30 settembre 2007

Old and Fashion @ La scala - Verona

Aggiornamento
Leggi la recensione dell'Old and Fashion (clicca qui)

Sono giorni di grande fermento tra gli addetti ai lavori della nightlife veronese.

Perchè?

Inizia la nuova stagione amisci e l'imperativo è sempre lo stesso MURAREEEEEE IL LOCALEEEEEE.

Nulla di particolarmente rilevante si obbietterà. Vero.

Invece no.

(Regia? Sakamoto grazie.)

Quest'anno qualcosa di nuovo si sta stagliando all'orizzonte. Una nuova serata è pronta a fare terra bruciata intorno a sè, a destabilizzare l'asfittico panorama discotecaro veronese.

Stiamo parlando della OLDandFASHION NIGHTZZzzzzzz...(upstream, coglione, sveglia!)

Ehm sì.. OLD and FASHION NIGHT presso La Scala, di via Provolo.

Apprendo di questa clamorosa novità grazie ad una furtiva quanto sciagurata (per gli effetti che ha avuto ex post sul mio apparato gastrointestinale) consultazione di veronavip.
veronavip è un'ottima cartina di tornasole per rilevare il coefficente di involuzione del butel veronese medio. veronavip aiuta inoltre a ritrovare la tua naturale regolarità, se consumato con moderazione e previa consultazione medica.

L'utente a_v richiama subito la nostra attenzione con un post di promozione della menzionata serata.
Ed è subito bagarre.

Roger: charli senti anche tu questo rumore?
Charlie: sì roger sono in mezzo a noi

Roger: charli evacuare subito, evacuare subito. è una trappola.

Charlie: roger bzzbzz sto perdendo il contatto radio bzzz roger

Roger: charlie è in arrivo uno tsunami di stronzi fumanti targati sentenziosi charlie

Charlie: bzzzzzzzzzzzz....


Concentriamoci sulla serata, accantonando i pur succosi tafferugli tra pr che si sono registrati nel corso del post (lascio l'onere a b2, che da tempi non sospetti ama trastullarsi con questo materiale).

In realtà potrei semplicemente copincollare la presentazione della serata fatta da tale a_v (da ora in poi, per nostra comodità, angelo-prATblablabla.it) in quanto, in termini tecnici, "parla da sè".

Ed è quello che farò (perchè sono un paraculo essenzialmente) limitandomi a qualche glossa qua e là, nel nome dell'ammmore. Vorrei anche che coglieste l'intento pedagogico-didattico delle mie pacate e costruttive annotazioni di margine.
Quindi.

...FINALMENTE IL LOCALE CHE A VERONA MANCAVA...

Whoa! Un esordio di basso profilo.
Ma siamo ancora in fase di rullaggio perchè:

OLD and FASHION dal 6 OTTOBRE...
presso 'La Scala' in centro a verona, a 5 minuti da piazza Erbe e a 2 min da Castelvecchio!!!..
..per chi vuole divertirsi con stile..

(Principio di iperventilazione) Hey, qui qualcuno dev'essersi formato sul corso di marketing in comodi fascicoli settimanali by edizioni del Prado?! Anche 2night è pronta a calarsi i pantaloni di fronte a simili payoff, che, ricordiamo, hanno smesso di essere innovativi nel 1985.

p.s. SELEZIONE ALL' INGRESSO.
- è gradito un abbigliamento adeguato..
- la direzione si riserva il diritto d' ingresso M minori di 22anni..
La selezione è fatta con criterio. per quanto si voglia far polemica
ci sono dei criteri comuni di stile ed eleganza che possono essere capiti e accettati da tutti!!
i ragazzetti è giusto che vadano al Berfi's che per loro è un ottimo locale e fanno parte del target della serata;
non viene richiesto l' abito con giacca e cravatta, ma un minimo di stile e coerenza nel vestire..


old and fashion
COMANDAMENTO NUMERO UNO (che vorrei veder scolpito su ogni sanpietrino del centro ad imperitura memoria)
MAI INSERIRE "VERONA" E "SELEZIONE ALL'INGRESSO" ALL'INTERNO DELLO STESSO PERIODO/CONTESTO.

A meno di non voler sortire il sempre pittoresco effetto "circo togni".

E poi suvvia, a Verona non c'è un cazzo di niente da selezionare. Manca la materia prima.

E se proprio non potete farne a meno abbiate almeno rispetto del verbo "selezionare", nell'accezione in cui voi amate usarlo(=nelle mie serate vecchio solo la gggente migliore). Poi mi rimbalzate il valery, reo di non aver la camicia sotto il maglioncino, e mi fate entrare il tarzan de noialtri con 5 bottoni della camicia aperti, treccine sul vello e stivalozzo in ecopelle (comunque coerente, ergo passibile di esser fatto entrare).

Comunque, giudizio in sospeso: verificheremo di persona. ehm cioè sì.. perchè qualcuno si sacrifica vero?!?

In secondo luogo, sulla base di quale criterio il "divietoaiminoridi22 anni"?!?! la prima polluzione notturna (ogni riferimento a b1 è puramente casuale)? ai posteri..

Chiarito ciò, apprendiamo che si tratta di:

...è principalmente una discoteca..
l' impostazione però è da Club..

RULLO DI TAMBURI: ora il nostro farà menzione di qualche club londinese ultracool, di quelli iper patinati e compagnia bella e INVECE:

tipo pineta per intenderci...


I miei occhi ahhhh, i miei occhi stanno sanguinando ahhhhhhhhh.
BONK!!
B1: cos'era?
Up: ahhhh mi si è staccato l'occhio ahhh e sta rotolando sul pavimento..
b2: ciao ragazzi come v..PLACC-SCIAFF..ehm cos'ho calpestato?
(il dettaglio splatter che non deve chiedere mai)

Una nuova One Night in centro a Verona che vedrà ogni sabato notte alternarsi guest importanti dai migliori Club italiani, modelle/i e bella gente e un’ atmosfera ricercata ed esclusiva che mancava da tempo nella nostra città e che ora dal 6 ottobre ti aprirà le porte.

.....al suicidio collettivo?

Amiche, amici.. ci troviamo ad affrontare la più spaventosa delle prove... nella Bibbia quel giorno è chiamato Armageddon, cioè la fine di tutte le cose.

up: angelo-pr@blablabla.it abbracciamoci per l'ultima volta
angelo-pr@blablabla.it: vinciamo noi, grace
up: ?

Location che comprende un piano terra composto dalla sala Kitchen (ristorante e privè con musica ‘70-‘90), la zona Garden (zona “decompressione” e da smoking area) e nel piano interrato la sala ‘Club’ (house commerciale e hit), dove suoneranno Luca Carrara (Hollywood), David P (ven.Alterego,prince,Bcn..) e Gibo Rosin accompagnati dalla Vocalist resident Laura (Havana, Snoopy, Sali e Tabacchi, Alterego, Ninelives…)
Ci teniamo a sottolineare che non sarà la solita serata in discoteca aperta a un qualsiasi target, ma grazie alle dimensioni del locale l’ intento sarà quello di creare un Club di gente selezionata e che sappia divertirsi, per questo sarà fatta un’ intelligente selezione all’ ingresso, riservando questo a clienti in linea con la politica del locale, perciò non adatto certamente ad un pubblico adolescente o di dubbia provenienza!..tanto per capirci..
Il nostro obbiettivo è il servizio al cliente, e sarà curato in ogni minimo particolare, dai tavoli alla sicurezza. La centralità del cliente all’ interno e fuori dal locale è la nostra mission. Per questo in qualsiasi momento il cliente potrà interagire con la direzione e far valere le proprie richieste, anche le piu insignificanti per noi sono importanti.


COMANDAMENTO NUMERO DUE -forma- (e sia ovvietà del mese)
Evitate, nella vostre presentazioni, di farcirvi la bocca con tutta quella pletora di inglesismi mutuati dal lessico aziendale, sbandierandoli come vessillo di professionalità.
Il confine con il provincialismo e il ridicolo è lì che vi guarda negli occhi, non senza ammiccarvi con fare lascivo.
Non siete alla McKinsey porcocazzo, lasciate stare la mission, la smoking area, la politica del locale (meno male che non ha scritto policy), la situazione, la location, i target e salcazzo sa cos'altro potreste infilare dentro le vostre presentazioni. ci manca solo che siano in powerpoint ed è fatta.

COMANDAMENTO NUMERO TRE - sostanza- (e ovvietà numero due)
L'esclusività non va sempre a braccetto con lo stile, l'eleganza, il buon gusto.
(un velo di solenne austerità permea all'improvviso il post)

Capitolo musica: personalmente mi stimola una raffica di peti (alcuni con sgommata), ma de gustibus eh. scelta molto conformista questo va detto, a misura di avventore medio veronese.

Passiamo oltre, affaire "ristorante":

Sala Kitchen:..oltre al menù classico..la novità 2007, Tigelleria!..possibilità di cene a base di tigelle (doc, Modena) accompagnate da affettati misti, formaggi, marmellata e nutella. Ovviamente vi è anche la possibilità di menù fissi classici. Ideale per cene aziendali, palestre, compleanni, addii celibato/nubilato..


B1: Palestre??
Up: sì è la nuova frontiera del "Mangiare? Sì, ma responsabilmente!". Ti sfondi come un otre a cena e poi subito dopo sessione di tapis roulant direttamente all'interno della stessa sala da pranzo, possibilmente sulle note di maracaibo.
B1: old and fashion la scala verona

Al di là di ciò, siamo di fronte ad una contraddizione in termini. Clientela ultra selezionata ultra vip ultra glamour e poi gli offri, spacciandolo come una clamorosa novità, la tigelleria?!?!
La tigelleria e IL gnocco fritto (ciao ago, beccati sta marchetta) si sposano con un clima ben più rustico, verace: richiamano mandrie di assatanati dello strutto (di cui mi pregio di far parte, sia chiaro) , inclini a lasciarsi alle spalle, almeno in quei momenti, la ricercatezza e la sobrietà dell'haute cuisine.
Senza considerare poi l'atmosfera che si respira durante gli addi al nubilato/celibato, ove il concetto di dignità ed eleganza esce mestamente (com'è naturale e giusto che sia) dal portone principale per non farvi più rientro.
E io già me la immagino questa tavolata di giovani ninfomani con torte e ammenicoli vari rigorosamente a forma di nodoso fallo gigante, dividere la sala con la piccola azienda (4 addetti) lì per celebrare il premio impiegato del mese (assegnato ex cathedra al gianni, unico dotato di un pc, segnatamente un 386 con windows 3.1).

Ma chissenefotte:

Ti aspettiamo…
…divertiti con stile…Old and Fashion…verona…6 0tt0bre 007…

Ho perso un occhio (smaciullato sotto le jackpurcell di b2), la bile è implosa, sono stato scambiato per liv tyler. Mi chiedo, cosa ho fatto per meritare tutto ciò?

Non contento angelo-prATblablabla.it lancia un altro sassolino in pompa magna:

INAUGURAZIONE STUDIO 75
DOPO LA PRESENTAZIONE DI VENERDì 5 OTTOBRE RISERVATA A CHI è STATO INVITATO DALLE NOSTRE PUBBLICHE RELAZIONI...
.....IL 12 OTTOBRE PARTIRà IL NUOVO VENERDì SERA APERTO A TUTTI!!
...non mancare...
main: BALDELLI!!!

Poi il silenzio. La vulgata si agita, vuole sapere.

