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26 novembre 2008

La magggica voglia di anni '80: Donatella Rettore e italodisco - New Age Club Treviso

Lotta dura venerdì sera: dopo l'outing di qualità a favore del concerto dei Tv on the radio di venerdì a Milano, c'è dell'impasse di quantità per questo live di Donatella Rettore al New Age di Treviso.

Donatella Rettore: concerto al New Age Club di Treviso

E vabbè, uno giustamente se ne potrebbe fregare, anche perchè a seguire eccoti ovviamente "quella magica voglia di anni '80" (e vabbè) con Lele Fear (e vabbè) & Boogaloo Robert (e vabbè), solo che i ritmi non sono proprio la solita marcia voglia di anni '80: synth-electroclash-newromantic-italodisco, ecc.

Sì, ho detto italodisco. Italodisco, butei butei, butei. Italodisco, anni prima delle ossessive ripetizioni house, quando eravamo spensierati e melodici, magari con le pezze al culo. Italodisco, quando la canzone italiana scopre che per far ballare questa pazza pazza gioventù di inizio '80, può dare di più, ma veramente di più... con un semplice sintetizzatore, clap-boom, l'accento maccheronico inglese e la ricchezza semantico-sintattica di un calabrese in terza elementare. Va bene dire Den Harrow, ma ricordate che Den Harrow in verità manco esisteva!


p.s. oh, ditemi quello che volete, tuttavia l'emulazione teutonica dei Modern Talking (ed estera in genere) resta si apprezzabile, ma teutonica (o estera). Punto. E poi noi prima dell'italodisco - anche durante, ma durante c'è pure Mauro Farina - avevamo Giorgio Moroder, che nel '78 se ne usciva con composizioni del genere e che vinceva gli Oscar, qualche volta. Punto.


12 novembre 2008

Alex Gopher - New Age Club, Treviso

Tip del weekend: il concerto di Alex Gopher al New Age di Treviso, venerdì 14 novembre.

Non il solito coglionazzo di dj produttore. Anche quello. Purtuttavia sa suonare un paio di strumenti e ha una band al seguito. Basta, coi dj set. Dissero i facinorosi Sentenziosi, alleggerendo 33 pugnalate.

Alex Gopher ha all'attivo diversi album e ha una serie di 4-5 pezzi che sono tutt'altro che fiale (fiala = quella canzone che, gettata in pista, fa scappare tutti), anche se forse la cosa finisce lì. Forse senza il forse.
Personalmente, Brain Leech la ballo pure. E scusa scusa quella magica voglia di anni 80 che permea gambe e ascelle.

Qui il video, che non tenta nemmeno di nascondere i richiami a quegl'anni là, con tanto di computer science a prestito dal server di Max Headroom:



e qui il confronto dal vivo (registrazione peraltro pessima), lui non è un mostro di show man in effetti, ma la band - Alex Gopher, Gene e Charlie Gnocchi - c'è:


10 ottobre 2008

Etienne De Crecy - New Age Club, Treviso

Etienne De Crecy live al New Age di Treviso il 17 ottobre.
Già, ha iniziato negli '80 e l'ha fatto, il tempo.

Tuttavia - chi dice di no è più gay di Signorini - come altro definire l'arte visiva del suo attuale show se non... trip assurdo!
Per ben cinque minuti.



21 dicembre 2007

Justice live - New Age Treviso

Quattro sono le curiosità che ho osservato in merito a questo concerto:
1-Trattavasi di un concerto segreto e gratis, in un luogo segreto, di una band segreta, di cui pure i cieco-sordo-muti erano a conoscenza e dove alla fine paghi la tessera. Ho comunque elaborato un mio personale ragionamento che credo funzionare, vediamolo dopo.
2-Avevamo un inviato. Ci siamo guardati, ci siamo valutati, ci siamo piaciuti. Stima e fiducia sin dai primi istanti. Così lui è andato e ha fatto il suo. Noi, pure.
3-Imperavano croci latine da tutte le parti. E bestemmie, latine e non.
4-Questi eventi sono l'ideale per liberare tutto il vostro di-stress più negativo brutto brutto cattivo cattivo e tornare in partita col vostro eu-stress. Specie se nella vita praticate arti marziali e vi piace ledere le teste a qualche sbronzo, o a qualche indie rocker, o a qualche checca isterica, o a qualche pheega che non ve la darà entro i prossimi 5 minuti (e come si permette 'sta baldracca?).

Justice, live al New Age Club di Treviso. Che poi sarebbe la classica band elettronica francese che ai concerti spacca e fa ballare pure i sassi e sarebbe la band del successone 'ntennaziunale "D.A.N.C.E."

Domenica sera concerto SEGRETO (uuuhhh...) dei Justice, nuovi Zeus dell'elettronica dalle tinte dark e "graffianti", al New Age Club di Treviso, quarta tappa del brevissimo tour italiano di questa nuova band già cult in Francia, dove vengono celebrati come fenomeno musicale dell'anno. Sentenziosi, cui Batman fa 'na pippa, c'è.

Justice chi?
Da pronunciarsi vellutatamente alla francese: Shustìss, e non all'inglese Giasstis (o alla scaligera la ggiusta, the justice, la pula). Alla francese appunto, meglio se sei figa e mi fumi in faccia dopo avermi sussurato che vuoi due colpi del netro del bar.
SPOT - Immagina anche tu di buttarti giù Butel1, da oggi fai prima!
Ehm, comunque... nome che immagino abbia tutta una dietrologia, che magari indagheremo quando saremo vecchi (in qualche modo avrà a che fare con qualche ideale del cazzo tipo libertè-egalitè-in cul a tè) . Considerato poi che il loro simbolo è una croce,
justice new age treviso
sospetto ci sia del cattolicesimo praticato, brrrrr [ndFrut1: forse non è vero, in un talk show francese hanno spiegato che si tratta del fatto che in Francia la giustizia è lenta e roba del genere, infatti il nome completo è "E giustizia per tutti", tra l'altro da una celebre canzone dei Metallica] [ndButel1: ah ok, in Italia si sarebbero chiamati Mastella, no?].

Butel1 faje vedè che te ce sai de Justice! (bugia)
Ma dicevamo, il 2007 per loro è stato decisamente l'anno della consacrazione, un continuo tripudio nei club francesi e di tutta Europa, giunti ora - anzi tornati - in Italia con quattro date.
Significativo il caso in Francia, dove da fenomeno underground sono emersi sino a diventare mainstream, a Parigi senti le loro canzoni tanto di giorno quanto di notte, lì sono praticamente un fenomeno commerciale. Per farvi un esempio, a giugno stavamo mangiando un'insalata in Rue de Grenelle in un posto chic & not cheap, quando dal nulla parte la loro "Phantom Part 1", così, lì, tra i quarant-cinquantenni. I media francesi si occupano di loro costantemente, sempre dello stesso periodo varie ospitate in diversi talk show di successo. Come se al Costanzo Show ad un certo punto Costanzo dicesse "Bboni, statte bboni, mo' chiamiamo i Justice" ed entrano questi due iper scazzati che parlano del più e del meno in mezzo a vip, intellettuali, politici, fighe, Sgarbi e dopo un po' ti martellano un pezzo tipo "One minute to midnight" quindi tutti lo discutono, mentre la casalinga di Voghera nel pubblico applaude. Roba che in Italia vedremo nel 2020. Forse. Ma a quel punto nei club parigini sarà di moda Pupo.

Ovviamente per questo duo di dj parigini si sprecano da mo' tutti gli scontatissimi appellativi dell'occasione. Quali? Chissà: elettronica + Francia + titolista etilico + suspence = "Ecco gli eredi dei Daft Punk", "E' la generazione Daft Punk", e bla bla. Vabbè, almeno sono parzialmente azzeccati: come scrisse Onda Rock ai tempi della recensione del loro primo album "Cross" (in verità si presume si chiami Cross, trattasi in effetti di una croce ovvero "†"), senza Giorgio Moroder e i Daft Punk, questi Justice non esisterebbero.
E ciucciatevi questa, pischelli che non siete altro! Comunque noi l'album l'abbiamo apprezzato, secondo noi uno dei 7-8 top album del 2007, sicuramente l'album di riferimento nel genere "electro music for the new masses".

The new masses?
Justice sono la pronto moda, l'apice dell'elettronica per le fauci delle nuove leve, il prêt-à-porter dello sballo ggiovane.

Justice live al New Age di Treviso
Procedo a punti, e croce (ah ah... tristezza)

MySpace Secret Show
Ssssshhh... cazzo parlate, zitti, questo è un maispeissecretsciò, nessuno deve saperlo, stronzi! Eventi in cui il marketing di MySpace regala ai propri utenti un concertone aggratis. Ma il concerto è inizialmente segreto: NESSUNO sa di chi, NESSUNO sa dove, NESSUNO sa quando. Succederà. Accadrà. Prima o poi. Preparatevi. Un po' come con le polluzioni notturne.
Vedendo la calca di gente comprendi che questo show è segreto quanto il primo segreto di Fatima.
Ho capito perchè questi show sono segreti. Breve fenomenologia del MySpace Secret Show: TUTTI sanno quando - chi - dove - perchè, e lo sanno con tale anticipo, che una settimana prima se ne dimenticano. Tra l'altro c'è la pagliacciata del "Hey, se non hai un profilo myspace con MySpace Secret Show tra gli amici non puoi partecipare". Ah sì? Geniali. Guarda, non m'ero neanche creato 15 profili ad hoc per invitare i miei parenti dall'Argentina.
Altra grande presa per il culo - almeno secondo noi - è quella del concerto gratis, in un circolo in cui devi tesserarti. Doppia passata di marketing. Tra l'altro la tessera Arci dovrebbe essere annuale, per cui ottimo investimento farsela a dicembre.

