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04 gennaio 2008

Saldi a Verona 2008

Per chi non ha già dilapidato il bugdet nei private sale di novembre (cofcofcof), domani si aprono le gabbie dei negozi veronesi per gli agognati saldi invernali.

Visto che a verona domina l'immobilismo del tutto cambi perchè nulla cambi il rinvio è d'obbligo ai due ottimi post dell'anno scorso:

Saldi n.1

Saldi n.2
Altrimento beccatevi tutta la serie di articoli sui saldi a Verona

Mi permetto solo di aggiungere qualche nota a margine, variazioni sul tema, isolate novità.

Nei post linkati, non si menzionava una delle Mecche della giovane fighetta veronese:

Liu Jo, via mazzini: azienda di carpi, collezioni che saccheggiano a piene mani si ispirano più o meno blandamente alle seconde o terze linee dei pret-à-porter più di grido (D&G su tutti), filtrate però in un'ottica (wannabe)aggressiva(wannabe)innocente featuring strass e swarovsky a fondo perduto.

Come è esplosa la moda Liu Jo? Grazie ad un'accurata selezione dei testimonal cui far indossare i propri capi. Mascia del Gf, quella santa donna di Alessia Fabiani, tronisti e starlette di Uomini e donne. Dei luminari del gusto e dell'eleganza insomma.
Questa strategia si è rivelata particolarmente vincente sul mercato veronese poichè, si sa, la pheghetta scaligera, lobotomizzata di default, segue con rigore militare una cura ludovico a base di programmi trash.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: un pellegrinaggio, secondo solo a quello verso Lazzari (su cui torno).

Chi non ricorda le t-shirt dei personaggi disney targate Liu Jo? Chi non desiderava che ciascun esemplare delle suddette prendesse magicamente fuoco per autocombustione, trasformando la proprietaria in un inutile tizzone?
Perchè, passi lo gne gne un po' ammiccante, ma noi uomini-very non possiamo uscire con tante piccoli succursali della Melevisione porcatroia. (specialmente se hai 30 anni e l'appeal di un parafango).

Ehm. torniamo a noi. Dicevo Lazzari (piazza Erbe), ovvero la quintessenza dello stile "casetta di marzapane".
Ci trovi l'abitino tanto carino, il maglioncino con il cagnolino, e tutto ciò che finisce in -ino/a e che sul forum di girlpower si troverebbe scritto con il glitter e le stelline luccicose super uau. Ci trovi anche delle commesse inutilmente stipate di boria. Ma per quelle si può sempre adattare la tecnica che il mio vecchio amico Bre$e soleva usare il venerdì sera in piazza:

Arrivare in Piazza con Alfasud verde, accompagnati da tre puttane nigeriane e vestiti come Lou Bega, facendosi cedere il drink da un maschio a caso dopo avergli mostrato un coltello a serramanico aperto. Andare dalla ragazza più bella della Piazza, stringerle il braccio e, in piedi, guardandola negli occhi, cagarsi addosso.

De gustibus su Lazzari eh. Ma il gioco non vale la candela a mio avviso. Capi sovrastimati, specialmente in termini di prezzo, collezioni ultra derivative, poche variazioni sul tema, noia noia noia.
I momenti più folkloristici si toccano quando, negli ultimi giorni di saldi, si applica il 70 %. Aiuta in questi casi un'infarinatura sui rudimenti del rugby, specialmente se devi recuperare la tua damigella in una mischia chiusa o quando si tratta di agguantare qualche accessorio. L'ultima volta una commessa ha battuto una touche con una pochette.
Rimando al mio post sul black friday per farsi comunque un'idea generale.

I consigli della nonna di Upstream:
Figliole, date uno sguardo alle collezioni di Comptoir des Cotonniers (corso Porta Borsari) e rinsavite diamine!

