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10 agosto 2007

La Rambla Verona

Tennis Club Torricelle vs. La Rambla - Verona

Se ieri è stato un mercoledì piovoso di agosto, ragion per cui niente Tennis Club Torricelle, oggi è un giovedì non piovoso di agosto, ragion per cui: Tennis Club Torricelle.

Ore 22.30
Butel1, 3, 4 Butmobile alla mano sono in dirittura dell'ultimo tornante utile. Non scorgiamo alcuna autovettura parcheggiata. Strano. Giungiamo nei pressi dello spiazzo precedente qualche decina di metri il Tennis Club e, da che mondo è super-serata, solitamente riqualificato a parcheggio per il mutuo soccorso pubblico: ogni giovedì vi troverete parcheggiate distese di autovetture, in fianco, davanti, dietro, sopra, ri-sopra... un'accozzaglia di lamiera combaciante in maniera insolitamente perfetta. Michael Bay appena l'ha saputo ha bloccato l'affitto della location di giovedì per girarci alcune scene del sequel di Transformers.
Questo solitamente. Oggi invece nisba, il deserto.

Ore 22.31
I simpatici palestratoni all'ingresso, cui piace accompagnarsi di auricolare d'ordinanza (?), ci fanno segno che qualcosa non va. Loro anzitutto, serve un mimo che ne decifri il linguaggio da primati.
Aperta parentesi: ma 'sti auricolari da deficienti... siete in due, uno a fianco all'altro, distate 50cm, cazzo ve ne fate? Fanno credere siano gli strumenti di comunicazione da veri bodyguard, quelli duri, cattivi. Se prestate loro ascolto con attenzione (so che può risultare del tutto superfluo), scoprirete che in verità quell'auricolare fa capo ad un iPod che riproduce in repeat costante, senza soluzione di continuità: Tiziano Ferro, Gigi D'Alessio con Anna Tatangelo, Gigi D'Alessio e basta, Luca Dirisio e Negramaro. Mistero svelato, niente più venditori di fumo: ora sapete perchè i buttafuori hanno sempre e per forza quell'aria da idioti patentati senza cervello. Il problema è che se levi loro l'auricolare, restano idioti. E quindi la cosa è ingenita.
Chiusa parentesi.

Ad ogni modo, i due fanno parte dello staff che gestisce il giovedì del Tennis e ci svelano un particolare da non sottovalutare: "Hey ciao rrragazzi, no guardate questa sera non siamo qui" - al che ti viene da chiedere: "E dove sei, pezzo di cretino, visto che mi stai parlando a un metro?" - quindi specifica "cioè siamo qui ma c'è ancora il terreno inagibile, cioè siccome che ha piovuto siamo da un altra parte [ndB1: a ridaje], la festa è stata spostata al La Rambla, in via Calderara, una traversa di Corso Milano".
Ho capito solo "terreno inagibile", "siccome che" e "La Rambla", tre orribili espressioni che unite in una medesima frase di senso (più o meno) compiuto, non lasciano spazio ad acluno sprazzo di speranza. E noi si va alla Rambla. Dove si morirà disperati.

Prima osservazione
Di per sè è già assurdo quello che sta succedendo: questi traslocano un locale in diretta! Non m'era mai capitato di assistere alla trasmigrazione tout court della clientela di un locale. Nelle intenzioni degli organizzatori, è un gioco da ragazzi, sarebbe stato sufficiente spostare tutto da un posto A (Torricelle) ad un posto C (La Rambla), sperando magari di non passare per B (la Piazza, il centro, ecc.), forse per osmosi o quasi avessero a disposizione un motore a curvatura stellare che elude gli spazi di transizione e questa fosse una fottuta puntata di Star Trek. Anzi, questa è una puntata di Star Trek, infatti non se la cagherà nessuno, perchè se la clientela standard del Tennis Club è 1.000, al La Rambla giungeranno in 150.
Del resto, l'alternativa è partecipare tutti ad una curiosa partita di fango-Slamball, chissà quanti avrebbero apprezzato. Ma non mollano, figurati se danno forfait, se dichiarano bandiera bianca per questa sera. Macchè, business as usual. Cioè.

