09 ottobre 2006

Vestiario del ragazzo veronese medio

Vi è un paradosso singolare costituito, da un lato, dalla mia delusione nei confronti del cattivo gusto che mi circonda e, dall'altro, dalla necessità che ho di esso per definire superiore la mia sensibilità estetica nei riguardi della moda (qui sia come fenomeno culturale di produzione dell'identità che come fenomeno materiale ovvero abbigliamento).
Ormai non sono più costernato. Ma lo sono stato, e spesse volte.
Ormai non provo più ribrezzo. Ma ho provato ribrezzo, e spesso volte.
Ormai non perdo più tempo in critiche. Ma quanto ne ho perso, e spesse volte.
Mi riferisco all'abbigliamento del ragazzo medio frequentante di sera la Piazza delle Erbe.

La premessa fondamentale è certamente una forte dose di daltonismo o strabismo o cecità afferente la popolazione maschile veronese nella sua quasi totalità. Non trovo altre spiegazioni a tale scempio estetico che ci viene sempre più spesso riproposto.
Non lamentarsi più, si diceva. Per carità, che si faccia un pò come ci pare: ben comprendo che non tutti investono le stesse attenzioni nel compiacimento estetico della propria immagine. Tuttavia, poichè tutto è altrettanto opinabile, che mi sia qui permesso di esprimere il mio disappunto.

Lancio così il mio personalissimo J'accuse. Allora vi prego basta con:
-le camicie a quadri e/o a righe (è infatti possibile trovare entrambi le variazioni su uno stesso tessuto);
-il jeans strappato e scampanato, al contempo però stretto e "tutt-su-per-u-culo";
-la giacca in pelle, magari con felpa cappucciata a seguito;
-il calzino bianco, specie laddove in spugna (siete dei folli);
-le giacche di due taglie più grandi e mai sfiancate;
-le magliette, le maglie, i maglioni recanti numeri e stemmi di varia natura;
-i jeans e altro genere di pantaloni a vita bassa (perchè dovrebbe dilettarci il vostro culo?);
-le cravattone multicolore o fantasia, spessore 15 cm e strette fino al naso;
-le calzature ginniche tri- o quadricolore;
-i loghi o i marchi esibiti di qualsiasi genere e su qualsiasi capo, come cita il titolo di un famoso libro: no logo, no logo per cortesia (per quanto sopporterete ancora la vista di Cortez e Franklin e Marshall?);
-il piumino lucido e gonfio, gonfissimo: ma se proprio vi piace fare le tartarughe ninja...;
-le polo da rugby;
-il pantaloncino corto altezza ginocchia o più lungo (i modelli acqua alta sono duri a morire);
-la camicia a manica corta con effetto "camica a manica lunga amputata" ed effetto sacchetto;
-gli occhiali da sole a goccia, una piaga che colpisce ambo li sessi;
-le cinture animalier: leopordate, coccodrillate, pitonate, ecc.;
-le credenze diffuse e retrograde sull'abbinamento dei colori tipo "il nero non va mai col blu": oltre a trattarsi di convenzioni dal retrogusto medievale, non si può nemmeno dire che vengano applicate (altrimenti come si spiegano gli effetti multicolore di certe scelte vestiarie?);
-gli stilisti, poichè non vi servono a niente (lo dico per voi, ragazzi: quando ne trovate uno che vi piace, sbagliate modelli e persino taglie, quindi che ve ne fate?);
-le scarpe color marrone merdina o marrone tendente all'arancione (mettetevi il giubbetto catarifrangente e risolverete altrettanto egregiamente i vostri problemi di alta visibilità);
-devo smetterla, questa lista potrebbe non finire mai.

Mi rendo conto che il cattivo gusto ci circonda costantemente ed è più duro da sradicare dei senatori ultra settantenni al quindicesimo mandato parlamentare.
That's life.

8 commenti:

Butel 2 ha detto...

il nero non va mai col blu per l 80% dei casi è vero.sopratutto se è il butel veronese a prendere questa incauta decisione.
E poi uno come cazo si deve vestire insomma?

Butel1 ha detto...

Ti direi quando segue: e io che cazz'ne so? Inoltre, non credo saggio mostrare la luce al butel veronese medio, sarebbe dannoso mostrargli la via verso l'elevazione; estinti i butei medi, noi che caspita ci stiamo a fare me lo spieghi?
Scusa Butel2, ma non ti sei accorto che qui abbiamo solo da sentenziare senza proporre nulla? Potremmo dire di essere la punta di quella corrente di pensiero (tutta italiana, peraltro) utilizzata da quelle persone troppo intellettuali per proporre delle alternative veramente valide (o, quantomeno, ipoteticamente valide): in maniera quasi kantiana, noi critichiamo e critichiamo. Ed esattamente come Kant, sappiamo bene cos'è scienza e cos'è conoscienza, solo che ce ne freghiamo completamente: se no che gusto ci sarebbe? Anche perchè a quel punto, non dimentichiamolo, questo blog sarebbe esautorato dall'interno.
Noi esistiamo, in funzione della beata ignoranza altrui. Esistiamo perchè sappiamo che, per dirla con J.Milton, "Art makes man happier than ignorance". Non dimenticarlo mai.

frugulla ha detto...

Propongo meno pippe sul vestiario e vai col nero, abbinabile sempre e comunque, dall'elegante al casual, passando per il dark, oltrepaasandolo al metal per finire o squadristi o comunisti tristi

e poi non vi è l'eterno dilemma di:con cosa l'abbino, mica stona vero?
nero sia ordunque

Abramo '84 ha detto...

...nero e verde
rientra nei canoni di Butel1?

Butel1 ha detto...

Oui, absolutement!
Ottima scelta, specie se il verde è un "verdone" o, al limite come variante, un emerald green MA in tessuto da controcazzi (ottimi cotoni o sete per la camicia d'estate, cashmere o lana merinos d'inverno per maglioni, lana tasmania o frescolana sempre 100 o 110 per l'abito ottimo per tutte le stagioni, d'estate puoi azzardare il cotone MA per non più di 3-4 mesi all'anno).

la vamp di verona ha detto...

a te proprio della tua vita nn va bene nulla proprio!!! vuol dire che andremo in giro vestiti con i sacchi dell'immondizzia per accontentarti..ma va va...dai....

Anonimo ha detto...

>Ormai non perdo più tempo in >critiche. Ma quanto ne ho perso,
>e spesse volte.

Come adesso...
Quasi tutto il blog è una lunga preterizione, cioè dire dicendo di non dire.
Dopo aver appurato che la merda puzza, non si coglie il senso di scriverci un articolo a settimana: inizialmente divertente, ma rapidamente ripetitivo.

"Potremmo dire di essere la punta di quella corrente di pensiero utilizzata da quelle persone troppo intellettuali per proporre delle alternative veramente valide"

Un passo in avanti sarebbe criticare qualcosa di diverso dagli happy hour e dalla contemplazione del proprio ombelico...



Ps
Sabrina del CEC stà studiando il basso, in caso di debutto on the stage sarai avvisato.

Anonimo ha detto...

Concordo in gran parte, significa che ho gusto?

In particolare ODIO l'animalier in tutte le sue forme. E' osceno.

Ma mi dispiace. Io il nero (la nuane più sublime che esista) abbinato a blu o marrone non lo posso proprio vedere.