Sun Carnival a Le Disque
Un breve cappello introduttivo
La serata di cui andrete a leggere un resoconto è il Sun Carnival party alla discoteca Le Disque, questo weekend impegnato in uno duro tete-a-tete con l'Alter Ego per chi si accaparra la sponsorship più cazzuta di Verona, quella made in l'Impero del Coglione, già Impero dell'Ustione nonchè Impero del Sole (quando erano ancora orientati verso il lato buono della forza, per intenderci). Insomma, una di quelle italianate da "bbbella ggente, tutta abbbrronzata" e quindi "bella fuori e bella dentro", del resto "l'importante è essere se stessi" (Costantino) ha fatto scuola.
Autore della rece (mi prenda la licenza dai butei di Delikatessen) è il neo-assunto Butel Info, il cui nome già suggerisce recuperi in extremis dai grigiori della facoltà di Scienze (varie) dell'UniVr. Quindi cerchiamo di capire come il ragazzo, alla stregua di qualsiasi ingegnere, parta con alcuni iniziali deficit tipici da deformazione professionale del ramo. Aggiungeteci la non più rosea età (ad aprile son 56 anni) e capirete come il suo sia soltanto l'incipit di un percorso verso la via della sentenziosità gratuita. E infatti, cribbio, qua a momenti salta fuori che Le Disque è la discoteca numero uno di Verona (capirai che sfida...)! Quindi a mo di contraltare è giusto premettere un altro paio di cose.
I butei a Le Disque
In verità noi c'eravamo stati. A Le Disque. Una volta. In data 23 dicembre 2006. E mai più. Questa sarebbe dovuta essere la recensione di Butel2, io ho dato forfait perché ormai un vecchio stanco:
"Se all'una e mezza di sabato sera:
1-vi scappa da cagare
2-passate da Cadidavid
beh andate a Le Disque, i bagni sono pulitissimi"
Vabbè poi ce la siamo tenuta per noi, in attesa di dare loro una seconda chance. A grandi linee su quella serata posso dire quanto segue:
-eravamo scortati da gnocche (+1)
-eravamo sobri (-1, parità)
-abbiamo pagato 18 € perchè arrivati circa 2 minuti dopo la chiusura liste (-1), come ci ha spiegato il simpaticone del buttafuori con una faccia da sicuro beota;
-"ho visto cose..." nel senso del maranzume più variegato (-1), quasi sfiorante i fenomeni da circo del Berfi's a momenti!
-la musica era stucchevolmente sbobbosa (-1), soprattutto abbiamo odiato quel fastidiossimo sassofonista: stavo per andare a farmi il porto d'armi, qualcuno gli avrebbe pur dovuto sparare dannazione;
-età media interessante, direi 24-25 a prima occhiata, con eccellenze sui 35 (+1)
-quindi siamo pur in perdita (-2) MA, e andiamo quasi in parità, l'organizzazione degli spazi è decisamente più appetitibile delle altre discoteche veronesi, specie se avete una combricola e, possibilmente, il tavolo a bordo pista. A quel punto le cose cambiano, sbronza permettendo. Altrimenti, il locale resta modesto e non aggiunge nulla al nulla (dove il secondo nulla è sinonimo dell'attuale scena notturna delle disco più "blasonate").
Dubito fortemente che ci siano stati significativi avvicendamenti da allora. Da parte mia, au revoir. La parola a Butel Info.
"Le Disque: tutta la (mia) verità" (ndSentenziosi: il titolo è da libro denuncia).
Bene, da dove cominciamo? Come neoassunto giornalista freelance, speravo di esordire con un articolo pirotecnico e sconvolgente, qualcosa che minasse le solide basi del perbenismo veronese e del buteismo imperante. E invece, mi ritrovo ahimè a parlare della serata di ieri a Le Disque.
In realtà l'"ahimè" è più dovuto alla delusione per un mancato articolo bomba che ad una brutta serata in quel di Cadidavid (d'ora in poi Caidai). Si, perché Le Disque non mi ha deluso affatto.
Sapete, a volte si parte prevenuti ed è difficile convincersi della realtà delle cose, soprattutto se si hanno così tanti motivi perdare per scontato che la serata in questione sarà un flop. Per prima cosa, i nostri Butei hanno sentenziato che a Le Disque ci si diverte solo se portatori sani di tavolo. E qui, partivo già svantaggiato, avendo superato di gran lunga la maggiore età e non avendo a disposizione, contrariamente alle mie aspettative, alcun tavolo. Oltretutto, las bronza me la potevo sognare, visto stamane mi sarei dovuto svegliare alle 7.30 per una micidiale marchettona musicale. A questo punto come potevo varcare la soglia del locale con anche un briciolo di ottimismo?
Ma andiamo ai fatti, con un resoconto più o meno dettagliato della mia serata a Le Disque.
