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04 maggio 2007

Zion Club Treviso - The Pipettes

Breve nota: se volete unicamente sapere com’è lo Zion Club di Treviso e com’è stata la prova delle The Pipettes, andate subito oltre metà post. Per ogni altra sega mentale di Frut1, vi rimandiamo alla lettura integrale. Grazie per la comprensione.
Il comitato di redazione, Sentenziosi.

Alla faccia della festa dei lavoratori: ogni primo maggio mi accorgo di come io non abbia nulla da festeggiare, la mia vita è priva di impegni lavorativi. I vantaggi di fare il mantenuto, immagino. Qualcuno definisce lo studio universitario un lavoro perchè porta via molto tempo, fatica e ti obbliga ad ottenere risultati a tempo determinato paragonabili ad un lavoro. Ah scusate, se la mettete così allora è vent'anni che lavoro. E quasi quasi questo lavoro mi si addice, mi piace, mi appaga. Per cui ho pensato che scendere in piazza con i lavoratori, sventolare bandiere del Che ed ascoltare musica dal vivo non facesse per me, l’ho brevemente trovato offensivo se proprio. Alternativa: zapping infinito sul divano, Homer J. Simpson sarebbe fiero di me. Del resto, non scherziamo: a Udine, dopo le follie del Far East Film Festival, torna la desolazione di sempre.
Anzi, vediamo se c'è qualcosa in qualche club del Veneto o del Friuli. Un concerto che possa farmi alzare dalla comodità del mio immenso divano di casa, ovviamente finanziata da terzi. Interessanti newsletter dai club di Treviso: ragazzi, sapete che quella provincia del Veneto non mi tradisce mai, Treviso è luogo di concerti coi controcazzi. E infatti: Zion club, The Pipettes.
Le Pipettes? Affare fatto!
Ho già ballato al ritmo incalzante di “Your kisses are wasted on me” a Milano lo scorso ottobre, lo spettacolo delle tre fanciulle in sixties style tutto a pois vale la pena d’essere visto una seconda volta. Di che si tratterà:
1- serata in un club di Treviso: l'ambiente chiuso tra quattro mura, buio e tra fumo e luci stroboscopiche mi piace
2- l'energia di un concerto eletrizza il mio ego già pompato di suo
3- la pheeega da club trevigiano è sempre un bello spettacolo per originalità e stravaganza

Zion Club di Treviso

concerti delle pipettes trevisoIl locale ricavato in un capannone nella zona industriale di Conegliano Veneto è un ambinte molto confortevole, allestito molto bene e buio quanto basta per renderlo quasi undergroud anche se di undergroud non c'è nemmeno il ripostiglio. Giunto in anticipo per accaparrarmi il divanetto migliore che il locale propone, ovviamente sull’asse cassa-bancone del bar ed in posizione frontele al palco (ricordate guys: no alcol, no party), dopo essermi accomodato, ho sfoderato l'arma del delitto: la mia mega-delux-extrazoom-verycool fotocamera digitale. Pronto per immortalare, con quei 12 mila scatti che la memoria mi concede, l'intera serata tra indie-pop anni ‘60 e teenagers degni figli della Grease-generation. Ebbene si, stasera sprazzi anni ‘80 non dovranno esserci, gli anni ‘60 la faranno da padrone: collants colorati, cravattini, ballerine, cerchietti, beatle boots, ecc. Si rivive l'era dei mods e dei rockers di un'Inghilterra divisa tra Beatles e Stone: eri per i Beatles? Non ascoltavi gli Stones. Eri per gli Stones? Non ascoltavi i Beatles, questo ci hanno insegnati padri e madri.
Sarà presto smentito: ancora prima del concerto, il dj dalla sua consolle posizionata al centro del locale in un cubo nero e rosso, decide di vanificare le mie aspettative mixando tra un pezzo e l'altro un classico brano dei Depeche Mode estremamente eighties. Anfameee!