Concerto
In poche parole? I Justice hanno spaccato di brutto e il pubblico era spiritato ovvero da sopprimere. Croci ovunque. Quello con la mega-croce si è goduto un sacco. Anche quelli dietro, che non vedevano un cazzo. Qualcuno gli ha assestato un hadouken nei maroni per caso?

New Age
Era pieno, poco meno di 1.000 persone ad occhio stipate in quel buco. Antò, fa caaald': un caldo infernale, veramente insopportabile a tratti e la gente era così sudata che il solo contatto fisico senza ombrello ti costava una doccia. In alcuni casi rischiavi di restare incollato al tuo vicino e dovevi scollarti fuori dal locale o portarlo a casa tua (guavda, qvello è pvopvio un vecchio tvucco) .

Scenografia
"Casse su casse, luci su luci" recita così il versetto della giusta. Al centro la scenografia che copre la loro consolle, praticamente una sorta di cumulo di circuiti elettrici con led rossi, tale mucchio è inframezzato da una imponente croce luminosa
justice new age club treviso
che è la vera regina del palco perchè cosparge i capi sudati di luce accecante al ritmo del basso, tipo le lattine ballanti della coca cola che si muovono quando batti le mani. Se la sua luce t'investe, dio non voglia mai, finisci come quei bambini giapponesi che a inizio anni duemila finirono in ospedale dopo aver visionato da vicino un cartone con un robot i cui occhi rossi s'illuminavano a forte intermittenza (sketch parodiato dai Simpson in maniera esemplare). Dietro la consolle i Justice.
justice live


I Justice appunto
Sono in due,

justice

uno si chiama Xavier de Rosnay ed è un ragazzino smilzo e nano, moro col capello liscio e unto, l'altro si chiama Gaspard Augé, somiglia a qualcuno di famoso... è alto il doppio e credo sia l'ideatore del nome nonchè il fondatore del cristianesimo: barba, capelli lunghi, porta un crocefisso... dai è Jesus! Eravamo curiosi: c'era la voce che Jesus non facesse una mazza mentre l'altro il genietto che tiene in piedi lo show. Invece la voce dev'essere arrivata pure a loro e il cazziatone del manager deve aver sistemato un po' le cose: ora smanettano un buon fifty-fifty. Anche perchè quello già moltiplica pane e bassi, mica poteva anche essere Mauro Repetto.

Lo show
E' tutto musicale + effetto luce della croce e delle luci poste alle loro spalle, mentre i due passano la giornata fermi immobili concetratissimi in consolle a usare le mani e muovere la testa come avessero una crisi epilettica. Anzi, non muovono la testa, la sezione del collo è rigidissima, credo oscillino direttamente di bacino come Jill Cooper. Non mi sembra abbiano mai alzato le mani, e in caso per schiacciare le mosche che ronzano intorno al barbuto.

Repertorio
Quasi tutto del loro album, diciamo 95% del tempo, con due-tre incursioni di terzi, ricordo mix con i Soulwax(?), Klaxons e altre cose piuttosto conosciute. Tra l'altro remixano pure lor stessi (di DANCE ho sentito tre versioni: originale, MSTRKRFT e remixata da loro).

Pubblico e pheeghe(?)
Justice brutti brutti, pheeghe non tante, pubblico numeroso ma non troppo eterogeneo. Aspetta, vuoi dire che i Justice sono robbba da butei? Ovviamente tanti ragazzetti. Del cazzo. Ovviamente le nostre sciatiche. Del cazzo. Comunque tutti presi duramente, un coinvolgimento totale, in questo senso un ottimo live davvero, come ho detto i Justice hanno spaccato di brutto, questi ci sanno fare.
Conferme: nelle prime file il pogo è partito sul tardi ma è partito, scontatitissimo. Per il resto la gente ha saltellato allegra tutto il tempo, molesta ma sopportabile.

Curiosità
A riprese ho notato defilato rispetto al palco, nell'ombra, un certo tizio. Subito non si capiva chi fosse. Occhio, quello è il cattivo di un fumetto, dovrebbe essere l'addetto alla security (o semplicemente il cazzone di turno con gli accrediti?). In verità è un incrocio tra Hulk, Flash, l'Uomo Ombra e Jekyll e Hide: appena uno si avvicina, lui è in guardia; appena uno tenta di sfiorare il palco lui scatta e in una frazione di secondo il tipo si becca un calcio nei denti, giunge in ospedale mentre lui è già tornato nell'ombra e nessuno ha visto niente. Una vera macchina da guerra. Nessuno l'ha notato?

Conclusione
"Bella storia vecchio". Se capita, fatevi tre cocktail, poi infilati ad un concerto dei Justice, c'è da sballarsi ggente cioèè di bbrutto.
Due rece al prezzo di una
Segue una seconda recensione del concerto ad opera di un lettore, Pelli, a mo' di contraddittorio.

Justice Live - New Age Club Treviso di Pelli!
I rumors erano cominciati qualche settimana prima: voci di una eventuale quarta data dei Justice al New Age, ancora prima che le altre fossero confermate, tutto messo poi rapidamente a tacere, e la comparsa di un Myspace Secret Show proprio a Roncade. Un Watson qualsiasi bastava e avanzava. Nessuno però ci ha creduto fino all'ultimo, perché era un po' come dire the Daft Punk is playing at my house.

Alle 21 e qualcosa della sera del concerto sono ancora incredulo, mi sfrego gli occhi per mettere a fuoco il gigantesco banner appeso al muro, MySpace.com, a place for friends. Segnatevi la parte sugli amici, è particolarmente importante.

Dirigendomi verso l'entrata incontro Alessia, una ragazza dello staff Cuore Elettronico, una specie di divisione viral marketing del New Age, praticamente una o due dozzine di ragazzi che appestano MySpace e i loro 6000+ amici pro capite con spam del locale. Mi vede rilassato e sorridente e mi chiede se non ho visto la fila "incredibile", cose che rischio di non entrare. Io che avevo soppesato la dimensione e la scorrevolezza della fila in qualche millisecondo, sfrecciando in macchina pochi minuti prima, esplodo nella mia risata scenica, e avvicinandomi alle transenne dico "e questa la chiami fila? Il mio cazzo srotolato è più lungo".
Una volta occupato il mio posto, nella mezz'ora di attesa che mi avrebbe separato dall'entrata, ho modo di: sfottere Casa che nonostante si fosse piantato lì alle cinque di pomeriggio è solamente cinque persone davanti a me; constatare che nonostante l'altro set dei Justice a Milano in maggio, fosse pre-uscita singolo e a pagamento, la coda fosse la stessa; incontrare qualche vecchio amico e perderne la stima causa la mia arroganza; trovare nuovi amici grazie alle lattine da mezzo litro di birra che avevo.

Alla porta i requisiti per entrare sono:
1.Avere un profilo MySpace con Myspace Secret Shows Italia fra gli amici.
2.Tessera Arci. Piccolo appunto. Organizzare un evento free in un posto a tessera obbligatoria mi puzza un po' di stronzata. Mi puzza anche un po' di pioggia di nuovi tesserati per il locale.
Io che ho entrambe, e una gran faccia da culo, passo senza problemi.

Il locale si sta riempiendo e il mio più grande timore è che gli organizzatori vogliano sfruttare la massima capienza di 1.100 persone. Porto ancora i segni del concerto dei Bloc Party fatto qui nel 2005. Overbooking, si beccheranno duecento anni di inferno per questo.
Mi dirigo verso il bar pregando perché Myspace.it abbia imposto un limite non oltre l'80% la capienza massima, e perché la barista metta il mio drink in un bicchiere da birra e non in uno di quei ridicoli bicchieri da long drink, che mi fanno sentire tanto scìscì e troppo poco happy. Piccola nota, la barista con le tette torpedo e le braccia tatuate che stava al secondo bancone, non lavora più al New Age. E' un brutto colpo. Ma mi conforta il fatto che a concerto iniziato io stringa il mio boccale da 40cl e nel locale non ci siano più di 700 persone.
Adoro le major e le grandi compagnie.
Fanculo l'indie.
Ci voleva papà Murdock per organizzare una cosa del genere. E gratis per di più.

Passo la mezz'ora seguente totalmente perso nella socialità cialtrona, saluto e distribuisco complimenti ingollando vodka redbull. Riesco anche a posare per un tizio pelato con l'obiettivo più lungo che abbia mai visto, interrompendo una frase a metà per poi riprendere a fare finta di conoscere la persona con cui sto parlando.

