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01 maggio 2009

[Agenda] Steve Aoki - Vox Club Modena

Dopo esattamente un anno, torna il ciccione con gli occhi a mandorla preferito di Butel-M: Steve Aoki live al Vox Club di Modena sabato 9 maggio.

Lui è una combustione di musica elettronica che - probabilmente - manco è in grado di mixare. E il pubblico impazza. Il Vox è un buon club e propone diverse scene musicali, dall'in al meno in (tra i trascorsi di musica per segaioli ricordiamo i Crystal Castles).

01 maggio 2008

Steve Aoki - Bitte, Milano

Ipse dixit: “… Steve Aoki (Cristo io voglio sentire suonare questo personaggio) …”

Ipse fecit: lunedì 7 aprile, Bitte, WESC Party, Milano.

Chi cazzo è Steve Aoki?
Che palle dovervi sempre spiegare tutto.
Steve Aoki è un dj; ed è pure il titolare di un'etichetta discografica dal nome Dim Mak. E’ conosciuto anche con il nome di Kid Millionaire (come sul sito ufficiale).

steve aoki

Ha origini asiatiche ma è nato ed ha vissuto in America. Quella gran gnocca di Devon Aoki è sua sorella minore.

devon aoki, sorella di steve
"Miaaoo, un saluto a Butel-M* che sa chi sono"

Il ragazzo per la precisione è cresciuto in California (ha pure frequentato il college a Santa Barbara, chi l’avrebbe detto) e proprio Los Angeles rappresenta il luogo in cui la sua celebrità e le sue attività sono al momento maggiormente sviluppati.
Quest’uomo non è soltanto un dj o un produttore nell’accezione che comunemente siamo abituati ad utilizzare al riguardo: è una pop star, una cazzo di macchina da soldi.
La sua etichetta produce, tra gli altri, Bloc Party, Klaxons, the Kills; la Dim Mark, ancora, ha dato i natali ad un filone, la Dim Mark Collection, che dal 2006 si occupa di abbigliamento. Si dà il caso che uno dei migliori amici di Aoki sia tale Chris Pastras, uno dei titolari del marchio WESC (We Are The Superlative Conspiracy); proprio (immagino) in virtù di questa amicizia, Steve è testimonial del marchio che, in suo onore, produce un modello di cuffie professionali chiamato appunto Pro Aoki. Justice, Busy P, Sebastian, solo per citarne alcuni, suonano con le sue cuffie.
Aoki è comparso pure nel videogioco NBA 2007 e 2008: è un videogioco di basket; e quando dico che “è comparso”, intendo che al suo interno c’è il personaggio Steve Aoki. Lui non gioca a basket e, anzi, pare sia piuttosto incapace al riguardo. Ma lui può, è lì. Gli fanno pubblicità, gli fa pubblicità. Supra, marchio che produce scarpe abbastanza tendenziose, ha un modello in listino disegnato da Aoki [ndSentenziosi: e ovviamente è una scarpa oscenamente caratterizzata].

Sostanzialmente stiamo parlando di una persona pagata e strapagata per girare il mondo, fare festa una sera si e una sera no, scoparsi delle fighe atomiche, disegnare, creare, sperimentare, produrre tutto ciò che gli passa per la testa.
Proprio in questo 2008 è uscito pure il suo primo album: “Pillowface and His Airplane Chronicles”. Trattasi in realtà di banale compilation, apporto creativo/produttivo nullo, ma spacca il culo.
Pensando alla sua attività di produttore e osservando pure questo disco, mi viene da pensare che probabilmente Aoki sia una persona estremamente appassionata di musica. Ha un gran occhio su quelle che sono le sonorità più accattivanti al momento. Banalmente, a livello creativo, forse, non è altrettanto capace.
Ma questo poco importa: Aoki, smessi i panni di manager della sua etichetta, altro non fa se non ciò che generazioni di dj hanno sempre fatto: sceglie dischi che piacciono alla gente, la fa divertire, si diverte.

WESC Party (vecchio)
Come si diceva, Steve Aoki è testimonial di WESC, la quale produce principalmente abbigliamento (“street fashion – not streetwear” come recita il loro sito mentre io sbocco) senza disdegnare una strizzata d’occhio al so-cool djing world (il sito mi ha preso la mano, lo ammetto) con una collezione di cuffie, tra le quali spicca appunto il modello Pro Aoki. [ndSentenziosi: bene, abbiamo capito che fa le cuffie. Che bello. Passiamo oltre? Grazie]
Nel caso vi capiti di dare un’occhiata alla sua pagina Myspace, noterete, osservando le date delle sue serate, come assai sporadiche siano le sue apparizioni in Europa. Superfluo sottolineare come queste non riguardino solitamente il nostro paese [ndSentenziosi: hey, chi non vorrebbe visitare "the best country in terms of landscape, etc."?].

