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12 marzo 2009

Byblos Gallery - Pippa Bacca - Mostra Spose in Viaggio (Brides on Tour)

Quale miglior giorno della festa della donna (ehm, mi rispieghereste un attimo quale senso ha?) per inaugurare una cosa artistica sulle spose? Questa domenica appunto ha inaugurato alla Byblos di Verona la mostra Brides on Tour - Spose in Viaggio. Le artiste: Pippa Bacca e Silvia Moro.

Pippa Bacca - Mostra Brides Spose in viaggio

Ricordate i celebrati vernissage della Byblos? Quando al motto internazionale di Che ce frega de pagà noi c'abbiamo l'open bò, ci si sbronzava allegramente scorreggiando rarefatti giudizi artistici? Quei tempi sono finiti. Sono passato cinque minuti, penso di essermi fermato quattro minuti.
Non resta che il lontano ricordo di Butel2 e Butel1 in serata di grazia gentilmente invitati da qualcuno dei piani alti a recarsi verso l'uscita, ultimi due sb(t)ronzi in tutta la galleria, che seccati battono i piedi. Per finire 10m a fianco e bere Guinness fino alle 2 all'Irish Pub.

La mostra si compone: di due-tre abiti da sposa, un pazzo video on the road e tante pazze foto di un pazzo pazzo tour artistico nell'est Europa fino in Turchia vestite da sposa. Tutto molto bello, finchè Pippa Bacca non viene stuprata e uccisa a Istanbul.

Pippa Bacca

Hai detto Pippa Bacca? Pebbacco, ai tempi se ne parlò molto e ci furono diverse posizioni. Per me resta un mistero: chi la vede uccisa dall'amore per il prossimo, intenta a portare un messaggio di pace, fratellanza, tollerenza, dialogo con il "diverso", e questi sarebbero i fatti. Chi invece pensa "Cara Pippa, tu eri una pacifista forse, tu hai avuto le palle sicuramente, ma l'illusione punisce, se domani rinasco pheega farmi l'autostop in solitaria in Turchia vestita da sposa forse (forse eh) non sarebbe tra le mie priorità". Sto già sottoscrivendo.
Anzi no dai, altrimenti mi dicono che sono di cattivo gusto, o cattivo e basta, pure un po' invidioso.

Pro
- L'open bar. Salvaci tu. Anche se ormai, è anch'egli uno stanco eroe.
- Non comprendo il senso di questa mostra. Anzi mi lascia completamente indifferente. Allora è arte contemporanea.
- L'evento intorno alle 20. Poi tutto muore. Così hanno cercato di spiegarmi la tristezza delle 23, c'era davvero poca gente a quell'ora. Per le prossime, avvertiti.

Contro
- "Polizia?" "Sì dica" "Vorrei denunciare una scomparsa" "Di chi?" "La Pheega, non la troviamo più"
- Bicchieri di plastica, prosecco d'ascella. Ma dove siamo, in Borgo Roma?
- C'era uno vestito da produttore di dischi rap italiani, con la felpa del Cagliari. Non sono mai stato contrario al look creativo, ma a volte mi verrebbe voglia di stupirmi. Chi era, Thomas Milian vestito da b-boy? Lo nomino uomo più brutto del 2009.
- Ringrazio per non aver mai sentito un particolare bisogno di sdrammatizzare sempre il mio look elegante con dozzinali scarpe ginniche. Forse mi sta venendo voglia di un'auto sportiva, magari d'epoca, ma questa no.
- "Polizia?" "Sì dica" "No niente, sempre io. Senta, ci sarebbe un'altra scomparsa..." "Di chi?" "Gli sbronzi". Ma che prende alla gente, hanno paura dell'AIDS sui bicchieri? Quanta inutile sobrietà. L'open bar piange, mentre fiocca a fondo perduto.
- Al minuto quattro noto un paio di romani. Romanacci. Bburini. S'intrufolano ovunque, del resto qualcuno apre loro sempre la porta. Ne riconosco uno. Simpaticissimo. Dio, trasformami in lama per sputargli in faccia più forte.
In Italia abbiamo i soliti problemi: incolpiamo i romeni di diverse cose e lasciamo i romani fuori dal novero delle colpe generalizzate, nazionalizzandoli anzi a modello di uomo medio. Che assurdità, i romeni almeno hanno sempre una buona scusa! Es. "Non abbiamo stuprato quella ragazza", infatti ne stavano stuprando un'altra. I romani che motivo possono addurre per tanta coattaggine? Spiegatemelo subito.