Se siete alla frutta, specialmente in termini di quattrini, e state schiumando di rabbia nel tentativo di tenere a freno l'ennesimo attacco di shopping compulsivo allo stato grezzo c'è sempre Bershka, via mazzini. Fa parte del gruppo Inditex, lo stesso di zara oysho pull&bear etc., ed è l'unico negozio di quick fashion presente in centro. Che dire..in negozi come questo bisogna avere molto gusto e mestiere, perchè il confine con la trashata immonda è sottilissimo, scendere a compromessi con la variabile qualità e sopravvivere all'impatto sonoro della deejay parade (anno 1993) in loop perpetuo.
Peccato che a parità di volume le commesse non siano dei clamorosi esemplari di pheega imperiale graziose e gentili come quelle di Abercrombie&fitch.

Per lo streetwear: macondo doublefive littleitaly bluexpress bene bravi bis e soprattutto yaaaaawn.
Invece investirei nello slam jam store in via spada.

Per la couture e il pret-à-porter, milano o firenze.
E passa la paura.

05 luglio 2007

Saldi estivi Verona

Saldi estivi a Verona

Fashion victims morte di fame, costruttori di identità senza portafoglio, aficionados dell'occasione: é nuovamente il tempo semestrale di tirare fuori la grana, inizio dei saldi. Verona è sui nastri di partenza il 15 luglio. Dei saldi a Verona avevamo già parlato in occasione della moda inverno, in due puntate tra l'altro:
-Saldi a Verona parte 1
-Saldi a Verona parte 2
-oltre a ciò consiglierei, a chi interessato, un vecchio post omnicomprensivo sulle tendenze e sui codici vestiari (a suo tempo) pensato per il veronese
Dedichiamovi un rapido aggiornamento, in funzione gratitudinal-nostalgica: sembra assurdo, ma nel nostro piccolo quei due post hanno permesso a Sentenziosi di fare il primo (e forse ultimo...) lieve salto dello squalo, a livello di visitatori.

Plausibile svolgimento
In questi giorni voi andrete a dare una prima sbirciata per negozi, magari le griffes, in vista dei capi da includere in un'ipotetica "Lista dei colpacci del 15 luglio". Quel giorno realizzerete che la vostra sarà stata un'iniziativa utopica.

1° Legge dei Giri Della Moda di Verona, vecchio
"Se il saldo è il 15, la settimana prima iniziamo a fare un bel 30% sottobanco".
Beh, che dire, vedetelo dal loro punto di vista: irretirsi nell'odioso rito salva portafogli del capo "pagato un cazzo cioè" non vi farebbe onore.

Alcune dritte, sicuramente sbagliate
Diciamo che prendiamo per buono quanto già ribadito ai post precedenti, tenende presente che:
- i pantaloni potrebbero essere corti, ma occhio a imbarazzanti lunghezze tre/quarti
- idem potrebbero essere corte le camicie, ma occhio all'evitabilissima accoppiata camicia a manica corta e cravatta; tuttalpiù che se al sottoscritto, sinceramente, la camicia a manica corta nativa ha sempre un po' fatto cagare
- i tessuti saranno evidentemente più leggeri, ma occhio a quelli a fibre miste: evitabilissimi ad esempio certi pantaloni in sedicente lino di Zara e in verità 30% cotone e 70% plastica; o catrame
- le calzature saranno quasi certamente mocassini o sandali, ma occhio a non tornarvene a casa con le infradito e, in particolare, con quelle odiose infradito con bandiera brasiliana (roba da pestarvi i piedi)
- no logo ragazzi, no logo, mai
- "chi più spende, meno spende", direi che in linea generale (75% dei casi) è un sillogismo che tiene ancora piede. Del resto il fashion system si sta livellando verso due estremi, allargando il gap di medio livello: o super griffes (anche le haute couture è definitivamente scomparsa) o le varie griffes democratiche (Zara, H&M, ecc.)
- "Chi meno spende a Verona, meglio spende", vd. sopra., è scientificamente dimostrato che Verona (salvo due-ma-dico-due casi) è meno fornita in termini sia quantitativi che qualitativi
- no ai centri commerciali dello shopping. Sto pensando a quella specie di città della moda a Mantova, o a quell'altra a Brescia costruita ad imitazione di un piccolo comune di provincia
- Trading up & sdrammattizzazione: nel dubbio, è decisamente più tamarro chi porta unicamente capi griffati, rispetto a chi mischia capi alti a capi bassi, regola (quasi) sempre rispettata nella maison Sentenziosi