Anche per me l'attesa è lacerante me ne rendo conto, come potrò resistere di fronte a questo teaser così ingegnosamente architettato via webbb, il virale è già partito lo sento, tutti ne parlano aiutoooo. E poi cosa vorrà dire quel sinistro "APERTO A TUTTI"?!?!

Ho come la sensazione di un Deja Vu, uhm..
Dal sito di Baldelli (eh che volpe! mi mando affanculo da solo va.):

venerdì 5 ottobre 2007
STUDIO 75 c/o AlterEgo - VERONA
INGRESSO CON INVITO


only the brave (ooops inglesismo)

ad maiora

29 settembre 2007

Dj Fabrizio Mammarella

Fabrizio Mammarella & co. al Circuito Off di Venezia

ovvero arte, filmesse, mosica, ggente de ballà

Istruzioni per l'uso: riprende dal post precedente. Impressioni sui corti, su Marc Carò e sulla festa del Circuito Off by Levi's & Fabrizio Mammarella & co. Articolo lungo, se non avete alcuna velleità cinefila, andate subito a metà dove si parla di pheega.

A questo punto decidiamo di condurre anche noi i rispettivi deretani verso l'area proiezioni, che per inciso è all'aperto mentre viene meno la temperatura da bella stagione (ricordo a tutti che siamo su un'isola della laguna) e cominciano a spirare minacciosi venti di tempesta. Oltre ci sarà da ridere infatti.
Giungiamo tardi come detto, le proiezioni sono già iniziate da mo'. Al nostro ingresso comprendiamo quattro cose: 1- è buio; 2- è gremito; 3- è buio; 4- è gremito. Non è solamente il nostro cervello ad intellegere in maniera sinusoidale, è un dato di fatto. Qualche centinaio di posti è occupato, ci si appoggia dove si può, salvo venire scaraventati altrove appena colui a cui viene coperta la visuale si lascia andare a soavi lusinghe veneziane: "Dai mooona!".

Dai mona
Se non è una costante, è una costante. Sempre quella, ovunque nella Serenessima, da Mestre a Venezia questi cretini hanno in mente solo una cosa: "Dai moona!" "Ma va là mooona!" "Ma sito mooona?" "Che moona!". El mona, stretto parente della mona. A Verona la bestemmia, a Venezia el mona.

Il primo corto, ribattezzato Quella robà simbolista lì
Ora concentrazione, sorbiamoci il corto in corso. Si tratta di questo:

Chiamatemi scettico, ma io inizio a nutrire i primi dubbi sulla qualità della rassegna, che mi pare tenda verso "l'intellettualoide, annoiato". Si tratta di una sorta di rappresentazione magico-simbolista(?) della realtà sociale le cui interazioni umane sono trasfigurate o filtrate (non si può intendere) attraverso maschere, tra le quali l'immancabile maschera clownesca, il solito fool o pazzo di corte insomma - nulla di shakespeareano comunque - il quale infine non sopravvive a... boh, le sofferenze della vita, immagino. La pellicola- titolo sconosciuto e/o dimenticato - è opera di un qualche non specificato regista dell'est europeo e i sottotitoli fanno capire che "sì, gli piace l'alcol". Ma quello piace pure a noi, che siamo entrati col cocktail d'ordinanza, quindi non costituisce problema: il problema reale è che nessuno c'ha capito un cazzo. Intendo un cazzo delle dimensioni di Rocco Siffredi, è tutto un bisbigliare del tipo "Ma che roba è?" "Ma cosa voleva dire?" "Non capisco..." "Che ha fatto l'Italia?" e via dicendo. Lo scroscio di applausi non è infatti di quelli esemplari.

Revolution - Xavier Diskeuve
Se il primo lasciava adito ad una nutrita schiera di dubbiosi, questa commedia-satira breve sul rapporto di coppia mediocre e sul mondo del lavoro in una iperbolica low-middle class: (La) Revolution del francese (credo, francese...) Xavier Diskeuve a tratti ha rischiato di ammazzarmi. Breve sinossi: lui è il classico inappagato da un lavoro mediocre e da un rapporto di coppia deludente, il tutto è amplificato dalla scelta dell'attore (il prototipo dello sfigato - breaking news: dall'estero mi segnalano che l'attore in verità è un docente universitario di economia e, mi si chiede, come mai l'abbiano fatto sembrare così "stupid!" in questo corto. Risposta: perchè si poteva farlo sembrare anche non stupido?) e dall'occhio di favore posto sulla disastrosa vita sessuale del tizio, totalmente incapace di scoparsi la compagna, in ultimo anche per le dimensioni ridottissime del suo pene, come sottolineano quelle pacche sulle spalle che lei gli riserva al terminre del non-amplesso e le dimensioni delle carote che gli vengono servite a cena. Se poi ci aggiungiamo la situazione lavorativa da stress e mobbing nella quale è facile rintracciare diversi riferimenti (involontari?) fantozziani quali la mega ditta, i colleghi tutti stampinati, il lavoro d'ufficio da nerd, la moglie/fidanzata cesso (letteralmente una versione giovanile della Pina), il quadro è completo. Il film è muto nei dialoghi - forse a segnalare l'assenza di comunicazione - e ci mancava solo lui se ne uscisse con "Com'è umano lei...". Propongo un'esauriente sinossi qui di seguito:

Giungiamo al titolo: la rivoluzione ci sarà, per entrambi. Per lui, nel momento in cui inizia ad disinibirsi grazie ad una rivista porno e a scoparsi FINALMENTE la moglie nel giusto dei modi, da dietro! Per lei, che gode come una femme deve godere. Svolta conseguente: lei diviene famosa scrivendo un libro - La Revolution appunto - nel quale svende la propria precedente vita da sfigata/insoddisfatta e spiega come è cambiata la vita di una donna inappagata sessualmente tramite... il sesso anale. Lui scopre la sua latente omosessualità e decide di convivere con il nuovo collega gay, un umano agli antipodi.
Soggetto divertente, la commedia fa ridere, segnalo un'ottima qualità tecnica.

Gli altri corti
Nulla di astruso: ci sono (e ci saranno nei giorni seguenti) pellicole di qualità, altre meno, com'è normale che sia. Eh sì, è bello essere Butel1 e potersela cavare con poco e malamente dettagliato per soffocare la propria ignoranza, eh?

Marc Caro
Marco Carò è l'ospite internazionale (e quando il partner del Festival è l'Etrange di Parigi, è proprio inattesissimo...), sperimentatore filmico già apprezzato regista di pellicole da sala, co-autore negli anni '90 insieme a Jeunet di un paio di film a loro modo anche cult (Delicatessen e La Cité des enfants perdus - La città dei bambini perduti). Ciò che né io - né nessun altro ovviamente (vd. la voce su Butel1 di poco fa) - sapeva, è che Marc Caro non solo inizia coi corti, come un po' tutti i registi, ma ne fa il suo linguaggio d'espressione principale, venendo spesso e volentieri sovvenzionato dalla repubblica francese stessa (come da noi, come da noi). Marc Carò, un simpatico uomo buffo e basso, direi tutto il contrario dell'uomo francese di charme e snobbismo, è annunciato da una delle organizzatrici

marc caro circuito off

la quale invece era italiana e decisamente più affascinante - anche se insomma non era proprio 'na figa, vuoi per l'età, vuoi per il misto altezza/silhouette - e ci prepara a quello che vedremo: Marc Carò ha portato una selezione di 12 corti, ciascuno di 2-3 minuti al massimo tra cui alcuni video musicale, tutti della seconda metà degli anni '80. Che corti? Beh, Carò in quel periodo fu tra i primi a sperimentare nuove tecniche di cinema 3d, l'odierna computer grafica. E' lo stesso regista che ci avvisa che, insomma, oggi non sembrano il massimo, potrebbero restituire al pubblico un effetto da archeologia del cinema. Lo dice e lo ridice, mentre si dilunga è sempre più imbarazzato, come quello che mette le mani pericolosamente avanti "Beh sappiate che potrebbe essere tutto un'enorme stronzata".
Si parte.
Vediamo il primo.
Io e il fruttone ci guardiamo. Sorridiamo.
Vediamo il secondo.
Io e il fruttone ci guardiamo. Ridiamo.
Vediamo il terzo.
Io e il fruttone ci guardiamo. Due idioti si scompisciano in prima fila (l'avevamo guadagnata nell'intervallo tra una proiezioni e l'altra).
Di questo passo, al dodicesimo saremo morti di carne greva, zioskan!

Archeologia?
Ben detto Marc! Per datare esattamente si parla di pleistocene dell'"animazione mista al carne e ossa". Chiariamo, non è male eh, anzi! E' a tratti davvero interessante scoprire i primi lavori del genere, gli inizi della computer grafica in appoggio al cinema, e le risate sono giustificate perchè, insomma, è davvero tutto spartano. E' un po' come vedere oggi uno che guida una vettura con motore a scoppio del 1890 in viale Piave. Inoltre tutte queste pellicole respirano aria anni '80, specie le scelte di certi look per i video musicali di questi gruppi francesi a noi sconosciuti.
Tra i temi riproposti con insistenza notiamo il ruolo della tecnologia, una fissa anche per il robotico, che a tratti si fa pure macabro.

Al corto n° 7 succede che...
Premesso che YouTube questo corto non l'approverebbe, mi preme tuttavia descrivervelo per farvi capere capire perchè a quel punto mi sono voltato verso Marc Carò (alla mia destra di pochi metri) con fare compiaciuto da vero gggiovane e il pollice verso. Lui ricambia imbarazzato, come chi capisce d'averla fatta grossa e si appresta a ricevere le sentenze dei più bigotti.
Si trattava di - in breve - una sorta di video in loop, ambientato in una capsula-astronave, tutto sui toni del grigio, nel quale tre modelle nude veniamo penetrate meccanicamente e ripetutamente e pure velocemente da un numero imprecisato di falli robotici. Il confine tra eros, arte, porno era lì, senza poterlo cogliere. La cosa va avanti tre minuti, che passano tutto sommato in fretta, merito della martellante colonna sonora: il rapporto 1 battuta = 1 ditalino di ferro reggeva. Capito? Da morire dal ridere. Noi. Gli altri... beh l'atmosfera passa quattro stadi: molto sconvolta, sconvolta, lievemente sconvolta, ci sta e rido pure io.
Ma il Vaticano distava solo 700 km e dall'alto qualcuno si sentiva in dovere di fermare il tutto: fulmini e saette, pioggia leggera, un vento della madonna, due casse audio che fracassano per terra, lo schermo che a momento ci vola addosso... il tutto giusto per quei cinque minuti utili a far annullare ogni proiezione in corso, ad annunciare il termine ufficiale della giornata di cinema e ad indire l'inizio della festa.
Tutto ciò ovviamente non prima che Marc Carò ad audience spiegata venisse nuovamente accolto dall'organizzatrice per sottoporsi alle domande del pubblico. Poichè siamo in Italia, nessuna domanda all'autore, e la domanda che avevo in mente non sarebbe mai stata tradotta, temo. Marc Carò ringrazia il Signore, paradossalmente lo stesso che gli aveva rovinato la proiezione, mentre inizia il party.