Conclusione
I vernissage della Byblos non sono più una garanzia. Dio santo, anche questa c'hanno tolto. Venite, provate a togliermi questa, figli di puttana. E' definitivamente l'anno della crisi.
Il pub a fianco invece è sempre una garanzia: buio e triste, ti permette di concentrarti sui tuoi litri di birra. Pensate, una volta è entrata anche una donna.

10 maggio 2008

Open Bar a More is More - Byblos Art Gallery Verona

Qui tutte le novità sulla Galleria Byblos di Verona

Che ce frega de pagà, noi c'abbiamo l'open bà!

Oooopeeenn baaaaar - oooopeeeen baaaar!

Riassumerei così l'inaugurazione della nuova mostra More is more della Byblos Art Gallery di Verona: l'arte dei cocktail serviti in quantitativi industriali con la nuova tariffa Infinity Free di Byblofone. Ma è più un'inaugurazione da poseurs o da sbronzi? E perchè non da entrambi? Perchè "Deppiù è deppiù".

more is more - Byblos Art Gallery

More is More
Il sito della Byblos andai a vedermelo qualche giorno fa, chissà se hanno qualche aggiornamento da proporre. Macchè. Si è in lutto per la scomparsa di Pippa Bacca, forse legata professionalmente proprio a Byblos.

[Aperta parentesi: tragica morte di un'anima pia portatrice di pace che ebbe nobili intenzioni nonchè una leggera difficoltà a distinguere l'ideale iperuraniense dall'arido vero. Ora vabbè, la disillusione talvolta punisce senza riserve e troppo severamente, ma fare 1 + 1 preventivamente no eh? Cara ragazza, tu hai avuto le palle, ma fossi io una donna occidentale - sciao sono Vladimir Butella - beh girare la Turchia in autostop con indosso un abito da sposa non sarebbe nella mia top 10 delle priorità ecco. Chiusa parentesi].

Ad ogni modo, propongo lo stesso aggiornamento al cinico B2, ma l'indomani il sito della Byblos non è più in lutto: ed è subito vernissage con open bar! (certamente un oper bar in lutto, coff-coff...).
E comunque io ci andavo a trovare e ringraziare del precedente invito Masha, il boss. Che naturalmente non so chi sia. Invito passato in sordina perchè un bel giorno mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana, ecc.

Pro
- un evento da poseurs dei 40-50 minuti. Eccellente.
- c'è bisogno di dirlo? Dio salvi l'open bar, completamente aggratis, indiscusso protagonista della mostra, cannibalizza la mostra stessa: ad un certo punto uno degli 'artisti si è impiccato, ovviamente nel retro, in silenzio. Il cadavere è ancora lì, qualcuno vada a controllare per cortesia. Verso le 22.00 serpeggiava il sospetto che pure le opere fossero gratis ma il tizio beccato fuori con una tela da 3 metri in mano è stato fermato mentre cercava di infilarla nella nuova Lapomobile (=Fiat 500).
- paradossale bon ton: sarà che vogliamo ciò che non possiamo avere facilmente per poi fregarcene quando le cose si fanno troppo facili, sarà che l'ambiente chic di una galleria induce del bon ton (bugia), saranno i figli delle stelle, sarà quel che sarà, ma gli sbronzi non si sono moltiplicati copiosamente. Credo di essere stato l'unico. Io e i miei nuovi amici (immaginari) che di long island in long island mi intrattenevano con discorsi stucchevoli al punto giusto al bancone (l'ho mai mollato?)
- buon numero di presenze, pubblico variegato, alcune pheeghe
- capitolo femmene agè: la over 30 con la sedicente predilezione per l'arte, quella che è complicata 'dentro tanto tanto non sono una donna come le altre mi devi capire perchè sono diversa a me piace l'arte tutta l'arte no anzi solo quella contemporanea no anzi solo quella complicata come sono io nella mia testa (=vengo alle inaugurazione col mio look 'Burineit Moss all'ultima moda - e speriamo sia proprio l'ultima! - guardo quattro patacche e te saludi). Presenze deliziose e assolutamente fondamentali nella vita di ogni poseur che si rispetti.