Non raccolgo nemmeno troppa apprensione per la mia t-shirt collo a V. L'unico inconveniente è il dover scacciare i frocetti che mi fanno schioccare le bretelle. Cosa che anche questa volta puntualmente succede, e mi costringe a girarmi e fare una Gay Basher: sorrido con la mascella serrata e lo sguardo da pazzo, e sibilo "provaci, e ti sfondo lo sterno". Sto lavorando anche alla Fag Cannon, ma non è ancora perfetta. Spaventato il primo comunque gli altri di solito si tengono alla larga.

Il concerto inizia e io non ho mai sentito gridare tanto per un gruppo che fa electro. Ma Gaspard e Xavier mi correggerebbero dicendo che non è electro, è "musica da discoteca del 2007" (cit.). Fatto sta che nella ressa passo più tempo a far fare body surfing a Casa, piuttosto che a fare il gesto della legna.

Uscendo dal pogo (sì, il permesso l'hanno ufficializzato i Digitalism), una corpoduro totalmente idiota mi chiede se sia finito il concerto. In versione semplificata le illustro la scaletta, cosa che non sembra aiutarla troppo. Il tizio che è con lei, prima di portarsela via mi chiede ammiccante se ho dell'MDMA, gli rispondo tirando il fiato e sputacchiando la mezza birra offertami da Saggio che no, davvero non ne ho, ancora stravolto dallo sforzo provocato da tutto l'head-banging della serata.
"No, grazie, ce la faccio da solo".
Terra chiama Anni '90, missione abortita, rientrate alla base e fatevi una famiglia.

08 dicembre 2007

New York Jazz - Treviso - Vitalic Live

Ciò che non ti ammazza, ti fortifica. Sintesi perfetta della serata alla discoteca New York Jazz di Treviso. Da evitare come la peste, non si fosse capito. E dire, che suonava pure Vitalic! Anzi, mi correggo, e dire che suonava pure Joe T Vitalic. Ovvero: può un artista di livello sputtanarsi se va in un posto iper tamarro a fascia teenager? Può, può tranquillamente. Specie se c'è quel vocalist imbecille.

Vitalic
Idolo di larga parte dei clubbers europei, oltre ad apparire brutto nelle foto, Pascal Arbez è un musicista e produttore francese che insieme ad altri sempre da quelle parti/y (diciamo Parigi) ha contribuito a dare un restyling alla musica elettronica, cogliendo in pieno l'onda sinusoidale che la stava (e la sta tuttora) trascinando verso il rock o meglio verso il punk, ponendosi ritto sul cavallo come una delle nuove grigie eminenze per il popolo dei saltellatori-picchiatori-headbangers, ovvero quelli che nelle disco pardon nei club ci vanno e ci vanno per fare clubbing vero clubbing, e fuck off tutto il resto: "hey man, riportiamo la musica al centro man! La musica al centro, noi intorno a saltellare-su-le-maniii".

new york jazz treviso
Sembra brutto, ma dal vivo ha più fascino

Insomma, tutte le ragioni del mondo per definire Vitalic l'idolo dei tamarri, ergo tamarro a sua volta. Qualcuno - egli medesimo, ehm! - lo ha appunto definito il "Wagner dei raves", giusto per darvi un'idea. La colpa più emblematica del francese Vitalic è appunto quella di avere spesso le mani nella confezione delle marmellate con scritto sopra house, o deep house o electroclash per giunta. Il senso di noia ascoltando quei genere è SEMPRE dietro l'angolo in questi casi, che ve lo dico a fà.

Descrizione tuttavia parziale e fuorviante, nel senso che dovremmo magicamente escludere i suoi pezzi killers, almeno 4-5 e pure molto noti, e far finta che lui sia un tamarro al 100% (non lo è) e che noi in spedizione al New York Jazz di Treviso siamo altrettanto tamarri (...ah non ci sono smentite?...). Vale a dire, chiudere un occhio anzi due su: un pezzo commerciale come "My friend Dario" che ha capeggiato pure su MTV con quel video kitsch-glam molto frivolo e subito finito nelle charts è, cosa ormai molto più sintomatica per essere un artista "giusto", pezzo finito subito sulle passerelle degli stilisti. Poi Poney, Fanfares, No fun, You prefer cocaine, La Rock, la divertente Polkamatic con quell'organetto un po' sfigato, nonchè l'elegantissima e sinfonica The Past (già usata per onorare la morte di Butel2).
La Rock ad esempio - che ha suonato - è uno dei suoi cavalli di battaglia "belli potenti" e dal vivo fa così:



A mio avviso la sensibilità musicale di Vitalic, che prima di menare pulsanti e dischi è anzitutto un musicista con un certo talento, è spiccata e a tratti è molto personale: "E' un Vitalic", tipo i Pollock. Tra l'altro, eccellente remixer, come dimostra la sua partecipazione ad un'intera compilation di Colette.

Riepilogando
Insomma, artista e relativa sensibilità musica: presenti. A questo punto il gioco è fatto, no? Col cazzo. Entrano in gioco i fenomeni esogeni: New York Jazz, San Biagio di Callalta (Treviso).

New York Jazz - Treviso
Una discoteca con parcheggio grande come New York, senza Jazz.
Locale di dimensioni medio-grandi, nella ridente provincia trevigiana a dieci-quindici minuti abbondanti dal centro città. Sospetti che ci sia una perenne situazione sandwich all'interno - con i sudori dei gggiovani come salsa ("no piccante, sì unto, grazie") - non appena osservi quel parcheggio da centro commerciale, esaurito da settimane. O mio dio, è un effetto crowded!

Ore 1.05
La coda non suggerisce tempi brevi di attesa. Meglio informarsi.
Butel1: "Vitalic ha già suonato?"
Buttafuori, con esemplare prontezza e singolare padronanza della lingua italiana: "Brrrooaaarrr, ggrruuarrrr!" (grattandosi ascella e pelata, tirando allo stesso tempo virili spallate in segno d'intesa all'energumeno collega).
Frut1: "Lo prendiamo per un no"
Butel1: "Prendiamolo". Omaggiandolo di una bananana, ci allontaniamo.

Ore 1.06
Sai che facciamo? Torniamo dopo. Tappa al New Age Club, sempre qui a Treviso. Circolo Arci che ospita spesso artisti di qualità e, comunque, al termine ovvero verso quest'ora intrattiene il pubblico col solito dj set electro-indie rock.

Ore 1.15
Eccoci al New Age. Il tempo di prendere una coca, il tempo di sprofondare in uno dei divani per coppiette, di guardarci intorno e di risprofondare, per accorgerci che non c'è un cazzo di nessuno. Mamma butta la pasta! E magari conta fino a 10 che poi ci arrendiamo.
Appunto, sloggiamo. L'effetto Vitalic, vedrai che sarà l'effetto Vitalic. In caso è colpa del governo ladro, non vedo alternative.

Ore 1.40
Torniamo all'ovile: New York Jazz, second round. La coda si è fatta snella snella corta corta, insomma Vitalic deve aver cominciato perchè sono tutti dentro. E infiliamoci, va'. 25 euro, 'sti cazzi. Ma è Vitalic, hey quello si fa pagare perché ne vale la pena, mica...

La gggente, i gggiovani
Giovanissimi, i gggiovani del New York Jazz. Fascia direi 18-22, poche eccedenze. E che giovani, brividi lungo la schiena: il peggio del peggio del peggio del peggio della schiera tamarro-griffara. Questa discoteca è la mecca del cinghiale, l'harem dello sbarbatello con la fissa del tuning. Al pari di ogni discoteca dei nostri e vostri tempi d'oro 18-22. Pensiamo intensamente tutti all'Alter Ego di quegli anni. Ffffatto? Avete visualizzato la clientela New York Jazz. Ora aggiungeteci pure i bambocci esaltati del Berfi's, e la frittata è fatta.
Guardandoci negli occhi e tenendoci per mano, entriamo, consapevoli delle nostre sciatiche e lombalgie.

La disco

new york jazz
"cioèèè un po' disco, un po'
sogno, un po' luogo dello spirito..."

Disposta su due piani, la farei rientrare nello standard anche se, da segnalare positivamente, allestita e attrezzata in maniera impeccabile da un punto di vista tecnico: impianti audio e luci della madonna. Per fare un paragone, il New York Jazz sta al Berfi's come un Hi Fi sta ad un walkman, senza batterie. Caledoscopie di ogni tipo e casse da schiacciarti il volto. Dev'essere per quello che c'erano tutte quelle facce da culo.
Per il resto, definito anche Dream Lab, il New York Jazz per il momento dispensa solo incubi.

1-2-3 1-2-3, ok ragazzi fate come Jill Cooper
Ora aggiungete un incedere interminabile di:
-mani agitate al ritmo della grancassa
-teste agitate al ritmo della grancassa
-culi agitati al ritmo della grancassa
-cori urlati al ritmo della grancassa
-ogni cosa (pure i brufoli) agitata al ritmo della grancassa

Le pheeghe
Avere diciott'anni ed essere mignotte. Ah, le teenie-mignotte, che ricordi. No aspetta, quali ricordi scusa? Ché io non mi ricordavo le mie compagne di classe del liceo così. Fanculo! Ad ogni modo osserviamo un minuto di silenzio per Frut1, che smarrisce mascella e dentatura al ritmo di 19 al minuto, nuovo record del mondo.