Il party: la Levis e il Dj Fabrizio Mammarella e amisci sua
L'enome distesa erbosa nel cortile centrale è l'ideale per accogliere un pubblico numeroso. E così sarà: gremita di gente, 'sta festa! Fabrizio Mammarella - il quale gentilmente aveva risposto ad alcuni nostri quesiti nei giorni precedenti all'evento - è il nostro osservato speciale. Date un'occhiata al MySpace del dj. Fabrizio e altri dj sono i nuovi portabandiera della Levi's, il titanico sponsor dell'evento, come annunciavano a chiare lettere gli omonimi loghi buttati qua e là.
Il palco ricalca il trend del momento: complesso centrale per i dj, mega sistema di casse ai lati e l'immancabile coppia di schermi. Un appunto sull'impianto audio: avvicinatevi oltre i 10 m. Sarete sordi in 0,01 secondi. Frut1 fece tale errore. Oggi al telefono gli ho chiesto se preferisse il primo o il secondo album degli Strokes, lui ha risposto che scegliere l'album migliore di Cristina D'Avena non è così facile come può sembrare.
Mentre Fabrizio e Co. iniziano con la prima selezione scaldapista - una pista che si riempie non proprio velocemente - di là, nel cortile "piccolo"

fabrizio mammarella festa circuito off
prendono rapidamente posto posto parvenu e poseurs. All'unanimità, per scambio di sguardi, si decreta che questo è il posto "chic" dell'evento: di qua tutti gli over 28 sostano e se la raccontano con l'immancabile prosecco in mano, di là gli under 28 se la danzano. Noi migriamo come cellule impazzite un po' di qua un po di la' naturalmente: insomma, alle feste queste si fa, mica... eh. Sta di fatto che l'afflusso di gente si fa straordinario ad una certa, intorno all'una la pista è piena e pare il concerto di un festival di musica elettronica.

festa circuito off

La musica
Suonano in tre-quattro, tutti propongono una buona selezione di musica elettronica "fresca". Fino all'ultimo non capivo quale dei dj fosse Fabrizio Mammarella, se questo


dj fabrizio mammarella
o questo


fabrizio mammarella
così alla fine abbiamo deciso per il primo, tramite arbitrario lancio della monetina. Chè se ora salta fuori che invece è il secondo, quelle che seguiranno saranno le righe conclusive più inutili della storia e questo post si autodistruggerà tra cinque secondi. Abbiamo anche in questo caso un video:


Se è buona la selezione in generale, il livello diventa molto soddisfacente quando sale in cattedra Fabrizio Mammarella e fa quindici minuti indisturbato: secondo me la sua è una proposta elettronica molto personale, a tratti pure funky. Funkyelectro o electro funk insomma. A voler essere davvero pignoli, forse non c'è poi così tanta varietà stilistica, ma ci è piaciuto praticamente sempre.

Mammarella è "Sentenziosi Approved!"
(regia, preparare gli adesisivi Sentenziosi Approved! e spedirglieli, grazie)
(ndRegia: qua non ci sono adesivi, stronzo)
(come non detto, mi allontano in retro alla Moonwalker...)
Non mi vergogno di dire che l'80% della playlist (per non dire il 99,9% della playlist) non la conoscevo, ergo o io non capisco un cazzo (naaaa) o Fabrizio Mammarella è anche un dj produttore (molto probabile a mio avviso - notate come in questo caso io abbia facoltà di insistere su questa seconda ipotesi per discolpare la mia ignoranza e tirare acqua al mio mulino).
Il pubblico reagisce più che positivamente, si balla come dei dannati a tratti. Bravo Fabrizio (dimmi che eri tu, dimmi che eri tu...).
Intanto l'afflusso è incessante: per ogni 2 che vanno, 3 vengono. E così fino alle tre e mezza quando decidiamo di telare, ma hai voglia con 'sti traghetti dei dannati che ti abbandonano lì sull'isola! Al momento di salire, la coda sfiora duecento unità. In qualche modo - un modo da "Italia dei furbi" - fotto tutti ed entro fra i primi, mentre Frut1 dalle retrovie avanza facendosi strada tra i cadaveri.

Le pheeghe
Mah, mica tante alla fine eh. Poco stile inoltre. Una delusione in fondo.

Conclusione
In generale l'evento è promosso appieno: da farci un salto. Ovviamente conviene spararsi la ragionevole combo corti + festa. Un'altra festa - un queer party - era prevista il mercoledì (annunciata altrove anche la presenza di Johhny Depp, mah).

28 settembre 2007

Pig Magazine

Aggiornamento
Del quale si poteva fare a meno, eppure si scelse di non farlo. Che cosa meravigliosa, la mediocre follia. Si veda oltre metà post.

Quanto Pig Mag ci piace mamma se ci piace ('na cifra proprio...) s'era appena finito di dirlo. E perchè non ribadirlo? Massì, ché se le metti le mani nella marmellata, tanto vale allungare un dito pure nell'occhio. Fenomeno già definito osmosi sentenziosa.

pig magazine
(copyright di Pig)

The "Why not?" talk show, aired only on SentenceTV
Butel1: "Siamo qui a parlare di Pig Mag o Pig Magazine - come preferite ladies and gentlemen - in compagnia di Frut1, esperto di serate da ggiovani ssballati. Senta Frut1, lei muove i primi passi nel mondo della notte ggiovane in tenera età, dapprima nella natia Groenlandia, quindi in pianta stabile nel veronese, in seguito estende la longa manu in quel di Udine, finendo infine a fare la bella vita del mantenuto a cavallo tra Udine appunto, Verona ovviamente e Milano, insieme a festanti sbronzi trovati in loco, dando vita a quel famoso Triangolo delle Pirluda di cui già Focus ebbe modo di stupirsi positivamente. Nel frattanto diventa un esperto musicale a 360° e in quel campo si dice che non gliela si può dar a bere. Veniamo infine ai giorni nostri, quando - più mantenuto che mai - decide di buttarsi a capofitto in questa nuova avventura di certo giornalismo della notte (che poi saremmo noi, insomma). Ecco, secondo lei perchè la rivista Pig Mag e i party di questo Pig Magazine fanno sostanzialmente cagare?"
Frut1: "La ringrazio dottore e ricambio ecumenicamente le spompinate"
Butel1: "Oh lei mi lusinga"
Frut1: "Dovere, dovere. Vedrò di centrare subito la quistione, dritti al sodo, o la va o la spacca, pan per focaccia, oh issa, shake your boom boom"
Butel1: "Proceda nel suo ragionamento, in questo momento i lettori sono già stati descrezionati in negativo del 99,9 %. Vada (non) la seguiamo".
Frut1: "Dicevo, perchè detestare Pig Magazine e relativi Pig Mag parties? Mi sia consentito di quotare il tutto di seguito:

"Nelle serate di Pig Mag c'è sempre la stessa gente, e che gente... dei poveri pirla fricchettoni cagati di soldi che nella loro vita dicono di occuparsi di design e arte(??) mentre in realtà fanno ancora meno di quello che fa Frut1 nella sua vita da affascinante mantenuto: UN CAZZO!"

Butel1: "92 minuti di applausi. Ma la prego, non desista, perseveri nella sua lucida fenomenologia"
Frut1: "Teniamo inoltre presente che prima di sentir suonare quei tre dj famosi devo aspettare almeno le 2.00 del mattino in un locale - il fichettificio LimeLight - gremito di gente ovviamente fichetta sudando ed ascoltando gli amici dei maiali (dove per amici intendo amici, si conoscono, escono insieme, si stimano): Pink is Punk e Scuola Furano che mi mettono su la solita sbobba electro-french-disco club music-anche un pò underground e ora diciamo pure che ha rott'u cazz, stendendo contemporaneamente un velo pietoso sulla qualità dei mix, a tratti strazianti. Del resto aggiungiamo che questi parties ovviamente devono tenersi a Milano (e dove se no?): soldi viaggio, soldi ape, soldi cena, soldi pre-serata, soldi serata, soldi sbronza, soldi taxi, il tutto moltiplicato per il coefficiente finanziario della capitale finanziaria de noantri, il cuore della locomotiva lombarda (o l'epitome dei pirla, faccia lei) ovvero soldi tanti soldi, occorrono tanti soldi, diciamo 6.000 € se il kebab lo prendi light. Varie ed eventuali. E alla fine uscirai dal locale, sarai avvicinato da uno spacciatore (c'è SEMPRE uno spacciatore di serie b fuori dai locati "cool" milanesi, dai) il quale anzichè cercare di venderti una dose - magari anche di sciroppo per la tosse - ti sfotte perchè "Uè figa ma vai ai party per fighetti di Pig Mag? No ciuuè trooooppo sbagliato, figa!".
Contromanda per lei: le pare che ne valga la pena di 'sto Pig Magazine, eh?"
Butel1: "Non saprei, mi sono fermato alla quarta riga di delucidazione. Linea alla regia. Consigl pe' li acquist, torniamo tra un attimo".

Wikipedia vs. Frut1 (sbronzo in modalità "Mediocritate ad infinitum, thanks B.Grillo")
Wikipidia scrive: "Il nome della rivista Pig Magazine è un acronimo che sta per People In Ghingheri. Debuttò quando il presidente, editore e creatore Daniel Beckermanshaufer ebbe l'idea di distriburre un foglio depliant in formato A4 contenente informazioni gratuite su musica, arte cultura pop, distribuito nell'ambito underground dei bar e club milanesi"

Frut1:"Un naming tutto sommato naming simpatico, certo idea non originale ma che ha funzionato indi per cui rispetto per l'iniziativa di Daniel che senza scopo di lucro ha iniziato a fare tendenza consigliando style&look a quei quattro pecoroni di milanesi".

Wikipidia scrive ancora: "La rivista Pig Mag contiene ogni mese un mix di articoli dedicati a design, moda, videogiochi, gadget, musica, film, libri e persino servizi fotografici di persone colte in giro per le strade di Milano ed altre importanti città del mondo (Londra, Los Angeles, Barcellona, eccetera); recensioni e playlist chiudono la rassegna. Ogni numero di Pig Mag presenta anche numerose interviste con le icone contemporanee della cultura pop del globo"

Frut1: "Bravi, visto che l'idea poteva fruttare grana, il caro Daniel ha ben pensato di guadagnarci creando una vera e propria rivista mensile. Fatto benissimo vecchio, respect! Per cui abbandonato il progetto "senza scopo di lucro" si iniziò a fare grana! Mi ripeto: da parte di frut1... respect. MA... bella cagata 'sta sbobba di mix che approfondisce su alcuno degli argomenti trattati, non riuscendo quindi a conferire un briciolo di neo-identità alla rivista Pig Magazine se non quella di offrire un minestrone di informazioni scritte random senza un briciolo di professionalità.".
(vogliamo poi approfondire sull’argomento, il livello culturale che furoreggia sulla rivista, analizzando a campione quello che si può leggere? Beh, queste sono cose eh… queste sono denunce e senti 'sto rumore? Questa è la folla inferocita che non ne può più di cotanta ignoranza user-generated e di editoria incompetente perché se la mettiamo così anche Frut1 scriverà un libro senza il suo correttore di bozze, okay?!) [ndSentenziosi: nooo, senza il correttore di bozze no perdiana, tu ci vuoi male assai!]

Wikipidia conclude: "Grande interesse è dedicato alla ricerca delle ultime tendenze e delle più innovative idee nei campi della musica (con particolare attenzione alla musica elettronica), della moda (soprattutto street style), della grafica e dell'arte (soprattutto graffiti art ed arte elettronica), e dei videogiochi (considerati parimenti alle altre espressioni culturali contemporanee)".

