà che eravamo sbronzi come iene, ma mentre i primi dicevano: "A settembre sono senza lavoro" i secondi dicevano "MTV Italia? Sta per fallire!" noi eravamo intenti ad arraffare quanti più free drinks possibili - arrivando in più di un caso alla corruzione sistematica tramite raccomandazioni spudoratamente inventate ("Chiamami domani, inizi a lavorare in MSN e potrai chattare su Messenger quanto cazzo ti pare!") - e cercavamo strategicamente di individuare i punti della città dove avremmo rimesso alcol con stile tra le 2 e le 3 ("Tassista, ci porti all'Old Fashion" "Ma voi non state'a'bbene!" "E altrimenti le chiederei di portarmi lì?").

Fin qui la notizia
Passiamo all'approfondimento. Fine.
Passiamo allora ad una considerazione: se MTV Italia fa la cura dimagrante, chi porterà avanti il lavoro esemplare di organizzatore di eventi per e catalizzatore di pheeghette? Ne parlavo oggi con un comitato di scimmie ventenni, le quali puntavano il dito sui "Secret Show di Myspace Italia!".
MySpace Italia dici? Sentenziosi dovrebbe ancora avere un account da quelle parti, andiamo a vedere come sta quel vecchio baraccone digitale sbrilluccicante trashume e lento come la fame a caricarsi anche sui computer di ultima generazione.

MTV is not so cool. MySpace invece...
Vediamo. Abbiamo un messaggio. E' del Team di Myspace Italia.



Oh, là. Che bella gente: belle fighe e bei butei... (sic!). Il nosto divertimento fighetto è in mani sicure (ho infatti appena ordinato un secchio di vodka e a breve mi verserò i miei white russian nelle orecchie).
Procediamo con la MySpacer della settimana. Chi troveremo ai party di MySpace, insomma? Ad esempio Alessandra, 23 anni, Udine.

Myspace utentessa di Udine: INTERESSI

- Cosa preferisci fare su MySpace?
- Visitare i vari profili nazionali e internazionali per conoscere quante più persone posso, per arricchirmi
I passatempi della Pheega 2.0. Come ci ha insegnato la Pupa e il Secchione: se esistono donne così, dio ci ha abbandonato. Almeno la MTV Generation era minchiona prima dei social network.

In soldoni
Salvate MTV, vogliamo ancora sballarci come dei veri ggiovani.

07 luglio 2009

Indie rocker (dal Dizionario del Butel)

dal Dizionario Real Time Del Butel (ed. Sentenziosi):

Aperitivo. Milano.
Conoscente X: "Ma chi sarebbero mai questi indie rocker?"

ButelY (vive a Milano da poco): "Praticamente, sono delle persone che si mettono gli occhiali grossi da deficiente e vanno ai concertini electro rock a fare i deficienti".

04 aprile 2009

B Nights - Le notti dei Butei

Il Butei Day (B-Day) è un rito profondamente sentito nella maison, a cadenza circa trimestrale. E' la giornata che celebra la grande apologia del buteismo ovvero fare un cazzo socialmente utile ma farlo fondamentale bene e all'insegna della cura e del rinvigorimento del proprio essere-butel: taxi, colazione in pasticceria, palestra, saune, bagno turco, taxi, sontuosi pranzi, taxi, relax, shopping, taxi, piscina, solarium, relax, aperitivi, cene proteiniche, aperitivi, sbronze, pheeghe, sketttchesss vari, ecc. Il tutto finisce con alcuni butei con le pezze al culo, ma bellissimi. Una scena da "scalata sociale" in un film anni '80 qualsiasi può rendere l'idea.

Poi c'è la Butei Night, già diventata B-Nights ovvero lo spin-off veronese di un famoso spin-off di Malibu (sinossi: Mitch di Baywatch indossa un cappotto, si arma di pistola giocattolo e fa delle indagini con due negri e due roie).
Storicamente c'è chi tenta di chiamare la B-Night con il facile appellattvo zenetta pericolosissima vecio. Non scherziamo, siamo sue due pianeti differenti.

E' stata organizzata una B-Night proprio stasera, sabato 4 aprile 2009, peraltro la nostra personale alternativa alla festa ai circoli da tennis in Basso Acquar (sinossi: Jennifer Manzo e John Marangoni scaldano la pista ad una serie di deejay persino peggiori di loro, mentre alcuni culi ventenni oversized - quest'anno, va di moda il culo scolpito nel budino - cercano di dimagrire. Fallendo, si accontenteranno di farsi palpare da Upstream o chi per esso --> Frut1).

B-Nights Attack
Volete anche voi organizzarne una? Fffatto, seguite questi pochi consigli e guardate questo prossimo (già in corso) caso di studio.
Il programma di una B-Night è di assoluto prestigio(?), frutto di una selezione di misurata qualità con tappe "fare stronzata X" cadenzate con microscopica precisione e ovviamente mai rispettate. Sorprese, impreviste e figure di merda costituiscono il corollario perfetto di una serata votata all'alcol e al non-sense-plus-ultra. Ogni B-Night ha un momento clou, una mission che non si può saltare (unica regola). Questa sera sarà...

Programma Sabato 4 aprile 2009
Sentenziosi Entertainment presenta: Bday By Night cioè B-Nights, lo spin off di un format di successo. A partire dalle 19.30 Bday By Night (BDBN). Su Butei Channel.

Ore 18
Pre BDBN. Comprare stronsade per fare stronsade. Ed è subito alcol e cibo.
Ore 19
Macchinata dei butei. Direzione ButTaverna (posticino molto intimo ad Avesa, solo 5 coperti- fatalità- prezzo forfettario ovvero Butel1 fa la spesa al Galassia ecco).
Ore 19.15
Sciampein
Ore 19.20
Sciampein
Ore 19.30
Magnà. E sciampein. Peffozz.
Ore 20
Avanzi la bottiglia n°5, sempre la piu buona.
Ore 20.30
Brindisi di capodanno
Ore 21
Biliardo
Ore 22
Shottini
Ore 22.00.01
Drago Butel2 ha già rifatto il bagno.
Ore 22.05
Tutto ok si riparte dagli amari.

Lasergame al Benacus di VeronaOre 22.10
Si organizza la trasferta al Benacus (Bardolino?), Laser game per i butei olfi.
Ore 22.30
Stiamo ancora organizzando.
Ore 23
Forse al Benacus, ma anche in piazza. Ma anche al Silver Star in parcheggio Arena. 5 rum legendario de puta madre.
Ore 23-bis
Se al Benacus, zittire Butel3 che tenterà di farci passare la sua arma per scarica e non vale.
Ore 23.15
Troppe variabili da considerare. Ad esempio dove sarà mai Butel1? (ovviamente nascosto in casetta a tirare i dati portati da casa: qualcuno gli spieghi a cosa stiamo giocando, perdiana).
Ore 24
Il gruppo si è diviso. Chi al night di Saval (Diva's) a riempire profumate mutandine di anonime zoccole, chi al Kappa Caffè.
Ore 1.30
Ci si ricompatta all'arrivo. Tutti a tirare sassi di buon auspicio nell'Adige. E' il capodanno cinese dei butei.
Ore 2
Secondo giro di vomitate e saluti finali. Pacche.
Il presente programma potrebbe essere soggetto a cambiamenti in corso.

23 marzo 2009

Festa esclusiva a Padova: Hollywood, red carpet, Oscar. E almeno la giacca.

Ringrazio il sempre prezioso L. per questa segnalazione meravigliosa. In breve: nel padovano organizzano ad aprile questa festa a tema hollywoodiano, con Oscar, "red carpet tra starlette, modelle e celebrity", dove gli invitati possono "rilasciare dichiarazioni ai paparazzi e posare per i fotografi in cerca di scoop", senza dimenticare che verranno premiate "le categorie Best Male e Best Female" e via dicendo.
Per un attimo ho anche provato a pensare (non ce l'ho fatta) che non sarebbe stata l'apologia del trash. Ma sull'invito ad un certo punto si parla di "Dress Input" (entra in pantaloni esce in mutande?), prestate attenzione alla penultima parentesi:

Festa Privata - Solo su invito
-----------------------------
Dress Input:
- uomo: giacca e cravatta (elegante, almeno giacca)*
- donna: abito da sera (o elegante)

Almeno giacca. Adieu.



* sembra il consiglio ad un vecchio amico: ok dai, lo sai che sono un cazzaro pure io, ma questa volta cerca di non deludermi. Il butel di Padova che fa? Prima impone la regola ("Giacca e cravatta!"), quindi ci riflette per circa 1 secondo e già sa a quale clamoroso fallimento andrà incontro, sicché presto offre una comoda via d'uscita a tutti.

Notate come cambiando espressione non cambia il risultato:
"elegante, vi prego, vi prego vi prego vi prego"
"elegante, butei ce la fate stavolta?"
"elegante, ormai semo alle asse"
"elegante, dai ziokan"
"elegante, dai dio c*n"
"elegante, sappiamo tutti che verrete in felpa ma almeno salviamo le apparenze"
"elegante, dai mettetevi 'sta giacca, sotto potete restare in canottiera o a petto nudo"

16 marzo 2009

L'incredibile posta dei lettori: Sentenziosi secondo (certi) Voi

Leggo il meno possibile la posta dei lettori, mi mette un'ansia guardia... Uno non la consulta per una decina di giorni, e si raccoglie di tutto. Seguono esempi della rubrica "Sentenziosi vista da fuori".

a) Vuoi lavorare in Sentenziosi?
A.A.A. Posto non ce n'è, mai troverai annunci, né ti vorremmo (lo sai, puzzi), ma intanto il curriculum mandalo, magari ci facciamo quattro risate, grazie.

"ciao ho il brevetto di assistente bagante e mi piace lavorare anche al bar in un ambiente dinamico .....così vi invio il mio curriculum. resto in attesa di un vostro contatto Grazie!!!!!!!!"

Assurdo? Certo che sì. Comunque prendiamola: almeno ci fa i drinks.

b) Documentario francese su Verona
In Francia c'è un'associazione che fa cose e vede ggente e decide di fare un documentario per spiegare Verona ai francesi e all'Europa. Nobile gesto, un passo in più nel necessario processo di europeizzazione. Alcolica. E chi potrebbe mai raccontarti qualcosa su Verona?

