London callin- Part 3- London Arts
Proseguendo l'amabile serie What's cool in London (sottotitolo: E diccelo butel2 diccelo) scopriamo insieme il filone arte, mostre, musei e gallerie.
Procedere ad un enumero generalizzato di tutte le gallerie e musei che si trovano in città sarebbe assurdo e noioso quanto un venditore porta porta di bibbie di testimoni di geova.
Sicche verrà effettuata una mera sintesi delle 4 tra le gallerie più cool della city secondo gli importanti canoni estetici di Butel2.
Da sette anni, indiscussa, al top delle preferenze dei londinesi, ma non solo, la Tate modern gallery.

La Tate Modern si trova sulla riva sud del Tamigi a Bankside, vicino al Blackfriars Bridge, di fronte a St Paul's Cathedral e di fianco al Shakespeare's Globe Theatre ed è frutto di quell' opera di rinnovamento che nel 2000 ha recuperato decine di edifici dismessi quali centrali elettriche o industrie per dare vita a locali, gallerie d'arte centri direzionali, banche.

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...Turbine hall poi
La prima volta che varcai la soglia di questo orwelliano edificio fui letteralmente sconvolto da questi effetti di luce, in realtà un opera in calassico stile Tate in cui lo spettatore diventa parte integrante dell'opera; osservatore ed osservato.

The weather project, Olafur Eliasson 2003
La turbine hall, ingresso ovest della galleria, ospita annualmente un opera d'arte commissionata dalla Unilever, appositamente per questo spazio e qui, dal 2000, sono state create alcune delle sculture più significative degli ultimi anni. Alcune esempi: il corno di Anish Kapoor intitolato Marsyas, il sole di Olafur Eliasson (vd sopra) o Embankment di Rachel Whiteread ('05) .
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Embankment
Attualmente, nella Turbine Hall potete trovare un opera interattiva di Carsten Holler, molto simili a degli scivoli dell' acqua park senz' acqua .
Questo per quanto riguarda la Turbine hall. Il resto della galleria, divisa su sette piani, ospita autori dal 1900 in poi suddivisi per argomento in: stati di incertezza (cubismo, futuismo, vorticismo qui tra gli altri Boccioni, Hirst, Picasso e Lichtenstein), idea e oggetto (minimalismo e dintorni: Mondrian, Duchamp, Nauman, Kooons) , gesti materiali (Nuova pittura e scultura con Lucio Fontana , Pollok, Rothko, Newman, Braque) e infine poesia e sogno (Bacon, Magritte, De Chirico, Dalì etc).
Tra tutte le tele questa la mia preferita;ogni volta le dedico un quarto d'ora del mio tempo con con sguardi appassionati e sintomi apparenti di estraniamento da sindrome si Stendhal

Fiona rae Untitled
Collezione Temporanea, Gilbert & George:
Questa mostra è stata lungamente attesa ed è la più grande mai realizzata su Gilbert & George (di cui già ci parlò anche Duchamp) potendo contare su oltre 200 lavori, un'occasione unica per intraprendere un viaggio nell'universo della loro arte moderna.
Fin dagli esordi alla fine degli anni '60, con il loro stile rivoluzionario i due attirarono l'attenzione del mondo artistico internazionale, scatenando reazioni immediate, spesso prossime allo scandalo.
Rifiutando il concetto, a loro avviso limitato, di scultura come mera produzione di oggetti tridimensionali producono opere da significati intensi e di controversa interpretazione.
Sentenziosi recommends.
Info tecniche
Gilbert & George: Major Exhibition Tate Modern fino al 7 maggio 2007
Tate Modern, Londra SE1 9TG
Orari: Dalla domenica al giovedì 10.00–18.00. Venerdì e sabato 10.00–22.00 ingresso: £10 (£8 ridotto) circa 15 euri.
Una piacevole sorpresa di questi giorni è la Serpentine Gallery. Poco conosciuta e in verità anche poco frequentata, si tratta di una galleria situata all'interno dei Kensington Gardens, immediatamente a ovest di Hyde park, quindi più che quando piove ideale da visitare in una giornata soleggiata con annessa passeggiata nel parco e fortuiti incontri di scoiattoli (il tutto è molto bucolico e promosso dal Country development Org. di Oppeano Veronese).
Il programma di mostre sempre ardite fa si che la Serpentine faccia spesso notizia, come per altro l'annuale commessa Serpentine Pavillion: a ogni primavera, un architetto di fama internazionale che non abbia mai costruito nulla in Inghilterra, viene incaricato di progettare e costruire un nuovo padiglione. Questo è il suo sciccoso catalogo per la primavera '07.
Il titolo originale è: Marie Antoinette out for a walk at her petite Hermitage, France. Tuttavia avrete già riconosciuto un ritratto della beniamina del gossip Paris Hilton. In sostanza la nostra amica Karen trasfigura concetti spazio tempo, celebrità dei nostri giorni e li inserisce in altri contesti, come questa Maria Antonietta.
Due parole due sulla Serpentine Gallery: spazi espositivi piccoli ma molto luminosi, vetrate a tutta parete che liberano lo sguardo sui Kensington gardens tanto che, i critici amano dire che la vera opera in mostra alla Serpentine sia ciò che è fuori dalla Serpentine e si osserva però dall'interno della Serpentine Gallery.
Last but not..
British Museum
Ebbene si avete letto benissimo; il caro vecchio brontosauro del sistema museale londinese è più cool che mai- tag words passeggiare al britsh, appuntamento al british, leggere un libro al,- insime a millenni di storia defraudata ai 4 angoli del pianeta l'emblema della cultura britannica, ci propone nella sua versione più recente una piazza interna che è stata definita la più grande piazza coperta al mondo.
Inutile dire cosa è possibile trovare al suo interno; dai sarcofagi dei faroni egiziani, al fregio del partenone, ai bassorilievi (spettacolari) degli assiri fino ai tesori dell'antica Roma per concludere con perle uniche per il potrimonio dell'umanità come la stele di rosetta.
In conclusione, butto lì altri due nomi.
Per ora è tutto, Londra chiama Verona. Verona risponde (Spritz?). Alla prossima.