La Rambla, questa conosciuta
Discoteca o disco bar o bar e basta in Borgo Milano, da non confondersi con l'omonimo ristorante etnico (cucina spagnola ovviamente) in via Venti Settembre. Qui in Borgo Milano si anima tutto (?) dopo cena, al La Rambla in Borgo Venezia si cena soltanto. C'è gente patologicamente cretina, che cena alla Rambla e poi va a fare serata alla Rambla, senza i dovuti distinguo, dando luogo anche a imbarazzanti qui pro quo: va in disco alle 8 ordinando tapas, va in ristorante alle 23 con l'intento di sbronzarsi, ballare e strusciarsi contro tutto ciò che porti due tette, petto di pollo compreso.

Ore 22.45
Parcheggiamo, via Calderara non era così trafficata dal boom economico del secondo dopo guerra. Avevo un vago ricordo di 'sta La Rambla, molto vago e urge una rinfrescatina:
Butel1: "Senti maaaa... com'è sto posto? Non mi ricordo proprio"
Butel3: "Eeeh... com'è... E', E' "
Non mi sento confortato.

Ore 22.46
Entriamo.

Ore 22.56
Usciamo. Ben dieci minuti, il tempo di bere una cosa.

Va ora in onda: inframezzo al La Rambla
Ovvero, cosa hanno visto i Nostri?
Nulla di che: niente sconvolgimenti, niente straordinari. Solo alcune prese d'atto. Propongo un sintetico amarcord.

-Il locale è pure ok. Beh oddio quanto meno passabile, sembra "moderno" e ha una curiosa struttura a chiocciola: un piccolo spazio bar a mezza luna con alcuni tavolini, precede la sala disco che si sviluppa nel retro, almeno 5-6 volte più grande, non troppo. Il pregio è appunto quello di non essere dispersivo ma compatto, La Rambla è sulla carta l'ideale per un party privato da 100-120 persone, diciamo così. Il dj set si trova ben rialzato (la console è ad almeno 2-3 metri dal livello del pavimento) e l'impianto audio è onesto. Peraltro, mi pare finore l'unico locale scaligero con apposita parete al centro adibita a proiezioni video.
Già, il contenitore è potenzialmente valido. Ovviamente, dipende tutto dal contenuto. Procediamo.

-Il deejay, propone una delle peggiori selezioni di club music 100%club mai sentite, cercando di ammiccare al pubblico rispolverando qualche pezzo dei bei tempi andati. Non si sa mai, magari passano i genitori degli avventori e si fermano a bere qualcosa. Non si può sentire. A volte immagino che le cuffie del dj non siano cuffie con canale audio, bensì cuffie insonorizzate per non sentire che musica sta mettendo su. Dice: del resto anche Beethoven era sordo. Ecco, lui è Beethoven sordo, cieco, con le mani mozzate, su una sedia a rotelle, senza pianoforte.

-Purtroppo non è muto, nel senso che a fianco ricompare il fido vocalist. Beh, poteva mancare? Macchè. Non so se questo udito al La Rambla sia il solito vocalist del menga già "apprezzato" al Tennis Club, certo che la caratura è la stessa. Da morire dal ridere certe maccheronate: lui non anticipa o accompagna l'uscita di una canzone, lui esige di cantarle. Potrebbe trattarsi di un ex cantante miseramente fallito. Un po' come le guardie giurate, ex poliziotti o carabineri falliti.
Il momento clou è la ripetizione del ritornello della versione dance di "Personal Jesus" dei Depeche: si trasforma in un sedicente vocalist napoletano (sapete anche voi che questi vocalist sono tutti un po' degli "eccellenti" poliglotti) e "Reach out and touch faith" diventa "Ricchion'e'ta'fè" (azzardo la traduzione: "Uè ricchione che cazzo ti fai?").
"Esci da quel corpo!", qualcuno lo esorcizzi.

-L'impianto luci c'è. E si vede, in tutti i sensi. Conseguenza: nessuno balla. Vale anche coniugare al futuro anteriore.

-Capitolo avventori. Eh, che vuoi, piglia un 15% degli esemplari del Tennis Club, e stai sicuro che al La Rambla ti viene il 15% che era meglio lasciare a casa. Il problema è uno: finchè stai all'aperto, presti un occhio alla calca, al tutto, meno al singolo. Al contrario, in un locale, specie stretto come questo, sei coercitivamente costretto a osservare tutti, te li becchi addosso uno dopo l'altro: e vai camicette fantasia, e vai colletti tirati su Baci e Abbracci, e vai camicia + t-shirt in bella vista, t-shirt attilattissime, jeans attillattissimi o, sull'altro estremo dello spettro, scampanatissimi, e così via. Per non parlare delle scarpe, metro di paragone secondo il quale Sentenziosi è in grado di giudicare una società. E delle tracolle e dei marsupi (sì, sono tornati pure quelli).
Noi stiamo in disparte, facciamo i poseurs (e siamo gli unici, wow... eh queste so' le fortune della vita) e perseveriamo nel cercare qualcosa di interessante. Ma qua nulla è interessante, non si fa un cazzo come sempre, a parte bere.