"Il documentario consiste in più puntate (prototipo Cracovia qui), che saranno girate in diverse città d'Europa, e le questioni che vorrebbero porvi riguardano appunto Verona.
Tra le varie persone che andremo a intervistare, vorrei figuraste anche voi: mi piace molto quello che scrivete, lo trovo piuttosto divertente e veritiero! Insomma se lo scopo è spiegare Verona ai francesi, una session etnologica mi sembra necessaria, e voi mi sembrate assai competenti."

Ovviamente è una cosa che facciamo spesso, si capisce dall'header ad esempio. B2 risponde:
"Grazie di aver pensato a noi.
Per me è no (by B2 feat M.Maionchi).
In verità ci piacerebbe molto avere un'occasione internazionale per ridicolizzare la nostra amata città tuttavia ci è reso impossibile dal regolamento deontologico (art 112/bis) mostrare le nostre facce da culo"
Richiamatemi quando ci contattano per un kolossal, grazie.

c) Sentenziosi Management
"ehi staff sentenziosi... siete veramente fantastici.... continuate così!!!!"
Si va si va si va!!! (Comunque poi ci segnala il Totem di Vicenza, e si riprende).

d) Boicottiamo la Byblos, uniti contro le ingiustizie fratelli!
"Boycottiamo la galleria Byblos che sfrutta un progetto SPONSORIZZATO "sposi in viaggio" che ha finito con la morte della protagonista. vERAMENTE E VOLGARMENTE OSCENO. gRAZIE a VOI DI PARLARE PER TANTI.
saluti."

Prego, non c'è di che, onorati. Ci vediamo all'inagurazione.
Ah, ho sbagliato?

e) Butei Liberi
Si salva sempre la preziosa Pandorina (lei sa perchè). Qui un suo omaggio:

Butei Liberi: la curva dell'Hellas, forse?

Art decò che spakka.


Alla prossima puntata.

20 febbraio 2009

"Tredicenne accoltella insegnante di violino"

"Voleva suonare la chitarra"
L'Arena
Cos'è, una battuta? No, è quel titolista dell'Arena che beve con Butel2 dopo il lavoro.
A pagina 4 inoltre si legge:
Sanremo. Secondo Povia, Luca non era gay.
Upstream: "Cancello subito il suo numero!".
Frut1: "Mi piacerebbe prima sondare la gravità della cosa".
Intanto altrove, diversi Butei festeggiano.

24 dicembre 2008

A Natale siamo tutti più buoni

Tutti conosciamo l'Itis Marconi, il think tank scaligero che da anni sforna, senza soluzione di continuità, i più fini luminari del Pensiero Critico Veronese (compendiabile in pochi ma significativi assiomi: Casso ghe? Ghe da darse! ; E quando i mussi volerà fasemo il derby in serie A).

Beh, mi si racconta che i ragazzi ogni anno scendono dalla loro torre d'avorio di elitismo intellettuale per regalarci momenti di genuina e fraterna appartenenza alla stessa grande Famiglia del Cristo *inserire colorita espressione sacrilega* (come le prime generazioni di marconiani insegnano).

Proud of you guys

Voilá




Non lo possiamo vedere in questo filmato ma, da voci di corridoio (rido da solo), pare che al termine dell'esibizione canora, i rappresentanti di istituto percuotano a cinghiate le matricole che si sono permesse di avere un media superiore al 7. In segno di monito, s'intende.

Disclaimer: il video circola da un bel po', diventando giá un cult negli ambienti della verona avanguardista che conta (=il privé del Pachanka). Non ricordo chi me lo ha segnalato, forse butel-emme, forse facebook ma lo scrivo in piccolo cosí a b1 non travasa la bile.

18 dicembre 2008

Essere commesso a Verona - parte 1

Ci sono cose nella vita che si configurano più importanti di altre, ad esempio non essere mediocri (ma anche non essere troppo egoisti, non essere poco generosi, non dimostrarsi immeritevoli, non mettersi il gel e via dicendo). Fortunatamente c'è pure quella vocina che mi coglie da tergo e mi suggerisce - mentre mi sta ormai seviziando e ispezionando l'orifizio - che si può intervenire, aiutando e amando il prossimo mediocre tuo (dove l'ho già sentita questa? Su Topolino tanti anni fa, mi pare).
Infatti, chi ha detto che la mediocrità non si può misurare? E affrontare? Pensiamo per un attimo al commesso veronese. Vi sarà già tutto chiaro a questo punto, ma approfondiamo brevemente.

MEM (Mediocre Engagement Marketing)
Un pomeriggio caciarone e nostalgico, eravamo io, Roberto Concina, Timmy Thomas, Milli Vanilli, Isaac Hayes, Socrate il virtuoso, Max Headroom il virtuale, Auanagana. Alla ricerca dell'ermeneutica della mediocrità, in centro noi s'incontra vari esemplari di Commessauro, animale mitologico metà commesso metà testa di cazzo.
Incontri ravvicinati classificati come del terzo tipo (o del moccolo) dove il primo tipo stava per "Guardi, non c'è più speranza per l'umanità", il secondo per "E' finita, non ci resta che l'abisso" quindi il terzo finisce semplicemente per risucchiarti nel nulla intellettuale-semantico-autoironico. E scopri che no, non puoi amare poi quel tanto il prossimo mediocre tuo, in fondo.

- Shopping meta n°1. De rerum natura
Butel1 entra. Non fa in tempo ad orientarsi - sembra appena partorito e si domanda "che ci faccio qua?" - quando viene sorpreso alle spalle dal Commessauro Senzamanieris: "Uha, posso aiutare?" "No grazie [pezzo di deficiente]". B1 assaggia il campionario: solite cravatte (a Verona ufficialmente el cravatin), solite camicie, nulla di interessante. Nel frattempo, qualcuno molto occupato, molto professionale insomma molto competente ritiene sia nuovamente il momento per offrire il proprio contributo: "Eh fa freddo eh?".
Il meteo. Indice di mediocrità eccelsa. Continuare a questo punto implica mettere il cervello in stand by e fingersi autistici. Fate capolino e domandatevi: "Con chi parlo del tempo?" e vi risponderete con una lista di persone per voi poco utili.

- Shopping meta n°2. De Neomania forzata
Butel1 entra. Più cauto che altre volte, costeggia il muro sin da subito. Niente e nessuno può assaltare la roccaforte. Soppraggiunge una Commessaura Titinis, una tappa tutta ciccina e titina con la parlantina da scemina patentatina. "Ma tziaò!". "Salve [spero ti mettano una bomba sul sedile dell'auto, presto]". Provo un capo, so già che mai l'acquisterò. "Tzioè che ggiusto, questo è all'ultima moda!". "Ah proprio l'ultima?". Speriamo di sì. Mi conferisce quel look molto ricercato da tappeto di sala d'attesa su cui il bambino malato ha appena vomitato e l'anziano incontinente urinato; un giorno andrà di moda uscire in mutande, chiamatemi e tornerò sui miei passi.
La neomania anzi l'inseguimento a tutti i costi. Indice di mediocrità preoccupante.

- Shopping meta n° 3. De Venditore incapace
Butel1 entra. "Crrrrr --- qui Alhpa, qui Alpha, guardatemi le spalle mentre entro --- passo --- crrrr" ("Crrrr --- ricevuto Alpha, ubriacheremo chiunque ti s'avvici..." swhiusssshshshshshsh cccrrrrrrr ssshswhwhwhwwh... connessione saltata), merda, sarò intercetato tra pochi second... "CIAOPOSSOAIUTARTI?", appunto, ecco il Commessauro Cazzaris. "Vorre..." "Ho quello che fa per te" "Capisco [te possino sostituire il cervello con uno ancora più vuoto]". Mentre indosso uno splendido capo in carta vetrata, prenoto un intervento correttivo dal chirurgo estetico. "E' il tuo, vuoi provare anche l'altro?" "[Anche questo calcio volante è tuo, vuoi provarlo?] In particolare noto che è una specie di viscosa..." "Eh sì sì praticamente è una scosa particolare". Una scossa magari, quella ti servirebbe.
L'impreparazione lavorativa. Indice di mediocrità incipiente. Ridatemi i commessi milanesi delle griffe, culatacchioni all'inverosimile (non sono nè a favore nè contrario ai loro diritti, sia chiaro) ma professionisti.

- Shopping meta n° 4. De Domina mortacciona et ignorante
Butel1 entra. Dai "Ma tziao" ai "Ma ttzziao", mi sembra di essere finito nel fallimentare film delle Spice Girl. Comandano le donne. Girl power ci sto, sono femminista pure io che credete? Siete capi di stato, capi di confederazioni, manager, mamme... ci avete battuto in tutto.
"Prenderei questo, questo e questo". "Ok sono X". "Sto prendendo tre cose. Mi permetto di aggiungere che sono costose. E' il momento in cui mi si dovrebbe applicare lo sconto da cliente fidato quale - purtroppo - mi sono dimostrato." "No guarda non posso più fare sconti..." "Come mai? [Pidocchioso cesso da battaglia]. E' sicura?" "Eh in questo periodo non posso..." "Potrei ripassare quando può" "No eh ma io... non posso mai" "Parlava di questo periodo" "Eh sì ma... è un casino..." "Sto pensando di non prendere più niente". "...". "...". "...". Un volto si fa viola, pronto ad esplodere. "Allora... facciamo un 20%" "Ecco i soldi" "Grazie" "Buonasera" "Buonasera". Non si può insegnare il marketing relazionale ai bottegai mortaccioni, specie se veneti. Potrebbero seguire puntuti ragionamenti, come avete notato.
Operare in regime di compromessa formazione minima e mancato buon senso nel 2008. Indice di mediocrità virale.


Siccome non fare nomi è sempre meglio, non diremo che queste conversazioni potrebbero essere state registrare a cavallo tra corso Porta Borsari e via Quattro Spade e via Oberdan e via Mazzini, ché qualcuno potrebbe pensare a posti quali - chessò - ABT, Palma, Folli Follie, Grifoni ecc. Ovviamente, le cose non stanno così.
[Regola della comunicazione umana: Se tu dici ad uno che Non è così, la prima cosa che egli pensa è che Sia così. Ma qui si apre un mondo sul quale non esercitiamo controllo.]