Butel1 a More is More

- una mostra che tutto sommato finalmente riporta in scena percorsi già più riconoscobili, più "tradizionali", più novecenteschi della seconda metà. Ad esempio Garcia è una sorta di action painter paessaggista 'burino (=an pratega se sente troppo fica e rinuncia ar pennello e applica er colore come ce fasceva Giecson Polloche ma li soggetti sor li alberi e a natura)

lilian garcia roig

- si tratta di una mostra di pittura massimalista, in linea con lo slogan "More is more!". Cosa significa? Boh. Non saprei ripetervi che cosa è il massimalismo delle ultime due decadi, nè rispiegarvi il perchè e per come e in che contesto ma ricordo che la cartella stampa mi aveva convinto alla seconda riga. Anche perchè alla terza non c'è arrivato manco il copywriter. Massimalismo dovrebbe essere sinonimo di eccesso, carica visiva enfatizzata, sono quadri "pieni di roba" buttata addosso allo spettatore insomma. Ma vi fidereste di uno sbronzo?
- Le opere di Lilian Garcia Roig piacciono a tutti, la grafica astratta lineare di Grant Miller piace pure,

grant miller

le opere di Mark Messersmith sono criptiche,

mark messersmith
(non dovrebbe essere in mostra)

bruttine ma singolari (abbandona il bidimensionalismo della tela e aggiunge nuova spazialità con l'inclusione in basso di alcune teche a mo' di cornice contenenti oggettistica varia e un supporto esterne tipo - vado a memoria ebbra - una liana o bastone), i Clayton Brothers sono inquetanti e hanno qualcosa di irrisolto (vedere locandina), James Barnsness in The Great Destroyer si è ispirato ad un fantomatico anti-demiurgo spermatore/pisciatore pazzo

james barsness

- per una volta - hey, chi l'avrebbe mai detto! - c'erano pure dei buyers. E' confermato: il modello economico della galleria d'arte moderna regge anche in un paese in cui il sistema arte è istituzionalmente innestato per la maggiore sui supporti dell'arte pre-contemporanea. Sulla cosa ho nutrito riserve per anni: "Come campano le gallerie d'arte moderna?", per quanto mi riguardava quelle meno conosciute potevano benissimo essere mecche del riciclaggio finanziario
- quel cinquantenne un po' yankee & flower power con delle inguardabili scarpe rosa doveva essere uno degli artisti (o un bolide qualsiasi che passava di lì). L'ho capito perchè la gente andava a parlarci. Anzi no, l'ho capito perchè quando sei l'artista e non sei del tutto bolide, hai con te LaDonnaDell'Artista, una che si fa notare. Lei si faceva notare: tappa, grassa ma con un abito lungo a tre colori che la caratterizzava con stile (discubitile, ma con stile). Coppia appariscente della galleria.

