28 aprile 2008

Far East Film Festival '08 - Chiusura

Al giorno 9, il Far East chiude i battenti. Premi ufficiali (che non ci vanno a genio), Oscar dei Butei (questi ci piacciono), party di chiusura (che non ci piace), critiche e suggerimenti a questa edizione 2008 (che nel complesso ci piace).


Butei selection
Faticata oggi per i butei: un film solo.

Tactical Unit - The Code
In anteprima mondiale qui e solo qui per le prime 50 telefonate, film pompatissimo che ovviamente delude tutte le aspettative.
Prodotto da quel famoso Johnnie To (trad. Beccati questa Johnny!)

Johnnie To
Johnnie To, un uomo un panama

in partnership con quel ricercato regista chiamato Wai Ka Fai (trad. Uè ca fai?), presentato come il filmone del giorno, della settimana, de sempre. E' l'episodio pilota di una serie di 5 pensati per la televisione. Narra le vicende personali, interpersonali, professionali di un commissariato di polizia di Hong Kong. Una sorta di bio pic mooolto low budget, con qualità di ripresa e scenografia dal taglio moooolto televisivo.
In sostanza: c'è gente che fa il poliziotto, c'è gente che fa il ghengsta, c'è una città difficile, ci sono i debiti accumulati da pagare a fine mese, c'è la voglia di staccare il turno e saltare sul divano, c'è un commissariato con mobili Ikea, scazzi coi colleghi, mille cose che non funzionano (=teghe), ecc.
Mh, mi ricorda qualcosa...
Questo è il trailer.



Ah non era questo? Beh in sostanza prendi La Squadra, distrettodipoliziottizzala un po', aggiungici gli occhi a mandorla e un commissario uguale a Montalbano, sostituisci il dialetto napoletano con quello cinese (ma anche no, tanto sono uguali) ed è subito fiction proiettata al cinema.
Giudizio dei butei: una mezza delusione, una mezza ciofeca.

Più tardi, in sala stampa coi nostri cugggini della carta stampata,

incontro stampa con Johnnie To e Wai Ka Fai al Far East Film festival 2008

Johnnie To in persona rivela che questa è:
a) volutamente una produzione low budget;
b) volutamente di taglio televisivo;
c) volutamente naif;
d) (e questo lo diciamo noi) un film senza pheega.

In effetti si tratterebbe di un progetto per vedere all'opera nuovi cineasti e sondare l'eventuale contributo creativo che possono apportare alla causa del cinema de hongongo (come minchia si chiama da quando non è più britannica?).
Allora bel progetto, ci piace, è SUBITO rivalutation: "ah ma se è così..." "no no beh... grande film eh..." "Noi l'abbiamo sempre sostenuto eh..." "e poi con Johnnie siamo amisci da 'na vita, non scherziamo".
Giudizio dei butei dopo la conferenza stampa: il film ora è una ciofeca++

Media res
Il controllore Trenitalia ci ha appena detto che siamo in ritardo di quindici minuti. Dice di non preoccuparsi, si possono recuperare. Ad ogni modo, poi ci fa L'Annuncio. Che annuncio?
[Intanto altrove... "Ding-dong --- ATTENZIONE PREGO --- si avvisano i signori passeggeri che i butei stanno arrivando al binario 2 --- si prega di aspettarli --- ding-dong"]

Premiazioni ufficiali e critiche di Sentenziosi
Vince il premio del pubblico: Gachi Boy. Sì, ha vinto il film giapponese coi wrestler sfigati, già osannato dalla critica sentenziosa. Ok, il film è simpatico, neanche così scemo, fa ridere, bla bla... ma un film del genere non può vincere un festival. I butei sospettano un intervento della yakuza sulle urne contenenti le schede delle votazioni. Un po' come la truffa del lotto italiano.

Vince il premio del pubblico accreditato(eh?): Mad Detective. E qui siamo d'accordissimo. Semmai non siamo d'accordo sul fatto di dare power to the accreditati. In pratica se tu sei la casa produttrice, finanzi cento persone (costo 70-100 euro ad accreditato), le mandi a votare il tuo film, il tuo film vince il festival.