-E guardare le fighe: il bird watching dal primo all'ultimo minuto riserva ottimi risultati, ci sono 8-9 pezzi che val la pena denudare e sbattere con violenza. Finezze a parte, di per sè non si tratta di un invito allo stupro libero, quanto più di un invito a non ricercare impegnate discussioni: dopo un primo screening, c'è il sospetto che al confronto di queste nostrane femmes, Flavia Vento sia docente in Filosofia Teoretica.

-Ad un certo punto scatta una riflessione tra i Nostri. In breve: ok noi ci permettiamo di guardare e giudicare i convenuti. A volte restiamo basiti e sospettiamo ci sia della "sfiga" dalle loro parti. Quindi perfezioniamo il ragionamento: questi faranno altrettanto, ed è loro naturalmente concesso pensare "arda chel lì con l'abito, che sfigà", "arda chel lì cone le scarpette da lord che sfigato". E' il democratico gioco delle parti (anche se devo ammettere che in vita mia ho sempre avuto abbastanza decenza ed educazione da non indicare, per esempio). Sì, loro posso dire esattamente la stessa cosa.
Ma avremo comunque ragione noi, le chiacchiere stanno a zero. Arroganza made in Sentenziosi: come per Kant, il nostro giudizio si legittima dinnanzi al tribunale della ragione, più dei giudizi altrui.

-Servizio bar. Chi fa lo scontrino prima, chi dopo, chi viene servito per primo arrivando ultimo, chi per ultimo arrivando primo. Non si capisce, non c'è norma, non c'è trasparenza. Ci sono palle che girano in compenso, specie se ordini una semplice Coca Cola e ti portano un Bisolvon Linctus on the rocks.

-La proiezione degli audiovisivi. Come nella migliore delle tradizioni trash, vengono proiettate immagini attinte da varie serate nelle disco più gggiuste. Sullo schermo imperversano ragazze immagine, cubiste e altre mignottazze che ballano nei locali più disparati, buona parte con t-shirt sponsorizzate Impero del Sole, tanto per cambiare. "Massì, spariamoci le immagini di alcuni super locali all'opera... con le fighe magari, cioèèè". Questo è provincialismo puro.

-Il dimenticabilissimo sponsor della serata: Tiger Shot, l'energy drink con taurina, caffeina e ginseng de noialtri, nel senso che è prodotto a Verona.



la rambla verona

Insomma succede che il Tiger Shot non se lo fila ancora nessuno e il reparto marketing ha pensato bene di prendere a prestito le azioni promozionali della Red Bull. Solo che se non sei la Red Bull, molto probabilmente non ti puoi permettere delle fighe di livello.
E' così. Girano 'ste due disperate, fermano tutti, fermano anche uno di noi (gli altri due riescono a darsi alla macchia fingendo un dolore inguinali, sai, sono quei giorni...) e la conversazione non è delle più brillanti: "Sì ciao, cioè allora c'è Tiger Shot che è nuovo, un drink energetico col ginseng e altre sostanze e cioè è nuovo e allora secondo me dovreste provarlo no beh è tutto analcolico col ginseng e altre sostanze e cioè è nuovo e allora a me per esempio piace molto con la vodka che ne dici? Beh ciao". Dopo averti bombardato con la pappardella sul cos'è com'è perchè, mica te lo fa provare. Assurdo. Che cazzo di ridicolo tentativo di word-of-mouth marketing e/o invito alla prova è mai questo?
E poi scusate: ma secondo voi, se mi piazzate due quasi-cessi a presentarmi una bevanda che non conosco, potrò MAI essere invogliato a berla? Addio Tiger Shot, addio.
Tra l'altro due minuti dopo le scoviamo a elargire Tiger Shot in grandi quantità a chi sanno loro. Ovviamente per noi è off limits. Sempre il solito problema dell'essere diversamente belli. E "simpatici", mamma se siamo simpatici noi di Sentenziosi.

