10 maggio 2008

Open Bar a More is More - Byblos Art Gallery Verona

Qui tutte le novità sulla Galleria Byblos di Verona

Che ce frega de pagà, noi c'abbiamo l'open bà!

Oooopeeenn baaaaar - oooopeeeen baaaar!

Riassumerei così l'inaugurazione della nuova mostra More is more della Byblos Art Gallery di Verona: l'arte dei cocktail serviti in quantitativi industriali con la nuova tariffa Infinity Free di Byblofone. Ma è più un'inaugurazione da poseurs o da sbronzi? E perchè non da entrambi? Perchè "Deppiù è deppiù".

more is more - Byblos Art Gallery

More is More
Il sito della Byblos andai a vedermelo qualche giorno fa, chissà se hanno qualche aggiornamento da proporre. Macchè. Si è in lutto per la scomparsa di Pippa Bacca, forse legata professionalmente proprio a Byblos.

[Aperta parentesi: tragica morte di un'anima pia portatrice di pace che ebbe nobili intenzioni nonchè una leggera difficoltà a distinguere l'ideale iperuraniense dall'arido vero. Ora vabbè, la disillusione talvolta punisce senza riserve e troppo severamente, ma fare 1 + 1 preventivamente no eh? Cara ragazza, tu hai avuto le palle, ma fossi io una donna occidentale - sciao sono Vladimir Butella - beh girare la Turchia in autostop con indosso un abito da sposa non sarebbe nella mia top 10 delle priorità ecco. Chiusa parentesi].

Ad ogni modo, propongo lo stesso aggiornamento al cinico B2, ma l'indomani il sito della Byblos non è più in lutto: ed è subito vernissage con open bar! (certamente un oper bar in lutto, coff-coff...).
E comunque io ci andavo a trovare e ringraziare del precedente invito Masha, il boss. Che naturalmente non so chi sia. Invito passato in sordina perchè un bel giorno mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana, ecc.

Pro
- un evento da poseurs dei 40-50 minuti. Eccellente.
- c'è bisogno di dirlo? Dio salvi l'open bar, completamente aggratis, indiscusso protagonista della mostra, cannibalizza la mostra stessa: ad un certo punto uno degli 'artisti si è impiccato, ovviamente nel retro, in silenzio. Il cadavere è ancora lì, qualcuno vada a controllare per cortesia. Verso le 22.00 serpeggiava il sospetto che pure le opere fossero gratis ma il tizio beccato fuori con una tela da 3 metri in mano è stato fermato mentre cercava di infilarla nella nuova Lapomobile (=Fiat 500).
- paradossale bon ton: sarà che vogliamo ciò che non possiamo avere facilmente per poi fregarcene quando le cose si fanno troppo facili, sarà che l'ambiente chic di una galleria induce del bon ton (bugia), saranno i figli delle stelle, sarà quel che sarà, ma gli sbronzi non si sono moltiplicati copiosamente. Credo di essere stato l'unico. Io e i miei nuovi amici (immaginari) che di long island in long island mi intrattenevano con discorsi stucchevoli al punto giusto al bancone (l'ho mai mollato?)
- buon numero di presenze, pubblico variegato, alcune pheeghe
- capitolo femmene agè: la over 30 con la sedicente predilezione per l'arte, quella che è complicata 'dentro tanto tanto non sono una donna come le altre mi devi capire perchè sono diversa a me piace l'arte tutta l'arte no anzi solo quella contemporanea no anzi solo quella complicata come sono io nella mia testa (=vengo alle inaugurazione col mio look 'Burineit Moss all'ultima moda - e speriamo sia proprio l'ultima! - guardo quattro patacche e te saludi). Presenze deliziose e assolutamente fondamentali nella vita di ogni poseur che si rispetti.

Butel1 a More is More

- una mostra che tutto sommato finalmente riporta in scena percorsi già più riconoscobili, più "tradizionali", più novecenteschi della seconda metà. Ad esempio Garcia è una sorta di action painter paessaggista 'burino (=an pratega se sente troppo fica e rinuncia ar pennello e applica er colore come ce fasceva Giecson Polloche ma li soggetti sor li alberi e a natura)

lilian garcia roig

- si tratta di una mostra di pittura massimalista, in linea con lo slogan "More is more!". Cosa significa? Boh. Non saprei ripetervi che cosa è il massimalismo delle ultime due decadi, nè rispiegarvi il perchè e per come e in che contesto ma ricordo che la cartella stampa mi aveva convinto alla seconda riga. Anche perchè alla terza non c'è arrivato manco il copywriter. Massimalismo dovrebbe essere sinonimo di eccesso, carica visiva enfatizzata, sono quadri "pieni di roba" buttata addosso allo spettatore insomma. Ma vi fidereste di uno sbronzo?
- Le opere di Lilian Garcia Roig piacciono a tutti, la grafica astratta lineare di Grant Miller piace pure,