Vince il premio della critica: nessuno, non c'è il premio della critica, non c'è la critica in generale. In effetti è un'altra cosa assurda, molto più assurda: un festival di cinema senza una giuria di qualità. Esiste solamente il giudizio del pubblico. Anche fossero 50.000 idioti (questi i numeri di affluenza). Noi del resto, che siamo per l'italianissimo "BRAVI TUTTI!", abbiamo dato il massimo dei voti a tutte le pellicole (ebbeh? Sempre meglio che votare Pensionati o Partito Monarchico). C'è la sporadica critica online di qualche blogger, ma per fortuna questo è un mondo dove il 99,9% dei blogger conta un cazzo, forse un cazzo e mezzo.

Oscar dei Butei cum motivazioni
Abbiamo fatto anche noi le nostre rilevazioni tra il pubblico (B1, B2, Frut1, David Hasselhoff, Socrate, John Rambo, Auanagama, altri). And the winners are...

Premio miglior film
Crows Episode 0
Motivazione: Darse darse darse! Standing ovation. Il beat em up del Nintendo portato sul grande schermo, con estetica tutta giapponese. Non poteva non conquistare i butei. Grande cinema.

Premio miglior figa
Qua è dura. Ex aequo tra la figa vietnamita del film vietnamita e la figa cinese del film cinese (tu no fa domande, io no risponde).

attrice di Mad Detective - far east film festival 2008

Premio miglior stronsada
Confermato anche quest'anno Uncle's Paradise, il pink movie dell'anno scorso. Irraggiungibile e fondamentale. Risate da seppellirvi. Premio già prenotato anche per l'anno prossimo.

Premio miglior stronsada/2
La Cagata Apocalittica di Frut1 in casa. Dio mio ragazzi. Praticamente deve aver cagato in terra perchè non si spiega la persistenza nell'aere ad vitam di quell'odore infernale: finestre spalancate, deodorante, sigarette, contro-merdata per cambiare l'aria... nulla può scalfirla! Inspiegabile. Dopo un'ora, i giapponesi ci mandano l'ambasciatore. L'interprete del Far East traduce le dichiarazioni come: "Noi arrende --- noi no vuole vivere altra esperienza atomica".
P.s. Frut1, salutaci quel dolce odore di fece, che tanto male fece ma già ci manca. Uno s'abitua.

Premio scena clou
La scena dei due ragazzetti frosci in Love of Siam: lui canta una canzone d'amore, l'altro la ascolta, e più si guardano negl'occhi lucidi, più TUTTI capiscono che sono effettivamente DUE BOLIDI DELLA MADONNA.
"Ma cos'è che non va in me?"
"Niente niente... è che te si un po' bolide"
Lacrime.

Premio Butel Mediocre Wannabe
Il protagonista di Run Papa Run. Vabbè il film non è consigliato, ma lui è un vero butel mediocre: vuole figa, soldi, a maghena, de menà, cioccà con la figa. Fa tutto e di più, ma alla fine non combina un cazzo. Un'escalation lunga una canzone qualsiasi di Scarface.

Premio miglior magnaccia
Frut1: "Hey ragazzi, vado giù, sono arrivate le due pollastrelle... le ho fatte arrivare per voi [da Las Vegas?]... stasera divertitevi... questo giro l'offre la casa..."
Sì Frut1 sì, torna a fare ciò che sai fare (vd. premio di cui sopra)

Premio miglior party
Sicuramente non quello di chiusura, che rischia (bugia) di rivalutare i rapperazzi della sera prima.