Vitalic live
E son note. Dolenti. Fase dominante negativa pari al 65%, il resto è passabile ma non salva interamente la performance.
I primi venti minuti deludono, c'è aria di fregatura come poche volte. Ma vabbè, fanculo, ormai siamo qui, ascoltiamolo tutto. Sentiamo: tunz-tunz-tunz-tunz-tunz-tunz (l'effetto live è offerto da Sentenzosi Immaginiamolo Così)

Stop. Rewind: i primi venti minuti deludono FORTEMENTE. E' definitivamente roba da rave party del cazzo, dai. Ritmi striminziti, varietà stilistiche ridotte all'osso.
Manco a dirlo, è un tripudio, il New York Jazz ama, adora, idolatra il proprio nuovo idolo. "Vitalic, sei gggrande!" "Vitalic spakka spakka!" "Vitalic, lo faresti un figlio con me?" "Vitalic, ti candidi anche tu col Popolo del Partito delle Libertà?" e così via.
Suonerà per circa un'ora, la discoteca a momenti viene giù. Noi ad esempio siamo usciti dalla nuova uscita laterale comparsa improvvisamente nei pressi del muro est, quando ha messo La Rock.

Tutti resistono. Anche noi, ma duramente, che ci estasiamo solo su una rarissima selezione di pezzi dell'album "Ok cowboy". Sì, perchè dove sta la VERA fregatura? Vitalic non l'ha praticamente suonato quell'album salvo 3-4 pezzi, ha suonato la merdavigliosa sbobba house e deep house che piace alle giovani generazioni che la prendono per buona e anzi la osannano come grande musica. Ma per favore. Qualcuno gli ha spiegato che siamo nell'est italiano e non nell'est europeo? Joe T Vitalic, appunto.
My Friend Dario e La Rock e altre 2-3 buone scelte non salveranno la situazione, il tappetto sporco di pestoni resterà arricciato su se stesso. Dov'è la performance che regala durante fior fior di Festival e club parigini? Ah, sì, dimenticavo, siamo nella creme de la merd.
Infatti a questo punto ci brucia il culo. Mah, sinceramente non comprendo come un artista di fama internazionale possa mettersi in gioco in questa maniera, insomma fai le tue cose, non quelle che ti vengono imposte dalla situazione. Anche se, da un punto di vista del "negozio", è evidente che sono questi i suoi potenziali acquirenti, se escludiamo i dj. Ma i dj quanti sono? E, invece, i giovani delle discoteche gggiovani di tutto il mondo quanti sono? Ooopppps!
Inutile dire che per illuderci che comunque "cioèèè super serata al New York Jazz, cioèèè grrrande Vitalic!" anche noi ci lasciamo andare a occasionali ancheggiamenti compiaciuti. La L di LOOSERS si va tatuando in fronte, merda.
Ma è anche e soprattutto un'altra componente, a rovinare lo show.

Il vocalist
No , no no no. Lui no. Qualcuno tra e me lui era di troppo lì dentro, poco ma sicuro.
A me era sovvenuta questa fantasia nel frattanto: "L'avessero narcotizzato a forza di infilargli ripetutamente e meccanicamente cavalline da ginnastica nel deretano sicchè ai primi schizzi di sangue un toro trovatosi casualmente a passare da quelle parti avesse portato a termine il lavoro". Ovviamente non ci siamo illusi nemmeno un attimo, sapevamo che l'avrebbe fatta franca tutta la serata: l'eventualità che contestualmente la gente sodomizzasse un vocalist in una discoteca mentre un toro si trovata a passare per un saluto agli amici cinghiali, era onestamente lontana.
Beh noi di vocalist imbecilli ne abbiamo visti tanti. Ma così imbecilli, fastidiosi, compiaciuti e inutili mai. E, it's automatic, anche lui idolo della folla. No, noooo! Non dovete dar corda a questa gente, lo capite? L'attività di questo soggetto è improponibile e firmiamo sin d'ora un D.Lgs. Anti Vocalist, questa gente va eliminata con tutti gli strumenti opportuni. Sono ammessi sonori calci in culo.

Alcuni estratti
Sarò breve, cercherò di rielaborare nei prossimi giorni col mio analista, anche se spero in una rapida rimozione mnemonica. Fanno parte del festival della stronzata gigante:

"VITALIC-VITALIC-VITALIC-VITALIC-VITALIC-VITALIC..." Moltiplicato x 1.900, non la finiva più, ogni 20 secondi. Cos'è, sta male? E' un cretino vero e proprio, non so che altro pensare. Lui, Medio Man anzi Useless Man, con la sua caratteristica faccia da ebete e quell'occhiale da sole (in discoteca, mi pare giusto) da Gigi Rizzi in fase decadente (quando ormai scopava solo ultra cinquantenni). Spiegatemi, uno suona e tu continui a parlargli sopra, che senso può avere? Come se a Sanremo durante l'esibizione di Albano arriva uno da dietro e urla "Sotomayor!". Come se un tizio passa davanti mentre David Lachapelle scatta una foto. Siamo allibiti, e molto infastiditi.

"UN APPLAUSO PER VITALIC!"
"NESSUNO FA UN APPLAUSO PER VITALIC?"
"DAI APPLAUDIAMO PER VITALIC!" Sì cazzo sì, giuro che abbiamo capito, ci crederesti mai?
"VITALIC-VITALIC-VITALIC-VITALIC-VITALIC-VITALIC" O nuuooo di nuovoooooo

"SU LE MANIIII PER VITALIC-VITALIC-VITALIC-VITALIC-VITALIC-VITALIC-VITALIC" Se vabbè...

E arriviamo (quasi) al clou: Vitalic termina la propria perfomance, ringrazia urlando come un disperato "grazie-grazie!" e ovviamente decide di concederne un ultimo pezzo, scelta così salutata dal nostro Useless Man:
"ANNNODDDERRR?". Ma una ginocchiata nelle palle no?
Il momento trash definitivo era solo annunciato. Questa volta Vitalic smette "veramente davvero veramente io" (cfr. Costantino). Gente che si strappa i capelli (anche i rasati), gente che si strappa i vestiti (anche le mingnotte ignude) e Lui che ti fa? Canticchia un motivetto:
"IU ARR DE SAN..." e va avanti con che-cazzo-ne-so-ma-chi-lo-sa, quindi suggella il tutto con una vera perla anni '00:
"Perchè...... ragazzi...... Vitalic ragazzi, Vitalic...... al New York Jazz di Treviso...... applauso...... perchè questa..... questa non è solo musica...... questa è.... - èèhhh? - questa è...... - questa èèèehhh? Diccelo, diccelo - questa è FILOSOFIA"

Questa è filosofia. O magari questa è Spartaaaaaa?
Butel1: "ccrrrr--- il posto si chiama New York Jazz ---crrr---- lo trovi lì ogni venerdì sera ----cccrrr--- mi raccomando, voglio un lavoro pulito ---crrr---"
Hitman: "Grrranddee veeeeccio!"
Butel1: "Mh..."

Conclusione
Ci saranno altre occasioni per assistere ad una buona performance di Vitalic, per ora diamo un 5,5 a lui, un 5 al New York Jazz, dove siamo decisamente fuori target, e un 4 alla clientela.
Certo che se hai 18 anni (o anche 24) e vuoi sbavare un paio d'ore su qualche pheegha di gomma, qui puoi eh!

04 maggio 2007

Zion Club Treviso - The Pipettes

Breve nota: se volete unicamente sapere com’è lo Zion Club di Treviso e com’è stata la prova delle The Pipettes, andate subito oltre metà post. Per ogni altra sega mentale di Frut1, vi rimandiamo alla lettura integrale. Grazie per la comprensione.
Il comitato di redazione, Sentenziosi.

Alla faccia della festa dei lavoratori: ogni primo maggio mi accorgo di come io non abbia nulla da festeggiare, la mia vita è priva di impegni lavorativi. I vantaggi di fare il mantenuto, immagino. Qualcuno definisce lo studio universitario un lavoro perchè porta via molto tempo, fatica e ti obbliga ad ottenere risultati a tempo determinato paragonabili ad un lavoro. Ah scusate, se la mettete così allora è vent'anni che lavoro. E quasi quasi questo lavoro mi si addice, mi piace, mi appaga. Per cui ho pensato che scendere in piazza con i lavoratori, sventolare bandiere del Che ed ascoltare musica dal vivo non facesse per me, l’ho brevemente trovato offensivo se proprio. Alternativa: zapping infinito sul divano, Homer J. Simpson sarebbe fiero di me. Del resto, non scherziamo: a Udine, dopo le follie del Far East Film Festival, torna la desolazione di sempre.
Anzi, vediamo se c'è qualcosa in qualche club del Veneto o del Friuli. Un concerto che possa farmi alzare dalla comodità del mio immenso divano di casa, ovviamente finanziata da terzi. Interessanti newsletter dai club di Treviso: ragazzi, sapete che quella provincia del Veneto non mi tradisce mai, Treviso è luogo di concerti coi controcazzi. E infatti: Zion club, The Pipettes.
Le Pipettes? Affare fatto!
Ho già ballato al ritmo incalzante di “Your kisses are wasted on me” a Milano lo scorso ottobre, lo spettacolo delle tre fanciulle in sixties style tutto a pois vale la pena d’essere visto una seconda volta. Di che si tratterà:
1- serata in un club di Treviso: l'ambiente chiuso tra quattro mura, buio e tra fumo e luci stroboscopiche mi piace
2- l'energia di un concerto eletrizza il mio ego già pompato di suo
3- la pheeega da club trevigiano è sempre un bello spettacolo per originalità e stravaganza