Contro
- il mio compagnone di una sera comunque mi ha deluso: il bancone non è prettamente un bancone da poseurs. Male. Si salva solo in parte con la parete a specchio, vero cult per il poseur in preziose fogge e atteggiamenti annoiati in vista della fine del mondo.
- alcune pheeghe sì, ma non troppe, diverse cesse
- il ricambio generazionale delle 22.30, ovvero "Quando arrivano i ggiovani. Finisce il party".
- un po' di buone selezioni vestiarie, ma in genere livelli diffusi del celebre veronalook. Signore perdonali.
- trash parade: la rotondità nana con fiore rosso in testa, la cow girl de Porta Portese, la hippy con abito figlia dei fiori della nonna (all by mercatini di Campagnola), la black pigiama lady. Ma...
- ... siamo onesti per una volta: pollici in su per le fighe. Pensiamo per un attimo ai ragazzi. Pensiamo per un attimo alla situazione (utopica) "Figa che esce la sera per fare incontri e magari scopare (solo un pochino comunque)". La peggio vestita delle peggio comunque è meglio del meglio dei migliori. Nei panni della figa a Verona: ma che fa con 'sti qua in giro la sera? Ma chi si deve pigliare questa? Ragazzi (nel senso "Voi ragazzi!") vediamo di darci una sistemata: ma che vi lamentate che non scopate, eh? Ao', tronista, ma te si visto? Ao', Briatò, a smettiamo de parlà ca a' biascicata rauca? Ao', università, ce parlamo domani de li esame-scazzi-teghe e mo commentamo un po' de arte (pe'finta), eh?
Girls, io vi capisco, è un mondo maschile alla deriva. Sono rimasti pochissimi esemplari validi. E fatalità scrivono su questo blog (ding-dong: Gentili signore, vi ricordiamo che la mail ce l'avete nella barra a destra, allegare foto non photshoppata, grazie. ding-dong)
- ovviamente zero scopa-input, parlando di me. Il primo approccio è andato abbastanza bene:
"Sciao questa sera sono bello e possibilissimo"
"Come scusa?"
"Non mi trovi anche tu arrogante?"
"E quanto arrogante saresti?"
"Io è tanto arrogante quanto tu è bella"
"Ti concedo un punto"
"Quando facciamo l'amore?" [regia, popcorn e sax da soundtrack dei film porno di serie B. No, no... niente cose pubbliche, lasci tutto nella mia testa, grazie]
"Mh vediamo... mai?"
"Mai?"
"Sì mai, ti va bene?"
"Mai va benissimo...".
Il secondo comunque è andato molto meglio:
"Sciao io..."
"SMAMMA"
"...ooook"
Un vado-vincente-e-torno-perdente lungo 0,7 secondi: record del mondo.
Il terzo poi è andato alla grande. Il terzo non c'è stato.
- capitolo musica: il dj dev'essere uno dei Modena City Ramblers o un reduce delle bombe in Vietnam. Ha quei retaggi lì. Non è da buttare, non si sposa nemmeno male con l'ambiente ma il rimbombo da radio-cassa-dritta-sdeng-sdeng alla lunga ti fa ritrovare fuori. Fuori dalla galleria intendo, a sostare sul marciapiedi, stiva per oltre metà dell'audience. Ma forse è voluto! Maledetti... Il sound non è commerciale ma non molto personale. Dev'essere la compilation Sound for Art Openings. Da rivedere.
- pubblico variegato, senza particolari pregi. "Ma che vuoi, siamo una galleria d'arte liberal, questo è una open night, l'arte accoglie tutti, l'arte è per tutti, bla bla". Sì sì vabbè. Oltre ai già citati, avvistato l'universitario primino, il pubblico da aperitivo Cortez-Bugiardo-Anselmbloom, il pubblicò agè e griffè, il pubblico molto agè e molto imbalsamè e ovviamente...
- ...sciao sono il commesso del centro lo so sembro 'burino ma è un po' la mia imaggine
- sciao siamo gli amici del comesso del centro (a nostra volta ex commessi pentiti) lo so siamo 'burini pure noi, beh del resto siamo una claque che vuoi?
- sciao siamo gli amisci degli amisci del commesso.
Insieme, queste tre categorie formano una macrocategoria composta di elementi intercambiabili senza alterazione di prodotto finale. Anche loro fondamentali ai vernissage, che ve lo dico a fa'?