Frut1: ”A ridaje. Non se ne può più delle tendenze post anni '90. Questo fa tendenza e questo no, tu sei di tendenza e tu no, e come scordare tu sei fashion e tu no [fate che io non sia fashion, vi scongiuro Numi], bla bla. Di sicuro non andrò a farmi dire da una rivista cosa o come vestire, cosa ascoltare nelle cuffiette del mio ipod e che tavolino mettere in soggiorno anche perché:

1) mi vestirei da culo spendendo un’eresia, comprando abiti di stilisti loro amici o loro sponsor… che serietà, che consigli utili, "senza" publiredazionali. Secondo me sono solo favori fatti ad amici. Se Pig Mag è una sorta di contromodello (dominante?), se ne deduce che il mondo della moda si divide in due: il lifestyle da tamarro alla Costa ed il lifestyle fashion-street-fluo e perché no underground (tanto ora mai è tutto andagraund).

2) ascolterai sempre la stessa musica "eletro-indie-pop-fichetto-yo yo" e dopo un po’ il tuo cervello si atrofizzerà in maniera ipertrofica. Penserai che l’elettronica sia l’unica e vera espressione muciale, che tutto è bello se c’è l’electro sound.

3) la tua casa sarà piena di accessori inutili e costosissimi, ma se è la tendenza... Ma zio cane, ancora fermi alla Generazione X di Douglas Coupland. Secondo il dictat sussurrato da Pig Mag, ti ritroverai una casa:
a) minimal (e invito tutti a cercarsi la definizione di "minimal" data dallo stesso Coupland, fanastica!) dove ogni volta che entrerai il tuo primo pensiero sarà: ”Ma porco cazzo, i ladri, porca merda!” e poi realizzerai “Ah no, è il mio cazzo di arredamento minimal", che va tanto di moda composto da un sofà da 30.000 euro un tappeto di pelo da 20.000 euro, un tivù al plasma appeso al contrario sul soffitto ed una pianta (ovviamente rara).
b) una casa kitsch
c) una discarica
d) una casa in giappo-style (riprendo Coupland al punto a) che segue il delta del feng shui

Conclusione: Vice, Pig, Kult ecc... = riviste de m... (il dono della sintesi è offerto da Mediocrer, la nuova rivista di tendenza che ho fondato trenta minuti fa)"

Grazie Frut1, grazie (de che?)
E ora, via alla bagarre contro Sentenziosi, grazie anche a voi.

27 settembre 2007

Pig Party - Limelight Milano

Pig Party - Limelight Milano

Quei fichetti di Pig Mag(azine) organizzano questa sera giovedì 27 un altro party ultrafico a Milano, nuovamente al fichissimo LimeLight dove già si tenne lo scorso e fico Pig Mag Party. Cioè siccome loro sono troppo fichi e troppo avanti, questo non può che essere un party ficoso.

No beh cioè questi di Pig Mag sono davvero dei ggiusti, un po' trendy, certo forse troppo trendy, anzi dannatamente fissati con tendenze, nuove tendenze, vecchie tendenze, tendenze di tendenza e annessi peti su tutto ciò che potrebbe - anche no - risultare di tendenza tra i ggiovani, magari i ggiovani intellettuali di Milano soprattutto (eppure un loro inviato molto fico ce lo siamo beccato al recente Italian Renaissance alla Teca in Basso Acquar, per inciso un gabinetto di uomo senza stile "leggermente" ossessionato dal flash della propria fichissima macchinetta fotografica), i ggiovani indie-rockers, i ggiovani amanti dell'elettronica SE l'elettronica è di tendenza, altrimento "elettronica brutta brutta!".

Perchè farne segreto tesoro? Oh quanto sce piasciono questi di Pig Mag, mamma mì... come 'na ginocchiata nelle pudenda di un uomo monopalle, più fastidiosi di Sentenziosi [ndSentenziosi: eh queste so' accuse].

Festa Pig Magazine
Il locale come detto è il LimeLight. Ovviamente non potevano non conferire a questa festa quell'aura di esclusività che è sempre trendy (a ridaje). No dico, vuoi mettere? Ergo si entra con invito. Modalità: invito garantito ai primi 100 che si segnalano sul sito di Pig Mag. Posti già andati.
In seconda battuta c'è la porta di servizio: l'"esclusivo" invito racattato in un paio di negozi di fiducia sui quali fanno appoggio, dalle parti di Porta Ticinese, il tutto a mo' di riduzioni svolantinate da un pr qualsiasi. Upstream già recuperò una dose per due (qui riproposta con tanto di messggio subliminale...)
party pig magazine


A completare il quadro c'è poi ovviamente lo sponsor, scelto per meriti: uno sponsor di simili feste DEVE dare anzitutto prova di saper raggiungere vette di considerevole importanza della scala Tamarrelli. Ecco spuntare altezzoso il brand PHCY - Pharmacy Industry, linea d'abbigliamento con target gggiovani (deficienti), autori di quelle belle, bellissime felpe con esagoni o stelle. Mi doveste vedere un giorno girare con tala felpa, offritemi da bere la cicuta, lo merito tutta.

Ad ogni modo, le feste di Pig Mag hanno un merito non indifferente, anzi, IL merito per quanto mi riguarda nell'organizzazione di feste (dove l'altro merito è evidentemente la pheega, che qui ora c'è, ora no, dipende da che parte ti giri): c'è da dire che selezionano musicisti di livello. Eh beh, del resto questi ggiovani sballati e di tendenza "che Lucignolo ie fa'na pippa" dovranno pure divertisti.

pig party limelight milano

Se la volta scorsa Pig ci aveva deliziato con la venuta di Sebastian, la line up di questa seconda festa non è davvero male e vale da sola una visita: svettano Philippe Zdar (in pratica Cassius, per farla breve), dj Falcon (il pupillo di Thomas Bangalter aka Mr Daft Punk) e il sopravvalutatissimo dj Mehdi (tra l'altro al momento uno dei dj più pagati al mondo, così si diceva al nostro ultimo passaggio a Parigi). Ottimi anche i nostrani Scuola Furano. Cadono i monotoni del "tu-tu-tu-tuuuuu" sui Rollerboys e Pink is Punk, che al momento mi sfuggono.

Sentenziosi al Pig Party di Milano. "Maybe, baby"
Ci saremo. O anche no. Eh sì, son cose: al momento mi sento di dire che è più facile organizzare il party al LimeLight anzichè la nostra presenza al medesimo. Il già fragile asse Milano-Verona-Udine (nome in codice T.D.P., Triangolo delle Pirluda) sgricchiola di ora in ora, di minuto in minuto e pare lontana una svolta politica di forte impegno civile. Per rinsaldare il vacillante triumvirato, è necessario il matromonio di Antonio con Ottavia, sorella di Cesare Ottaviano, o sarà guerra con le truppe di Cleopatra.

In verità, la situazione è molto più surreale, come sempre riusciamo a spostare tutto dal piano reale a quello simbolico, e da quest'ultimo veniamo risucchiati nel girone delle minchiate. Propongo un tormentato stralcio delle professionali comunicazioni da esperti del settore "Giornalismo da vita notturna" sin qui intercorse, ovvero una disperata sinossi, un vergognoso attestato di coglionaggine.

In risposta ad una mail di Upstream che così cita in chiusura:
"questa mail è incomprensibile, ci ho messo del mio che si sappia. si sappia anche che in questo periodo è forse il massimo livello di chiarezza e linearità di pensiero cui posso ambire"
(della quale ancora non comprendo quel "in questo periodo"), aggiungo in breve più o meno questa roba qui (non fate domande, noi si tace sui perchè):
-a suo tempo, diciamo cinque giorni fa, il Fruttone reclamizzò la cosa.
E ci si doveva andare, "cioè super party questa festa Pig Party al Limelight di Milano"
-Pronti partenza via, subito tutt'e tre in fila, si fa l'ingresso-anale-furtivo milanese e si fugge verso le 03.00 per rimpatriare nella scaligera culopoli
-Anzi no, Fruttone non se la sente più, è di "relazioni per l'esame vecchio" mentre l'altro è in giro per lavoro (beh, che discorsi, come non fare i conti con un'improvvisata commissione di lavoro)
-Ri-anzi no, Fruttone verrebbe pure, ma sta cercando un letto per la notte, nel senso che i suoi non accetteranno mai di farlo dormire da qualcuno e DEVONO acquistargli un appartamento, fosse anche online o per mutuo assenso telefonico, in beffa alle disposizioni contrattuali sul trasferimento dei beni immobiliari
-A me la cosa non gusta perchè l'indomani sono fuori Verona, e partire da Milano alle 8 a quel punto è come fare notte in bianco, arrivare alle 6 e dormire fino alle 10. Che sarebbe la mia attuale scelta. Cioè.
-Ci sei ancora? E' il momento in cui ti rinnovo i miei attestati di stima per tenerti sveglio.
-A me gli occhi, a me gli occhi.
-Clamoroso colpo di scena: Fruttone - e ho detto Ray Misterio - punta il tutto per tutto su venerdì sera al Maffia Club di Reggio Emilia, Soulwax che poi saltano in consolle a fare i 2manydjs. Scatta l'aut-aut: io mi nego, l'altro pure, fruttone spinge potentemente per segare il pig party a Milano che all'improvviso "non vale assolutamente la pena, in fondo si parla di Pig Magazine mica..." (mica?) e tutti a Reggio.
-Macchè: il Fruttone è uomo di mille sorprese e ha spuntato un letto a Milano e si sparerebbe la combo pericolosissima (ma l'esame? Boh...)
-No, no, stop the rock, il destino ha in serbo l'inaspettato. Ricompattati e ready to rumble: anche l'altro riceve una dispensa lavorativa e si domanda come e dove dormireremo o come e dove e quando si torna in auto. Organizzo il tutto, abbiamo letti e mezzi (pubblici).
-Sembra la volta giusta, e siamo a oggi pomeriggio. Sorrisi e foto per la stampa.
-A questo punto giungono notizie di nuovi venti di antipolitica. Ah no scusa, questa è l'Ansa giornaliera sul caso Grillo, pardon. Dicevo, a questo punto giungono nuove semi-smentite, nuove parzial-conferme e comincio a rompermi i maroni.
-intanto Upstream - che poi saresti tu - forse non viene. Segniamo meno 1 al n° di pax, al momento forse l'unica certezza. Tanto domani sarete in 26, mi pare evidente.

Sentenziosi Soap: morale della favola
-morale della favola: i Soulwax (a Reggio) sono dei grandi.
Insomma, per questo Pig Party a Milano tutto è in freeze, come la nuova versione di un sito che non va online e resta in back office. E dopo questa nerdata, datemi la cicuta. Ora.

25 settembre 2007

Silvia Battisti

Silvia Battisti: Miss Italia 2007 è quiii!

Aggiornamento
Dai commenti segnalano questa perla su L'Arena: "L'AMICA DEL CUORE. Nella pause, Silvia Battisti si confida a distanza con una delle amiche del cuore, Erica Ruggia, che farà l’estetista". Premesso che io rispetto il lavoro di tutti, la realizzazione del clichè che vuole l'amica del cuore di Miss Italia estetista, è raggelante.

Non ve lo nascondiamo: in pratica les jeux était fait già domenica sera, sotto i pronosticanti auspici di una coppia (il sottoscritto e Butel2) che tra uno zapping e l'altro allorchè capita su Rai1, concorso di Miss Italia 2007, così chiosa in maniera disinteressata:

Butel1: "Quella lì è di Verona... la puoi riconoscere dalla faccia da sicura beota e dall'irresistibile voce da sicurissima beota"
Butel2: "E se quella vincesse Miss Italia? Sì, insomma, se Miss Italia fosse veronese?"