Zion Club di Treviso

concerti delle pipettes trevisoIl locale ricavato in un capannone nella zona industriale di Conegliano Veneto è un ambinte molto confortevole, allestito molto bene e buio quanto basta per renderlo quasi undergroud anche se di undergroud non c'è nemmeno il ripostiglio. Giunto in anticipo per accaparrarmi il divanetto migliore che il locale propone, ovviamente sull’asse cassa-bancone del bar ed in posizione frontele al palco (ricordate guys: no alcol, no party), dopo essermi accomodato, ho sfoderato l'arma del delitto: la mia mega-delux-extrazoom-verycool fotocamera digitale. Pronto per immortalare, con quei 12 mila scatti che la memoria mi concede, l'intera serata tra indie-pop anni ‘60 e teenagers degni figli della Grease-generation. Ebbene si, stasera sprazzi anni ‘80 non dovranno esserci, gli anni ‘60 la faranno da padrone: collants colorati, cravattini, ballerine, cerchietti, beatle boots, ecc. Si rivive l'era dei mods e dei rockers di un'Inghilterra divisa tra Beatles e Stone: eri per i Beatles? Non ascoltavi gli Stones. Eri per gli Stones? Non ascoltavi i Beatles, questo ci hanno insegnati padri e madri.
Sarà presto smentito: ancora prima del concerto, il dj dalla sua consolle posizionata al centro del locale in un cubo nero e rosso, decide di vanificare le mie aspettative mixando tra un pezzo e l'altro un classico brano dei Depeche Mode estremamente eighties. Anfameee!

Piccola parentesi a considerazione sugli anni ’80 e affondo personale
[Saltare se non vi interessano i fattacci interni al blog]
Ricordo che la serata era anni ’60, a grandi linee (per quanto 60-70-80-90-00 siano etichette che vogliano dire poco più di un cazzo). E così mi risparano la musica dei Depeche e a seguire varia new wave mixata a tradimento qua e la. Sti cazzi, gli anni ottanta ci sono sempre e comincio a pensare che ne siamo schiavi pseudo-accondiscendenti. Allora eccovi una sparata gratuita su butel1, che dell’immanenza glam eighties è la prova più ecclatante e mi chiedo come mai non sia ancora morto di Aids per essere l'icona anni ‘80 per eccellenza nel terzo millennio. A proposito si ricordi la citazione di tale J. il quale per strada – mica ad un party – si rivolge così al nostro antieroe: “Butel1, mio dio, quel look è la cosa più anni ’80 ch’io abbia mai visto; anzi anzi, è trent’anni che non vedo una cosa più anni ’80, cioè da prima degli anni ‘80”. Assurdo. Comqunue…

Pre-concerto
…in scaletta, all'oscuro dell'informatissimo frut1 ci sono due band di supporto. Verso le 21. 30 sale sul palco un giovane concept engineer e songwriter: Monster Bobby che con basi elettroniche ed il suono delle corde della sua chitarra acustica ricorda molto l'Adam Green dei primi album se non adiriturra degli albori quando suonava con gli sbullonati dei Mondly Peaches! Solo in seguito lo scopro essere il chitarrista delle Pipettes.
Il pubblico, anche se ancora poco numeroso sembra, interessato all’esibizione dell'artista che invece di prendere pieno possesso del palco a sua disposizione sembra preferire l'angolino sinistro. I pezzi sono buoni ed il pubblico apprezza. L'esibizione dura circa 30 minuti o forse meno dopo di che sale sul palco un'ulteriore band.
Ma che è, una maratona?
Arriva un gruppo numeroso di musicisti, ne conto 7 o 8: tastiere, fiati, chitarre; ma delle pipettes neanche l'ombra. Marit Bergman e la sua band, dalla Svezia, deliziano il pubblico che inizia lentamente a riempire il locale, o almeno ci sta provando. La ragazza mostra carisma e simpatia invitando la gente a riunirsi tutta sotto il palco per ballare spensierate canzoni estremamente pop: una power-pop girl, senz’altro. Il popolo dello Zion Club di Treviso sembra gradire la grinta della band che dimostra di saper tenere il palco e di coinvolgere i gggiovani rockers che ricambiano allo spettacolo con numerosi appluasi. Lo show finisce e con l'annuncio dell'ultimo brano il pubblico mostra un po’ di disapprovazione e delusione. Pollice su per entrambe le performances.

E arrivano le dive della serata: ladies and gentlement, The Pipettes
Un po’ di attesa per concedere ai fonici di sistemare il palco ed accordare gli strumenti, mentre il pubblico freme. Verso le 22. 30 lo Zion Club inizia ad incontrare le mie aspettative: il numero di gggiovani è aumentato, la quantità di pheeega è raddoppiata, lo spirito di Newton sembra essersi impossessato del corpo di Frut1 che senza sosta continua ad illunimare lo spettrale locale tutto nero con flash, accecando le vittime designate per il reportage fotografico. Frut1 dopo qualche Red Bull corretta con della vodka inizia ad avere l'occhio pazzo e una pericolosa fame di pheega. Balzando a destra e sinistra in maniera convulsa ed irrequita scopre che il binomio fotografo-blogger è un eccellente amo per approcciare con chiunque! Ora mai il suo Ego nonché il suo Alterego (visto che sempre più sovente mostra sdoppiamenti di personalita) assumono valori di potenza che gli fanno credere di essere una sorta di divinità pagana: si autoacclama come IL blogger, si elogia, ripete incessantemente: io, perchè io, infatti io, cmq io, io, io ed ancora io [ndSentenziosi: no beh ma quello lo fai ugualmente sempre. Comunque, cari lettori, notare anche lo sdoppiamento tra prima e terza persona che si va consumando tra queste righe: quest’uomo sta male!]. Innarrestabile e maniacale inizia a spaventare i gggiovani dello Zion Club, ma a farlo tornare con i piedi per terra ci pensano The Pipettes. Eccole, infine. Per la precisione: in pieno stile Ramones, adottano tutte e tre il cognome Pipette, ovviamente cognome d’arte.
Le tre affascinanti Pipettes [ndSentenziosi: due manze e una bella pheega] salgono sul palco ed il loro potere magnetico cattura l'ego del Fruttone che incantato dalla loro musica easy very easy, non impegnata ma spensierata (lo spettro indie è già dietro l’angolo, anzi indie pop), o meglio incantato da quella pheega di Gwenno, si sistema sotto il palco pronto a scatenare il ballerino che è in lui dopo avere imparato le coreografie delle Pipettes [ndSentenziosi: eh ti capiamo, non si sa mai ti possa servire nella vita la coreografia delle Pipettes]

Gwenno

zion club treviso

Riot Becki

concerti delle pipettes

Rosay

pipettes date concerti

Il concerto
Sicuramente per apprezzare questa band e l'atmosfera retrò che fanno rivivere è d'obbligo vivere l'esperienza live. Gli album non pagano se ascoltati nelle cuffiete, si tratta di uno show e di “un’atmosfera”.

Le tre reginette del pop vintage grazie alla loro bellezza, charme ed originalità rapiscono il pubblico che non può fare a meno di cantare le loro canzoni ed emulare le coreografie proposte per ogni singolo brano. Si percepisce un'incredibile energia che coinvolge anche i gggiovani più timidi che si nascondono restando lontani dal palco. Nonostante non siano delle eccellenti cantanti, probabilmente, dopo numerose date live, hanno affinato le loro tecniche canore e per l'intero concerto non si avverte una minima sbavatura. Oltre ai pezzi che le hanno rese note al pubblico come: “Your kisses are wasted on me”, e… e… e anche… come non dimentica… e tutti gli altri “famosi” pezzi dell'omonimo album, propongono brani inediti che comunque sono apprezzati dal noi gggiovani. Ne risulta un concerto diverso da tutti gli altri dove il motore dell’azione non è quello di andare ad apprezzare i brani e la performace live della band ma di vivere l'atmosfera e l'energia che trasmettano le pipettes e per ballare ed ancora ballare rivivendo gli anni delle balere dei nostri genitori. Un tuffo nel passato, insomma.