Party di chiusura
Se c'è una cosa che il Far East fa, è non abbandonare il proprio pubblico in tarda serata. Il party di chiusura si teneva al Ferroviario, un ex dopo lavoro ferroviario adibito a nuovo ritrovo per lo sballo dei ggiovani di Udine.
La line up prevedeva:
- Trabant. Bravi. Visti in chiusura.
- Detroit7. Garage punk band giapponese. Per chi apprezza il garage giapponese. E a questo punto diteci chi! Sarà una di quelle band che compone colonne sonore per anime cyber punk alternativi. Via via.
- Howie B. Dj internazionale in auge negli anni '90, ospite quotatissimo. Che dai tempi del Mission Impossible theme è diventato un cinghiale selvaggio. O forse un montanaro. Ridateci Howie dei Backstreet Boys, è un appello serio.
Giudizio:

howie b in console al party del Far East Film Festival 2008

bella merda. Oddio, non come quelle del Frut intendiamoci.

Il party in soldoni
- pieno di gente
- poche fighe
- molti militari
- molti militari e non, che ti pestano le scarpe
- molti non militari, che però si comportano come militari, cioè così



- coda CHILOMETRICA al bar. Si narra di gente che prende l'auto, si prende da bere a Trieste e torna alla festa per non fare la coda. Come anche di chi abbandona, va all'altro club a 500 m, trova chiuso, va a casa a prepararsi un white russian (da una storia vera!)
- coda chilometrica al bar, e poi che bello scoprire che bicchieri e ghiaccio devono averli dimenticati
- il problema principale comunque resta il seguente: non sembra un evento Far East Film Festival. Non sembra organizzato ad hoc (la garage punk band sarà pure giapponese, ma sempre garage è). Sembra una serata qualsiasi di questo club. Negli inviti invece ci si raccomandava di munirsi di biglietti del festival, poichè l'accesso sarebbe stato limitato solo a coloro che al festival dimostrano di avervi effettivamente partecipato. Spostare la discussione sul festival, nei luoghi extra festival.
Giustissimo, siamo con voi. Cosa assolutamente non verificatasi, un flop su tutta la linea.

Molto meglio il soft dj set in notturna a base di Colette vari

colette 8 - dj set
(qui l'ed. 8)

nella Butcaverna, spostata nella maison Frutis. Con tanto di prelibatezze e vini scelti. E degli ingegneri infoiati (da dove sono usciti?) che mangiano come maiali: "L'ingegnere non vive, funziona" (Upstream).
Ma sono simpatici eh [ciao ragazzi ciao, avete visto che v'abbiamo citato? Adesso potete andare al Quinto Recinto e dire "Hey siamo famosi, siamo stati su Sentenziosi una volta..........."].

Conclusione
Esperienza Far East Film Festival molto positiva. Per il festival, affluenza a quote record, in effetti gli spettacoli raramente sono stati disertati.

Pubblico del cinema Nuovo Giovanni / Visionario

Niente a che fare con quella cosa patetica chiamata Schermi d'Amore (che del resto è un festival sul cinema d'amore). Evento consigliatissimo ai più, tutti ci possono trovare il proprio film/genere cinematografico orientale, senza doversi per forza appassionare alla cultura orientale tout court.

Altri pro
- Ben organizzato, a costi accessibilissimi, struttura eccellente, facilmente raggiungibile, info point nel centro di Udine.
- Altre cose importanti: anti-divismo, anti-popolare, non ci sono le grandi star o se ci sono non si atteggiano da tali.
- Il CEC e Sabrina, donna factotum del festival, tutt'una nelle vesti di organizzatrice e presentatrice. Ci piace lei e la sua camminata sprintissima. Sciao Sabbri, se stai leggendo sappi che ti mandiamo un bascino e magari l'anno prossimo Ti conosciamo tutti un po' dippiù, sciao Sabbrina sciao

Alcuni contro
- Ora che la prossima è l'edizione 11, riusciamo a portare 'ste grandi star? Mica John Woo, ma qualche star conosciuta pure da noi? Magari qualcuno che fece andata-ritorno da Hollywood?
- sul fronte merchandising, visual & P.O.P. marketing siamo carenti. Insomma, questo è un festival che non strizza semplicemente l'occhio all'oriente, l'arte (cinematografica) orientale ne è l'essenza stessa. Allora, vogliamo andare un po' oltre i palloncini fuori dal cinema e il book & dvd shop, eh? Ad esempio un angolo di cucina orientale e non la solita caffetteria italiana. E perchè non insediare nel retro un bel cocktail bar orientale? Queste cose qua.