10 novembre 2008

Yes We Can Drink (Obama dixit)

Endorsement a scoppio ritardato? No. E' che in tutto questo esaltare l'ars oratoria di Barack (sì Obama, il padre di Hamilton), nessuna a citare l'apprendimento della lezione della Sentenziosa Scuola di Oratoria.


Barack Obama: Yes we can drink

God bless America(no).

16 ottobre 2008

Poseur: ode al bancone

In preziose fogge trovo riparo
mentre alcol medicinale mi inietto
dal bancone non mi separo
chè il birdwatching è diletto.

Che io vada o che rimanga
il bicchiere mai non pianga,
sulla mio desco preparato
e dalla destra tanto amato,
aspro o forte d'una nota impazzita
rum, mojito e margarita(s).

Posta dei lettori: "Ci state andando ancora al nuovo Mazzanti?"
Sentenziosi: "Chi, noi?"


Butel1 e Butel2 hanno il posto prenotato sul bancone del Mazzanti bar in Piazza Erbe

19 settembre 2008

Maturità alcolica, cap. 389

Ordine del giorno
Sms di Butel2: "Butel1, suggerisco di bere prima di cominciare a bere"

Approvato con Sentenza 389 dalla Corte di Sbronza Preventiva

22 agosto 2008

Drinking in Trenitalia (nuovo video, questa volta senza choc)

Contro i nuovi vandalismi sulle carrozze Trenitalia (due tizi che saltano sulle poltrone, oohh) puntualmente segnalati da (e solo da) Studio Aperto, Sentenziosi risponde con il progetto Drinking in Trenitalia: Sentenziosi sponsorizza elegante champagneria con buffet naif in prima classe, in piena linea con il riassetto economico presentato della compagnia.

trenitalia, nuove misure: champagneria in prima classe

L'ultimo business plan di Trenitalia prevede infatti l'introduzione di una serie di nuovi annunci nei treni e nelle stazioni. Nei prossimi giorni sui treni vi capiterà di sentire cose del tipo:

"ding-dong - Si avvisano i signori passeggeri che i butei sono in partenza per il concerto. E stanno stappando. Per ogni esigenza o per un bicchiere in loro compagnia, li potete trovare nella carrozza di prima classe con calici e spumanti - ding-dong"



[Dopo i video choc(???) dei giorni scorsi circa il vandalismo a bordo dei nostri treni, si
propone rinfresco naif ma elegante a base di prosecco, champagne, paninazza italiana]


mentre nelle stazioni:

"ding-dong - I butei saranno in sosta per circa 20 minuti sulle panchine del binario 2 a bere spumante e sfilare sui catwalks con arroganza. Si invitano i gentili viaggiatori dell'est a continuare ad accoltellarsi al binario successivo. Ci scusiamo con loro per il disagio arrecato - ding-dong"

sentenziosi in stazione trenitalia Padova

Starring in arrogant order
- B1 e B3 nel ruolo degli annoiati esponenti di una annoiata generazione che non sa fare niente. Che non sa fare. Che non sa. Che non.
- la generalità dei passeggeri e il loro inenarrabile stupore di fronte a due butei che si fanno strada con camminata da passerella, si accomodano, stappano, bevono con inaudita naturalezza e all'appello stupefatto del controllore "M-ma questo non si può fare!" rispondono "Ma certo che si può... nella Maison Sentenziosi... spufff!" (seconda bottiglia stappata)
- il cin-cin, ciclico a 5 minuti
- il passeggero giovane che finge seri problemi di incontinenza per recarsi con continuità al bagno in modo da sincerarsi ogni volta di aver veramente visto due butei che con totale non chalance champagnano da sè su un treno
- il passeggero anziano che ad ogni cin-cin si guarda intorno come se avesse due butei dietro che stanno champagnando su un treno (eh, soffre sicuramente di sindrome persecutoria)
- l'amico Slobodan e/o Miroslav ubriaco e molesto sulla panchina alle spalle di due butei che champagnano in stazione: lui con quella Moretti analcolica (sì, pure con l'analcolico si sbronzano) prelevata dal distributore non si è mai sentito così slavo, noi non abbiamo mai avuto i reni tanto a rischio
- "siamo molto contenti che siamo qui, pensiamo che c'abbiamo l'icse fector, Simona"

Fino Primo Tempo
Prosegue al post successivo: drinking in Padova

14 agosto 2008

"A Marina di Ravenna vecchio, Marina di Ravenna... che l'è na figada!"

"Sto partendo per Marina di Ravenna". Vai.

marina di ravenna

Eccolo lì, tutti a Marina di Ravenna a saltellare-saltellare allora. Dio mio, era almeno quattro giorni che non la sentivo, uno si può abituare! Anche perchè gli altri tre giorni c'è in permuta il trio evergreen "Vado a Ibiza" "Vado a Tenerife" "Vado a Mykonos".

Quando persino i genitori ormai hanno mollato, ecco i giovani veneti (non senza alcuni dei migliori rappresentanti delle delegazioni Terronia, Slavia, Albany alla ricerca de l'America Perduta) a lanciarsi coi tentatocoli nell'eterno film di Jerry Calà, finanziato da Fabrizio Corona.

Ricordo una delle ultime, sul serio, esaurienti (?) considerazioni di Butel2 pronunciate in suolo italiano verso metà aprile:
"Tu B1, quest'estate: ci si vede?"
"Mah, non penso, giretto in nord Europa per me, forse torno un po' a Berlino, Copenhagen, qualche nutria locale, meglio se a coppie. Qui? No qui niente. Se interessa sento troppa gente che insiste ancora con la Riviera. Sai, Marina..."
"... Marina?"
"Marina di..."
"... di?"
"... di Ra..."
"... di Ra?"
"Marina di Ravenna"
"Oh là, Marina di Ravenna"
"..."
"Bene, beeenissssimo Butel1, benissimo. Non andrei a Marina di Ravenna neanche se l'alternativa fosse farsi inculare da dieci negri, oggi, domani e sempre"
"Hai esperienza in certe cose e ti rispetto"
"Grazie"
"Se interessa altrettanto, a Saint Tropez c'è un traghetto che fa il giro intorno agli yacht ormeggiati. Pare ci sia la coda fino a notte"
"Marina di Ravenna è il massimo"
"Sei sicuro?"
"Fossi matto. Beviamo ora e dimentichiamo?"
"Certo"
"Garcon, un secchio di whiskey, grazie"
"Due secchi. Sia mai che ricordi quella del traghetto..."

07 maggio 2008

Ragazzo morto a Verona, ucciso per pestaggio "nazi-fascista": qui la verità

L'opinione che non cercavi:
il pestaggio mortale perpetrato dal Raffaele Delle Donne e dai propri bad boys (5 pischelli mongoloidi che smaniavano di invadere la Polonia) ai danni dello sfortunato Nicola Tommasoli, è l'ennesima lampante conferma che a Verona non c'è abbastanza pheega in giro la sera.

21 novembre 2007

L'Arena - Il Giornale di Verona

Aggiornamento
Ribadisco totalmente il mea culpa: questo articolo andava semplicemente pubblicato e commentato riga per riga, stronsada per stronsada, esattamente come si fa ad una prima lettura. Come non farsi provocare da lievi momenti di tenera ilarità leggendo di:
-"E' il momento dei blog". Nel 2007. Il top della gamma. Entrano comunque in chart:
-"RITI E MITI DI INTERNET". Ovvero? Quali, chi? P-prontooo??
-non posso credere che ci abbia spiegato "«Sito mona?», gioco di parola dal sul doppio significato di «sito»"
-"i fili della ragnatela elettronica globale", cioè la internet, sulla quale navighi con la tua zattera in silicio-plastica
-"questi diari in pubblico che sono i blog" ah sì è vero, e poi ci fu nel 2003-04 il momento in cui tutti definirono il blog il diario personale
-fermo restando (by Upstream) che la sparata de IlVeronese da "Lei non sa chi sono io" (Eh no che non lo so, chi cazzo siete, che ve conosce?) è subito vincitrice ex aequo: "...lei Beltrame non si rende conto...". E tutti a slacciarsi le cinte e mollare pertiche di 7,2 cm con sicura eiaculatio praecox
[fine]

L'Arena scopre ed elenca alcuni blog veronesi in un pezzo piuttosto tragi-comico. Ma si dimentica di sfotterli e finisce per sfottersi. Perchè, come hanno detto al Beltrame, c'è sempre il sospetto che il blogger sia un segaiolo (cit. da VeronaBlog "Non vorrei dar ragione a quel mio amico che sostiene che troppi blogger sono dei frustrati esibizionisti e segaioli"). Certo che lo è, almeno quanto il giornalista.
Tra tentivi di pubblicazione e autocensura, Sentenziosi propone una fino a questo punto inedita analisi sulla discussione, analisi che sì è caustica ma rischia di essere quasi seria e poco burlesca. Sottolineo quasi e non poco. E vi espone un paio di punti di vista divenendo piuttosto sbruffona. Poi comunque da in pubblicazione il pezzo originale e allora la butta in vacca come sempre.


l'arena il giornale di verona


Polemica sì, polemica no: contropolemica!
Salve. In origine avevo dato genesi alle righe presenti di seguito un paio di sere fa per noi farci (il pronome inclusivo vuole richiamare attenzione sul sottoscritto, sui co-editori, nonché sui 7 lettori rimanenti) una risata lievissima e gratuita su un altro nobile esempio di giornalismo locale che marginalmente - molto marginalmente a onor del vero - chiama in causa il sito degli editori che qui poggiano il proprio deretano.
0,1 secondi dopo, già fiutavo aria di mediocritate in arrivo, il trashometro ovvero Scala Butelli certe cose come sempre le prevede: l'innocente pezzullo sui blog veronesi ("La febbre dei blog contagia l'Afric... ehm Verona") di Giancarlo Beltrame sull'Arena, Il Giornale di Verona - ah, che giornale... - di un paio di giorni fa, ha prontamente e "insospettabilmente" dato il via al nuovo sport locale "Daje al Beltrame daje".