Ore 23.00. Ritrovo al "Bar Roby" di Cadidavid con i Butei de Caidai, una decina di "trentennifuoriluogo" che come me non si aspettavano poi sto granchè di serata. Proprio per questo motivo, i butei (e un po' anch'io) si sono ben carburati nell'economico ed ameno baretto. Chiamiamola un'alcolica "dose di divertimento aggiuntivo di prevenzione noia".
Ore 24.30. Carovana di Butei da Caidai + Butel Info in direzione via Belobono, preparati con artiglieria leggera da usare in caso di scarso parcheggio+parcheggiatori esosi+file chilometriche. E invece... il vuoto. Lo so, era solo mezzanotte e mezza, ma una volta entrati, la situazione è migliorata di poco nelle ore a venire, e non mi è mai capitato di essere spintonato o "calpestato" da nessuno. Insomma, Le Disque non era muratttoooooo (come scriverebbe qualche pr su VeronaVip). Quindi: affluenza media.
Comunque, all'ingresso troviamo il nostro compare, che ci accoglie con un sorriso d'intesa, come a voler significare: "O butei, bechive queste 35 ragazze immagine 35! Mia mal ah?". E sì cari Butei, perchè le tanto pubblicizzate ragazze immagine erano 35 e non 25, ma a dire il vero, nemmeno ce ne siamo accorti. Le aspiranti sosia di Paris Hilton & co. in questione erano ragazzette di 16/18 anni, vestite tutte uguali, con una canottierina dell'Impero del Mal... del Sole (ndSentenziosi: del Coglioni, confermato Impero del Coglione) e mini skirts in jeans. Erano carine ma nulla più, non fosse per la luce "sincera e innocente" che si intravedeva nei loro occhi, che sembrava voler dire: "Ce la sto facendo, sono entrata nel jet set internazionale, e forse l'anno prossimo sarò pronta per Hollywood o addirittura per il Grande Fratello 8!".
Ore 01.30. Arriva la parte enigmatica della serata. Dopo un breve peregrinare per il locale, e constatato che la pista superiore è semideserta e quella inferiore deserta, ci soggiunge, ovviamente a musica OFF, un annuncioche fa più o meno: "Prima di iniziare la nottata Le Disque, siamo lieti di presentarvi una sfilata di moda delle nostre splendide ragazze,offerta dall'Impero del Sole e dall'atelier XXX (non ho colto il nome, sorry) di Verona". E fin qui, vabbè. "Butei, becchiamoci un po' di sculettamento, mejo de gnente", ma poi rimaniamo un po' costernati quando: la musica riprende a volume moderato, e cinque (delle 35 ragazze immagine 35, forse erano le piùbelle o che?) iniziano a "sfilare" in cerchio a centro pista, attorniate ma non troppo da un gruppetto di butei incuriositi e nemmeno troppo arrapati (ndSentenziosi: la faccenda ci puzza, o erano pagati o erano ricchionauz). Il problema dove sta? Che erano tutte vestite uguali, con ste cazzo di magliette bianche Impero del Sole e le minigonna jeans. "Ma, a me pareva che dovessero presentare la collezione del tal negozio, o no?", esclama perplesso un Butel da Caidai. Lesta la mia risposta in qualità di neo-leader: "Sa me ne frega, intanto me guardo un po' de ciape. Ma anche no, a dire il vero". Beh, questa incredibile "sfilata" dura non più di 5 minuti, e poi la serata inizia. Tecnicamente e commercialmente, una cagata pazzesca.
Il locale prende ad affollarsi ma non troppo, ed ho finalmente modo di apprezzare la fauna presente. Per quanto riguarda l'età media, sono concorde coi Butei (ndSentenziosi: che poi saremmo noi) nell'affermare che è giusta, ovvero attorno ai 25 anni. Il look è in genere non fastidioso anche se piuttosto omologato, ma mai tamarro: basti pensare che, grazie a Dio, non si è vista nemmeno una felpa "Baci e Abbracci", e oggigiorno è tanto gente! Ma ciò che mi ha piacevolmente sorpreso, è che la percentuale di pheega era ben sopra ogni più rosea aspettativa, e le ragazze presenti si sono rivelate simpatiche, carine e molto socievoli. E a questo punto il mio pollice, dopo unlungo traballare, si è fieramente posizionato verso l'altro.
Ok, ok, non si parla di divertimento astronomico, ma avevo le mie buone ragioni che esulavano dall'ambiente in se, ed in definitiva la serata mi è piaciuta.
Ore 3.30. Dopo un mesto ma rilassato ballare nella sala inferiore "maranza 70/80/90" (ndSentenziosi: notare l'operazione di nobile sintesi di ben tre generazioni di maranzume), mi decido ad andarmene, fermamente convinto a tornare più ben disposto e conscio delle 3 ore di sonno che mi aspettavano. I Butei da Caidai sarebbero rimasti fino alla chiusura del locale, ovvero alle 5.
Ore 14.30. Bene, ho finito sto resoconto, ma adesso devo assolutamente sfondare il letto e recuperare un po' di ore di sonno. Ho 30 anni, mica posso più permettermi ste levatacce io!
Butel Info