Post concerto
Dopo un misero bis di due canzoni, congedandosi dal palco con il brano “We are the Pipettes” (singolo di successo), ha inizio il dj set con alcuni buoni pezzi anche se troppo indie per i miei gusti. Qualcuno rimane on the dancefloor scatenandosi nelle danze passando da modalità “Piper” a “rave party mode”. Altri prendono d'assalto lo stand di merchandising delle Pipettes comprando t-shirt, loncandine del concerto, scattando alcune foto con Rosay e con Riot Becki. Il resto dei gggiovani pausa cicca e abbeveraggio per recuperare i liquidi persi danzando. Tra il merchandising, anche una mano che masturba un piccolo fallo: da cui il nome, appunto, le pipette.
Ma frut1? Che fine ha fatto frut1?
Frut1 aveva un'unico pensiero, un chiodo fisso: limonare con Gwenno. Nervosamente si aggirava di fronte all'ingresso del backstage, ma niente da fare, la biondina non si vedere. Saluta le altre due Pipettes ma la loro presenza non sembra turbarlo. Oramai in para-da-durello inizia a girovagare senza meta e allora torna al suo lavoro da blogger:
1- fare foto
2- fare il provolone con le pheeghe con la scusa che lui è un figo perchè: "sai, io cioè ho un blog, scrivo, siamo importanti, maledettamenti belli e ricchi, bla, bla, bla" [ndSentenziosi: se noi fossimo ricchi, per prima cosa smetteremmo di scrivere con un deficiente come te, sappilo].
3- farsi amico il proprietario per poter andare nel backstage con la scusa di una foto e una breve intervista ma con l'unico scopo di limonare duro con Gwenno.
La serata finisce, frut1 dopo aver fatto foto, parlato con tutti ed essere diventato il miglior amico del boss del locale, scopre che le Pipettes se ne sono già andate. Uno shock per il frut che cade in depressione e uscendo rapidamente dal locale, come un segugio cerca di percepire con i suoi potentissimi mezzi da maniaco sessuale dove potrebbe essere la sua amata rock-star. Dopo aver girato per la zona industriale in cerca di tracce ed indizi si deve arrendere all'evidenza: le Pipettes se ne sono andate. In compenso diversi simpatici trans mi stanno salutando e immagino che in tema di pipette ne sappiano qualcosa anche loro. Ma meglio non chiedere.

Alcune foto della serata

concerti pipettes in italia

pipettes concerti treviso


I gggiovani

zion club di treviso
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La crew dello Zion Club




Foto e video by Frut1

16 marzo 2007

New Age Club Treviso - Concerto dei Klaxons

Mentre Butel2 se andava a spasso per Londra in cerca del sound gggiusto, il 9 marzo 2007, al New Age Club, Londra è venuta a fare un salto a Treviso. Noi (me and Frut1) eravamo della partita.

Chi sono i Klaxons?
Premesso che la band possiede un sito che induce intensi attacchi epilettici (provare per credere), se chiedete a qualcuno "chi sono i Klaxons?", potresti sentirvi rispondere con una certa probabilità che quello degli inglesi Klaxons rappresenta un po' il sound che in questo momento va a Londra, appunto. Ora, uscendo dalla solita aura da leggenda vera o non vera (ma il post precedente di Butel2 pare confermare parzialmente), in effetti il loro primo cd ascoltato una tantum circa un mese fa e poi mai più non si comportò così male. Manco farlo apposta restò impressa la già celebre From Atlantis to Interzone, da allora in playlist.

Nu rave a parte, estremi tecnicismi a parte (l'esperto è il Frut), diciamo a grandi linee che i Klaxons allo stato attuale sono un popolare esempio di blend electro-distorted-punk, piuttosto rude, sporc, gezze, specie per quelle chitarre che vanno un po' dove vogliono loro e gli effetti tipo "struca el boton" qua e là. Fine dei giochi. Si aggiunga che piacciono ad un pubblico danzereccio, giacché l'effetto restituito da certi pezzi è all'insegna di una buona ballabilità da denzmiusik, e che non piacciono a nessun altro musicista (o sedicente tale), nè a nessun intenditore (o sedicente tale), nè a nessun critico (o sedicente tale). Insomma, se le leve del marketing ne hanno già decretato il successo e allo stato attuale la band è impegnata in una tourné della madonna che la vedrà approcciare anche i lidi yankees-yeah-fratello, ovviamente è già all'opera tutta la controcultura e controinformazione musicale (o sedicente tale) che si augura al più presto il loro ritorno verso i confini dell'ignoto.

Vorrei dire: la musica inizia e finisce con Klaxons? Mai al mondo. Sono meglio di cotanta sbobba mascherata con le solite etichette minchiosissime tipo indie-pop, indie-rock, ecc.? Già, può darsi. MA SOPRATTUTTO: trattasi di una band che può piacere alle pheeghe? ASSOLUTAMENTE SI'. Alea iacta est. Decidiamo per la trasferta a Treviso e fanculo se il giorno prima erano a Milano e aggratis, seguiti da alcuni nostri amici transgender (beh, amici... gente... gentaglia).

Achtung achtung!
Ora, quando ci si muove in compagnia del Fruttone occorre premunirsi, qui a Sentenziosi lo sanno tutti. Ergo, mea culpa: affidandomi per l'ennesima volta alla sua teknè, ho rischiato non solo di non arrivare, ma di giungere a Pescara al concerto dei Toten Foten (trad. Zampacce Morte - link non pervenuto, internet non ne vuole sapere).
Butel1: "A che ora partiamo vecchio?"
Frut1: "Si passa per Mestre? Minimo due ore di coda, partiamo alle 14"
Butel1: "Ok amico, vada per le 14"
Frut1: "Ma ce la becchiamo comunque, tanto vale partire alle 16"
Butel1: "Ok amico, vada per le 16"
Frut1: "Tanto vale partire alle 18"
Butel1: "Ok amico, vada per le 18" - notare come, dopo anni di trasferte organizzanda Frut1 The Deficent Inc., io abbia ormai raggiunto il mio karma. Nulla può scuotermi.
Frut1 decide per una variazione extrema ratio. Alle 20.40 sono dal Frut: ora si tenta la sortita in direttissima al New Age. Arrivo presto 22.15. Il viaggio in macchina si rivela incredibilmente rilassante e il Fruttone pare incredibilmente preparato. Non mi insospettisco. Mi fa una testa tanta sulla qualità indiscutibile della sua mappa, "che con questa non mi posso sbagliare, capisci?". Butel1: "Ok amico, vada per la tua mappa."
Del resto parliamo chiaro, la strada è una e dritta, se sbaglia è proprio un coglione dai! Si esce a Mestre. Tangenziale. Appuntamento a Roncade con un amico Ing. del Fruttone. Ingegnere + amico del Frut... scattano i primi allarmismi. Ma anche no: nulla può scuotermi, ricordo. Si gira di qua e di la, in cerca del rendez vous, ma dov'è dov'è dove? Telefonate intercorse tra le due menti fanno sì che ci si ritrovi infine in un parcheggio deserto. Appostati dietro ogni angolo, funzionari della Buon Costume, minimo. Che mi venga un colpo: l'Ing. si rivela simpatico e sveglio. Deve essere laureato in ambientale o roba simile, è risaputo che l'Ing. non è un uomo normale, dio da dio toglie insomma. Ecco che subito scatta un'imbarazzante bagarre Frut1 vs. Ing (prossimo dottorando a Oxford, sticazzi) circa chi debba fare strada verso il locale.

Ing.: "Dai, nessun problema, mi seguite e arriviamo subito: ho il nagitatore satellitare TomTom" - e te pareva che non avesse il TomTom
Frut1: "Mi permetto di dissentire vecchio, io ho LA mappa, non so se mi spiego"
Rendersi conto dell'inconsistenza dell'infantile difesa di Frut1 è roba da un secondo: il TomTom vince, facciamola finita e seguiamo l'Ing. cazzo! No. Frut ormai ne fa una questione personale. La sua mappa è dannatamente informativa, non ci si sbaglia con quella. "Faccio io" "Faccio io" "Fai tu" "No no fai tu" e il mio karma stava scappandomi.
Dieci minuti dopo siamo ancora a gelare al parcheggio. Davvero la questione non mi torna.
Butel1: "Ma porco stracazzo minchia vacca boia... POSSIAMO ANDAREEEE?"
Frut1: "Ok ok, bastava dirlo. Faccio strada, usiamo la mia mappa, hey hey, E' SICURA!"
E nel volgersi verso di me con la sua usuale faccia da sicuro ebete


Questa volta senza censure, per dovere di cronaca

Fa mostra anche delLA MAPPA!
Tu...tu...tu...tu... tuuuuuuuuuuu...
Sbigottimento. Sorpresa. Sconforto. Tutto insieme, in my mind and in my body. In un primo momento rispondo così


"Non sta succedendo a te, non sta succedendo a te!"

Quindi decido di passare al piano B


"Fruuuut, huhu, dove sei? Su vieni, dai vieni, seguiamo
la tua di mappa, sì sì dai, Fruuut, non ti nascondere amico..."


Nulla poteva scuotermi, dicevo: il mio karma è fottuto e mi vedo costretto a prendere il comando delle operazioni.