Abbiamo preferito arrestarci. Non c'è gusto a fare la coda, se la polemica non è underground e non ci arrivi per primo o pseudo-primo, lascia stare, il tuo egotismo ci guadagna. Ok, ok, il Beltrame ha tutte le proprie colpe speculative ed è giusto che espii con doppia pubblicazione giornaliera su l'Arena (brrr), ma si è chiuso facilmente l'occhio su altri dati di fatto quali ad esempio la disinteressata sottovalutazione della galassia/filosofia blog che getterebbe sulla stessa una luce un po' sdegnosa. E va bene, si aggiunga.

A questo punto il mio intervento meritava una correzione: aggiustare il tiro, superare la mancata polemica, lanciarsi nell'inutile contropolemica. Quasi riuscito.
Infine pubblico a mo' di contranalisi e retrospettiva - prassi già cara allo stesso Beltrame che certamente comprenderà e mi stringerà la mano in segno del celebre (eh?) onor di cronaca in differita - introducendo tre ulteriori precisazioni, nuova anima di un vecchio post.

[a chi servisse anzitutto prendere visione dell'articolo dell'Arena, l'integrale si trova in fondo]

Tre ulteriori premesse, la seconda sull'articolo, la prima no, la terza insomma
1) Fissatevi questa percentuale del 99, grazie. Sentenziosi sposa quel corpus di tesi che generalmente vedono essere il blogger "quello con le occhiaie" e, sostanzialmente, il 99% della blogosfera come un concentrato di onanizzatori incalliti, intimamente convinti di produrre e diffondere contenuti di mi sfugge quale rilievo attraverso mi sfugge quale forma di scrittura creativa di qualità. L'altro attacco generale che sovente è rivolto al blogger è quello di sostanziale inettitudine, quasi fossero tutti i blogger dei novelli Zeno Cosini in erba: la serietà con la quale il blogger medio s'imbarca nella sua religiosa professione (quale?) non sarebbe controbilanciata da un'adeguata redditività (appunto!). Del resto se ciò che fai nel mondo e nel tempo che hai a disposizione ti qualifica e magari ti da da vivere (magari), come giudicare l'utente di blog, l'utente di un modello economico nel 99% dei casi (ridaje) non vincente? E come dimenticare che il blog (=non tanto weblog, ma sinonimo di "sito semplice") è geneticamente il mezzo dell'utente internettiano inesperto. Per blindarci da ripercussioni e percosse su questo punto - punto che non si discute a mio avviso - ci tiriamo immediatamente dentro il fenomeno e ci masturbiamo con tutti voialtri (da qui l'odio per noi stessi, bla bla bla), così la fate già finita e passate oltre.

L'altra parola d'ordine - almeno qua in Europa, specie in Italia in questo momento, perchè negli states l'ossessione è molto inferiore - è 2.0. Tutto dev'essere dueppunttozzzero, il blog è tra le modalità al centro della rivoluzione dueppunttozzzero. Sostanzialmente trattasi di una presunta e sedicente rivoluzione copernicana di internet che rivaluta completamente l'utente mettendolo al centro di ogni logica, di ogni attenzione, dandogli tutto lo spazio che merita e facendogli fare quel cazzo che vuole, l'importante è ascoltarlo e fargli creare i suoi fottuti contenuti (dei quali ovviamente non frega un cazzo a nessuno esclusa la propria solita cerchia di conoscenza, ridotta dell'xx% ovvero di quelli che in rete non ci vanno) , perchè hey sì cioè è bello così.
Sentenziosi, sicuramente nella mia butelissima persona, trova ancora forti simpatie per il modello di comunicazione 1.0, in particolare per l'immortale logica vecchio stile (tradizionale millenaria, mica cazzi) del "Io sono la star di questo show, Io sono dio, Io creo i contenuti, tu li ciucci, se ti piacciono mi adori pure, ad ogni modo non hai diritto di replica, stronzo! (ma puoi sempre evitarmi, fatti furbo)"

2) Se pur si può criticare l'innocente speculazione(?) beltramiana, non vedo perchè concentrarsi su obiettivi ("Scrivere per i propri lettori") e risultati ("I propri lettori sono potenziali rincoglioniti") dell'articolo del Beltrame.
Ma cristo santo, a tutti sfugge che quell'articolo è dannatamente divertente, comico anzi tragicomico? Noi abbiamo riso ogni tre righe, forse ogni due, ok ogni riga. Questo è il fatto: l'articolo di Beltrame fa ridere. Involontariamente ridere, s'intende. Stop.

3) Siccome lo zoppo va col cieco o come cazzo era quel detto, IlVeronese.it entra a gamba tesa nella discussione sempre su VeronaBlog

l'arena di verona contro il veronese

forte dell'art.101 della legge/codice ad minchiam e comunque nel segno non tanto di facili moralismi (nooo) ma di un buon giornalismo (quale? Il loro? Che è, hanno bevuto?), richiama l'attenzione del Beltrame sull'articolo a fianco - sì, è assurdo, tutto parte da un articolo e si sposta su un altro, prossimo non per tematicità ma per... misure! - in cui una grande, magnifica intervista al grande, magnifico Gioba da' adito ad un grande, magnifico copia-incolla. Mh, se è vero, qualcuno (=il Nostro, sempre Beltrame ovviamente) ha frainteso Weinberger, uno dei maggiori guru in materia: "Honor the conversation" (onora la conversazione) e non "Copy&paste the conversation, in particular way those stupid conversations from the IlVeronese.it" (copia e incolla la conversione, in particolare le stipidate del Veronese - oh dice cisì, non è una coincidenza meravigliosa?). Scherzi a parte. Poveri tutti.

Questo è quanto.

DI SEGUITO IL POST ORIGINALE


"Beltrà, te che ce sai de internette, c'o scrivi te er pezzo su li blogghe?" [un evergreen targato Macchianera, già GnuEconomy, giusto per non piasciare fuori dal blog-vaso]
sottotitolo: combo-divertissment del giornalismo scaligero

ovvero "Gianca, ti che si bon de usar l'internet, saressito mia anca bon de scrivar qualcosa de sti blog, dio bono?". No, non siamo all'Osteria ai Preti e no, non siamo sbronzi.
Si tratta di una delle possibili consegne rivolte dal capoccia del peggior giornale locale in circolazione - che dite, L'Arena? Sì, L'Arena (hey, ma come avete fatto a indovinare mi chiedo...) - al buon Giancarlo "voia de lavorà saltame addosso" Beltrame, in evidente e inedita(?) crisi depressivo-culturale.

Fatto
L'Arena, nella penna di Giancarlo Beltrame, indaga labilmente la galass... pardon quell'agglomerato di sputi culturali costituito dai blog veronesi, tra i quali il nostro real giallone sentenzioso. Il pezzo trasuda riga per riga lo sbigottimento e lo stupore palesatesi media res dell'acuto giornalista, emozioni paragonabili a quelle provate da un dodicenne che scopre da solo "certe" cose, e non gli sono state spiegate dai propri genitori:
a) il Beltrame si avvede dell'esistenza di una serie di blog a Verona: ci sono dei blog a Verona, ed esistono pure delle premiazioni di categoria, "che bravi, che belli 'sti blog!"
b) "Blog?", conseguentemente scopre su Wikipedia (trafiletto a fianco) cosa è un blog. Non capendo ad ogni modo una fava, opta per un agile copia-incolla dell'intera voce d'enciclopedia.
Ci si stuzzica il riso.

Sentenziosi prende mano allo scrigno degli inenarrabili segreti di stato e vi rivela le altre consegne in lizza di plausibilità per la creazione dell'articolo del Beltrame

-"Beltrà, li ragazzi der delitto de Peruggia e quer tifoso d'a Lazio c'hanno er blogghe, perchè non ce scrivi che mo' vanno de moda li blogghe?", sicché Giancarlo "l'internet è robba mia" Beltrame non perde l'occasione per passare dal particolare all'universale non senza una certa imperizia: se persino chi ha ucciso Meredith ha un blog e persino chi tifa Lazio ed è stato ammazzato ha un blog, dannazione allora sì che i blog sono un fenomeno che contagia, ora sì che i blog sono di moda. Ecco l'incipt che ci vuole: SE recenti fatti di cronaca nera --> ALLORA "la febbre dei blog contagio anche Verona". Non fa una grinza, mh...

-"Beltrà, che ce l'hai scritto er pezzo de cultura? A' consegna sta tra cinque minuti Giancà", cui Giancarlo "mamma mì se sto annoiato" Beltrame, colto in flagrante mentre giocava a solitario col proprio Windows 95, rimedia digitando nella barra indirizzi del proprio browser (quella roba, per andare su internet insomma) le lettere che compongono il dominio Veronablog.com, studia velocemente il contenuto ("Verona + blog... mh... un blog di Verona, tah! Quello che mi serve, evvai di pacchia!") quindi scrive il pezzo divulgando la non-notizia.
"Tanto che nei mesi scorsi sono stati creati persino i Verona Blog Awards, gli Oscar delle pagine personali scaligere". Appunto, nei mesi scorsi, normale analizzarli oggi. Puntuale come il regionale Trenitalia. Particolarmente risibili i toni da velata scoperta dell'acqua calda. Come se a novembre uno si concede un reportage degli scorsi Oscar di febbraio, ma per favore.