Conclusione
Peggiorare le serate de Tennis Club che già brillano per qualità, non era facile. Ma questi sono bravi e sanno il fatto loro: mission accomplished.

08 agosto 2007

Certezze della vita

SE
oggi è mercoledì, di un agosto, di una città scaligera
E SE
piove (governo ladro)
ALLORA
questa sera non sarà al Tennis Club Torricelle

26 luglio 2007

Tennis Club Torricelle Verona

Tennis Club Torricelle: che feste, che serate, che bella gente, che musica...

Fateci caso: a Verona non succede mai un cazzo, d'accordo. Eppure, anche la nightlife scaligera è scandita a ritmi stagionali da alcuni tormentoni. Si vedano gli evergreen annuali che puntualmente ritornano tra luglio-agosto (Sagra della Vigna, Festa Comparse, Festa Audaci Visionari, Festa alla Cavalla, ecc.) ma, soprattutto, tralasciando gli "eventoni", il vero tormentone è la caccia al locale di tendenza per l'estate, IL locale di Verona giugno-settembre 2007, quel locale nel quale tutti almeno una volta a settimana devono presenziare. In caso contrario, peste ti colga e non ti salutano più. Insomma, conoscete la storia meglio di me: il locale del "ci vediamo lì?" o del "Facciamo un salto lì per vedere chi c'è?" o del "C'è già pieno al...?" o meglio del "C'è figa al...?" e così via. Clichè, deja vu.

Gentlemen, start your engines!
Quest'anno Sentenziosi era scettica, in senso filosofico: avevamo sospeso il giudizio, non ci pareva possibile il manifestarsi di un leader di settore. Col Mako chiuso, il "rimpiazzo" Porta Nuova è troppo Porta Nuova e poco Piazza, la Piazza stessa sta conoscendo un periodo di fiacca per un inaspettato rinverdirsi del Lago (nuuuooooooooo il Lago nooo), il Malta in mano ai teenagers, il pheeghificio Lui e Lei abbandonato al proprio destino, Sottoriva ormai un ricordo sbiadito di se stessa... les jeux sont faits, ci siamo detti, e vitelloniamo al solito Anselmi con sporadici salti in Carega.

Locale di moda dev'essere e locale di moda sarà
Ma è una cosa che trascende ogni scetticismo. Ecco prontamente arrivare la mail del buon Alberto Fezzi (un paradossale vecchio avanguardista) che ci avvisa circa il Tennis Club sulle Torricelle di Verona. Qui le sue parole anticipatorie:

Il posto è veramente molto bello, la gente, come al solito, un po' meno, quindi credo che ci sia materiale per una vostra incursione. Un breve riassunto: aperitivo del mercoledì: vitelloni che vengono dal lavoro, o vitelloni che non lavorano e passano la vita facendo aperitivi. Aperitivo del giovedì: gente più giovane, tipo frequentatori Alter Ego/le Disque, feste Impero del Sole, e altre immutabili amenità (assurdità?) veronesi. Aperitivo del venerdì: adolescenti. Feste del sabato: un misto di quanto sopra, di solito abbastanza interessanti. Mi sembrava doveroso riferire.

Ringraziamo Fezzi e per Diana se era doveroso! Ne va della nostra fama di trashsett... ehm nightlife trendsetters (??? adoro i composti anglosassoni, vogliono dire tutto e un cazzo al contempo).

Tennis Club Torricelle
Che di giorno è propriamente un tennis club immerso nel verde con proprio bar e propria "terrazza con vista su Verona" (il bar ha un annesso parco) ma di notte diventa vittima del tentativo di riconversione industriale da sport club ad alcol club e, che, a titolo informativo per i più nostalgici, si trova sulla strada per andare all'Alter Ego. Sì, rivivrete l'ebrezza di "Andare su!", ma vi fermerete dopo pochi metri all'ultima svolta. Nel vero senso: il parcheggio nei giorni clou (mercoledì-giovedì) è off limits. Ho visto coglioni parcheggiare a valle e salire a piedi. Non sto scherzando.

Sentenziosi al Tennis Club Torricelle

Diciamo subito che il venerdì e il sabato sono giorni decisamente disertati, rispetto all'afflusso magnum del mercoledì (confermata la presenza TOTALE di vitelloni, o tardoni/e, peraltro senza troppo gusto, anzi senza gusto e basta) e soprattutto rispetto al bagno di folla del giovedì, forse la serata "migliore", età media 24-25, con molta eterogeneità dai 18 ai 30 e diversi gran pezzi di figa, che non guastano.