Perchè ci si può sbronzare anche col sakè.

26 aprile 2008

Far East Festival - giorno 8 - Le rece dei Butei

Recensioni del Far East Film Festival di venerdì 25 aprile, day 8


Grandi novità al Far East Film Festival. Rassegna in gran spolvero... è arrivato Butel1...

badge di Sentenziosi al far east film festival udine 2008

Butei Selection

Love of Siam
Film tailandese, storia di sentimenti, l'amore vissuto in tutte le sue sfaccettature, ricambiato, soffocato, incompreso. In breve: alla terza scena i butei capiscono che questi due bambini da grandi saranno du frosci. Dopo tre ore, e dico tre ore, i due so' frosci. Quindi le due ore e quaranta seguenti sono le più inutili della storia del cinema (dopo Basic Instinct).
Cast dal nome colorito: i thailandesi, come i cinesi, scelgono i nomi buttando i chiodi dalle scale. C'è Tang, Tong, Yang, Miu, June, August. In pratica: Tanga, Lingua, Miagolio, Giugno e Agosto.
Parte come la Stanza del figlio, diventa il bio pic sui Gazosa tailandesi, termina come la Stanza del Culo.
Il film, a giudicare dagli applausi, è il probabile vincitore. A posto?

Scena clou
Tong dice alla sua amichetta mancata: "che cos'è che non va in me?"
Lei lo guarda, sconforto: "Mah guarda... niente eh... è che te si un po' bolide!"
n.b. questa scena sarà rimasterizzata nel Director's Cut by Butei

Scena clou/2
Un Frut1 con la sicurezza del magnaccia che dice: "Hey ragazzi, lascio la sala, ci vediamo giù, sono arrivate due pollastrelle per voi, stasera offro io". Le tizie abbandonano dopo dieci minuti. Come volevasi dimostrare.


Gachi Boy - Wrestling with a memory
Non è una canzone di Cremonini. In effetti è una cosa che non s'è mai vista: è un wrestling drama. Che dire, i sottogenere orientali, si spiegano da soli: ci sono dei lottatori di wrestling, uno di questo ha un dramma.
E' Mille volte il primo bacio (ricordate quel film di Drew Barrymore che ormai viene proiettato solo negli aerei diretti a Sharm El Sheik?) applicato al wrestling giapponese.
Diventerte nella prima parte, poi diventa na cassada, poi diventa malinconico. Bello. Applausi.
Estetica prettamente giapponese, film che in Italia non si può proiettare, non sarebbe capito.

Scena clou
I butei che prendono la polaroid e si fanno un autoscatto col regista, alla stregua del protagonista del film che è fissato con gli autoscatti polaroid. Applausi della stampa, i butei per 5 minuti sono le star dell'atrio del teatro S. Giovanni, poi riprecipitano nell'anonimato: birrette al bar.

Scena clou/2
Butel1 che sistema sul comodino, prima di dormire, un cartello con scritto: "Butel1 - leggi il blog". Chi vedrà il film, capirà.

gachi boy - wrestling drama

Run Papa Run
Romanzo di formazione di un gangster. Poco credibile. Abbastanza cretino. Molte scene proprio non c'entravano, e la melensa si fa di due ore. Il remake italiano affidato a Sentenziosi Productions, durerebbe 24 minuti.
Il commento tecnico: è uno Scarface in salsa agrodolce, ascesa, successi, caduta di un capo triade di Hong Kong. Una storia molto napoletana: lui tromba in giro, le serve una pagnotta in forno, se la deve pigliare (moglie più pargolo), i picciotti lo sfottono, mette la testa a posto.

Scena clou
Dalla seconda fila dietro di noi, un butel misteriosamente sopraggiunto da Verona, commenta così l'ingravidamento: "Giobbuà, l'ha fato el danno, giobbuà". Realistico.