-"Beltrà, c'a famo mica a infilaje n'artro pezzo de finta cultura n'a cronaca?", cui Giancarlo "chiamatemi Beltra, James Beltra" Beltrame risponde, non senza ampi cenni di ammiccante compiacimento come di chi ha la pronta risposta alla più ovvia domanda, con un pezzo ad occhio preparato settimane prima, ovvero in occasione dei VeronaBlog Awards - perchè è di questo che si sta parlando - e mai utilizzato, magari letto proprio sulla concorrenza (Il Verona pubblicò un articolo di foggia molto, molto simile)

-"Beltrà, vedi de non fa' er furrbo, leggili 'sti blogghe, me raccomanno!", cui Giancarlo "tra cinque minuti stacco" Beltrame risponde con gli ennesimi pregevoli, comodi, non impegnati e non impegnativi copia-incolla. L'articolo s'arrotola su se stesso e prende una piega da Pagine Gialle. Sospettiamo (e con sospettiamo intendiamo abbiamo la certezza) che Sentenziosi, tra i blog citati, non sia nemmeno stato visitato - e si tratta di una scelta azzeccata, siamo d'accordo in primis e ci stringiamo italianamente al Beltrame nella sua scelta di sostanza - perchè, non scherziamo, se la citazione si riduce a:
"Per la provocazione sui temi cittadini, come fanno i «Sentenziosi» su http://sentenziosi.blogspot.com, che si autodefinisce «Un blog intento a prendere per il culo locali, discoteche ed eventi a Verona (e non solo) ma anzitutto se stesso», all’insegna della parola d’ordine «non aver nulla da dire ma sentenziare su ogni cosa»,
allora mentre copia-incollava la descrizione del nostro header, gli sfuggiva il menù a destra, le altre dieci città. Per il resto, Sentenziosi tratta Verona solo quando ha qualcuno da sputt... ehm nobili argomenti scaligeri di cui disquisire all'insegna di una sana stima reciproca (ooohh). Tipo... questo articolo de L'Arena?
Ad ogni modo ce l'hanno chiamato un po' in tutti i modi 'sto sito, ma tale e quale alla descrizione della prima riga mai. Almeno mettici un sempreverde "Video choc!", dico io!

-"No Beltrà, leggili vabbuò, ma non è che adesso te ddevi sforzà de imparà tutt'a storia di 'sti ragazzì cor li brufoli, mettisce un titolo fascile pe tutti!" e Giancarlo "mica mo faccio dì du volte" Beltrame è lì lì pronto che non aspetta altro, sicchè l'iniziale sinossi del tutto che questi propone è semplicemente:
"La febbre dei blog contagia Verona. RITI E MITI DI INTERNET. Portati alla ribalta da recenti vicende di cronache, sono sempre più diffusi anche da noi, tanto che i migliori sono stati addirittura premiati"
Titolo nemmeno malvagio, ammetto infatti che mi ha spiazzato il mancato varo del titolo "La febbre dei blog del sabato sera", solitamente ottimo incipit per descrivere il fenomeno blog come quello (e al 99% si tratta del verosimile) di giovani sfigatissimi geeek/nerd del sabato sera i quali dalle 20 sino alle 06 stanno sul loro blog a conteggiare commenti che puntualmente non arriveranno, titolo che probabilmente fino all'ultimo ha spalleggiato con "Blog? Sì grazie!" e "Ed è subito blog..." e magari "Verona blogissima" (brrr)

-"Ah, stamme a sentì, Beltrà, rricorddate che abbiamo a che fa' cor publico che sa n'cazzo de compiuder, de internette, fa 'na cosa semplisce, magari fa 'na rassegna velosce e via" e figurati se Giancarlo "lista della spesa in the house" Beltrame non aveva già la lista della spesa in the house. Eccolì là, i migliori (e pensa gli altri) blog di Verona in elenco, ripescati in overtime direttamente dai Blog Awards con url e breve descrizione (in genere farina del proprio sacco) di uno-due righe. Ora il pubblico è certamente edotto riguardo alla materia e domani al bar il lettore medio de L'Arena saprà infilarsi a gamba tesa in ogni discussione e argomentare di gran gusto che
"Seto che a Verona ghe i blog?"
"Cioè?"
"Niente. Sa bevem?".


Buona la prima? Certo
Plausibile reazione di un direttore, di un caporedattore qualsiasi, della donna delle pulizie: "Ah Giancà, ma vavang... va'!" [Oh, loro direbbero così, con tutto il rispetto per Beltrame e per i bambini eh]
Reazione negli uffici L'Arena: "Ottimo Gianca".

Torniamo seri
-Chi si sorprende? Per quale motivo? Da anni leggiamo su quotidiani e altri media italiani, di giornalisti che - con esiti piuttosto tragicomici - scoprono e presentano il web e le nuove declinazioni di contenuti personali che la rete sa produrre o meglio distribuire, amplificare. Ovviamente approcciano il fenomeno da neofiti, inesperti, spesso incompetenti. Il che in fondo trova pure un fondamento generalizzato, si tratta di un comportamento ancora diffuso nel nostro paese, il web cresce soprattutto (com'è normale, quando si parla di tecnologie) nella nicchia gggiovane. Sotto sotto alberga sempre il sospetto che 'sta internet sia una cazzata, mezza o intera (e, ripeto, spesso lo è, vedi il 99% dei blog). Sì d'accordo, si manda qualche mail, si visita ogni tanto qualche sito interessante, stop. Inutile dire che le materie IT e web richiedono specifiche competenze (come in ogni campo e soprattutto nei campi dell'informazione, mai visto un vaticanista che scrive di mercati azionari statunitensi), perlomeno se si sceglie - e probabilmente dovrebbe essere questa la linea editoriale di una testata - la strada della qualità. Ooopps!

-grazie a dio, Beltrame non ha scoperto l'etichetta 2.0, altrimenti ora staremmo a spiegargli che "No, non si tratta del blog della Biennale".

-solo noi ci siamo accorti del generale alone anni '90 dell'articolo? Nei primi anni '90, diciamo fino alla diffusione su larga scala della connettività e dell'ottimizzazione dei primi veri e seri motori di ricerca, accadeva che fossero i giornali a segnalare i siti web da visitare, secondo un normalissimo metodo word of mouth

-volete ridere? Meraviglie delle meraviglie (certo, non c'è mai fine al peggio, che vi pensavate?), in tema di lotte giornalistico-intestine ovvero carta&straccia, IlVeronese.it lancia il proprio personalissimo J'Accuse (se vabbè, in verità è più un peto, forse un belato di pecora) al Beltrame perchè l'articolo in fianco, su tale Gioba, sarebbe integralmente ricavato/mutuato da contenuti originali del loro quotidiano online. Sì, avete capito bene:
a) all'Arena avrebbero (avrebbero? L'imputato è proprio il Beltrame) mutuato contenuti dal Veronese. Ma si può? DAL VERONESE? Sulla Voce di Molfetta non aveva trovato niente?
b) (forse) copia, e viene colto con le mani nella marmellata praticamente subito. Ma si può? Le operazioni di copia-incolla, come Frut1 insegna ("Dio salvi il copia-incolla!"), se si fanno, si fanno di livello, eh!

Per il resto il discorso dei contenuti mutuati/copiati/clonati dal web è vecchio come il cucco (Mike Buongiorno), a tutti i livelli, in tutti i settori di business, è una diatriba di metà anni '90 alla quale ora certamente non sapremmo aggiungere tasselli mancanti. Si dica solo che siamo di fronte alla colma misura, al doppio livello di disperazione, ad una coppia di disperati: se L'Arena per sopravvivere avrebbe mutuato IlVeronese.it meritandosi de iure e de facto il rilievo in fronte della "L" di "Loooosers" (eppure sospetto sappia fare di peggio), i toni seriosi di questa


l'arena di verona
[Veronablog.com]


fregnaccia de IlVeronese.it sono da incorniciare nella bacheca "Anch'io vorrei stare coi looooosers! (e ci sto riuscendo alla grande)"

-notare l'impiego di un linguaggio da novellista di inizio, forse metà Novecento
"lungo i fili della ragnatela elettronica globale"
Novellista ubriaco, del Novecento.

-giacchè Beltrame forse si è voluto inserire nella fessura del giornalismo di servizio, voleva offrire insomma una serie di indicazioni di utilità e interesse, vorrei far presente che nè domenica nè lunedì le visite al nostro sito di coloro che vanno a digitare direttamente sentenziosi.blogspot.com sono rimasti invariati. Praticamente l'articolo non ha sortito - almeno per noi - alcun effetto. Molto bene.

Alleghiamo l'articolo originale pubblicato su L'Arena

La febbre dei blog contagia Verona
di Giancarlo Beltrame

domenica 18 novembre 2007 cronaca pag. 20
RITI E MITI DI INTERNET. Portati alla ribalta da recenti vicende di cronache, sono sempre più diffusi anche da noi, tanto che i migliori sono stati addirittura premiati