Piccola parentesi a considerazione sugli anni ’80 e affondo personale
[Saltare se non vi interessano i fattacci interni al blog]
Ricordo che la serata era anni ’60, a grandi linee (per quanto 60-70-80-90-00 siano etichette che vogliano dire poco più di un cazzo). E così mi risparano la musica dei Depeche e a seguire varia new wave mixata a tradimento qua e la. Sti cazzi, gli anni ottanta ci sono sempre e comincio a pensare che ne siamo schiavi pseudo-accondiscendenti. Allora eccovi una sparata gratuita su butel1, che dell’immanenza glam eighties è la prova più ecclatante e mi chiedo come mai non sia ancora morto di Aids per essere l'icona anni ‘80 per eccellenza nel terzo millennio. A proposito si ricordi la citazione di tale J. il quale per strada – mica ad un party – si rivolge così al nostro antieroe: “Butel1, mio dio, quel look è la cosa più anni ’80 ch’io abbia mai visto; anzi anzi, è trent’anni che non vedo una cosa più anni ’80, cioè da prima degli anni ‘80”. Assurdo. Comqunue…

Pre-concerto
…in scaletta, all'oscuro dell'informatissimo frut1 ci sono due band di supporto. Verso le 21. 30 sale sul palco un giovane concept engineer e songwriter: Monster Bobby che con basi elettroniche ed il suono delle corde della sua chitarra acustica ricorda molto l'Adam Green dei primi album se non adiriturra degli albori quando suonava con gli sbullonati dei Mondly Peaches! Solo in seguito lo scopro essere il chitarrista delle Pipettes.
Il pubblico, anche se ancora poco numeroso sembra, interessato all’esibizione dell'artista che invece di prendere pieno possesso del palco a sua disposizione sembra preferire l'angolino sinistro. I pezzi sono buoni ed il pubblico apprezza. L'esibizione dura circa 30 minuti o forse meno dopo di che sale sul palco un'ulteriore band.
Ma che è, una maratona?
Arriva un gruppo numeroso di musicisti, ne conto 7 o 8: tastiere, fiati, chitarre; ma delle pipettes neanche l'ombra. Marit Bergman e la sua band, dalla Svezia, deliziano il pubblico che inizia lentamente a riempire il locale, o almeno ci sta provando. La ragazza mostra carisma e simpatia invitando la gente a riunirsi tutta sotto il palco per ballare spensierate canzoni estremamente pop: una power-pop girl, senz’altro. Il popolo dello Zion Club di Treviso sembra gradire la grinta della band che dimostra di saper tenere il palco e di coinvolgere i gggiovani rockers che ricambiano allo spettacolo con numerosi appluasi. Lo show finisce e con l'annuncio dell'ultimo brano il pubblico mostra un po’ di disapprovazione e delusione. Pollice su per entrambe le performances.

E arrivano le dive della serata: ladies and gentlement, The Pipettes
Un po’ di attesa per concedere ai fonici di sistemare il palco ed accordare gli strumenti, mentre il pubblico freme. Verso le 22. 30 lo Zion Club inizia ad incontrare le mie aspettative: il numero di gggiovani è aumentato, la quantità di pheeega è raddoppiata, lo spirito di Newton sembra essersi impossessato del corpo di Frut1 che senza sosta continua ad illunimare lo spettrale locale tutto nero con flash, accecando le vittime designate per il reportage fotografico. Frut1 dopo qualche Red Bull corretta con della vodka inizia ad avere l'occhio pazzo e una pericolosa fame di pheega. Balzando a destra e sinistra in maniera convulsa ed irrequita scopre che il binomio fotografo-blogger è un eccellente amo per approcciare con chiunque! Ora mai il suo Ego nonché il suo Alterego (visto che sempre più sovente mostra sdoppiamenti di personalita) assumono valori di potenza che gli fanno credere di essere una sorta di divinità pagana: si autoacclama come IL blogger, si elogia, ripete incessantemente: io, perchè io, infatti io, cmq io, io, io ed ancora io [ndSentenziosi: no beh ma quello lo fai ugualmente sempre. Comunque, cari lettori, notare anche lo sdoppiamento tra prima e terza persona che si va consumando tra queste righe: quest’uomo sta male!]. Innarrestabile e maniacale inizia a spaventare i gggiovani dello Zion Club, ma a farlo tornare con i piedi per terra ci pensano The Pipettes. Eccole, infine. Per la precisione: in pieno stile Ramones, adottano tutte e tre il cognome Pipette, ovviamente cognome d’arte.
Le tre affascinanti Pipettes [ndSentenziosi: due manze e una bella pheega] salgono sul palco ed il loro potere magnetico cattura l'ego del Fruttone che incantato dalla loro musica easy very easy, non impegnata ma spensierata (lo spettro indie è già dietro l’angolo, anzi indie pop), o meglio incantato da quella pheega di Gwenno, si sistema sotto il palco pronto a scatenare il ballerino che è in lui dopo avere imparato le coreografie delle Pipettes [ndSentenziosi: eh ti capiamo, non si sa mai ti possa servire nella vita la coreografia delle Pipettes]