Conclusione
Evento promosso. Bene bravi bis. Dai primi vernissage si sta progressivamente migliorando, l'inaugurazione della Byblos Art Gallery richiama un pubblico sempre più numeroso e sempre meno interessato (com'è normale). Evento unico del genere a Verona. Ora però attenzione perchè più si batte questa strada e più si sarà a pieno rischio trashizzazione con: sporty casualism, hip-hoppaggio scalmanato e straccionismo boho impegnato. Già avvistati due esemplari per categoria. Fra tutti io detesto scientificamente il pubblico casual: andate con la polo Fred Perry con colletto tirato su e jeans chiaro indiscriminatamente in centro al pomeriggio, all'aperitivo, a cena, al vernissage di una mostra d'arte. P-prontooo? E' un evento serale questo, ce lo vogliamo concedere un cambio d'abiti? Dov'è B2, l'uomo da due cambi d'abito al giorno? E dov'è B1, l'uomo da tre cambi d'abito al giorno? (Ah era sbronzo al bancone? Madooon'...). Ma la galleria alla fine che colpa ne ha? Nessuna ovviamente. Quando l'evento è free, è open, l'audience si autoprofila.

Infine, chi era Masha? Voglio concedere il beneficio del dubbio ed eludere i clichet: Masha non era la bionda dannatamente simile all'omonima del GF. No, no.

06 gennaio 2008

Byblos Art Gallery - Verona

Aggiornamento!
- Qui tutte le novità sulla Galleria Byblos di Verona
- Mostra More is More - Byblos Art Gallery

In un precedente - e ormai lontano nel tempo - articolo sulle mostre a Verona, vi invitavo a buttare l'occhio sull'iniziativa La Giornata del Contemporaneo, un open day di arte contemporanea che ha visto coinvolte pure alcune gallerie di Verona. Eh sì, Verona si tinse di contemporaneo. Dice: ma chi se l'è filata? Ovviamente l'evento ha coinvolto i soliti quattro gatti e, non è strano?, non c'era da dubitarne. E dire che la cosa sulla carta era tutt'altro che una minchiata (poi nei fatti, vabbè, la minchiata ci può sempre scappare).

Comunque sia, vi aderì pure la galleria Byblos Art Gallery, in quel di corso Cavour 25/27, che ai tempi ospitava Out Of True, una mostra collettiva così così che comunque meritava un salto. Magari alla Jackie Chan, contro la vetrina. Ma come dirò in conclusione, la Byblos, volenti o nolenti, è una delle poche/probabilmente l'unica galleria contemporanea di Verona da tenere d'occhio, rischia di proporre diverse cose interessanti. E a volte rischia anche di riuscirci.
Promossi comunque i vernissage in notturna, eventi di una certa classe aperti a tutti (sì, parlo con te bue uomo medio, ci puoi entrare e chiederti "Sa ela 'sta roba!").

Byblos Art Gallery
Da un paio d'anno è la galleria di riferimento per l'arte contemporanea e il "collezionismo giovane" di Verona. Perchè? Anzitutto perchè è la più fichetta della città: ampi spazi totalmente bianchi in posizione di prestigio con vetrine da show room. In secondo luogo perchè hanno le spalle coperte come pochi, dietro agisce il gruppo Swinger - a Verona proprietari tra le altre del negozio omonimo all'angolo tra via Mazzini e Piazza Erbe nonchè di un lussuoso hotel 5 stelle in Valpolicella. In terzo luogo perchè ha un proprio parco d'artisti piuttosto nutrito e può vantare una serie di opere disponibili di artisti più che famosi.