Hai detto saldi? Dico evento, serata, situazzzione
A Milano, decisamente la nostra meta prediletta, si parte come sempre prima, precisamente il 7 luglio. E poi c'è che a Milano non possono fare a meno di organizzare una notte bianca al mese, è una patologia la loro: se a giugno si sono sparati la Notte bianca dello Sport, cioè adesso indoviniamo un po' cosa si concedono... mh... sì... allora... ci penso un attimo... (che spannung, che suspence, che sapidità) ovviamente la Notte bianca dei Saldi.
L'11 luglio i negozi delle zone Buenos Aires, via Marghera, via Dante, c.so Vittorio Emanuele, San Gottardo e Via Lorenteggio saranno aperti fino alle 2. Anche se a questo punto mi pare di capire che nè via Montenapoleone nè via Della Spiga facciano parte del pacchetto, e allora uno ci pensa anche due volte.

Tendenze by Butei
Avvertenze: seguono frivolezze di nicchia.
Nella vita la vostra massima aspirazione è quella di fare i poseurs? Ben fatto, ottima scelta, vedrete che paga. Gli altri. Cerchiamo comunque di dare l'esempio (eh beh questi so' esempi).

L'occhiale da sole riscuote dalle mie parti la stessa simpatia della camicia a manica corta, tuttavia è innegabile che talvolta i sun glasses siano un must del poseur di mondo, magari seduto nel dehor intento a scrutare le pheegh... ehm i passanti in maniera assolutamente gratuita. Tra i tanti, è sicuramente appariscente questo di Burberry, definito un "vero virtuosismo stilistico", che strizza l'occhio ad anni che furono (un plasticone anni '60 con design anni '80, in qualche modo):

saldi estivi verona
qui Upstream cerca di eludere il
proprio status di diversamente bello

La calzatura non è roba da sole femmine, non più almeno. L'estate permette di sdoganare un vezzo trasgressivo in barba alla sartoria di alta qualità: la scarpa senza calze. Valgono anche i calzini "fantasmini", ma non diciamolo a nessuno va'. Occhio alla lavorazione (d'eccellenza) e al tipo di pelle (ovviamente un no secco al sintetico). Ah, ovviamente quando parliamo di calzature, stiamo parlando di mocassini, in tinta unita ma non marrone cacarella, grazie:


saldi milano 2007


Parliamo di cose serie, cose da veri butei: come vestirsi per l'aperitivo? Consigliamo una cosa sobria, leggera, senza eccessi nè ricercatezze. Mi raccomando: semplicità, semplicità. Tipo questo:


verona saldi
B1 e B2 total look by Valentino

Tra l'altro, quando in coppia, il poseur tiene decisamente conto dell'abbinamento del compare: qui Butel2 in black tuxedo si concede il fazzoletto nero a pois bianchi dal duplice effetto, fa pan-dan con il proprio papillon e con la giacca fantasia b/w di Butel1.

Un ultimo consiglio: nel dubbio, armanizzatevi (almeno per quanto concerne l'accoppiata giacca / pantalone)

saldi estate verona 2007
Qui Frut1, dopo il ripudio di Burberry causa
lo scandalo del made in China e il seguente
outing a favore di Giorgio Armani

05 gennaio 2007

Saldi a Verona 2007 - parte 2

Saldi a Verona 2007. Consigli per gli acquisti. Parte 2

Riprende dal post precedente.
Aggiornamento sui saldi a Verona

Emporio Armani, Verona, via Cappello: un solo consiglio, avanzate di cinquanta metri e compratevi un dvd alla Fnac. Al di là del discutibile vantaggio estetico offerto dalla terza (sottolineiamo terza) linea di ve Giovgio, il gioco è sempre lo stesso ogni anno: alzo i prezzi la settimana prima dei saldi, quindi te li sbatto li coi soliti (finti) sconti. Visto coi nostri occhi da un giorno all’altro, allucinante.