LA POTENTISSIMA MALEDIZIONE DI QUESTO APOCALITTICO SCENARIO è stata lanciato dall'alto della nostra torre d'avorio intorno alle ore 22.17 di domenica 23 settembre 2007. Ciò che accadde l'indomani, già saprete.

Ed è eccola lì, la di Verona Miss Italia 2007, Silvia Battisti. Accantonati per un attimo i sontuosi peti che onestamente dovrebbero ancompagnare l'elezione di ogni miss, tanto meno l'elezione di una cazzo di Miss Italia veronese, vediamo di desumere alcune conseguenze del tutto, in parte già abbozzatte dal fu Butel2 (e con questa siamo a due citazione del suddetto, so' commoss):

"E' ufficiale. La phegheeetta veronese dopo l'elezione di Silvia Battisti è stata sdoganata. La nuova Miss Italia veronese, Silvia Battisti appunto, incarna in toto la pheeega veronese. Ora la pheega che determinerà i trend della fighetta italiana sarà una giovane pheega veronese. Rassegnatevi buteis di tutto il mondo per quest'anno non si scoperà. Questa gggiovane veronese ha tutte ma proprio tutte le caratteristiche della pheega di Verona (eccezion fatta per la statura):
- Capello castano
- Sorriso ebete
silvia battisti

- Voce idiota
- E' iscritta in una scuola privata, le Seghetti, in pieno centro. L'indirizzo? Il più idiota del mondo. Liceo sportivo. Cosa fai vai a scuola? Sì per sport.
- E' determinata. Uh se sono determinata. "

A qualcuno forse sfugge l'eccezionalità della cosa: a fronte della veronesità che in un modo o nell'altro andremo appunto promuovendo per eventi più o meno idioti in giro per la penisola col nostro nuovo e "bellissimo" fenomeno da baraccone, all'alba dell'importantissimo(?) post miss Italia della pearà isolerei alcune conseguenze.

Conseguenze immediate
De iure o de facto, alcuni dettagli seguitano in maniera estemporanea il momento dell'incoronazione:
- Silvia è l'unica Miss Italia che (d)io ricordi, che vince e non piange. Del resto è veronese, lei a) piange solo quando il moroso la scarica per una che spritza di più; b) non comprende, non intende, è del partito "non sa, non dice". Al termine dichiarerà appunto: "Ancora non capisco", cui pare abbia aggiunto a microfoni spenti: "P-pronto, Fantozzi è lei?"
- possiamo stare certi che il tutto è stato meritocratico, escludiamo al 100% che Silvia Battisti, veronese, possa averla data a qualcuno di "importante" per sfondare nel (o farsi sfondare dal) mondo dello spettacolo
- segue l'incoronazione una pulmanata di bestemmie da parte di tutte le altre miss che, al contrario, l'hanno data, oh se l'hanno data: "Veronese de merda!" e simili sofisticherie. "Sì, pronto? Ah, ok, rettifico subito, grazie regia". Ah, scusate, rectius: mi informano che si tratta di una carrellata di insulti da parte delle altre 99 ma precedenti di un bel po' l'incoronazione.
- il primo pensiero di Silvia Battisti è stato, ovviamente, quello di festeggiare con uno spritz in piazza a Salsomaggiore coi butei dell'organizzazione (regia, si può recuperare il particolare? Grazie)


silvia battisti miss italia

- il secondo pensiero di Silvia Battisti è stato quello di cioccare col moroso in diretta e lasciarsi per almeno 24 ore, prima dello spritz riappacificatore

Conseguenze nel medio lungo periodo
Altri invece potrebbero avere richiamo a partire da mo' e per un po':
- più che un modello per le coetanee italdiote - il modello della pheeghetta veronese appunto - si rischia seriamente di avere una bomba a mano della malsana e infrequente e mendace attività sessuale - la pheeghetta veronese appunto - in giro per l'Italia a sponsorizzare "la scopata MAI o solo previa richiesta del conto in banco o se proprio ci dobbiamo fidanzare. E comunque MAI, che ti pensavi?". Roba, che si scopava di più con una Miss Italia originaria della Città del Vaticano.
- com'è bello fare lo spritz da Trieste in giù. Vai Silvia Battisti, nostra testa di ponte, conquisteremo tutta Italia: Silvia, tu e lo spritz nostri marescialli noi tuoi marescialli, come l'oriente e i kebabbari. Nessuna piazza/bar ci potrà resistere! (aggiungere risata mefistofelica). E ovviamente, non ce ne faremo un cazzo.
- del resto non vedo cosa vi sia di male nell'esportare i modelli, purchè in tal maniera noi si riesca a sbarazzarcene: ecco che il timore per un aumento esponenziale dei refusi linguistici tutti nostrani - "smollati vecchio!" "cioèèè..." "abbiamo cioccato" "che ggiusto!" ecc. ecc. ecc. - è quanto mai fondato. Fondatissimo. Poveri loro; gli altri dico, noi ormai abbiamo fatto palestra insomma.
- molto probabilmente Silvia Battisti si prenderà un anno sabbatico dal proprio Liceo Sportivo (ok, giuro che arriverò il giorno in cui smetterò di ridere all'espressione "Liceo Sportivo" ma, come direbbe Aragorn, figlio dell'aratro "Quel giorno non è oggi!"). Mannaggia, e ora chi lo finisce quel Liceo Sportivo? Son cose.
- contestualmente vorrebbe prendersi un anno sabbatico pure per le attività di cui al punto 1, ma il problema non sussiste: tali attività geneticamente non erano previste nel suo DNA, ergo...
- non sentivate puzzo di soffitta? Beh, con Silvia Battisti ora c'è aria di rottura dei clichè in questo concorso stantio. Infatti se nel dopo Miss Italia capitano sistematicamente due cose, ovvero che 1- Miss Italia finisce nel dimenticatoio, come un calzino sudato gettato nel cestello della biancheria sporca dove per un motivo o l'altro resta sempre ad occupare il fondo e nessuno lo lava mai; 2- Miss Italia si molla col moroso - del resto se hanno cioccato, voglio dire... - perchè arriva il pirla di turno trovato qua e là "nel mondo della tivù"; mi sento di escludere categoricamente la seconda possibilità, rifiuto di credere che persino nello how biz - rinomata terra frequentata da filosofi ed istrioni - possa esserci qualuno così coglione da tirarsi una simile zappa sui piedi dai! Insomma, questi non sanno con chi hanno a che fare. A sublimazione del punto 2, tra qualche anno scopriremo che Silvia Battisti lavora in un bar del centro, per dire, e ovviamente non potrà non essere la testimonial per Franklin & Marshall e/o Datch e/o "qualche altro cazzo di brand che puoi trovare sulle felpe dell'idiota veronese medio".
Ma...
- SOPRATTUTTO, nel pieno di una disgrazia era in cui siamo ormai orfani del vip decaduto Antonello di Uomini e Donne - il quale non verrà rivalutato prima del 2015 - avremo finalmente una cazzo di vip a spritzare in piazza coi butei, una che sia vip per più di quindici giorni intendo: chè se non ve la da' Silvia Battisti (e questa non è un'ipotesi, bensì ontologia), almeno vale la scusa universale "vabbè vecchio, Miss Italia, cioè mica... Ma la prossima................". Nel senso plausibile di "la prossima Miss Italia veronese". Non è poesia, la perserveranza dei piazza boys?

Miss Italia 2007: l'intimo angolo della fantascienza
Torniamo a noi. Ora, il primo butel che tira due colpi a Silvia Battisti (seeee), cosa vince?

21 settembre 2007

Tocati a Verona

Il Tocati a Verona, allegria...

tocati

'Sto festival dei giochi in strada a Verona, il Tocatì appunto, è un altro di quei maledetti eventi che - non saprei spiegarmi come - nasce d'un tratto per mano di una qualche associazione più o meno rinomata o più o meno neocostituita (o costituenda per l'occasione) e vieni istantaneamente istituzionalizzato rompendo i maroni a iosa. E' così, mettetevela via.

Sì, sì... ché "la gggente è stufa!"
Ed è stato così l'anno scorso, il centro storico preso d'assalto da famiglie e bambini rompicoglioni intenti ad esibirsi/svagarsi/cazzeggiare in giochi il cui grado di complessità sfida il labile, liminale confine tra "il piacere per le cose perdute" e "l'idiota che avanza nel post-moderno" (personalmente, propendo fortemente per l'ultimo estremo). Mai visto giochi più cretini e meno divertenti, fossi bambino, mi sarei pure incazzato: "Hey, che fate, mi prendete per il culo?".

"Ospiti internazionali!" (hey hey hey)
Ormai non v'è evento al quale si possa negare l'ospite internazionale. Ma che ospite, Ospitone. Suspence. E chi è, chi è... Mika? Forse Robbie Williams? Acqua. In questo caso è un'intera nazione: ospite internazionale del Tocatì di Verona è la Croazia. Tutta, milioni di abitanti a Verona. Sarà un inferno.
Un popolo che personalmente mi ha regalato sempre "straordinarie" conoscenze, che a momenti ci s'ammazzava dalla simpatia (o l'opposto di essa). Ma generalizzare non serve, anche se con l'est mi sento di venire meno. I croati hanno però un pregio, o meglio un pregio indiretto-mediato-trasversale: sono stati gli inventori della cravatta. O meglio portavano una cosa molto simile, la croata appunto e i francesi l'hanno mutuata facendone l'attuale cravatta. L'altro pregio fu Zvonimir Boban. Basta. Hanno comunque delle pheeghe di qualità, questo va detto. E ovviamente al Tocatì non ne vedremo una.
Perchè? Domanda: esistono super gnocche che si interessano di giochi antichi e/o di strada? Se sì, smetto di sbronzarmi per almeno 48 ore, guarda...

"Che belo il Tocatì!"
Ora, io mi rendo pure perfettamente conto che il target del Tocatì sono famiglie e bambini, o bambini e famiglie, o bambini e basta, e va bene, si divertano, evviva il Tocatì. MA, io mi rendo anche perfettamente conto che nei prossimi giorni sentirò esibire gratuitamente, senza criterio, nè giudizio, nè critica, il solito lessico dell'evento che ci sta, ci deve stare, madonna se ci sta:
"Bello il Tocatì!"
"C'è il Tocatì in centro, bello!"
"Vai mica al Tocatì oggi?" ecc. (x200)
Non si può, non si può dico: già arrivati, subito pronti, benvenuti (ma chi v'ha chiamato, 'tacci vostra...), leccoli, oro, gli amanti del Tocatì. Oggi del Tocatì, domani della Sagra del Riso, del Vinitaly, e così via. Non poteva mancare chiaramente, questo rituale provincialismo in prossimità degli eventi dell'ultima ora. Sottolineo e ripeto: questo è provincialismo, e temo che a Verona sia una costante storica.

E tu conosci mica un...
Questa quinta edizione si tiene ancora in centro storico, questo weekend dal 21 al 23 settembre. Info su Tocati.it. Ok, scherzo, lasciamo stare le info, chissenefrega. L'associazione che organizza il Tocatì è l'Associazione Giochi Antichi Verona, Agaverona.it, che definire appassionati (esaltati?) è evidentemente poco. Del resto, già che ci siamo, perchè non dare loro una mano:

tocati verona

Massì, certo, chi non conosce un gioco antico, no? Aspetta, aspetta, ne ho uno in mente io. Di origine medioevale, se non erro. Servono: olio, una piramide opportunamente appuntina, un boia, una vulva rasata.