grant miller

le opere di Mark Messersmith sono criptiche,

mark messersmith
(non dovrebbe essere in mostra)

bruttine ma singolari (abbandona il bidimensionalismo della tela e aggiunge nuova spazialità con l'inclusione in basso di alcune teche a mo' di cornice contenenti oggettistica varia e un supporto esterne tipo - vado a memoria ebbra - una liana o bastone), i Clayton Brothers sono inquetanti e hanno qualcosa di irrisolto (vedere locandina), James Barnsness in The Great Destroyer si è ispirato ad un fantomatico anti-demiurgo spermatore/pisciatore pazzo

james barsness

- per una volta - hey, chi l'avrebbe mai detto! - c'erano pure dei buyers. E' confermato: il modello economico della galleria d'arte moderna regge anche in un paese in cui il sistema arte è istituzionalmente innestato per la maggiore sui supporti dell'arte pre-contemporanea. Sulla cosa ho nutrito riserve per anni: "Come campano le gallerie d'arte moderna?", per quanto mi riguardava quelle meno conosciute potevano benissimo essere mecche del riciclaggio finanziario
- quel cinquantenne un po' yankee & flower power con delle inguardabili scarpe rosa doveva essere uno degli artisti (o un bolide qualsiasi che passava di lì). L'ho capito perchè la gente andava a parlarci. Anzi no, l'ho capito perchè quando sei l'artista e non sei del tutto bolide, hai con te LaDonnaDell'Artista, una che si fa notare. Lei si faceva notare: tappa, grassa ma con un abito lungo a tre colori che la caratterizzava con stile (discubitile, ma con stile). Coppia appariscente della galleria.

Contro
- il mio compagnone di una sera comunque mi ha deluso: il bancone non è prettamente un bancone da poseurs. Male. Si salva solo in parte con la parete a specchio, vero cult per il poseur in preziose fogge e atteggiamenti annoiati in vista della fine del mondo.
- alcune pheeghe sì, ma non troppe, diverse cesse
- il ricambio generazionale delle 22.30, ovvero "Quando arrivano i ggiovani. Finisce il party".
- un po' di buone selezioni vestiarie, ma in genere livelli diffusi del celebre veronalook. Signore perdonali.
- trash parade: la rotondità nana con fiore rosso in testa, la cow girl de Porta Portese, la hippy con abito figlia dei fiori della nonna (all by mercatini di Campagnola), la black pigiama lady. Ma...
- ... siamo onesti per una volta: pollici in su per le fighe. Pensiamo per un attimo ai ragazzi. Pensiamo per un attimo alla situazione (utopica) "Figa che esce la sera per fare incontri e magari scopare (solo un pochino comunque)". La peggio vestita delle peggio comunque è meglio del meglio dei migliori. Nei panni della figa a Verona: ma che fa con 'sti qua in giro la sera? Ma chi si deve pigliare questa? Ragazzi (nel senso "Voi ragazzi!") vediamo di darci una sistemata: ma che vi lamentate che non scopate, eh? Ao', tronista, ma te si visto? Ao', Briatò, a smettiamo de parlà ca a' biascicata rauca? Ao', università, ce parlamo domani de li esame-scazzi-teghe e mo commentamo un po' de arte (pe'finta), eh?
Girls, io vi capisco, è un mondo maschile alla deriva. Sono rimasti pochissimi esemplari validi. E fatalità scrivono su questo blog (ding-dong: Gentili signore, vi ricordiamo che la mail ce l'avete nella barra a destra, allegare foto non photshoppata, grazie. ding-dong)
- ovviamente zero scopa-input, parlando di me. Il primo approccio è andato abbastanza bene:
"Sciao questa sera sono bello e possibilissimo"
"Come scusa?"
"Non mi trovi anche tu arrogante?"
"E quanto arrogante saresti?"
"Io è tanto arrogante quanto tu è bella"
"Ti concedo un punto"
"Quando facciamo l'amore?" [regia, popcorn e sax da soundtrack dei film porno di serie B. No, no... niente cose pubbliche, lasci tutto nella mia testa, grazie]
"Mh vediamo... mai?"
"Mai?"
"Sì mai, ti va bene?"
"Mai va benissimo...".
Il secondo comunque è andato molto meglio:
"Sciao io..."
"SMAMMA"
"...ooook"
Un vado-vincente-e-torno-perdente lungo 0,7 secondi: record del mondo.
Il terzo poi è andato alla grande. Il terzo non c'è stato.
- capitolo musica: il dj dev'essere uno dei Modena City Ramblers o un reduce delle bombe in Vietnam. Ha quei retaggi lì. Non è da buttare, non si sposa nemmeno male con l'ambiente ma il rimbombo da radio-cassa-dritta-sdeng-sdeng alla lunga ti fa ritrovare fuori. Fuori dalla galleria intendo, a sostare sul marciapiedi, stiva per oltre metà dell'audience. Ma forse è voluto! Maledetti... Il sound non è commerciale ma non molto personale. Dev'essere la compilation Sound for Art Openings. Da rivedere.
- pubblico variegato, senza particolari pregi. "Ma che vuoi, siamo una galleria d'arte liberal, questo è una open night, l'arte accoglie tutti, l'arte è per tutti, bla bla". Sì sì vabbè. Oltre ai già citati, avvistato l'universitario primino, il pubblico da aperitivo Cortez-Bugiardo-Anselmbloom, il pubblicò agè e griffè, il pubblico molto agè e molto imbalsamè e ovviamente...
- ...sciao sono il commesso del centro lo so sembro 'burino ma è un po' la mia imaggine
- sciao siamo gli amici del comesso del centro (a nostra volta ex commessi pentiti) lo so siamo 'burini pure noi, beh del resto siamo una claque che vuoi?
- sciao siamo gli amisci degli amisci del commesso.
Insieme, queste tre categorie formano una macrocategoria composta di elementi intercambiabili senza alterazione di prodotto finale. Anche loro fondamentali ai vernissage, che ve lo dico a fa'?