Questa riluttanza è stata interrotta dalle feste che WESC ha organizzato nei giorni 7 e 8 aprile a Milano prima e a Roma poi, nelle quali il nostro ha recitato la parte della special guest.
In realtà la festa di Milano si sarebbe dovuta originariamente tenere il mercoledì antecedente, salvo poi subire un “oculatissimo” slittamento al lunedì sera successivo. Pare nessuno avesse tenuto in considerazione che la necessità di Aoki di essere dall’altra parte del mondo nei giorni che lo separavano dalla data romana avrebbe potuto determinare qualche problema logistico. Tra le altre, il cambio di data è stato deciso nel week end antecedente la serata originariamente fissata: ottimo tempismo...
Ad ogni modo la cosa ha in realtà avuto pure dei risvolti positivi: eravamo in pochi rispetto al possibile ritorno che la serata avrebbe potuto garantire, io credo 3-400 al massimo. Ma chi può permettersi di fare serata a Milano il lunedì, alternativamente o non ha un cazzo da fare il giorno dopo o è davvero interessato a quello che sta andando a vedere. Forse, pensandoci, la prima alternativa è comunque una condicio imprescindibile ma ciò non toglie che i 400 cazzoni che si sono religiosamente recati al Bitte quel lunedì abbiano in definitiva dato vita, assieme al buon Aoki, ad una festa davvero memorabile.

Scontata, scontatissima, la presenza di un alto numero di poseur pronti a vendere l’anima per una copertina di DiedLastNight.
Alla voce vips (a noi, ovviamente, tanto cara) avvistamenti non molto attendibili riguardano la presenza di Francesco Mandelli (il Non Giovane di MTV) e di Siria, entrambi, sembrerebbe, ai passi. [ndSentenziosi: ma lei è ancora pheega? No perché una volta era in formissima].

Il Bitte di Milano
Il Bitte è un circolo A.R.C.I. situato in zona Navigli. Credo fosse la sede di una qualche piccola impresa un tempo; al suo esterno vi è un vasto giardino, mentre l’interno è caratterizzato da una struttura che ricorda in qualche maniera la pianta di una chiesa: è come fosse divisa in tre navate, con la centrale più ampia, sulla quale si affacciano i balconi del piano superiore (eletto, non so se solamente per l’occasione, privè del locale), e con le due laterali più strette. Questa struttura ha il pregio di concentrare chi voglia dedicarsi al ballo nella parte centrale, permettendo invece di rifiatare sui lati della stessa a chi voglia prendere una pausa dalla bolgia della pista.
Il palco con la console (ed ulteriore zona off-limits; il milanese non vive senza privè) era ovviamente posizionato sul lato corto dell’edificio, in posizione centrale, così da dominare la “navata” centrale.
Vera e propria tragedia la zona bar: uno solo e con coda chilometrica. Se con il locale mezzo vuoto si è riusciti a creare tutto questa confusione non oso immaginare il potenziale imbottigliamento che si potrebbe verificare a pieno regime. Ho impiegato circa mezz’ora per un fottuto vodka lemon e per vederlo poi finire in gran parte per aria non appena Aoki ha iniziato a suonare.
Il locale è molto essenziale ma, una volta risolta la questione bar, direi pure congeniale per il tipo di serata. Da non sottovalutare se siete in zona.


Il dj set di Steve Aoki
Poco da dire al riguardo gente: Aoki sposta l’asticella un po’ più in su. Non è più questione di andare a ballare in discoteca o in un locale. L’esperienza è semplicemente molto più coinvolgente, molto più fisica. Aoki si è letteralmente buttato sul pubblico 5-6 volte: montava sulla console, mani in faccia e capo reclinato all’indietro come in una sorta di catarsi con il pubblico, infine si gettava a peso morto sulla gente sottostante. Qualcuno ha ricordi di un Fregonese in cima alla console pronto a lanciarsi sulla folla sottostante? [ndSentenziosi: speriamo di sì, augurandoci al contempo che NESSUNO lo abbia preso!].



Eravamo in pochi, come dicevo: tutti ammassati e rivolti verso la console; zero gruppetti, zero fighe che se la menano: sudore, botte, salti, donne (fighe) comprese.
Aoki ha aperto con il remix di New Noise dei Refused, numero uno della compilation, per poi continuare con l’immaginabile repertorio. Difficoltoso e probabilmente noioso nel risultato il tentativo di spiegare a parole l’atmosfera. Aoki si è divertito, ha saltato e si è lasciato coinvolgere dall’ambiente.
Sicuramente ne è valsa la pena.

Niente da aggiungere, grande serata, ottima festa.

Butel-M*