Armani Jeans, Verona, via Cappello: un solo consiglio, avanzate di cinquanta metri e compratevi un libro al Minotauro.
Bruschi, Verona, via Mazzini: ce n'é pure un secondo dietro il listone, pochi metri prima di GMC, ed un terzo alla fine di via Cappello verso ponte Navi. I prezzi di Bruschi sono notoriamente alti rispetto a calzature concorrenti di segmento "medio", per così dire. Tuttavia, se siete fortunelli, vi potrebbe capitare di fare il colpaccio: chi? Le ragazze, ovviamente. Per l’uomo comodi calzari romani o scomode Cesare Paciotti.

Iceberg, Verona, corso Porta Borsari: non particolarmente apprezzato da questi parti. Tuttavia, se vi piace lo urban wear, e lo sportswear soprattutto, qui trovate i rispettivi codici di abbigliamento riproposti in maniera “chic”, con incroci spesso appariscenti. Ottimo per risolvere i problemi di alta visibilità. I capi in genere non vanno a ruba quanto altrove, se aspettate una decina di giorni pagate tutto 50% e la scelta è ancora discreta.

Double Five, Verona, via Adua: un angolo di streetswear a Verona, ottimo per gli amanti del casual e dei caleidoscopi cromatici. Tra l’altro, spesso e volentieri, un angolo di gnocca a Verona (complimenti alle commesse). Una volta una vera e propria avanguardia tipo Urban Outfit a Londra, poi a suon di Tiger, Converse e l’immancabile marchio locale Franklin&Marshall (del quale leggenda non confermata vuole il proprietario essere socio) si è decisamente standardizzato, divenendo la mecca delle “compa dei portoni” e annessi gggiovani. Dal 30% al 50%, solito.

Kammi, Verona, viaPellicciai: vuoi una scarpa a prezzi stracciati? I saldi di Kammy fanno per te. Numero di utilizzi: 4-5. Il panificio a fianco, tra l’altro, é più caro (ma che focacce ragazzi…). Comunque attenti a questo negozio, che potrebbe essere un po’ l’Office italiano. Tiene modelli di calzature piuttosto originali, ottimi per sortite usa e getta a qualche party. Oltre a ciò, ampia scelta di Superga.

Lancini, Verona, vicolo Crocioni : ritrovo clou per l’abbigliamento del sempre gggiovane (che lo ritiene mai demodé), le vetrine di Lancini si distinguono tutto l’anno per giacche, pantaloni, sciarpe riproposte con osanno in sfavillanti colori pastello abbinati a mo di giustapposizione alla cazzo. Però tengono Burberry, e meritano d’esistere. La boutique donna lì contigua, manco a dirlo, è di tutt’altra guisa.

Lazzari, Verona, piazza Erbe: ad un certo punto tutte le fighe compravano da Lazzari, shop di ipotetica provenienza bolognese, propone collezioni donna tutto sommato originali (beh, c'é comunque un forte recupero qua e la, ma oggigiorno è così ragazzi), dalle tinte pastello, linee "pulite", ottimo rapporto qualità/prezzo. Gettonatissimi accessori e gonne, come pure certi vestitini. Tra i primi shop veronesi a proporre l’overdressing. Sulle cifre dei saldi non sappiamo niente: “zoccole della moda” sì, ma checche isteriche no. Girls, fateci il solito giro, ma occhio ai tessuti (che na volta iera mejo).

Diesel, Verona, via Mazzini: mai. Abbiamo detto mai. Sugli sconti non siamo informati, ma speriamo vi pelino per bene, ve lo meritate.
Peroratio dei butei a conclusione di sta solfa
Finita qui. Bene, consci che la nostra mini-guida non possa rivelarsi di soluzione a nessuno (giacché mai abbia voluto esserlo), vi auguriamo buona caccia.
Tuttavia, se risparmiate i soldi (secondo statistiche tra i 200-300 € pro capite) per farvi un weekend con Ryan Air in più, forse è meglio. Ci sono ad esempio voli a Parigi a 40 e meno € in questo periodo: al posto di una fottutissima cintura Gucci, ci fate andata+ritorno in due e probabile notte in hotel 3 stelle. In caso contrario, beh noi preferiamo il sillogismo: un capo ma buono (ricetta della nonna).
Ah, noi chiaramente non ci saremo, saremo già a Milano: cosa pensavate, di comprare abbigliamento cool a Verona? Folli!