Conclusione
Evento promosso. Bene bravi bis. Dai primi vernissage si sta progressivamente migliorando, l'inaugurazione della Byblos Art Gallery richiama un pubblico sempre più numeroso e sempre meno interessato (com'è normale). Evento unico del genere a Verona. Ora però attenzione perchè più si batte questa strada e più si sarà a pieno rischio trashizzazione con: sporty casualism, hip-hoppaggio scalmanato e straccionismo boho impegnato. Già avvistati due esemplari per categoria. Fra tutti io detesto scientificamente il pubblico casual: andate con la polo Fred Perry con colletto tirato su e jeans chiaro indiscriminatamente in centro al pomeriggio, all'aperitivo, a cena, al vernissage di una mostra d'arte. P-prontooo? E' un evento serale questo, ce lo vogliamo concedere un cambio d'abiti? Dov'è B2, l'uomo da due cambi d'abito al giorno? E dov'è B1, l'uomo da tre cambi d'abito al giorno? (Ah era sbronzo al bancone? Madooon'...). Ma la galleria alla fine che colpa ne ha? Nessuna ovviamente. Quando l'evento è free, è open, l'audience si autoprofila.

Infine, chi era Masha? Voglio concedere il beneficio del dubbio ed eludere i clichet: Masha non era la bionda dannatamente simile all'omonima del GF. No, no.

9 commenti:

butel10 ha detto...

si non male come evento comunque lillian garcia è una lei.

Butel1 ha detto...

Ed è pure brutta!

Butel Info ha detto...

ettepareva..sò tutte cesse per Butel1!

Butel1 ha detto...

Ragazzi, occhio a non confondervi con Lilian Garcia (una sorta di coniglietta del wrestling, 'na grezzona allucinante) e l'artista Lilian Garcia-Roig

wonder ha detto...

oohhh! sono perdutamente innamorata di B1. o forse sono solo persa.

Butel Info ha detto...

non credo che il mio cuore, già provato, possa reggere a questa notizia :(

Anonimo ha detto...

c'ero anch'io ma è finito a mezzanotte..... troppo prestooo!!!

Anonimo ha detto...

Compà, c'hai fatto morire dalle risate (Nora e NIco). La Byblos la conosciamo bene, per finto bon ton anche noi ci siamo limitati ad un solo cocktail ( in realtà avevamo paura che il secondo ce lo facessero pagare!!!).
Io (Nora), sto facendo uno stage (leggi: faccio la schiava) presso la galleria Studio la Città. La prossima inaugurazione sarà sabato 5 luglio alle h.11,30. Devi assolutamente esserci, l'open bar te lo scordi, ma magari a sto'giro puoi lasciare a casa gli amici immaginari e chiedere di me (Eleonora) a chiunque delle tipe vestite in nero (le impiegate della galleria sono obbligate a vestire a lutto). www.studiolacitta.it
Per qualsiasi info puoi scrivermi eleonoracardella@virgilio.it
Mi raccomando, ci tengo!!!!!

Butel1 ha detto...

Mh, perchè questo commento lo noto solo ora?