Gli artisti della Byblos
Peggio della Minardi in formula uno (ma c'è ancora?), una scuderia da "Who the fuck is he?". Naturalmente parliamo di nomi sconosciuti al 99% della popolazione. E dubito fortemente che ci siano giovani collezionisti che sappiano dirci chi siano i vari Enrico Tommaso de Paris (giuro che lo ignoro, parola di Butel Uno de Verona), artista di opere come questa
galleria byblos verona
che vedrei bene in garage (non ci fosse già l'auto), Yasumasa Morimura, Pus, Brufol... ehm Nicola Verlato, Cristian Sonda, ecc.
Ma poco importa, si tratta di arte contemporanea, è quanto mai logico che si tratti di nomi senza nomea al momento. Intanto onore al merito: alla Byblos stanno investendo e in questo campo è importantissimo! E poi se oggi nessuno li conosce, nessuno sa dirvi chi sono, vedrete che un giorno... nessuno chiederà chi sono.
Scherzi a parte, non tutti sono da buttare. Le foto del giappo (vd. dopo) non sono così male. Certo, la presenza di un artista come Pao non parlerebbe proprio a favore della qualità del lavoro di ricerca e selezione delle risorse umane: si tratta dell'artista milanese di strada che si fece notare coi pinguini colorati, panini e altro,
galleria d'arte byblos - Verona
peraltro plagiando i lavori di migliaia di bambini delle elementari che ogni anno dipingono i cassonetti della spazzatura.

Le opere della Byblos
Ragazzi, the moment has come: avete da parte un bel gruzzolo che non sapete come spendere - mi pare ovvio, vi starà capitando costantemente di 'sti tempi - e volete fare un investimento? Fatevi, per citare i più orecchiabili, un Fontata, un Burri, Manzoni, Nespolo alla Byblos. O altri. O gli stessi in altre gallerie, che te lo dico a fa'.

Out of True
Mostra collettiva che parte altrove, da Miami a quanto pare.
ou of true byblos art gallery
Il titolo si dovrebbe esplicitare così: le aspettative disilluse che non coincidono con la realtà. Credo e vedo non vanno a braccetto. Mostra tutt'altro che entusiasmante in verità, decisi di visitarla per vedere 'sta Beatriz Millar di cui avevo sentito parlare (dev'essere stato il vento).
Lei è una svizzera, con diplomi in arte e in moda, che incarna un po' lo spirito della mostra perchè indaga - Spot: esclusiva novità mondiale solo per voi e solo per le prime 50 telefonate! - il constrasto realtà vs. finzione, essere vs. apparire, in particolare è un po' incazzata con la società dei media, quella che è vittima del dominio della vista. Eh questi media e quest'uomo sensuale che guarda e guarda solo guarda l'apparenza. Ma come si fa, come? [ndB2s: salve, qualcuno mi ha cercato?]. Come direbbe Coleridge (o era Blake? W il qualunquismo), ad esempio, quella porzione di umanità "Vittima del dispottismo dell'occhio del corpo anzichè dell'occhio della mente".

Opere comunque piuttosto spiritose e ancora un po' pop, sotto sotto. Come supporto - lo ignoravo e la cosa non mi ha fatto troppo piacere - utilizza "tele" a stampa digitale. O meglio immagino che a monte le opere siano interamente digitali, stampa o non stampa. Robe tipo questo albero, sappiate che è uno dei suoi lavori più celebri e significativi, anzi la summa dei propri orientamenti.
galleria d'arte byblos di Verona -  beatriz millar
A posto.

Comunque sia la cosa è una mezza fregatura: Beatriz Millar, artista di casa Byblos, non espone alla Byblos Art Gallery. Qui trovi due assaggi - che sono un po' quel che sono - e nulla più. La Millar ha una personale alla "succursale" della Byblos, l'hotel Amistà, colosso di art hotel a 5 stelle da qualche parte in Valpolicella dove la Millar presenta anche la nuova installazione-scultura "Clown-clone and the piano tattoo" che vede un clone umano (la matrice sarà lei?) al pianoforte.
beatriz millar

Un posto estremamente raffinato l'Art Hotel Amistà, ci dormo di frequente quando non riesco a prendere sonno in casa. I prezzi sono ok, è la mancia al facchino che ti rovina.

Vabbè: volevi Beatriz Millar? Sotomayor! Allora ti resta dell'altro. Non chiedetemi cosa. Ricordo una piacevole tela rossa all'ingresso. E basta.
Opere di artisti internazionali(?) quali Dan Kopp, Sebastian Bremer, Robert Lazzarini (e ho detto Robeeeiit Leeeiiiserini, mica Joe Munnezza).