Butel1 e Butel2

03 gennaio 2007

Saldi a Verona 2007 - parte 1

Saldi a Verona 2007. Consigli per gli acquisti. Parte 1

Aggiornamento sui saldi a Verona

E’ tempo di saldi invernali nei negozi di Verona.

Ai posti di blocco il 7 gennaio, ore 9.30. Le batterie di casalinghe sono già piazzate. A seguire, in scia: shop addicted, shopaholics, checche isteriche e fashion victims de noialtri (quei butei con la felpa de Cortez 2.0, gentile concessione by Franklin&Marshall).Alla volta dello shopping tour, è facile incorrere in errori di varia sorta. Tra i più gettonati: l’abito dalla taglia in più, vivamente consigliato dal commesso e dalla semprepresente “è la tua, è la tua, ti sta un incanto” (che poi, generalmente, è anche l’ultimo pezzo: se non lo prendi tu, chi se lo piglia più?); certo quel pezzo non è male ma “senti me [la mamma] non ti consiglio di prenderlo, che te ghe le sa uguale a casa” (e col cazzo che ce l’hai); per converso, quel capo dozzinale “dovresti prenderlo, che affare” (come le ultime sei stagioni); ma soprattutto, l’oggetto dei tuoi desideri, l’hai bramato per giorni, mesi, anni, costava 890 € fino al 5 gennaio, poi 990 € il 6 e il 7 col 30% non andiamo neanche sotto i 700 € (condire il tutto con tanto di pronuncia fantozziana).

Ci sarebbe poi da aggiungere il backoffice: questa teoria dei pre saldi veronesi (peraltro vietatissimi) riservati ai soli clienti e in anticipo di due settimane rispetto a quelli ufficiali, con sconti tra il 30% e il 50%. Sicché, quando iniziano i “veri” saldi, la pacchia è già finita: rimangono le taglie dalla 52 in su (ambosessi). Quindi, diciamola tutta: nel momento in cui scriviamo i saldi sono già finiti e tutti contenti e chiavati.

Di seguito una serie di tips secondo quanto emerso dalle recenti ricognizioni cittadine della claque di Sentenziosi.

Carnaby Street, Verona, piazza Erbe: un must per il gggiovane veronese, non sale non scende nelle ipotetiche classifiche di settore. Vi troverete qualche capo di Grifoni, Tonello, Messagerie ma anche Roberto Collina (sì bravi, anche noi ce lo siamo chiesto: chi cazzo è? Non sa, non dice). L’ultimo campionario non era entusiasmante, ripercorreva in maniera sostanziale le scelte degli anni scorsi. Nondimeno gli amanti del casual resteranno soddisfatti, comunque. Se capitate durante il primo periodo, vi beccate il 35%. Dopo un paio di settimane si passa al 50% d’ordinanza. Chicca: gli ultimi giorni, tutto a 50 € e gli abiti a 100 €, ovviamente per obesi o siamesi.

Follie Follie Donna, Verona, corso Porta Borsari: da prendere al volo le borse e le scarpe by Pvada, se vi piace la linea della stilista. Spulciate bene ogni angolo, salterà fuori pure qualche capo di buon gusto a buon prezzo (non solo Prada, naturalmente). Anche qui: prima intorno al 30%, poi si sale al 50%.

Folli Follie Uomo, Verona, via Oberdan: dall’anno scorso qualcuno ha pensato che anche sti poveri butei hanno diritto al loro abito Dior. Bene, scordatevi di trovarne anche solo mezzo, per quelli dovete passare massimo a dicembre. Che poi, questi abiti Dior by Hedi Slimane (bellissimi, per la maggiore) li avete mai visti addosso ad un butel di Verona, nonostante siano sempre esauriti? Eh beh, queste so domande: chi e quando se li mette, sti minchia di abiti? Chi sa, parli grazie. Solito gioco prima 30% poi 50%. Restano però pericolosamente in ballo le calzature: Prada, Gucci, Dolce&Gabbana, DSquared2 e Church’s (ma se siete dei “veri” borgotrentini, ne avrete già un paio da mo’).