Gwenno

zion club treviso

Riot Becki

concerti delle pipettes

Rosay

pipettes date concerti

Il concerto
Sicuramente per apprezzare questa band e l'atmosfera retrò che fanno rivivere è d'obbligo vivere l'esperienza live. Gli album non pagano se ascoltati nelle cuffiete, si tratta di uno show e di “un’atmosfera”.

Le tre reginette del pop vintage grazie alla loro bellezza, charme ed originalità rapiscono il pubblico che non può fare a meno di cantare le loro canzoni ed emulare le coreografie proposte per ogni singolo brano. Si percepisce un'incredibile energia che coinvolge anche i gggiovani più timidi che si nascondono restando lontani dal palco. Nonostante non siano delle eccellenti cantanti, probabilmente, dopo numerose date live, hanno affinato le loro tecniche canore e per l'intero concerto non si avverte una minima sbavatura. Oltre ai pezzi che le hanno rese note al pubblico come: “Your kisses are wasted on me”, e… e… e anche… come non dimentica… e tutti gli altri “famosi” pezzi dell'omonimo album, propongono brani inediti che comunque sono apprezzati dal noi gggiovani. Ne risulta un concerto diverso da tutti gli altri dove il motore dell’azione non è quello di andare ad apprezzare i brani e la performace live della band ma di vivere l'atmosfera e l'energia che trasmettano le pipettes e per ballare ed ancora ballare rivivendo gli anni delle balere dei nostri genitori. Un tuffo nel passato, insomma.

Post concerto
Dopo un misero bis di due canzoni, congedandosi dal palco con il brano “We are the Pipettes” (singolo di successo), ha inizio il dj set con alcuni buoni pezzi anche se troppo indie per i miei gusti. Qualcuno rimane on the dancefloor scatenandosi nelle danze passando da modalità “Piper” a “rave party mode”. Altri prendono d'assalto lo stand di merchandising delle Pipettes comprando t-shirt, loncandine del concerto, scattando alcune foto con Rosay e con Riot Becki. Il resto dei gggiovani pausa cicca e abbeveraggio per recuperare i liquidi persi danzando. Tra il merchandising, anche una mano che masturba un piccolo fallo: da cui il nome, appunto, le pipette.
Ma frut1? Che fine ha fatto frut1?
Frut1 aveva un'unico pensiero, un chiodo fisso: limonare con Gwenno. Nervosamente si aggirava di fronte all'ingresso del backstage, ma niente da fare, la biondina non si vedere. Saluta le altre due Pipettes ma la loro presenza non sembra turbarlo. Oramai in para-da-durello inizia a girovagare senza meta e allora torna al suo lavoro da blogger:
1- fare foto
2- fare il provolone con le pheeghe con la scusa che lui è un figo perchè: "sai, io cioè ho un blog, scrivo, siamo importanti, maledettamenti belli e ricchi, bla, bla, bla" [ndSentenziosi: se noi fossimo ricchi, per prima cosa smetteremmo di scrivere con un deficiente come te, sappilo].
3- farsi amico il proprietario per poter andare nel backstage con la scusa di una foto e una breve intervista ma con l'unico scopo di limonare duro con Gwenno.
La serata finisce, frut1 dopo aver fatto foto, parlato con tutti ed essere diventato il miglior amico del boss del locale, scopre che le Pipettes se ne sono già andate. Uno shock per il frut che cade in depressione e uscendo rapidamente dal locale, come un segugio cerca di percepire con i suoi potentissimi mezzi da maniaco sessuale dove potrebbe essere la sua amata rock-star. Dopo aver girato per la zona industriale in cerca di tracce ed indizi si deve arrendere all'evidenza: le Pipettes se ne sono andate. In compenso diversi simpatici trans mi stanno salutando e immagino che in tema di pipette ne sappiano qualcosa anche loro. Ma meglio non chiedere.

Alcune foto della serata

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I gggiovani

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La crew dello Zion Club




Foto e video by Frut1