Operation Road to New Age
Passo n°1. Immedesimarsi negli schemi comportamentali dei propri nemici e scimmiottarli:
Butel1: "Cap. TomTom, quanto dista la base nemica? ---cccrrr----"
TomTom: "Circa 9 minuti con la jeep di servizio, sono esattamente 6 km in linea d'aria, Signore! ---cccrrr"
Passo n°2. Se vuoi che qualcuno faccia qualcosa per te, carica l'impresa del maximo afflato retorico:
Butel1: "Uomini, ascoltatemi bene, mi serve un volontario... non vi nascondo si tratti di una missione di sola andata... lance si piegheranno, scudi si spezzeranno, uomini cadranno... ma noi arriveremo al New Age. O New Age o morte!"
Wohaahaooaoooo (standing ovation)
Passo n°3. La delega è il segreto del potere:
Butel1: "Cap. TomTom, la superiorità della tecnologia militare in possesso del Genio Militare è indiscutibile, ho deciso che sarà lei a guidare il primo plotone. ---cccrrr---"
TomTom: "Signor sì signore! ---cccrrr---"
Frut1: "Ma Bute... cioè Signore, allora io e la mia mappa non..."
Butel1: "Soldato Semplice Frut1, se ne vada a fare in culo lei e la sua mappa. E comunque hai rovinato lo sketch perchè non hai aggiunto "---cccrrr---" alla fine, ---cccrrr---"

Ah. La mappa di Frut1 era questa (documento Trop Secret ora segreto di stato).


Vi prego, vogliate ingrandirla per mirare l'arte del
montaggio fotografico con Microsoft Paint. Il tracciato
di quei puntini realizzato con lo strumento "pennello"
attualmente è studiato al London Art Institute: i
professori sono costernati e stanno ritracciando le
rotte dell'evoluzione pittorica post-Van Gogh. Il
Col. Giuliacci, assistito dal figlio raccomandato, ha
deciso di utilizzare il cambio dei colori quale elemento
decorativo delle prossime previsioni meteo. Mons. Ruini
invece ha proposto la "X" quale 4° segreto di Fatima.

22.40
New Age Club, si diceva. Entriamo nel locale, scattiamo qualche foto, si distingue già un ottimo numero di persone e c'è già odore di pheeghetta.


Voglio liquidare subito l'argomento: ottima cosa. 7+ e viaaaa. Abbiamo osservato, indicato, maniacato, conosciuto e ciaccolato. Ma generalizzare dicendo "Simpatiche e approccevoli le trevigiane" sarebbe inesatto, oltre metà del pubblico non era di Treviso. Anzi, secondo me nessuno era di Treviso, abbondava di veneti e friuliani limitrofi.

Ore 22.50
Parte il dj set di qualità eccome. C'è che si scalda per i primi balletti. La gran parte invece preferisce fare i poseurs ai banconi. Eccome si permettono? Non ci stiamo e ne affittiamo subito uno tutto per noi quale base da cui osservare l'evoluzione della pheegasituation, bere i primi cocktail (prezzi da bar assolutamente competitivi), poter fare mostra delle nostre nuove Christian Dior nere laccate (io) e Prada marroni in pelle martellata (Fruttone), notoriamente scarpe da concerto, salutare chi non conoscevamo (star system, star system), sprecarci in un susseguo di occhietti furbi (=da maniaci), insomma allestiamo un nostro ufficio stampa & PR all'interno del locale.

Ore 22.10
Parte la band apripista. Breve nota a riguardo: trattasi di una band locale peraltro niente male davvero che si dimentica di una cosa sola, di pronunciare il proprio nome! Vestono tute da industria chimica (nulla di nuovo, per carità), rockeggiano con ottimo mix elettronico, cantano in inglese e presentano i brani in dialetto locale, in pratica non parlano italiano ma per scaldare scaldano. Bravi, piuttosto funzionali al ruolo.


"Alora, dai che cantemo... in Oxford english"

Ore 24.00
Intanto il locale s'è davvero riempito, ma l'atmosfera sarà sempre vivibile, ampiamente vivibile per tutta la parte restante della serata. Ci sentiamo dei vincenti, pensa come stavamo stretti-stretti-vicini-vicini a Milano! Discorso a parte per il caldo, i cui primi effetti sono visibili sul volto di Frut1 ribattezzato subito CondensaMan.

Ore 24.01
Dopo che mezzo New Age ha creduto che quelli fossero i Klaxons, i ragazzi salutano e smentiscono. Quindi salgono i fonici che preparano il palco per circa 20 minuti manco arrivassero gli Stones. Infatti non arriveranno.

Ore 24.20
Ci si accontenta dei beniamini della serata. Di loro finora s'era fatto notare solo l'immenso pullman da trasferta dotato d'ogni comfort parcheggiato sul retro: roba da fottute rockstar. Rapidi saluti tipo: "Sì sì ciao ciao" e il concerto ha inizio.
Ora, a differenza dei mollaccioni che affossano i Klaxons con cavità orali sindacanti tecniche sentenze (nobile causa, peraltro), i veri e originali Sentenziosi vanno oltre: noi chiamiamo in causa la moviola, alla faccia di Bissshhcardi. Ovvero giriamo un paio di video che abbiamo prontamente uploadato su YouTube.
Lettori: "Uè, ciumba questo è valore aggiunto, figa".
Butel1: "Grazie grazie ragazzi, dovevamo fare il salto altrimenti avremmo perso il treno 2.0".
Lettori: "Mammami butei, ma che mo c'avete pronti altri sketch?" - ci leggono da ogni parte d'Italia, è chiaro.
Butel1: "No. Un saluto a grandi e piccini".
Dicevo, iniziano i Klaxon alla fine e partono proprio con la già citata From Atlantis to Interzone. Et voilà:


Bene. Ora possiamo riparlarne. A mio avviso, se la produzione dei Klaxons è buona e ci può piacere, pure il live ci può piacere (faccio notare che nessuno è rimasto fermo un solo attimo), ma dobbiamo ammettere che la resa e l'esecuzione dal vivo sono... ehm... diversi ecco. A ben vedere, i componenti sembrano un po' svaccati, un po' fuori tempo, in scia all'atteggiamento da rock star arrivata "me ne sbatto". Più che suonare pare strimpellino ossessivamente quel cazzo di strumento e più che cantare pare urlino disperatamente fuori tempo. Secondo noi fa tutto parte dell show. L'aspetto positivo è che anche il pubblico se ne sbatte e si muove e continuerà a muoversi ad ogni canzone. Il concerto durerà all'incirca un'ora, i Klaxons suonano l'album opera prima più qualche demo precedente.
Da segnalare 1: che il gruppo, come detto, era in tournè. Appena terminato, appoggiano gli strumenti e levano le tende. Di corsa, ho detto di corsa. Il pubblico non li richiama: niente F-o-r-z-a p-a-n-i-n-o, insomma.
Da segnalare 2: che non è stata apprezzato il loro totale sdegno della lingua italiana. Nel senso: hey, siete inglesi parlate inglese e non rendetevi inutilmente goffi coi soliti: "Tsciao, como sta?" "Tiuto bbenny?" "Hey, tschiao, gruatsia!". Al che si sprecavano gli echi degli sfottò e ad ogni "Gratsia" rispondeva scocciato un butel con "Lassa star me morosa!".
Voto concerto: 6,5.

Ore 24.20 - bis
Contestuale all'inizio del concerto, parte uno sconclusionato accenno a illogici movimenti collettivi che coinvolgono senza pieta, volente o nolenti, gli spettatori di fronte al palco. Trattasi di ballo? Macchè. Trattasi di euforici ancheggiamenti? Macchè. Trattasi di saltelli? Ni, fuochino, in effetti c'erano anche quelli ma... Trattasi di POGO? Sì, o almeno c'hanno provato. Dio sa quanto sia tedioso il pogo ossessivo e insensato. Fenomeno ormai eliminato altrove (nel senso o si balla o ci si prende a sediate-bottigliate-cazzottate), il POGO in Italia è ancora il passepartout dell'alternativo mediocre.
Per il momento, comunque, ci si limita ancora a saltellare-saltellare-oh-oh. Noi siamo tra l'ottava-nona fila. Del resto, l'altro fenomeno collaterale è quello dei rincoglioniti che staranno TUTTO IL TEMPO con il videofonino in mano a filmare e fotografare come avessero il braccio ingessato in quella posizione. Disprezzo.

"Vecio super foto vecio!"

Ore 24.25
Qualcuno è stufo di saltellare e intuisce che l'ora è matura per passare agli spintoni. E prime file a spingersi. Noi restiamo in ottava-nona fila. Non ci avrete mai. Si fa tuttavia sempre più palpabile la voglia di divertirsi fino alla fine, non c'è che dire: l'avventore medio, a differenza dell'accattone alternativo di Interzona - Vr, è un "alternativo" estremamente glam, fottutamente glitter e sempre simpa vecchio. Ciò è apprezzato assai da Sentenziosi.

Ore 24.30
Intanto continua a farsi strada la cloaca dello pseudo-pogo. L'occasione fa l'uomo ladro: hai visto mai che ci scappa na marpionata con le pheeeghette? E' dura, il confuso movimento collettivo delle prime file subisce un'evoluzione. Le prime 7 file ormai sono tutte prese "duro duro". Io e Frut1, che insieme ad altri 5-6 vittime sacrificali eravamo gli unici ad esibire qualcosa di lontanamente avvicinabile ad un ballo, ci scambiamo lo sguardo di chi deve serrare i ranghi al più presto.