È il momento dei blog. I più clamorosi dei recenti fatti di cronaca - dall’omicidio di Meredith a Perugia alla morte del tifoso laziale nell’area di servizio sull’Autosole - sono stati ampiamente illustrati su tutti i media dalle fotografie e dalle parole dei blog dei protagonisti, come nel caso dei presunti assassini Amanda Knox e Raffaele Sollecito, o delle vittime, come per Gabriele Sandri. E i blog sono sempre più usati anche dai e dalle veronesi. Tanto che nei mesi scorsi sono stati creati persino i Verona Blog Awards, gli Oscar delle pagine personali scaligere. E ci sono stati fior di vincitori, rigorosamente divisi, per rendere effettive e non solo virtuali le pari opportunità, tra maschi e femmine.
La miglior blogger dell’anno, che si aggiudicata il titolo di Giulietta del Verona Blog (http://www.veronablog.com), la rete che raggruppa i blogger scaligeri e ha organizzato l’evento, è la realizzatrice del Gazebo di zia Petunia (http://ilgazebodiziapetunia.splinder.com), che nel profilo di presentazione dice solo di essere nata il 31 agosto (di quale anno non si sa) e di essere «Una pazza ;)», con il classico simbolo del linguaggio web per il sorriso con la strizzatina d’occhio. Il miglior blogger dell’anno, cioè il Romeo, è l’autore di «Tutto è contingente - Il mondo secondo Lemi» (http://www.contingente.blogspot.com), che col titolo «Ci ghe dirli» si definisce «Pseudomusicista negli Stand nel mondo del rock e, in acustico, come Eddie Rhodes. Filosofo senza portafoglio e strampalato teorizzatore di mille idee quasi mai realizzate. Come si confà ai filosofi». Il premio Shakespeare della critica è stato invece consegnato al blogger «Coniglione» (http://coniglione.iobloggo.com) con una motivazione che lo descrive come «affabulatore avvincente e documentato», la cui «produzione ha sempre espresso un tema attuale e ricorrente: l’inquietudine del cuore umano sospeso tra figaggine e non figaggine».
Miglior blog umoristico e Mercuzio dell’anno è «diarioacido» (http://www.gianfalco.it), che quotidianamente commenta il fatto del giorno in maniera ironica, alternando vignette e testi satirici, e si aggiudicato pure il Tebaldo per miglior blog artistico. Mentre quello culturale, con il relativo titolo di Padre Lorenzo, è andato a «RosadeiVenti» (http://rosadeiventi.iobloggo.com), dietro cui c’è un gruppo di amici residenti in un paese nella provincia, che ha scelto quale motto una frase di Albert Camus: «La libertà non è che una possibilità di essere migliori, mentre la schiavitù è certezza di essere peggiori». La Balia, per il miglior blog di servizio, è «El pesegato moro» (http://www.elpesegatomoro.com), versione locale e ben documentata della guida del Gambero rosso. La migliore grafica, che assegnava il titolo di Paride, è stata giudicata quella di «Alebino», «the king of the trash» (http://www.alebino.it/blog), nominato pure Principe di Verona per il miglior «post», ossia il miglior messaggio, intitolato «Secondo me le Majorettes sono incazzate col mondo», dedicato all’ultima edizione del Bacanal del Gnoco.
Ma in questi diari in pubblico che sono i blog c’è spazio per tutto. Per la politica, come in quello di Stefania Bozzi, nato per la campagna elettorale alle comunali di maggio e diventato punto di riferimento per il dibattito sulla nascita del partito democratico. «Concretezza, Cuore, Cultura» è il suo slogan e lo si trova all’indirizzo http://www.stefaniabozzi.com. Per la provocazione sui temi cittadini, come fanno i «Sentenziosi» su http://sentenziosi.blogspot.com, che si autodefinisce «Un blog intento a prendere per il culo locali, discoteche ed eventi a Verona (e non solo) ma anzitutto se stesso», all’insegna della parola d’ordine «non aver nulla da dire ma sentenziare su ogni cosa». Per la filosofia spicciola in chiave ironica, come in «Sito mona?», gioco di parola dal sul doppio significato di «sito», che si dedica ad «Acute osservazioni sul genere umano».
Insomma, lungo i fili della ragnatela elettronica globale, sempre più veronesi si stanno ritagliando il loro angolino tra pubblico e privato, mettendo in rete parole, immagini, filmati, musiche e quant’altro la fantasia suggerisce e la tecnica concede di realizzare

06 ottobre 2007

Sentenziosi Story - parte 2 di 2

The Rise and Fall of Sentenziosi

La storia ufficiale del primo anno di Sentenziosi - parte 2 di 2
Riprende dal post precedente


Atto 7. Dopo ogni apice: the (first) fall of Sentenziosi
Dove Sentenziosi inciampa nella propria nobile e narcisa decadenza.
Appagati, compiaciuti, presuntiosi, arrivati, bellissimi (e possibilissimi): push it to the limit baby! Fama fans soldi puttane rock'n'roll e chi più ne ha più ne metta (uno spritz magari), noi si inizia a trascurare il mezzo sentenzioso che pare istantaneamente avviato ad una prematura fase autunnale, per qualità e quantità degli scritti proposti. B1 pensa che le cose vadano avanti da sè, che scribani e amanuensi bramino di vivere di luce riflessa in nostra vece, B2 si fa portare in limousine anche al cesso, B3 si è dato alla macchia come suo solito, forse risucchiato al Moma di Trento, Frut1 beve unicamente "spremute d'arancio, da bicchieri di cristallo, perchè questa è la vita che fanno a Bel Air" (nulla sortisce spiegargli che "in verità a Verona/questa è la vita del mona"). Folli Sentenziosi!
Com'è costanza della vita, la buona stella di Sentenziosi rischia di tramutarsi cadente in fretta: secondo il buon vecchio paradigma della fien de siecle, proprio all'apice della decadenza v'è modo di produrre quanto di più nobile e maturo. Diciamo che Sentenziosi è la palese eccezione della regola e si accontenta di sputt... ehm recensire simili eventi. Per Butel2 l'occasione è gradita per trasferirsi altrove per un po': da lì una conferma, a Londra esistono i butei! E viene a spiegarlo a noi, che abbiamo appena inaugurato la nuova grande stagione di Mamma Erbe? Tsè! Ma l'aria resta stantia, plumbea, grave, ridondante. C'è chi pensa di averle già sentite queste storie e aspetta ancora sa Iddio cosa per mandarci ufficialmente a fare in culo e leggere, chessò, L'Arena.
Dal canto nostro, serpeggia nel comitato redazionale una lucida consapevolezza che qualcosa nel giocattolo si è rotto, così siamo pronti al rogo: la spietata recensione della discoteca Oxo di Veronella sta per costarci la chiusura del sito (certo, certo), siamo prossimi al fallimento (e intanto ancora qui, hai capito che roba?). Il momentaccio sarebbe peraltro stigmatizzato da un restyling rosa shocking, che ovviamente ci costò la solita vagonata di insulti, nonchè apprezzamenti dall'ARCI Gay. Preferiamo gli insulti.
Qua e là, Sentenziosi è una carcassa; e se non è una carcassa è uno zoppo che si trascina dove riesce. In piazza, ovviamente. La fine di un'era? Pare di sì. Era = la cagna del mio vicino di casa, che venne investita in quel periodo.

Atto 8. I lenti segnali di una possibile ripresa
Dove in verità Sentenziosi vi fa vedere che stoffa ce n'è sempre, energia ce n'è ancora, metis c'è, vis c'è, humour c'è, satira c'è. Vabbè pheega no, mica si può avere tutto adesso.
Insomma: sputtanare, sputtaniamo ancora eh. Prendiamo coscienza solo in età avanzata del nostro unico merito, ma meglio tardi che mai. Ad ogni modo, noi il nostro 50% ce lo mettiamo sempre. Il problema semmai è l'oggetto: la Piazza (o "Il Palazzo", come direbbe un giornalaccio italiano qualsiasi) si può sputtanare una volta. Due volte. Tre volte. Alla quarta chiudi un occhio. Alla quinta ha rott'u'cazz, come direbbe Albanese. Idem per la discoteca di turno. E spostarsi fuori è plausibile, necessiario, positivo... ma non sempre possibile, chè si presume che 'sti Sentenziosi nella vita abbiano anche altro da fare (a parte Frut1, ovviamente).
Una recensione tra il faceto e il serio, mai accademica nè leziosa su quella che si preannuncia come la mostra dell'anno a Verona, è presa in considerazione da centinaia, anzi migliaia di visitatori. Per la felicità del blog ufficiale della mostra: ennesimo esempio di tecnologia 2.0 che fiocca a fondo perduto. Persino dalle catacombe romane giungono martiti in nostro soccorso, ma ancora non basta. Ci vuole... qualcosa... ma cosa, cosa?

Atto 9. Rinnovarsi o morire: incipit di una risalita
Dove Sentenziosi trova quei topos ai quali aggrapparsi per una pronta, rapida, successfull risalita.
... ma cosa, cosa? In anteprima locale, ma che dico locale, nazionale, Sentenziosi rivela al mondo l'esistenza di un progetto per una notte bianca a Verona. Lo sapevamo bene tutti dai: sarebbe stata solo questione di tempo, prima che il fenomeno nazional-popolare della notte bianca infettasse anche le nostre lande. I Sentenziosi headquarters sono in Defcon 5, giungono segnalazioni da tutte le parti, la gente... pardon la gggente vuole sapere, ha fame di eventi gggratis perchè, ricordiamolo sempre, "la gggente è stufa!" (oltre che scema). Anche perchè di questo programma praticamente nulla o poco si sa, o meglio nulla o poco si trova in rete, a parte noi.
Tutti per uno, uno per rutti: dopo l'alcol (ricordiamo che Sentenziosi è co-firmataria del partito EUA, Europa Unita nell'Alcol), siamo di nuovi uniti sotto un'unica bandiera, una causa a guisa di evento trash. Trash, diventa la nuova parola chiave. Affossare la notte bianca e i propri avventori soddisfatti, il dovere al quale Sentenziosi è votata per chiamata divina. Accantoniamo divergenze ("lo spritz con o senza aperol?"), screzi ("ci può essere solo un Butel con la cravatta nera in questo locale, porco zio!") e impasse ("non mi sento abbastanza poseur questa sera...") e ci prepariamo per l'Armageddon di questa prima metà dell'anno: tutti ai posti di combattimento, ci sono ore e ore di diretta e decine e decine di location di cui tenere traccia, registrare, analizzare, discutere --> SPUTTANARE. Per l'occasione ci si divide in più gruppi e si ingaggiano reporter qua e là per la città. Queste persone ovviamente non saranno mai ringraziate, mica siamo la Caritas.
Schermi d'Amore e Far East Film Festival sono passatempi anche troppo culturali, dileggi a suggello di passioni ora congelate: noi ormai siamo oltre l'arte, oltre la cultura, oltre la pheega, troppo oltre... praticamente abbiamo terminato il giro e, tornati al capo, fiutiamo il trash incombente sulla fatal Verona. Anche perchè ora ci buttano pure dentro lo Urban o meglio Vrban, "la manifestazione parallela alla notte bianca, ricca di: arte, eventi, manifestazioni, stronsade (notare il climax crescente)". Nuovamente scoop! Stravolto il programma dell'incombente notte bianca. E nuovamente Sentenziosi è sul posto per prima. Manca poco. Infine, 'sta cazzo di Notte Bianca a Verona, un evento che ha catalizzato l'interesse popolar-mediocre per decine di giorni prima e a seguire, arriva. L'evento non è come ce lo aspettiamo. E' molto, molto, molto, molto peggio. Lo spot elettorale del futuro sindaco perdente, finisce appunto per costargli la vittoria: come apprezzare una simile stronzata totale? Tra i commentatori c'è ovviamente chi ci riesce. Per non parlare delle mail: scende una lacrima, siamo tornati ai tempi delle minacce. Dopo settimane e settimane di encefalogramma piatto, Sentenziosi pare ristabilirsi, o quanto meno la prognosi non è più riservata.