GMC - Grandi Moda Calzature, Verona, via Fratta: trattasi di una sorta di outlet della maison Bruschi. In effetti non ci sono saldi veri e propri, giacché su tutte le paia di scarpe li esposte (alcune griffatissime) pende costantemente il 50%. Ma già che siete in giro a caccia di affari, fateci un giro. L’assortimento da uomo è un po’ un tiro a sorte: trovi 1 volta su 10, la donna (ma non mi dire!) trova tutto ciò che vuole, anche un idraulico.

Gucci, Verona, via Mazzini: senza invito, non entrate. E quando entrerete, sarà troppo tardi. Scherzi a parte, si tratta di uno dei negozi maggiormente presi d’assalto, fuori si viene a creare una coda stile discoteca (senza selezione all’ingresso). In verità le ultime linee sono state una forte delusione, da quando Tom Ford, prima, e la Facchinetti, poi, si sono dileguati, lo stile della casa ci ha un po’ perso. Si salvano tuttavia: accessori (sempre all’altezza) e parte delle calzature. Le ragazze riusciranno certamente a trovare qualche abito da sera di gran classe (ma lasciate perdere quelle borse iper-marchiate, grazie); per i butei c’è Zara.

Zara al Centro Commerciale Le Corti Venete, Verona, San Martino Buonalbergo: se n’era già parlato in precedenza. Un paio settimane fa, inoltre, Butel1 ha tentato una (deludente) sortita nella sede milanese. In sostanza: questi spagnoli, che non sono poi così rinomati per l’alta moda, c’hanno provato. E per qualche anno c’erano pure riusciti e fu la luce per il marchio Zara (pronuncia: “Zaira, la beshtia”), soprattutto per il prezzo abbordabilissimo (ma nessuno batterà mai H&M, intendiamoci). Poi, presumiamo sia andata così: lo staff creativo è stato risucchiato nella giungla del cattivo gusto spagnolo. Particolarmente fastidiosi i problemi legati alle taglie. Ora potete comprare una cosa da Zara e spacciarla per un Carrera originale. Inutile dire che la collezione da donna è di gran lunga migliore di quella da uomo (ma questa, si sa, é la tendenza generale della moda). Anche qui solito standard: prima 30%, poi chi più ha, più metta.

Dolce e Gabbana, Verona, corso Porta Borsari: qualche tempo fa evano i ve della moda. Poco dopo, forti della spallata yankee dei rappers (Sean Combs aka Puff Daddy in testa) sono diventati i re dei truzzi. Ed è così, innegabile, in particolar modo per la seconda linea (D&G). Ciononostante si cela sempre un genio manifesto e palpabile dietro parte delle loro collezioni, uno stile tutto loro, specie, e soprattutto, per la linea donna (a ridaje): i due stilisti sono in grado di cogliere e reinterpretare lo stile della strada (ricordate, se avete portato jeans strappati e scarpe nere in questi ultimi anni, in fondo è merito loro – che la scelta sia discutibile, è un altro discorso). I saldi, solitamente, partono dal 50% sin dai primi giorni. Come a Milano. Come é giusto che sia. Tuttavia, vi trovi pure i capi anteprima della stagione successiva: attenzione, non sono in saldo ovviamente (vero Butel1, caro coglionazzo).

Grifoni, Verona, via Adua: che dire di Grifoni? Grifoni in due parole: rapida occhiata alle ultime linee/tendenze, le copio, ci aggiungo qualcosa di mio (fosse anche solo il marchio dei Grifoni), li ripropongo con ottimi tessuti e tagli quasi sempre sartoriali (forte del mio probabile esercito di cinesi). Si presta meglio per lo urban o streets wear, ma troverete anche qualche buona calzatura (francesine e mocassini): quest’anno propone un loafer da uomo in marrone e un moncler dorato. Butel2 se lo comprerà, quindi appena vedete uno con un giubbotto d’oro, vi autorizziamo a “darghene”. Del resto, farebbe pan-dan col suo pantalone altrettanto dorato:


L’angolo da donna, piccolo ma spesso ricercato, propone appunto pochi capi ma una vasta gamma di tessuti, dalla pelle alle calde lane (cachemire compresi) stile plaid. Inutile dire 30% prima, 50% poi.

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