Occhio, questa volta potrei non resistere.

p.s. comunque credo che la versione gay del Tocatì si dovrebbe chiamare Sotomayor.

Sottomarino Giallo - Milano

Sottomarino Giallo - Milano

sottomarino giallo milano

Una svolta epocale per il locale che ha segnato per oltre 20 anni la notte «al femminile».
Dal 1985 in avanti, il Sottomarino Giallo è stato il ritrovo “più cool vecchio” per tante donne gay [ndSentenziosi: donne gay, ma come parla questo? Non puoi dire lesbiche, maledetto benpensante?], milanesi e non, che hanno potuto divertirsi ed esprimersi sentendosi a proprio agio senza pregiudizi alcuni. L'ingresso agli uomini era consentito in alcune serate, previa severa selezione (in unica misura accompagnato da donne abituali del locale). Ma con gli anni qualcosa cambiò, forse per diversificare ed aumentare la clientela abituale, forse – ma forse eh… - per fare più cassa, ed ad un tratto, puff!, durante le serate del mercoledì e del venerdì, è stato consentito l'ingresso anche agli uomini.

Ovviamente non è necessario invitarvi a fare due riflessioni sul tipo di clientela maschile che, con un simile precedente lesbo chic, presenziò alla porta durante i primi periodi. Uno venne ribattezzato “Jack Smascella è uscito dalla compa”, un altro venne internato direttamente. Ci voleva, dicono.

Ora i tempi sono cambiati, il tempo delle mele è finito [ndSentenziosi: parla per te amico], siamo nell’era di Lucignolo dove trasgredire è un must. Tutto è molto più easy, vivere liberamente la propria sessualità non è più un tabù e la ghettizzazione non ha più senso: entrino signori entrino, le porte del Sottomarino Giallo sono aperte a tutti anche se, ovviamente, sono rimaste delle serate per sole donne, le buone e vecchie ladies’ night. Tuttavia sotto il fronte atmosfera e ambientazione si segnalano grossi cambiamenti, salvo la selettività di cui sopra, anche se il pubblico più ampio sembra apprezzare a pieno la programmazione musicale. Un club piccolo e labirintico che si sviluppa su due livelli:
1) il pian terreno, un ambiente soft ed accogliente, nel quale trovare un po’ di tranquillità con un servizio bar curato direttamente dal capo “Uccio”, divanetti, musica revival, hip hop, italiana, latina, acid jazz e ragamuffin' che tenuta a volume contenuto permette di parlare senza dover urlare, il che oggi è già tanta robbba.


sottomarino giallo
2) il piano interrato, l’anima underground del locale in tutti i sensi, la zona che fa del sottomarino giallo un tipoco club londinese, o newyorkese, o moscovita, o budapestese (?). Ripide scale costate negli anni la vita al 99% degli sbronzi, conducono ad una piccola stanza buia munita di una dancefloor che richiama gli 80s con tanto di luci psichedeliche e pavimentazione a quadrettoni luminosi ad intermittenze rosse, blu, gialle in stile 'Saturday night fever'. Un secondo effetto shocking (ok, dura tre secondi) è ottenuto dai giochi di specchi sulle pareti e sul soffitto, il colore nero che predomina, un palo per lap-dance (Butel1 è un abituè del paletto sin dai tempi delle scuole medie – un caro saluto alle sue sante pudenda), alcuni divanetti in fondo alla pista e due salette più intime per potersi accomodare e cercare un po’ di relax ed intimità.


milano discoteca sottomarino giallo
Sottolineo “salette” e “relax” e “intimità”Io e Butel1 eravamo presenti alla chiusura del locale a maggio. Che cosa curiosa, serata musicalmente terribile con un’insolita selezione deep house, ma deep deep, a smentire i fantastici scenari delle righe precedenti. MA è stato un caso, una gaffe una tantum, posso garantire.Comunque, non perdiamo il filo, si parlava di salette e intimità e relax. Dunque, succede questo, che ovviamente ci sono delle fighe da coltelli. Una in particolare era intenta a culeggiare col moroso, che ovviamente non poteva che essere il milanesissimo clichè tamarro. Ma culeggiava, oh se culeggiava, e il tamarrone aveva la mano che lavorava, oh se lavorava.

sottomarino giallo milano

Ovviamente il tutto fa parte del menù abituale del Sottomarino Giallo di Milano, alimentando comunque le fantasie autoerotiche dei più. Dev’essere stato più o meno questo il momento in cui ho scoperto a cosa servono gli hot pants…Ad ogni modo, passano dieci minuti e Butel1, nel suo controllo culofilo di routine, non scorge più l’affiatata coppia. Decide quindi di concedersi anche lui del relax. Decide quindi di entrare nel privè. Quello intimo. Per un po’ di relax. Decide quindi di chiedersi: “Azz, manco le luci qui dentro. E comunque non c’è un cane”. Decide quindi di voltarsi a sinistra. Decide di fissare LA cosa per altri dieci secondi. Facciamo altri dieci. Dopo 1 minuto fisso di voyeurismo, se ne torna molto soddisfatto.

La coppia (di ormoni), stava alacremente scopando nel privè, come descriverà un infoiato Butel1 con tanto di posizioni e movenze, facendosi guisa della nostra temporanea pheega d’accompagnamento (come le lettere commerciali).Per dire.

Musica maestro
La selezione musicale del Sottomarino Giallo è piuttosto variegata, ovviamente va a serate:
-Mercoledì Easy lovers con selezioni brit pop, electroclash, indie e rock
-Giovedì "Electrogame", electropop e techno
-Venerdì è una serata dedicata al sound elettronico più di tendenza: old school, elettrofunk, electro-indie
-Sabato serata di musica elettronica a cura del collettivo People con ospiti internazionali, deep-house e electro-tecno. Così così.

Gggente da Sottomarino Giallo
La clientela è molto variegata: gay-lesbo, etero, kitch, qualche icona fetish e ahimè anche tamarri (soprattutto il sabato sera, che perde sempre più punti in classifica.).

In generale è un locale senza troppe pretese ma dall’ottimo rapporto qualità-prezzo: ci si può divertire molto senza spendere troppo. Ogni serata è diversa dalle altre, la clientela tutto sommato ha buon ricircolo per cui raramente incontrerete la stessa gente durante frequentazioni prolungate. Le serate del fine settimana sono sempre molto affollate e spesso ciò rende invivibile il locale impedendo ogni tipo di spostamento oltre ad una inevitabile sudata da guiness, forse l’unico vero problema!Molte persone considerano il Sottomarino Giallo di Milano l’alternativa al Plastic di Milano. Queste persone considerano il Sottomarino Giallo l’alternativa al Plastic soprattutto quando la sfiga vuole che il più famoso club milanese le lasci fuori di sana pianta. Ma non vale, questo locale non ha nulla da invidiare al Plastic sia per originalità che per selecta musicale.

In passato altre serate hanno fatto vivere momenti da club underground per eccellenza di Milano:

Non Stop Erotic Cabaret” era la one-night del martedì che prendeva il nome dal titolo del celebre disco dei Soft Cell datato 1981. Per gli intenditori, una garanzia della proposta musicale che sarà assolutamente new wave privilegiando, come per tutte le serate del Sottomarino Giallo, la costola elettronica della quale proprio i Soft Cell sono stati il gruppo più innovativo e coinvolgente all’epoca. Nella playlist quindi gruppi come Devo, The The, Visage, Human League, Associates, Yazoo, ma anche artisti contemporanei che si ispirano al sound dell’epoca come Adult, Client, Peaches. Si partiva dalle 23:00 fino a tardi con ingresso libero e consumazione obbligatoria a 8 €

Sottochiave”, tutti i giovedì notte una serata con dj provenienti da tutte le parti d’Europa nonchè dall’hinterland milanese. Non è solo una serata gay, uomo e donna, non è solo una grande novità in un locale storico, perché all’interno di Sottochiave assisterete e parteciperete a un evento diverso: un mix fra divertimento e inaspettato… “Cioèèè Sottochiave non è una serata, Sottochiave è un’idea, un concetto, devi averla vissuta cioèèè non si può categorizzare, non si può concettualizzare – anche perché non ce la farei cioèèè w la disco veeecchio”.


milano sottomarino giallo discoteca

Sottochiave? Non si entra e non si esce dal sottomarino giallo per 30 minuti. Prigioneri. Una serata che Sentenziosi non sa se affrontare: e se ci scappasse il solito vizietto dei 4-5 minuti record? Che fanno, non ci fanno uscire? Temo butel1 possa entrare col revolver, è la volta che la fa finita.

Avvertenze
a) al Sottomarino Giallo conviene vestirsi leggeri perché o si finisce a ballare sotto il bocchettone dell’aria altrimenti suderete anche causa l’immane sforzo di respirazione
b) attenzione alle scale come detto, sono ripide, strette e sempre molto affollate. Ho visto gente cadere rovinosamente ed altre litigare furiosamente per chi avesse o meno la precedenza per il passaggio. E son cazzi, o cazzotti.
c) guardaroba minuscolo che in poco tempo non raccoglie più alcun indumento. Per cui o entrate presto oppure lasciate giacche, maglie e capotti in macchina. Idem al ritiro, quando si scatenano vere risse da rugby.
d) i bagni…no comment.
e) il parcheggio è un dramma, per cui taxi oppure parcheggiate alla milanese… ovunque e comunque, anche sopra vostra madre

Agenda
Riapertura della stagione 2007/08 sabato 22 settembre, in un Sottomarino Giallo – dicono – rinnovato e tirato a lucido, il collettivo People presenterà il dj-set dei Chicken Lips. Dell’acclamata formazione londinese dal tipico suono elettro-dub-disco punto di riferimento della scena mondiale ed europea ci sarà solo Steve Kotey che si esibirà in un djset di 3 ore in cui miscelerà dirty boogie, house ed elettro disco con rara intensità. Appuntamento da non perdere per i seguaci dei Chicken Lips nonché per tutti gli amanti della buona musica, perché non sono affatto male hey hey hey!

Daft Punk album Alive 2007

Daft Punk Alive 2007

Aggiornamento
Ok Alive 2007 dei Daft Punk è uscito anche in Italia. Ora, all'estero sono disponibili due versioni, oltre al cd singolo standard, troverete la limited edition (costa due-tre euro in più) con due cd, il secondo cd contiene tre brani in più tra i quali il fondamentale "Bis! Forza panino!" alla fine del concerto con i vari Together - Da funk ecc... In Italia il cd è unico e "castrato", contiene 12 canzoni e non troverete la special edition. Dovrete andare su siti quali la Fnac farncese, scegliere la special edition, spendere altri 8 euro (ma il prezzo dell'album è veramente basso!) per le spese di spedizione in Italia, previa registrazione sul sito. In arrivo pure il DVD col concerto integrale.
Noi abbiamo ascoltato entrambi i cd e possiamo dire con certezza tre cose:
-un live di livello eccelso
-la registrazione esatta del concerto di Paris Bercy di giugno 2007, al quale abbiamo assistito orgoglioni, si avverte un'energia e un vibrato nel pubblico che è esattamento quello del palazzetto parigino
-lo stesso concerto si è rivelato - per noi - una delle tappe artistiche fondamentali dei nostri anni, quello dei Daft Punk del 2007 si riconferma un live da vedere assolutamente perchè... perchè sì, c'è una combinazione di arte+tecnica=estetica che raramente vedremo nei prossimi anni. Encore une fois, questo maledetto duo parigino si riconferma un duo di pioneri! Dell'elettronica e della musica tout court.