Atto 10. Over the top: Sentenziosi mainstream
Dove il reparto marketing di Sentenziosi torna dalle ferie e allungando il braccio a caso indica i nuovi orizzonti: "Serve una cazzo di idea... sfruttare un tormentone!".
Un enigma tutt'altro che rivelato, ma siamo intenzionati a risolverlo. Anche perchè, mentre Frut1 gira qua e là per concerti e bagasce, nel frattampo stimoliamo persino il dispiacere della casta (politica) locale. In cerca d'illuminazione, cerchiamo di capire se trovarla ad un'atipica sfilata di moda retrospettiva. Evidentemente no. Ma stiamo per arrivare a qualcosa... ci siamo quasi, lo sentiamo, è lì lì che si fa palpabile. Falso allarme, in Piazza c'è qualcuno che tira bicchieri di spritz.
Che qualcosa sta per capitare deve fiutarlo pure quella vecchia cariatide di ex-blogger e forse-scrittore di Alberto Fezzi, il quale pubblica un articolo per noi, quasi a voler saltare sul carro del vincitore (e sbagliando finisce su quello senza ruote, mi sembra evidente).
Serviva una cazzo di idea? Eccola infine. Sentenziosi fiuta il tutto e si mette all'opera per un rilancio in pompa magna: Verona is Burning / Frangetta Verona nelle sue tre varianti viene visionata da 35.000 e passa persone, oltre la metà di Verona (statistica inventata, s'intende) merito del passaparola per e-mail. Il fenomeno mette radici e invade i più variegati canali del viral marketing, passaparola: Piazza, locali, università, sms, e-mail... Il blog impazzisce, sfora le mille visite uniche giornaliere nei giorni "clou" e si attesta nei giorni "normali" su nuovi livelli giornalieri di 500-600 utenti unici ovvero lettori effettivi, che poi manteniamo sino ad oggi. YouTube, da sempre nostro appoggio new media (contiamo ad oggi una cinquantina di video e 100.000 visualizzazioni), è il trampolino per un periodo di nuova linfa.
Sentenziosi, un progetto che nacque come satira e che pure in questa occasione sostanzialmente ricicla e adatta al contesto scaligero un'idea di satira sociale pur blandissima, viene meno alla propria esistenza undergound per divenire - per un breve, brevissimo ma fatale istante - mainstream: da questo momento in poi i Sentenziosi sono quelli di Frangetta Verona, senza ombra di dubbio, senza scuse.
E' il prezzo della fama. Ci risiamo, torniamo ai vecchi tempi e li moltiplichiamo per dieci: ancora più fama fans soldi puttane rock'n'roll, ancora più noi che siamo pieni di noi stessi, ancora più i nostri ego a parlare dei nostri alter ego, ancora più la misura della notorietà, bla bla bla. Ci attende Parigi, dove chi ha fama va a fare la bella vita (e sentirsi il concertone dei Daft Punk, nostri affini nel look anonimo). Nel frattanto pure giornali e tv parlano di noi, con ritardi, senza citazioni e soprattutto imbarazzanti quanto risibilissimi fraintendimenti: ed è subito "Video choc su YouTube!" (roba che ci sarebbe da festeggiarci l'anniversario l'anno prossimo, cazzo). E' il momento di lanciare un'OPA sulla Upstream Inc. e Upstream, quello che vabbè magari non gli piace tanto la pheega ma in fondo che vuoi che sia - specie dalle nostre parti, uh uh - entra nella crew e gestisce anzitutto le relazioni con il Corriere di Verona.
Sentenziosi torna e ovviamente sfrutta anche questo nuovo focolare di polemica con il secondo director's cut: Quarto Butel, i media contro Sentenziosi e Sentenziosi gode. Il video è un (brutto) capolavoro della parodia, una scalata rise and fall su base anni '80. A disposizione dei lettori del blog supera quota 1.500 visualizzazioni.


Atto 11. Il mantenimento del successo
Dove Sentenziosi non solo campa di rendita, ma tiene botta tra un evento e una polemica e l'altra.
Zevio is Burning, una stigmatizzata presa per il culo del mondo agreste veronese, per quanto inferiore ai precedenti lavori - del resto ricalca una logica a questo punto inflazionata - è comunque un riuscito tentativo di allungare questo nuovo periodo fertile. E' ad oggi l'ultimo esercizio di stile video by Sentenziosi.
Senza con ciò mollare l'altro canale utile: "sempre cara mi fu quest'erme polemica". Giunge un regalo da Butel-M: affossare la festa della facoltà di Giurisprudenza è un gioco da ragazzi (senza nemmeno avervi preso parte, a suo modo geniale), certo, ma finire a dibattere con chi la festa l'ha organizzata veramente è il massimo! Ripeto: ah, quanto adoro questo blog.
Le reazioni a queste due opposte operazioni, sono solo una conferma del buono stato di salute del paziente Sentenziosi.


Atto 12. The (second) fall of Sentenziosi o la retta via sentenziosa?
Dove Sentenziosi infine trova un equilibrio al proprio approccio, che piace ad alcuni e ad alcuni non troppo. Ma così va la vita: oggi a te, domani a te.
Finiti i tempi di piazza, finiti i locali, finita Verona. In qualche modo i Butei hanno smesso di spritzare, inoltre e soprattutto sono riusciti sempre più nel tentativo di liberarsi della morsa stritolante posta da Verona e dalla propria statica necrosi social-culturale. Non sappiamo nemmeno noi come, dove, quando. Ma tal'è, accadde.
Se Sentenziosi fosse un'azienda, si potrebbe parlare di mission. Siccome non siamo un'azienda, e soprattutto ci stanno sul culo gli anglicismi, diremo che recensire e segnalare eventi in ogni dove, (quando ci sono eventi da recensire o segnalare) con la cifra stilistica e scorretta che ha contraddistinto il progetto sin dagli inizi, è un po' quello che stiamo tuttora facendo perchè è in fondo quello che piace e forse ci riesce meglio(?).
La parola chiave di questo nuovo corso è ESCURSIONE.
Del bagaglio odierno di Sentenziosi fanno parte sicuramente:
-le recensioni di serate da ggiovani come questa
-le recensioni di nuovi locali/serate, come il "fondamentale" Tennis Club, il lacustre Madjk, la recente Rambla ad esempio, per non parlare dell'esemplare festa Audaci Visionari che tanto seppe regalarci nelle sue declinazioni idiote, inutili, imbecilli. Ovviamente tengono più che mai piede le esterne - altro che Uomini e Donne - come qui a Desenzano o a Milano come in questo caso o altrove
-le recensioni di concerti come questo, questo,
-le recensioni di eventi artistici o sedicenti tali, come questo, non trascurando le mostre ovviamente
-le segnalazioni di eventi ai quali parteciperemo o meno, ma comunque ci permettiamo già di sputtanare come in questo caso (siamo gli autori onniscenti, che volete...) o in questo per non parlare di quest'ultimo, o anche no
-le segnalazioni di eventi consigliatissimi quali questo, questo, questo o questo,
-sporadiche indicazioni di stile, shopping maschile e tendenze, strane tendenze
-scritti di varia natura sempre legati a certo giornalismo della notte, in questo caso fonti quali 2Night.it e altre tornano sempre utilissime
Ognuno fa il suo. Noi facciamo così. Voi fate come vi pare.
Ci saranno ancora per un po' (per quanto, non saprei) delle simpatiche buffe facce da culo a rompere i maroni. Come dire: "Ai posteriori, l'ardua sentenza"

That's it

05 ottobre 2007

Sentenziosi Story - parte 1 di 2

Parte 1 di 2

Auguri.
In sordina, tra uno spritz, un peto e l'altro, Sentenziosi passa il proprio unico anno. E son cose: chissenefrega. Ovviamente l'occasione non poteva non risultare graditissima per buttare lì l'immancabile post del tipo "Un anno di..." o "... story". Fossimo ricchi, anzichè prevedibili...
Del resto la cosa - oltre a ingenerare negli editori momenti di triste vergogna misti a riso - potrebbe tornare utile ai lettori dell'ultima generazione, le nuove leve che ancora si chiedono "E questi chi cazzo si credono di essere?". Leggete oltre.

Novità non 2.0
Nello stucchevole panorama del duepuntozzzero e in particolare dello user generated content, ogni autocelebrazione - specie anniversari più o meno utili e più o meno veritieri (Sentenziosi scrive qui da un anno, ma scrive altrove - quaderni, banchi, muri, tovaglioli, cm di pelle umana meglio femminile - da molti altri anni) - si accompagna in genere ad una carrellata di novità ovviamente 2.0 volte alla maggiore soddisfazione e fidelizzazione dell'utente lettore. Ribadisco: chissenefrega?

[inizio angolo della polemica]
Lettore mediamente acuto: "Butel1, tu da a 1 a 10 quanto odi il mondo 2.0?"
Butel1: "970? Tipico proselitismo da divide tecnologico del troglodita italiano: sai tu - lettore medio duepunttozzzzero - che negli States nessuno ha bisogno di dire 2.0, chè persino un'umanità intellettualmente scoperta nella propria generalità qual è quella americana, si sente idiota a stigmatizzare il duepppuntttozzzero?".
[fine angolo della polemica]


In verità almeno una novità ci sarà e ne sarà reso conto a breve. Nello stile autoreferenziale e pregno di soddisfazione menefreghista di Sentenziosi, s'intende. Ma ri-ribadisco: chissenefrega?
Partiamo col tema cardine del post. Regia, atmosfera: Sonata "Al chiaro di luna" di Beethoven, magari anche "Eine kleine Nachtmusik" di Mozart intervallata a "The Past" di Vitalic, grazie.

Una storia da butei ovvero, come smisero di spritzare. Forse.

Atto 1. Prima
Anno 0: Dio inventa la donna.
Anno 0 + 1 secondo: Sentenziosi inventa la pheega. E' un tripudio.