Mad Detective
Grande produzione, un film d'autore sempre da Hong Kong. Cast presente in sala.

mad detective - johnnie to

Lei è una gran topa.
Trama: un poliziotto risolve casi adottanto metodo surreali. Lui vede cose, ha sensazioni, coglie oltre la superficie, bla bla. Praticamente: si fa mettere in un valigia, si fa scaraventare giù da tre piani, esce dalla valigia distrutto, sa che è stato il pasticcere a commettere l'omicidio.
Il caso al centro della storia è molto più complesso ovviamente, con espediente narrativo-psicologico molto interessante per rivelare le vere spoglie delle persone. Se tu nella realtà sei una mignotta, lui non ti vede in tailleur e 24ore, ti vede in lattice, calze a reti da pesca, zeppe, sigaretta, sul marciapiede.
La durata finalmenta giusta (90 minuti), ci permette di addormentarci per appena 20 minuti.
Non c'è niente da dire: a Hong Kong due cose sanno fare, merce contraffata e film polizieschi e hard boiled.

Scena clou
Butel1: "Cosa ne pensi di questo film?"
Butel2, zzzzz: "Mh? Eh? Mah... zzz... un po' rumoroso".

25 aprile 2008

Far East. Le rece dei Butei.

Far East Film Festival 10 edizione

Day 7 la cronaca- Prima parte.

Prendiamo in rassegna la butei selction ed aggiungiamo alcune note a
piè pagina circa gli eventi correlati (e non) il far east film festival.

MAGIC BOY: Sottotitolo: Chi l'ha visto? L'amabile proiezione delle 11.15 grazie a TRENITALIA-lavoriamo per divertirvi- è perduta. Di magico oltre al titolo, rimangono i ritardi di trenitalia.

YOUR FRIENDS: Allora, già le fighe di per sè sono difficili da sopportare, due fighe, giapponesi, con problemi esistenziali, proprio non si possono vedere. E così facciamo. Prima proiezione della giornata rimandata alle 16.30

THE OTHER HALF: I cinesi, un popolo curioso, dopo aver creato perfette imitazioni di: scarpe, elettrodomestici, automobili, abbigliamento e quantaltro riescono nell'inauspicabile tentativo dell'imitazione delle telenovelas sudamericane. Preso il canovaccio delle soap andine e riadattato in contesto cinese ne esce un film quantomeno discutibile.
L'intreccio di queste tre donne, la madre, le due figlie e i loro intrighi amorosi, nonostante qualche ritaglio di indiscutibile humor, risulta piuttosto noiosa. I colpi di scena non reggono e risultano spesso scontati ad esempio: Sorella minore:"Mio padre non è tuo padre e io non sono tua sorella!!"(si è tua sorella è un armadio ndrb2) oppure: Sorella maggiore:"Mia sorella ha un segreto, mia sorella ama
il tuo nuovo compagno, madre!"(e tuo padre è tuo fratello.. Ramon ndr b2) E più o meno con questa frase si conclude un film che non resterà negli annali del far east e della cinematografia tutta (and the winner is..).
Dal punto di vista tecnico, lascia molto a desiderare. Realizzato in una sorta di presa diretta, la qualità dell'immagine rimanda ad un promo realizzato per una fabbrica cinese di prodotti per il marmo, Il montaggio è piatto, gli espedienti che scandiscono la narrazione a dir poco grotteschi (si pensi al fiore che sboccia sul finale realizzato con powerpoint). Infine, la scenografia. La peggior pechino emergente delle periferie, non aiuta affatto ad accattivarsi lo spettatore e sembra di percepire costantemente un olezzo di rosticceria cinese che alla fine del film risulterà decisamente nauseante.


Ciao sono il giovane regista del film.. il FEFF mi ha brandizzato ovunquo.. e beccati sta felpetta..