Alive 2007
Questo l'elenco delle tracce del cd che troverete in vendita nei nostri negozi:
1 Robot Rock / Oh Yeah
2 Touch It - Busta Rhymes / Technologic
3 Television Rules The Nation / Crescendolls
4 Too Long / Steam Machine
5 Around The World / Harder Better Faster Stronger
6 Burnin' / Too Long
7 Face To Face / Short Circuit
8 One More Time / Aerodynamic
9 Aerodynamic Beats / Forget About The World - Gabrielle
10 Prime Time Of Your Life / Brainwasher / Rollin' And Scratchin' / Alive
11 Da Funk / Daftendirekt
12 Superheroes / Human After All / Rock'n'Roll
[fine aggiornamento]

Ancora Daft Punk? "Bbboni, bbboni, stattte bboni... configl per gli acquift"
Visti e svisti (ovvero coloro che non hanno mai assistito ad una performance live del duo parigino) nonchè amanti della musica elettronica, del french touch e dei Daft Punk in particolare, facciamo che potreste pure segnarvi questa data: 19 novembre 2007, l'uscita dell'album speciale del loro ultimo live tour: Daft Punk Alive 2007,

alive 2007 daft punk live album

del quale fummo gaudienti e soddisfattissimi spettatori a Parigi e a Torino. Si tratta di un'edizione limitata, l'album conterrà due cd (il primo contiene l'intera scaletta "originale" Daft Punk, il secondo le "special tracks" quali Together o The Music Sounds Better With You e altre).

Alive sarà anticipato dal (ri)lancio del singolo "Harder, better, faster, stronger" nell'inedita e stupenda versione live. Mossa questa, a mio avviso, giustificata dalla resa di cattivissimo gusto della recente cover di Kanye West (te possino...) in pieno stile negratia americana, drammatico tentativo di uscire dal tunnel a imbuto del genere, "neanche" un po' in crisi d'identità in questi ultimi tre anni. Per dire, roba che può piacere solo ad Upstream o a quelli di Bombanelculo.com (che, com'è noto, si ddrogano).

Cosa essere Daft Punk? Cosa essere Alive Tour 2007?
Ok, chill out, respirate, è tutto finito. Qui il sito ufficiale, dove veniamo accolti da un breve filmato che, nel suo sintetico doppio periodare porta alla luce due dannate verità di fatto, in scia peraltro alla classica spocchia snob francese (che j'adore, comunque):

"10 years ago, Daft Punk redefined music..."
"...now they have redefined the live performance"


Sante parole, non finirò mai di ripetere quanta influenza abbiano avuto questi due qui sulla musica contemporanea (ah, c'è sempre quella recensione-parigina-articolo-musicale-fiume in sospeso, ehm) e quanto questo show sia elettrizzante. Galvanizing yeah.

"Oh, Sentenziosi, merci beacoup, tenk iu tausend!"
Devono aver pensato sicuramente questo, quei matacchioni di Thomas Bangalter e Guy-Manuel de Homem-Christo, lo sento, è evidente (?), quando hanno visionato il nostro video registrato in occasione della performance parigina e hanno deciso di utilizzarlo quale promo inserendolo fra quelli presenti sul loro spazio YouTube. Video che, da 2.000 visualizzazioni, schizza improvvisamente a 14.000 (and counting).

Daft Punk needs you!
Ok, che compriate l'album o meno - facciamo che no, e vi togliete il dente - diciamo che comunque potreste ben votare i Daft Punk nella categoria "Concerto dell'anno" ai prossimi European Music Awards di MTV a Monaco.
Certo, potreste anche non farlo, che discorsi, e magari votare pure Avril Lavigne, per sbaglio, per dispetto. Ma vi verrebbe un mal di pancia di dimensioni endemiche, fidatevi, so come vanno queste cose.

19 settembre 2007

Festival Circuito Off Venezia

Festival Circuito Off - San Servolo, Venezia

Aggiornamento su Circuito Off Venezia 2008

Ovvero: la decadenza veneziana, un evento su un'isola & Colin Farrell


Continua dal post precedente.
Si tratta in breve (in corto, ha-ha) di un festival cinematografico contestuale al ben più blasonato Festival del Cinema di Venezia: Circuito Off è il Festival del corto di Venezia, parallelo dunque ma non competitor diretto, bensì evento complementare alle Biennale, la quale non prevede la proiezione di film corti.
Circuito Off giunge quest'anno all'ottava edizione e, a ben vedere l'ultimo comunicato, è stato un successone, tanto che la prossima nona edizione vede già annunciato il luogo (invariato) e la data (leggermente anticipata, forse per condizioni climatiche?).

Questo festival Circuito Off del cortometraggio è evidentemente l'ideale per amanti o semplici curiosi del genere di film corto, qui solitamente per un minutaggio non superiore ai 10-12 minuti. In concorso pellicole internazionali le più disaprate, si sono distinti diversi francesi, del resto Circuito Off dovrebbe essere gemellato con l'Etrange di Parigi.
Confermate durante le proiezioni dei film in queste sette giornate numerose presenze di registi, produttori, professionisti del settore. Ma anche no: il pubblico presente durante le proiezioni era piuttosto variegato, la schiera di chi siede e applaude ci pareva composta da amanti, professionisti o anche semplici interessati/curiosi/neofiti, per terminare con gli eterni acritici per i quali - in scia alla filosofia warholiana - tutto è bello, registrando pure quelli del "non me ne frega un cazzo, ma ci sono: presenzialismo SEMPRE!". Del resto guadagnarsi l'ingresso è alla portata di tutti, con appena 5 euro.

Circuito Off sceglie di non avere un presidente di giuria, favorendo il comitato selezionatore: sono stati visionati negli scorsi mesi qualcosa come 1.500 pellicole. Non vorrei dire, ma credo che in questi casi la selezione rispecchi con fedeltà la legge marketing sulla qualità aziendale: è alta quanto il proprio punto più debole. Considerando certi "punti deboli" visionati la sera del primo settembre (vediamo oltre), non voglio proprio sapere che calvario dev'essere stato andare a fondo di tutti quei 1.500 film. Sante persone questi del comitato selezionatore. O abituè dei barbiturici.

Road to Circuito Off
Eravamo attesi sabato 1° settembre alle ore 18.30 per ritirare i nostri accrediti (avete presente quella faccenda delle persone importanti, i VIB - very important butei - ecc. ? Quella). Leggeri, leggerissimi ritardi, come da protocollo Sentenziosi standard. Qui una sintesi video del viaggio verso l'isola di San Servolo, con conseguente arrivo e presentazione della location del Circuito Off.

Ore 20
Stiamo per parcheggiare con violenza, inaudita violenza, nei mai troppo economici e suitable parkings di Piazzale Roma. L'alternativa, chissà se qualcuno segue le cronache giudiziarie di questi giorni, sarebbe stata una simpatica gita con i traghetti abusivi dalle parti del Tronchetto, l'isola parcheggio il cui racket è tuttora in mano ai seguaci del fu Felice Maniero, alla modica cifra di 5-6 €. Oppure un rene.
E sia Piazzale Roma. Coda di, arrotondo per difetto, 2 ore? Bene. Coda causata e dall'affollamento generale - perchè? Perchè? La gente è scema: c'è il festival del cinema? Tutti a Venezia. Questo è provincialismo. Ma a Venezia in quei giorni NON C'E' NE' SUCCEDE UN CAZZO GENTE, ficcatevelo in testa! - e dall'esaurimento dei posti nei parcheggi privati. Surreale ma vero, si entra unicamente quando una vettura esce!

E' il momento dell'araundeuorl, il potentissimo cocktail Sentenziosi che dilata e distorce la tua percezione sensoriale spazio-tempo. Mi concedo un goccio, giusto per convincermi che tutto sta per passare e "domani sarà... un giorno migliore vedrai.. se lo vuoi". Dopo cinque minuti, stavo scrivendo la letterina annuale a babbo natale, mentre mi consultavo via telefonica con B2 per il travestimento del prossimo carnevale, e comunque a casa presto perchè 'sta sessione di esami di giugno è alle porte a secondi.
A questo punto si preme il Turbo Boost (copyright Michael Night) della Butmobile e dopo una manovra da ritiro-arresto-butta-le-chiavi (= tagliamo la strada a circa 50 vetture) siamo in lizza per entrare, o noi fortunati. Certo, l'araundeuorl aveva agito bene, ma la moglie del cialtrone in Cayenne al quale abbiamo selvaggiamento fottuto il parcheggio e scesa a smontare e urlare a nostro indirizzo - e aveva ovviamente ragione da vendere - senza soluzione di continuità: "Vagli addosso, VAGLI ADDOSSO!", quella dicevo me la ricordo benissimo. Je t'aime aussi, cherie.


Ore 21.00
Primo traghetto verso S. Lazzaro, da lì poi traghetto speciale verso l'isola di S. Servolo. Partiti, mentre la temperatura è un misto di Luglio col bene che ti voglio mixata con L'estate sta finendo, la giacca noi ce l'abbiamo, ma non la mettiamo ancora. Ma intanto...
Oh sì, Venezia, bella, dannatamente bella, bellissima. Che arte, che spettacolo.
Una fogna all'aria aperta, marveilleus. In qualunque periodo dell'anno, qui si respira un fetido tanfo, tutto il fetume che una laguna sporca e unta può sottoporre all'attenzione della tua narice. Che ti viene subito in mente il classico legame tra decadentismo letterario e Venezia, come ci spiegavano le nobili antologie da scuola superiore, definizioni tipo "per i decadenti Venezia è figurativamente la città malata par excellence" ora comprendi perchè: cazzo erano proprio dei geni eh. Frut1 scalpita e sta per comandare alle frecce tricolore di Udine un codice Broken Arrow (attacco aereo totale) su Venezia, che sia la volta buona che la città sull'acqua diventa la città sott'acqua. Già me li vedo i tedeschi, pronti a fare immersioni.


Questa prima tappa ci riserva due curiose costanti: la campagna pubblicitaria Dolce e Gabbana a copertura di chissà quale palazzo storico, la festa privata con circa un centinaio di invitati in chissà quale palazzo storico. Certo è che i nostri occhi vedono una ventina di schiene nude, di una qualità sufficiente a trasformarmi nel conte Vladimir Butelin, professione vampiro succhia culi.