Ore 24.35
E' come temevamo. Ciò che inizialmente pareva un saltellare e successivamente un imbarazzato urtarsi, si trasforma. Prende piede dalla fila n° 3 il movimento caotico che si propaga a onde circolari spiralidose inglobando, coinvolgendolo attivamente, qualsiasi cosa e/o persona: la pista diventa una GrandeAnimaAolante che tutto risucchia e chiama sè, senza scampo. Qui un'accenno della prima fase, oltre avrei rischiato la mano:
Ore 24.40
In sesta fila tutti vediamo un ragazzo cadere. E' calpestato. Tenta di rialzarsi. Mai più pervenuto. Meno uno. Presto seguiranno il numero due e tre. Sembra il varo della nave in Fantozzi ad opera della Contessa Mazzanti Serpelloni Vien Dal Mare.

Ore 24.45
Siamo circa all'ottava canzone, poco oltre metà concerto. L'ottava fila cede DEFINITIVAMENTE. Il nostro intervento nella mischia si fa improcrastinabile. Iniziano le "danze" anche per noi. Stuntch. Ouch. Daje daje. Per il momento va meglio del previsto.

Ore 24.50
Complice l'innalzamento ritmico della nona canzone (non chiedeteci quale, nessuno sa come si chiamano ste canzoni grezzate, urlate e stonate ma cazzo se fanno muovere il volgo). E' dura, si incassano lopez e low kicks. Frut1 tenta di indietreggiare ma, dannazione, sino a questo momento non ci siamo mai accorti che alle nostre spalle aveva preso piede, sempre ad inizio di concerto, un movimento parallelo e identico a quello delle file anteriori: in questo momento siamo in pieno occhio del ciclone! Tento lo scatto probatorio, fosse anche solo quale testamento spirituale. Estraggo la macchinetta dalla fondina, alzo il braccio a più non posso, in punta di piedi, saltello. Il risultato è questo


"Lavate i cavei vecio!"
"Ormai sono ovunque", è lo slogan che meglio descrive la "cosa" in atto.

Ore 24.55
"Cara Mamma, perdonami se in questi anni ho combinato solo stronzate...", Frut1 ha quasi terminato la propria lettera d'addio quando insieme si decide di tirare fuori le palle. All'urlo di "O POGO O MORTE" passiamo al contrattacco. Duro: punch, high kick, high punch, roundhouse kick sponsored by Chuck Norris. E ancora: mezzaluna, haduken, ci mettiamo tutto quello che tiriamo fuori dal cappello, ormai Van Damme ce fa na pippa. Mancano solo i fumettoni con "Sdang!" "Bang!" "Boomp!" del telefilm anni '60 di Batman, ve lo ricordate?

Qui Frut1 uno (sulla destra con polo mezza manica rossa, ormai nudo), sferra un bastardissimo left jab sulla schiena del ragazzo stellato: per lui concerto finito, si allontana gemendo con mestizia. Del resto era vestito da culo, mi sento di giustificare l'intervento scorretto di Fruttone.

"Hey, guarda li!" "Dove?" BOOM!

Ore 01.10 o giù di li.
Termina il concerto. Siamo vivi.
Oltre le esagerazioni e le leggende, la cosa è stata dannatamente divertente. Il New Age si è trasformato in ring con annessa sauna: CondensaMan ha perso 15 chili. Di liquidi. Io ho riportato contusioni multiple ma sono tornato con uno scalpo, oltre ad aver posato la mano su tette e culi assolutamente involontariamente (giuro!).

Ore 01.15
Parte il dj set, piacevole riscoperta: e altre due ore di dance-dance-dance, dall'indie-rock ai remix dei Daft, passando per molta, molta elettronica recente e recentissima. Oh yeah. Il pubblico è stato decimato ma si conserva la creme dei "glam ravers". Da ring si torna al dancefloor.

"Vecio che sballo... quasi quasi mi faccio anche la pheeghetta li davanti"

Nota di merito per questo ragazzotto barbuto che rispolvera la sempre apprezzabile "I Love NY" t-shirt. Bravo.

Butel1
videos by Frut1
contributo fotografico di M.

28 novembre 2006

New Age Club Treviso - Chikinki in concerto

Il vostro corrispondente dal Friuli ieri sera è riuscito a sfuggire dalle asfissianti arie del centro di Udine che lo rendono un prigioniero alla vostra stregua.
Da sempre informato circa qualsiasi evento musicale ed artistico sul territorio del nord Italia, Frut1 si è diretto verso la magnifica cittadina di Conegliano la quale, per chi non sapesse, si trova a nord della provincia di Treviso. "Motivo?", vi chiederete voi. Giustamente, il concerto di una band molto attesa dal sottoscritto: non che meno i Chikinki. Anzitutto diciamo che la decisione di andare o meno a Conegliano è stata in ballo fino all'ultimo perchè un'altro evento, sempre nell’allegra provincia di Treviso, aveva destato il mio interesse (talvolta pure morboso): al New Age di Roncade suonavano gli Asia Dub Foundation collettivo alquanto conosciuto nella scena alternativa. Nonostante il magnetico richiamo esercitato da quest'ultima band, non ho resistito al fascino e alla curiosità di ascoltare il sound indie-trendy-pop britannico dei giovani Chikinki. il concerto si è tenuto allo Zion Club, uno dei numerosi circoli Arci presenti nel Triveneto.
Qualche pillola sul locale:

situato nella zona industriale di Conegliano lo Zion Club è stato ricavato all'interno di un capannone. Di modeste dimensioni, l'interno risulta accogliente e dal design semplice ma curato. Monocromatico sul nero ma con qualche spruzzo di rosso, tra cui le luci, l'atmosfera si fa nonostante tutto accogliente. Alle pareti immagini regalate dal collettivo Malleus fatte unicamente per il club; inoltre un maxi schermo proietta costantemente video di vario genere. Un lungo bancone permette ai giovani di abbeverarsi durante le serate mentre divanetti e tavolini sono sparsi qua e là e, anche appartati, permettono di riposare le stanche membra in seguito alle sfrenate danze gggiovani. Presenzia un palco per le esibizioni live mentre al centro del locale si erige una piattaforma per i dj. La clientela è molto alternative-glam: siamo nella provincia di Treviso ragazzi, qui anche gli alternativi vanno in giro firmati da testa a i piedi. Appunto per i maschietti: sì, c'è parecchia figa sia durante i concerti ma soprattutto dopo le esibizioni live del dj-set che si protrae fino alle 4.00 del mattino.
Ma torniamo a noi. La serata del 24 offriva l'esibizione dei Chikinki.


Chikinki, questi sconosciuti: elettroquintetto di Bristol, fondono chitarre, elettronica e maschia spavalderia rock'n'roll in un ibrido future-glam audace e sexy che nasce dalla chimica spumeggiante della citta' musicalmente piu' innovativa d'Oltremanica. Pop effervescente, giocoso, appassionato e malizioso del quel qualcuno scrive:

"Un modo nuovo e particolare di creare musica, mischiando la tradizione più mainstream di certi giri di chitarre pop ai suoni futuristici di una sezione ritmica dai bassi con sonorità parecchio artificiali, che naviga su un mare di suoni elettronici prodotti dall'immancabile synth, che contribuisce notevolmente alla costruzione della melodia presente nei pezzi".

e io confermo.

La serata si sarebbe poi conclusa con il mixare alla consolle del dj Boosta, sempre un "ottimo" guest per "sana" musica house. Ne parlerò oltre.

Il quintetto sale sul palco con un abbigliamento molto Strokes. Iniziano a suonare un incalzante ritmo elettro-punk in salsa future-clash che induce al ballo sfrenato in pista... ma a dimenarsi è il cantante che diventa la star della serata con le sue movenze e la voce a tratti languida e a tratti sofferente. Sotto strani convulsioni (e probabilmente sotto qualche strano effetto) il tastierista per l'intera durata del concerto mostra movenze da far sfigurare lo stesso Celentano… dinoccolato. Tocca dire che purtroppo la loro esibizione dura solo 45 minuti, ma sono abbastanza per scaldare gli animi ed emozionare con la fusione di chitarre, elettronica e rock`n`roll in un suono sexy e glam.

A concerto terminato la band si mimetizza tra il pubblico, qualcuno di loro in cerca di qualche fanciulla dall’animo groupie, gli altri da buon inglesi al bancone per qualche birra. Divertito dall'atmosfera festosa e amichevole del locale ho fatto la conoscenza dei membri della band che cordiale e gioviale si intrattiene a chiacchierare con noi gggiovani di musica, di serate e cose da gggiovani.. insomma di figa. Studenti universitari a tempo perso, ora girovaghi per l'Europa, vivono alle porte di Londra dove amano cazzeggiare e suonare nei mini club underground della capitale. Rock-star de no' ialtri, ma mitici davvero.

Ed ecco la nota negativa: perché tutto avviene mentre quel cazzone di Boosta suona una house pesante che solo le classiche quattro fighette di gomma e due fattoni si mettono a ballare davanti alla consolle. Il resto del popolo di Zion è al bancone a fare festa con la band e con le bariste.

Riuscito a scappare dall'attrazione gravitazionale della massiccia massa piazzaiaola di Udine, mi sono ritrovato catapultato in una serata finalmente diversa dove lo spritz non spopola né esiste e dove la gente riesce a divertirsi senza gli atteggiamenti da wannabes, da poseurs o, semplicemente, da sprtzati di felicità