THE REBEL: Grande produzione vietnamita, alla cui proiezione hanno partecipato i due attori protagonisti



dimostra come pure nell'estremo e sperduto (sandokan, sandokan na na na na na) oriente, i canoni estetici si siano molto avvicinati a quelli europei ed occidentali. Dimostra inoltre perchè il Vietnam sia stato più volte terra di conquiste negli ultimi 50 anni; grandi fighe. Iniziando proprio dalla protagonista di questo film.
La trama del film non è particolarmente originale-un action movie demenà- in un Vietnam occupato dai francesi, ribelli e collaborazionisti si scontrano in duelli all'ultimo calcio volante. Meriti: sicuramente un buon livello di recitazione, una buona dose di realismo negli spettacolari scontri a suon di arti marziali (prese, calci e pugni somigliano più alla verità rispetto a quelli dei cuggini ammerigani, nonostante la formazione da attore del protagonista sia avvenuta come stuntman sui set dello ZiO Sam) e la volontà di rispolverare la violenta occupazione francese del Vietnam spesso dimenticata da noi occidentali in virtù della più ecclatante
occupazione statunitense.
Gli aspetti negativi del film sono sicuramente una bassa caratterizazione dei personaggi spesso ridotti ad un semplice corollario dei loro calci e pugni nonchè i costumi, in primis quello del capo del controspionaggio, un bellissimo abito zara no iron che però non centra un caz con l'epoca in cui è ambientato.
Interessante anche la presenza dei francesi in questo film. Sembrano tutti dei sosia di Jean Reno, molto stupidi e facilmente sostituibili dai dei manichini un pò come i russi nei film americani. Punch ball.

CROWS-EPISODE 0: Grande film. Niente da dire. Un vero film da butei.
Darse, darse e ancora darse. Ed è subito Premio Oscar dei Butei.
Il film che ricorda questo storico videogame a scorrimento per nintendo 8 bit



racconta appunto le battaglie tra bande per la conquista di una scuola giapponese.
Perchè vedere questo film. Per lo schema narrativo, appunto simile a
quello di un videogame (il regista è lo stesso della trasposizione di Dead or Alive) a scorrimento, lineare ma comunque barocco e sfarzoso, per comparse usate, spargimenti di sangue, nei costumi. Inoltre, il lungometraggio, che strizza decisamente l'occhio a The Warriors, nonostante la violenza è tutto pervaso di un'elegante humor decisamente giapponese (Zatoichi et similia) che miscela violenza a scene di carattere grottesco. Il risultato? Chiedetelo alla hostess che ha dovuto allontanare momenteneamnete frut1 e butel2 dalla sala per risate convulsive moleste.
Davvero eccellente.

Questi i due teaser per farci un idea.







Fine prima parte.

24 aprile 2008

Far East Film Festival (Butel2 rmx)

Butel2 Sbarca al Far East Film Festival

Day 7

Ricevuto il butsegnale dalla sede friulana di Sentenziosi (Frut1: "Amiciii qualcuno sa scrivere? Qui ci sono delle cose da raccontare!"), l'incommensurabile desta Butel2 dal suo eterno torpore e lo spedisce a calci in culo in quel di Udine.
Ritirati i pass di Sentenziosi per la sezione udinese della butcaverna, dove in questi giorni si terranno importanti happenings, seminari (uno su tutti: "Cinesi e jappo, diverse tipologie di pisciate controvento. Metodo e Modelli" ), aperitivi, gastro-risto-pub,stuzzicherie.


La butei selection per la giornata prevede :

Ore 11.15

Magic Boy, Adam WONG, Hong Kong 2007, youth romance (storie de ggiovani)
Storia di un butel (giovane) che si innamora di una commessa anzi di una shop assistent (una storia mai vista del resto. Soprattutto chessò a Verona?).

Ore 14.15

Your friends, HIROKI Ryuiki, Japan, 2008, Drama
Due liceali mezze spastiche che si fanno le teghe.

Ore 16.30

The other Half, LIN Liseheng, China, 2007, Famale Drama (robe da fighe)
Tre donne, la madre e le due figlie e i loro problemi sentimentali (cioccade).

Ore 22

The rebel, Charlie Neguyen, Vietnam, 2007 epic movie
In Vietnam un membro della polizia collabora con gli occupanti francesi.
Ed è subito cucina fusion.