How to
Arrivi di mercoledì o giovedì durante 'ste serata ribatezzate "Lo smash!", trovi la calca, dai una prima occhiata alla location scopri che è tutto in pendenza (e due ore dopo sentirai le caviglie giocare a flipper con le ginocchia), quindi volgi lo sguardo verso il panorama di cui tutti ti hanno parlato e scopri che quelle luci, quella torre, quei palazzoni piuttosto magniloquenti (per una città dove un palazzo è mediamente alto tre piani) non è un panorama. No, quella che stai ammirando dalla "nuova terrazza di Verona" non è una vista, bensì un pannello, una stampa che riproduce la città by night. Come ebbe modo di dirmi un amico, "Benvenuti al Jay Leno Tonight Show!":


tennis club torricelle verona
"Ok Butei questa alle mie spalle è New Venice Borg e se
state ammirando questo panorama, vuol dire che vi state
"sballando" al Tennis Club, vitellons che non siete altro"


Poi c'è un bar (vero protagonista delle serate, se non altro per la doppia fila in cassa e al bancone, con prezzi medi) e talvolta un secondo bar costruito su di un piano rialzato. La gente è tanta ma questo l'abbiamo già detto quindi... fine.
Ok, oggettivamente il posto è niente male, naif, "rustico", sento già "Spiagge" di Fiorello rimbobare da dietro, aria fresca che non guasta e cielo stellato sempre ottimi per raccontare quattro stronzate a qualche figa. Sempre che ne abbiate una di scorta dietro perchè scordatevi di conoscerla qui, tabu (comunque per esserci, come detto, ce n'è e cum abundantia se siete fortunati). Personalmente per rimediare un numero di cellulare per una ipotetica (ma ancora lontanissima) scopata ho dovuto dichiarare di essere un VIB (Very Important Butel).
Però, pensandoci un attimo, forse il posto è "leggermente" dispersivo, eh, che dite? Eh? Appena appena? Ricordiamoci che a Verona la gggente è scema (oltre ad essere stufa come in tutta Italia) e va invitata a socializzare, coercitivamente: propongo dei recinti per le vacche (con tutto il rispetto per gli omonimi animali).

Inevitabilmente due paroline sugli avventori
Eh... che volete, prendete metà Piazza Erbe e sbattetecela lì. Proprio li, intorno al bar. Così, senza senso. Eppure il risultato sarà Tennis Club Torricelle: ci sono TUTTE le solite facce da Verona, i visti, rivisti, stravisti. A Verona forse la sera escono sempre i soliti, è un lavoro, gli altri in casa a cucinare, lavare, pulire. E' tutto un salutarsi e ciao vecchio e ciao grande e come te la passi, quindi dopo cinque secondi ognuno dritto per la sua strada e chi s'è visto s'è visto. Davvero nulla di nuovo. Molte fighette e molti fighetti direttamente dall'Università, i poseurs del Bloom senza sostanza, gli immortali piazzaioli dell'Osteria, i guardoni dell'Anselmi, la pheega "sclerata cioè vecchio", i paesanotti, quelli col BMW in leasing e un drink in mano dalle 22 all 02, il proto-intellettuale annoiato, l'industriale che "cioè domani devo mandare avanti l'azienda cioè", ecc. [attenzione, tutto è basato su reali indagini sul campo con interviste by Sentenziosi] Insomma, l'essere è molteplice, diceva Aristotele. Qua, qualcosa non ha funzionato.

"Hai qualche problema vecchio?"
Ma non è questo il problema del Tennis Club Torricelle: in questo posto in pendenza, non succede MAI un cazzo. Meno di un cazzo. Uno stracazzo. Tutti in piedi. Stop. Vietato parlarsi salvo conoscersi. Vietato salutarsi, anche se ci si è già conosciuti. E stan tutti lì, stipati nei pressi del bar, a menarsela su quanto stanno bene con se stessi loro davvero veramente se stessi e su quanto sia meravigliosa la vita, degna di essere vissuta con un drink in mano per un paio d'ore e filtrata su di un prato con panorama su Borgo Venezia. Wow. Ovvero: il nulla, l'anti-sostanza. Quando la gente dice: "Andiamo a vedere chi c'è su", dice la verità. Va su, vede chi c'è, fine.