Atto 2. Il danno
Anno 1996: non vista da Sentenziosi, nasce la pheeghetta veronese, l'inizio della fine.
Anno 1996 + 1 secondo: con una contestualità che solo l'Onnipotente sa, nasce lo spritz, la fine della fine.
Anno 2006: a distanza di circa dieci anni, la pheeghetta veronese, che rappresenta il 99% della popolazione femminile scaligera, ha ormai condannato la nostra bella urbe ad un casto assolo sessuale. L'onanismo, più che mai, è l'ultima ed essenziale frontiera dei butei. Ovviamente laddove questi ultimi non spritzino, cioè mai. Nel 2006 spritzare è fondamentale; scopare non è fondamentale perchè manca la materia prima. Ad acuire la piaga sociale fatta di spritz e pheeghette, si aggiunga una necrotica stasi sociale che si esprime anzitutto attraverso la totale mancanza di alternativa e innovazione culturale nella misura di originalità e gusto. La fine si è bloccata, incantata, inceppata... la fine è l'eterno ritorno del medesimo (spritz). Verona è congelata nelle proprie idiote abitudini, "cioè vecchio".

Atto 3. La reazione: gli inizi
Luglio 2006: in piedi una sera in Piazza Erbe col solito bicchiere in mano da circa 7 giorni, i futuri Butel1 e Butel2 realizzano qualcosa... Niente, falso allarme.
Agosto 2006: dopo circa 30 giorni nel medesimo loculo - anche il bicchiere è naturalmente sempre il medesimo e con molta probabilità nè B1 e B2 nè gli avventori della Piazza si sono spostati di un cm - B1 e B2 hanno la prima "vera" illuminazione: "E se questa sera non spritzassimo?". Cala titanico un tuono e B1 e B2, per non insospettire nessuno, mestamente decidono di bere l'ultimo, vecchio.
Settembre 2006: lo spritz ormai è un lontano ricordo d'infanzia e giacchè i Butei in parte detestano la pascoliana poetica del fanciullino, se ne fottono e cercano di cambiare aria. In scia ai successi puliti di Ben Johnson, falliscono.
Ottobre 2006: la rivoluzione può aver luogo(?) allargando il proprio progetto ad un uditorio, interfacciandosi con interlocutori che possano capire che è il momento di "Prendere per il culo Verona prendendo anzitutto per il culo se stessi". Prendiamo per le palle l'insistente ritornello 2.0 che tanto piace a 'sti nuovi gggiovani: la parola magica è sprit... ehm blog, blog.

Atto 4. Sentenziosi, prima fase "J'Accuse Verona!"
Dove i Butei prendono per il culo la fauna veronese, della quale fanno parte anzitutto gli stessi Butei: facile puntare il dito al riparo dal fenomeno. I Butei non sono messia, vati nè filosofi: i Butei, in quanto tali, sono butei e stanno tra altri butei e fanno cose da butei: i butei sono i Prigionieri della Piazza ed è da questa che lanciano il loro J'Accuse! Purtroppo.
Sin dalle prime battute, i Butei (così - e come altrimenti? - decidono di chiamarsi i nostri) puntano il focus del proprio macroscopio sui ridondanti usi e costumi dei gggiovani veronesi: B2 circoscrive immediatamente quel riconoscibilissimo fenomeno linguistico chiamato "One Shot", del quale ovviamente non poteva non far parte "Vecio". Fermi tutti, prima intercettazione V.I.B. (very important butel): Diego Conte dialoga con i butei. I butei realizzano che oggigiorno, beccarsi Diego Conte anzichè il collega fallito Antonello, sempre dall'incubatrice di Uomini e Donne, è già una gran cosa. Dopo 1,1 secondi, B1 e 2 congedano il V.I.B. della serata e si concentrano su cose più importanti: SBRONZARSI, naturalmente, inaugurando per l'occasione la grande, fertile stagione del white russian, il loro drink invernale di riferimento. Prime accuse da parte di B1 al terribile sistema della moda maschile veronese: molte le vittime tra i lettori fuori Verona. Tra un aperitivo e l'altro, una serata e l'altra, i butei acquisiscono stima MA comprendono anche che l'attacco all'establishment scaligero DEVE passare attraverso l'attacco ai luoghi culto e rito della nightlife, colpire dritti al cuore del popolo dello spritz. Si iniziò così.
Sentenziosi è subito protagonista: in occasione della visita del papa a Verona ("vestito minimal bianco con acessori avorio all by vatiquen"), è scoop! Decidiamo di festeggiare il tutto con la nuova hit dell'inverno: il Gioca Jouer della Piazza. Ormai è chiaro: bear-magna-gussar e pacche-saluti-vecchio-alcol. Tutto qui, nulla di più.
Anzi no, manca "darse!". Incontri ravvicinati del terzo tipo: i Butei non sono soli, anche Upstream ha dei problemi con la piazza e decide di lanciare un'iniziativa contraddistinta da quella vis guerriera e ribelle che ogni tanto ci vuole. Noi sponsorizziamo il tutto, che discorsi.

Atto 5. Recensioni sentenziose e recruitment
Dove si deve iniziare a sputtanare non solo in qualità ma anche aumentando la quantità.
I tempi sono maturi per le celebri e apprezzatissime(?) incursioni dei Butei, nel cuore della giungla. Questo è solo un primo esperimento, ma le basi sono ampiamente gettate. Non solo: com'era plausibile aspettarsi, questo fenomeno è più ampio e manifesto di quanto pensassimo. Sentenziosi estende la longa manu verso Trento e tira a bordo Butel3, uomo che pubblica in qualità e mai (sia mai) in quantità.
Destino vuole che la prima guerra sentenziosa ovvero la polemica gratuita nostro marchio di fabbrica non ci veda schierati contro i soliti e amati nemici passatempo - pr, proprietari di locali, spritzatori pazzi ecc. - bensì contro la nemesi dei butei: il cagone, una lotta senza esclusione di colpi. Non ci sono più scuse, è il momento del MANIFESTO DEL BUTELISMO.
Sciaguratamente, il Butel è una persona non sempre accorta, spesso fa due passi avanti e tre indietro: anche Udine grida "Spritz!" e Frut1 è dei nostri. Già.........
Che Sentenziosi sta acquistando una propria nomea "nell'ambiente", ci è confermato dalla dipartita - tecnologico-internettiana - di Alberto Fezzi, lo scrittore nonno-Negroni e primo vate del fenomeno sin qui trattato. Intanto, ci augurano il peggio anche quando le recensioni sono buone. Oh sì, quanto avevo bisogno di questo blog cazzo. Mi concedo una prima uscita pubblica, a Milano.
Il Dipartimento Marketing di Sentenziosi si dichiara sostanzialmente soddisfatto dei progressi sin qui compiuti, in poco più di un mese il blog ha già una base di circa 100 utenti unici giornalieri. Quindi lancia il proprio piano di espansione: (ancora) la polemica gratuita, sempre e comunque. Individuato il target "Alternativi, sesso e età vari", si colpisce. Le reazioni da gogna mediatica non si fanno attendere.
"Ma non basta, non basta!" esclama il consulente marketing, "Voglio più disco, più disco!". E più disco allora, partiamo col Berfi's, da qui in avanti un grande amore ci accompagna. Si continua con la Scala, giusto per ricordarvi cosa facevano in 'sto locale in vista della loro prossima "Super serata chic con selezione vecchio!".
Va anche ricordato ai lettori che Sentenziosi (forse) c'ha stile e nel nostro piccolo questo è anche un progetto di arte e stile (e dopo questa, ci mandiamo a fanculo da soli). Che vuol dire tutto e un cazzo, come dimostrato qui.

Atto 6. Grandi polemiche, grandi risate: The rise of Sentenziosi
Dove Sentenziosi piace e coinvolge, perchè è la voce che mancava. Quindi pensate alle altre voci...
Da una parte c'è internet. Dall'altra la gente che promuove il proprio business. In mezzo, chi non promuove alcun business e deve rompere i coglioni ai business altrui, che poi saremmo noi. Verona si costituisce unica anche in ciò: la presenza dei rompicoglioni, semplicemente non è nè sarà mai contemplata. E ti pare che non mettiamo il dito nella piaga? Questa polemica con il Berfi's, totalizzò ai tempi 85 commenti più (più, più) o meno incazzosi. Siamo stati molto cattivi, insomma.
Accanto al tutto, continua posititivamente il filone di recensione sui concerti, in genere in mano al Fruttone. Pure una riconferma il filone di recensione di mostre d'arte, e che arte,. Filoni attivi, in piedi e floridi tutt'oggi, s'intende, nonché nostra vera passione. Le occasionali incursioni dada sono curate invece da Duchamp (e da chi se no?).
Ad ogni modo, il capodanno da Butei è tutta un'altra cosa: comunque andrà, sarà un successo! C'è anche qualcun altro che diceva così, e abbiamo deciso di fargli visita: questa dell'Alter Ego, totalizza altri 85 commenti.
Visite, commenti, casella e-mail intasata: complimenti (pochi), insulti (molti), richieste di recensione e/o morte. Champagne! Sentenziosi piace, è la voce inopportuna e scomoda che mancava. Ormai siamo pieni e tronfi di noi stessi, schiavi dei nostri personaggi i quali vanno incontro ad una fama che è letteralmente misura della notorietà: siamo al punto in cui in Piazza i nostri ego devono iniziare a sostenere conversazioni sui Butei, ovvero i loro alter ego virtuali e anonimi. Assurdo.
Proselitismi sentenziosi pure a Brescia e Mantova, mentre non si ferma lo spettacolo veronese: il butelismo si fa pop, filosofia popolare cosmopolita. Pop, anni '60, sesso libero: Sentenziosi fa anche scopare i propri lettori!
Ennesima escalation sentenziosa, questa volta in chiave politica: si spara a iosa sullo sfortunato Panto. Sprazzi di humour nero che ci causano diverse maledizioni e nuove minacce di violenta morte. Altro che spritz, che ormai manco consumiamo più, ci stiamo giocando il fegato a forza di carne greva. Non sappiamo quanto resisteremo, Verona mostra il proprio lato tragi-comico: e ci piace! Ormai ci possiamo permettere anche di segnalare gli eventi, non solo o nemmeno attendervi: questa fu la nostra proposta di carnevale. Diffidare, naturalmente.
Di quelli prefissatici ai primordi, abbiamo infine raggiunto ALMENO un obiettivo: non diventare delle blogstarlette (com'è speranza della totalità mediocre dei blogger italiani), bensì creare dei personaggi.


Fine prima parte di due. Continua qui.
Segue:
"Atto 7. Dopo ogni apice: the (first) fall of Sentenziosi"