Ore 21.30
Cambio a S. Lazzaro. Sentenziosi stappa momentaneamente il naso per il primo contatto con la terraferma e, sorpresa, si respira aria di celebrità, oltre al solito vomitevole fetore. Non faccio in tempo a sgranchirmi le gambe che mi si fa incontro l'aitante Colin Farrell, lì quel giorno per presentare il nuovo film di Woody Allen "Cassandra's Dream". Solo come un tossico, a passeggio sul litorale come un turista qualsiasi, senza amici, nè scorta, col cappello di paglia da barbone e nessuno dico nessuno che lo riconoscesse.
Mi si fa incontro, ci scambiamo un'occhiata, lo saluto, mi controapostrofa. Ancora prima che potesse partire il motivetto morriconiano dell'amaro Montenegro e levarsi una tempesta di sabbia che ovviamente non avrebbe non insabbiato le mutande di tutti i presenti, siamo in modalità "pacche e saluti". E subito chi a leccare il culo (io), chi a fare battute stronzissime su quanto sono noiosi questi festival (lui), chi a inventare cazzate sul cinema (io) e chi a fare lo sborone (entrambi), chi a guardare e non capire nè comprendere e chiedere "Chi è?" (Frut1), inizia, dura e finisce la conversazione.
I fumetti mentali di Butel1 raggiungono vette mai viste di isteria da fama planetaria: mi si parano davanti scene da scalata sociale quali io e Colin sui red carpet di mezzo mondo, io e Colin a recitare nel remake di Ben Hur, io e Colin ad acchiappare top models a Parigi, Soho, Manhattan, io e Colin a cucinare insieme (?) e così via.

Io e Colin, Thelma e Louise, Simon e Garfunkel, Batman e Robin: ad un certo punto ogni duo viene a cessare, e pure noi prendiamo la strada del commiato. Senza rancori, senza foto ricordo, con tante lacrime. E un pirla che da dietro persevera con: "Ma chi era quello?". "But Colin..." protesto io, deluso dalla brevità del tutto e "Fuck off man, that's life" è il suo romantico addio. Lo ricorderò tutta la vita così, con quel dolce invito a fottermi di brutto.
Ok Butel1, ok, puoi farcela, puoi andare avanti, "Domani è un altro giorno". Detto fatto, ma non si fa in tempo a salire sul traghetto diretto all'Isola di San Servolo, che la stampa mi assale.
Butel1: "Cioè con Colinnn... siamo amisci da 'na vita..."
Stampa tutta: "Ok è un cazzone, taglia taglia".
Butel1: "No no beh, stiamo concretizzando una collaborazione... fiction, teatro, scinema... e poi..."
Frut1: "stai parlando da solo da cinque minuti"
Butel1: "Fiction, teatro, scinema...", che dire, l'auraundeuorl a volte ritorna. Con prepotenza.

Ore 22
Giungiamo infine su 'sta maledetta Isola di San Servolo, teatro del Circuito Off, il festival del cortometraggio di Venezia. E magari c'hanno pure seppellito un tesoro, che ne so...

Partiamo con le certezze
- 2Night.it, al contempo nostro amore e nostra nemesì, c'è!


festival circuito off venezia


- questione accrediti ovvero ingresso omaggio: dunque, l'ingresso come detto è alla portata di tutti, per appena cinque euro. Ma secondo voi, se questi mi piazzano lì un accredito online sotto la voce "Professionisti" (de che? Onanista di professione, rientra tra i professionisti no?). Tutto fila liscia, abbiamo i nostri pass, più qualche gadget. Notiamo come ottenere l'accredito sia un gioco da ragazzi, molti altri hanno fiutato l'affare: credo che siamo di fronte ad un effetto Vinitaly, chi non entra gratis, alzi la mano. Come accreditarsi? Semplice: ti spacci per un professionista dell'informazione, del cinema, del mondo della cultura, ecc. e per quelli di Circuito Off - ripeto, sante persone! - tu sei chi dici di essere. La parola, la finzione, l'irrealtà vince sul reale qui.
Per dire, noi eravamo Marco e Michele di una nota rivista online. Ovviamente inventata. Invece, nè i pass, nè la dicitura "Marco - actor" (si sono pure sbagliati, ma questa sera è destino!), erano inventate. Nelle tre ore successive Butel1 non farà altro che legittimare il proprio nuovo status con tutte le fighe dell'evento. Del resto, se lo status (finto) non è funzionale, che status è?

La location
Siamo su un'isola. Cioè (cioè, cioè... entriamo in modalità Giovanni Paolo II), questi per il loro evento e la loro festa hanno un'isola tutta loro! L'architettura del palazzo, i suoi interni, gli esterni, i cortili... beh è da massimo dei voti: 10 meno, una location da urlo questa di San Servolo.


circuito off

La prima stanza è un pugno barocco da quanto sono pompose quelle lingue di luce, ma ci sta e apprezziamo (c'è nel filmato di cui sopra).
Sapienti illuminazioni dinamiche sono poi distribuite con sobrietà e gusto qua e là, appena si trova un'arcata da valorizzare:


festival circuito off

circuito off san servolo venezia

Al momento del nostro arrivo, il primo cortile col bar e una consolle è ancora semi deserto,

circuito off festival isola san servolo
"Veecio evento sponsorizzato Levi's e All Music veecio!"

mentre l'enorme spazio verde adibito ad ospitare il party di mezzanotte è vuoto e basta, al momento c'è un palco senza un dj che boccheggia spot tramite i propri due pannelli video:


festival corti circuito off venezia

circuito off venezia


A quest'ora, sono ancora tutti nella terza area, l'area delle proiezioni, il cinema all'aperto. Spostiamoci lì anche noi [ndLettore: "Che suspence vecio, no dico vuoi farci morire?].

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18 settembre 2007

Festival del Cinema di Venezia

Festival del Cinema di Venezia chiama, Sentenziosi risponde

Festival del Cinema di Venezia rettifica, Sentenziosi s'incula
Sentenziosi ripiega, Circuito Off risponde


mostra cinema di venezia


Capitale della settima arte per una settimana, noi si doveva andare a fare un salto a Venezia. Ci vanno i vip, olliudd voglio dire, e noi chi siamo, i figlia della schifosa? Sì.
Eppure c'eravamo a 'sto Festival del Cinema di Venezia pardon "Mostra Internazionale d'arte Cinematografica": professione presenzialismo costante. Un po' noi ci si concede alla stampa, ai fan, un po' noi si fa le star tra applausi e parties, regola d'oro: del resto Sentenziosi è a Venezia per il "classico" connubio art & glamour dell'escursionista veneziano medio, ovvero per:

-presentare il nuovo film di Sentenziosi sui gggiovani sssballati della nnnotte con attori in carne ed ossa reclutati dalla prima edizione di Lucignolo: "Spritz, ergo sum", dai fortunati autori di "Col bicchiere in mano. Ad infinitum", nonchè sequel del criptico "Spritz veeecchio!", per le musiche del già premio Sbronzer per il soundrack di "Alter Egooo / Non mi piegoo". Accolto al termine della prima proiezione (proiezione delle ore 6.00, pubblico di galline e trichechi) da uno scroscio di applausi, una costantemente entusiasta standing ovation, richieste di bis, ter, quater ("Più terrorismo psicologico per tutti!"), un acclamato capolavoro, un prossimo re del botteghino, uno scontato blockbuster. Merito anche del cameo del sempre ottimo Walter Nudo, del resto la citazione anzi l'ispirazione a "I ragazzi della Notte" parla chiaro.
Decisamente dalla nostra la stampa internazionale, cito testualmente il NY Times con "Una riuscita trasfigurazione satirica di una dura realtà sociale di disagio giovanale, descritta e raccontata dagli stessi disadattati, una gioventù consumata dal proprio desiderio di ottenere di più dalla vita - un "ultimo giro vecchio!" - dove il fondo del barile non si limita a svolgere una mera funzione figurativa bensì rappresenta, costituisce l'uscita materiale effettiva estrema: bere fino a scorgere il fondo del barile. Stordirsi, per non comprendere. Un coma etilico, per evadere. Lirico e toccante, beffardo e arguto, arido e commuovente". Rincaro la dose di autocompiacimenti con Le cahiers du cinema che ci descrive come "Bravi 'sti Sentenziosi, peccato siano quattro poveri stronzi". I francesi non se la faranno mai passare, ma ribattere che - loro - non hanno di meglio da fare che esibire e riverire Monica Bellucci, sarebbe poco elegante. Quindi lo sottolineiamo.
Prevedibile, anzi scontata, la presa reazionaria di certa stampa nazionale: è precisamenteuna pioggia di critiche, a cominciare da quel "Video choc" che sa di déjà vu, passando a "il solito film generazionale che dipinge una generazione di perdenti, come se questo fosse un paese in decadenza, cioè", per terminare con un patetico paragone col più celebrato e precedente Jack Frusciante. Che accusa di plagio misera e fallace, pure un cieco comprenderebbe che nostri attori sono VERAMENTE sbronzi, e andiamo.

-visionare alcuni annunciati esempi di gran cinema "da vedere e godere", ottime cose continuano a giungere dal sempre più proficuo oriente (il Leone d'Oro 2007 è andato ad Ang Lee, che non è appunto l'americano dei jeans) di cui il Fruttone, per una questione interamente legata alla patata tailandese, è ghiotto consumatore onnivoro, anche se poi il ragazzone non rinnega il cinema dei "veri" maestri e si concesse pure la visione del nuovo lavoro sul fronte iracheno di Brian De Palma, naturalmente presente in sala e la cui multi performance di ringraziamenti/commiati/baci/abbracci al termine, con appena 20 minuti ininterrotti di applausi, nella sinossi del fruttone si annuncia tanto generosa quanto eccessiva, tanto meritata quanto ridicola. Il film è ok. Comunque fosse andata, De Palma resta uno dei pochi numeri uno. Anzi anzi, posso dire "Il più hitckockiano dei registi" (novità)?

-il Circuo Off appunto, ovvero il Festival del cortometraggio di Venezia

-intrufolarci (senza riuscirci, chiaramente) ad uno di quei dannatemente esclusivi parties di e per vips, nelle solite ville o hotel del lusso sfrenato, ad opera dei soliti nomi dell'alta moda (chessò, per i fu parties di Armani e Fendi si parla di happening leggendari) o organizzatori stessi del Festival del Cinema di Venezia, robe che non vedrai se non su Sipario o Verissimo e comunque in versione censurata. Chè fa male, fa male altrimenti: l'Eldorado della topa gigante

-spiegare a quel matacchione del nostro amico Johhny Depp che no, Sentenziosi non ci sarà al Queer Party di mercoledì perchè "Sorry Jonny, 't will be for the next time, ok man?" (Fuori onda: maccheppalle 'sto Deppè, ma non riesce a farse 'na vita sua questo?)

-spiegare una cosa piuttosto simile a quell'altro (non)matacchione di Colin Farrell, cercando al contempo di evitare le numerose ecchimosi a suon di suoi pestoni, preso atto della natura non proprio docile del soggetto

-la pheega veneziana che gira nei giorni del Festival del Cinema, le cui beltade e virtù sono rinomate ai quattro venti (Cuba Libre, Mojito, White Russian, Americano) e annunciate da un detto cui, confermiamo, occorre prestare fiducia: "Veronesi tutti sprit... ehm matti, Vicentini magnagatti, Padovani gran dottori, Veneziani gran signori..." e dove c'è un signore, legge universale, c'è una topa di livello a seguito, fosse anche in comodato d'uso.

-assestare, en passant, un paio di colpi all'algida (e un po' androgina pure) Keira Knigthley per tenere alta la bandiera; o l'alzabandiera, fate voi


festival del cinema di venezia
L'abbiamo trovata un po' troppo dimagrita 'sta ragazza

-rectius: a discolpa del fallimento imperdonabile di cui al punto 4, presenteremo un resoconto "en plein air" (impressioni, sensazioni, sillabe, bave) del party di chiusura all'Hotel Des Bains, un evento ufficiale 100% V.I.P. Festival del Cinema di Venezia, tra addetti ai lavori, Marco Müller, fighe da coltelli, fighe da coltelli, fighe da coltelli. Ho già detto fighe da coltelli?

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