E quel poco che succede, è sbagliato
Capitolo musica-animazione.
No. No. No. No. No. No.
C'è così stata la geniale idea di chiamare un tale dj da un altro pianeta e ora stordito per il fuso. Che non vi dico cosa passa questo: ed è subito "Figli delle stelle, la la la...", segue "Marrraggaibbo, mare forza nove... la la la..." e ti è andata bene che ti sei perso la summa della strunzata dal sabor latino cubano, ovviamente dai peggiori bar di Caracas. Sul tema della selezione latina che dura un bel po', non auguro a nessuno di aver visto lo spot della compilation "Laaatino!" di Media Shopping sulle emittenti Mediaset, perchè siamo lì: esattamente dentro quello spot. Aiutateli, aiutiamoli, aiutiamoci. Ad un certo punto il cretino dei dischi decide che è il momento di spaccare i timpani e di far muovere tutti 'sti zombi (a che pro poi? Il buttafuori ha fisicamente impedito ai primi "bailandi" di perseguire ulteriori movimenti - non ci è dato di sapere il motivo). E' a questo punto punto che qualcosa non vi tornerà: quindici anni fa era "I got the power", oggi è irrimediabilmente e sempre più "Put your hands up in the air - everybody - move your body", tutto molto discosbobba by Pineta. Nulla è cambiato, quindici anni di evoluzione musicale cancellati così, in un giro di consolle. E dopo venti minuti che stai lì, inizi ad essere indisposto. Molto indisposto.
Ovviamente NESSUNO è musicalmente coinvolto, è impossibile. Se lo fa, vi autorizzo a mollargli un ceffone: si riprenderà e vi ringrazierà, sarete i suoi nuovi eroi.

Il trash è solo accennato
Tenetevi l'indisposizione, è oro in confronto a quello che ho sin qui volutamente scordato di indicarvi:
1) il giovedì è organizzato in partnership con l'Impero Del Coglio... ehm del Sole e altri brand che c'entrano come gli asparagi sulla cioccolata.
2) (peggio e conseguenza del punto uno) c'è un vocalist. Anzi, due vocalist. Lui, oltre ad essere un pezzo di cretino, è lo stereotipo discotecaro dalla gola profonda e distorta che "ciiioè parlo come neeeelle raaaadio perchè fa muuoolto fiiigo!". Lei non si capisce da dove sia uscita, sicuramente ha perso qualche rotella nel corso della vita; o ha fatto a pugni con la vita e basta. Non ho capito se lui sia il dj di cui sopra. Sicuramente, è grazie a loro che chiederete di fermare il tutto e di farvi scendere.
Per farvela breve: un pregnante e fastidiosissimo unicum sonoro a tema motivazional-spottaro (auto)celebrativo per ritardati, senza alcuna soluzione di continuità. Vere trash-chicche quali, ad esempio:
"Grrrandi ragazzi la notte più fashion del 2007 è solo quiii!" (vabbè questa ci può ancora stare, è d'ordinanza a questo punto del corso storico)
"Un applauso per la mia collega che è sempre più fuori ed è ancora prestissimooo!" (nel senso che quella può fare peggio di così?)
"Impero del sole Impero del solee!" (questo sarà l'intercalare costante)
"Venite qui a provare la novità del 2007: le cannucce dentro la caraffaaaa!" (nooon gi poooosso greeeedere, ma cosa sono le cannucce?)
"La notte più bella dell'anno ragazziii"
E intanto cerchi di parlare con qualcuno (per grazia di Dio peraltro) ma non si sente un cazzo perchè e il volume della musica è alto e le tue orecchie si rifiutano di prestare ascolto che non si sa mai di udire anche la coppia terribilis ai microfoni. Questo è troppo. Fermateli. A questo duo la vista va fatta vedere più da vicino, qualcuno li faccia rotolare in Borgo Venezia a calci, prima ce ne sbarazziamo, meglio è. Siamo tornati agli anni '80. Ok, dov'è Jerry Cala'? No non fate così, lo so che lo nascondete da qualche parte dai.
No ripeto: il duo di vocalist del menga no!
No. No. No. No. No. No. No. No. No.

Conclusione
Sfido a resistere due ore al Tennis Club Torricelle di Verona di giovedì. E, a quanto pare, c'è diversa, diversissima gente che vi riesce. Prendiamo atto.
Addio, mondo crudele.