Poi ci sono le opere di Joshua Levine (come chi è? Beh ora m'offendo guarda!). Lui probabilmente discende da una famiglia di cacciatori, ha la fissa delle teste d'animali imbalsamate. Immagino finte. Cervi, per stare sul classico ad esempio.
byblos art gallery joshua levine
I "famosi" cervi con applicazioni tattoo
Ma anche topi o qualunche cosa fossero quelle cose. Vedo gli animali di Levine e penso a quelli sezionati da Damien Hirst, ma più brutti. Adesso qualcuno mi venga a dire che Levine è provocatorio... Byblos, scusami, te vojjobbene, ma le opere di Joshua Levine sono provocatorie quanto una scorreggia in aperta campagna.

Si riconferma poi la leggenda del piano inferiore: su i lavori di livello, giù la paccottaglia. In genere ci finiscono le fotografie, c'è inoltre spazio per la video art. Questo video lo guardi 2 secondi, il tempo di mettere la testa al di là del telo e dire: "Mh". E poi risali. Esci e ringrazi.

Out of True non è male nè bene secondo me. Qualcosa vi potrà piacere. Hey, ma questa è arte contemporanea: può piacervi tutto o niente, sono le regole del gioco.

Mostre precedenti
Penso di averle viste tutte. Una delle prime vedeva protagonista un artista giapponese e mi è piaciuta, ottimi quadri da salotto.
La mostra precedente a Out of True era nientepopodimenoche la famosa Street Art curata da Alessandro Riva (Frangetta Milano o Milano is burning non vi ricorda niente?), secondo me un cumulo di sbobba, davvero un fenomeno sopravvalutato: una collettiva di gente a cavallo tra il grafitaro e il relitto pop. Ricordo solo con una certa simpatia le mega stampe con critiche piuttosto fragili alla società dei consumi: un susseguirsi di loghi di griffes e altri oggetti e situazioni quotidiani più aggiunte da star system, vado a memoria. Quella che resta: l'occhio ci cade per un po', riconosce quello che deve riconoscere e poi il cervello rimuove.

I vernissage
Li ho persi quasi tutti. Ma ad un paio uno sono stato e sono consigliatissimi: in pratica, l'Eldorado del poseur by night, vi basta? Aggiungete pheeghe di livello e un bar, e vi fiderete. Dovete tenere d'occhio il calendario della galleria sul sito, è l'unica. L'ultimo opening si è tenuto il 16 novembre, per la mostra che segue.

Mostra in corso: Miwa Yanagi - recent works
Fino al 19 gennaio 2008, o fino al 26, dipende dal tempo forse.
Lui è proprio quello di... o anche di... e poi ha fatto anche... Comunque, Satomi Uanagama (ah non si chiama così?), giapponese che vive e lavora a Kyoto, è un fotografo che ha esposto in tutto il mondo e - benchè non opterei mai per un suo catalogo - farei un salto alla mostra e in un momento di risoluta follia acquisterei pure un suo scatto, ok?
Anche la fondazione Deutsche Bank ha investito sul ragazzo [che intanto abbiamo scoperto essere una donna, la Yanagi allora], mica... E poi... ma che ne so, so manco chi è. Alcuni esempi di scatti:

miwa yanagi byblos art gallery verona

yanagi miwa


Sinteticamente io dico che il giappo è proprio ok, ma aggiungo che quanto visto in rete mi è piaciuto più di queste opere recenti, forse non sono proprio interessanti come i lavori precedenti, date un'occhiata a questa ricerca immagini di Miwa Yanagi su Google.

Conclusione
Oltre che per i vernissage - buona cosa - il sito della Byblos lo si tiene sempre d'occhio direi. Insieme alla Mai Collection di Sottoriva, una galleria con mostre modernissime e talvolta interessanti (più che mai de gustibus). Altre volte no. Ma questa è una galleria che deve fatturare vendendo quadri, non biglietti d'ingresso quindi è tutto gratis, di che ti lamenti?