Ci sarebbe pure un film di mezzanotte ma non ci sbilanciamo. Assistere sbronzi ad un film orientale è un'esperienza allucinante. Butel2 lo sa. Il water del teatro Nuovo Giovanni da Udine porta ancora le tracce della sbronza dello scorso anno.

Aggiornamento e rece dei film in serata (tutte le trame originali dei film e il programma del festival qui).

23 aprile 2008

Peter Hook live dj set - Interzona, Verona

La verità, amisci, è che io di questo Peter Hook, non sapevo manco mezza fava fino alle ore 23.30 quando un sms di alcune vecchie conoscenze comuni

amici miei e di peter hook, dj set live in Interzona Verona

in loco mi informa del tutto. E la prima cosa a cui ho pensato non è stata: "Hey, un ex Joy Division, wow, sicuramente un dj set a tema anni '80!", no, è stata "Cazzo di nome è, Pietro Uncino?".


Peter Hook (ex New Order & Joy Division) live dj set, Interzona Verona


(terminato questo live da qualche parte in Argentina, dopo 30 anni è in Interzona, ecc.)

Pietro Uncino alla console incuriosce. Bravo lui. Partenza sonora azzeccata e lo show ha tutte le luci che piacciono tanto ai bambini. Pure ai grandi, specie perchè si gioca subito-subito la carta "nostalgia portami via" partendo con la mitica Love Will Tear Us Apart, Joy Division, simbolo tra le tracce simbolo della band con Ian Curtis al timone (quando poi il capitano abbandona la nave causa suicidio, la band appunto diventa New Order, e Peter Hook militava in entrambe).

Va così: parte con lo storico refrain e tutti si guardano, compiaciutissimi, sanno che questo sarà un dj set da nostalgici. E qua ovviamente siamo tutti un po' nostalgici, specie quelli nati dopo la morte di Curtis, mi pare ovvio. A parte gli immancabili teenagers saltellanti nelle prime file, con quei rassicuranti volti da ebeti lobotomizzati.

Situazione fine 70-inizio '80 rinforzata dalla scenografia: intorno alla console, si ergono file di led alla K.I.T.T., rossi e blu, più due pannelli video che proiettano la diretta dello show cui si sovrappongono - secondo una semplicissima tecnica di giustapposizione trooopo anni '80 - immagini floreali casuali, con colori che potremmo immaginare come "i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser" (tanto chi li ha mai visti? Ho-ho-ho...).

Il pubblico accenna alle prime movenze. Aria sempre più compiaciuta, una scelta vincente questo Peter Hook. Euforia e curiosità generale. Occhi lucidi. Esaltiamoci. Facciamo l'amore. Tiriamoci su le maniche e rilanciamo questo paese. Chiamo il broker e mi faccio consigliare un milione di nuove azioni, scelte a caso. Ne acquisto due milioni.

Colpo di scena: dopo neanche venti minuti piuttosto interessanti, parte l'ESPERIMENTO

L'ESPERIMENTO: Peter Hook (Interzona) chiama Marco Dionigi (Alter Ego), Marco Dionigi risponde e si porta pure Adrian Morrison
In esclusiva mondiale, un progetto abbandonato ai tempi dei missili V2, Interzona perfeziona il collegamento wireless tra la console di Peter Hook e quella dell'Alter Ego. Ed è disco sbobba, parte la house. Così, a tradimento, con mix tecnicamente neanche troppo convincenti (ok, io sono della scuola "mixa inserendo poche frequenze dell'altro pezzo con armonia", Peter Hook è della scuola "sbatti dentro i bpm dell'altra canzone e non rumper li ball, pirlett!").

Talvolta - per carità - la playlist è intervallata dal pezzo giusto (ricordo Song 2 dei Blur), ma sta di fatto che siamo in situazione disco dance. E allora questo non è più il dj Joy Division / New Order (e mi chiedo se avrebbe mai dovuto esserlo - forse era tutto nella mia testa?) su cui secondo me il furbetto gioca un po' tutto il suo successo di pubblico, diventa una tamarrata da domenica pomeriggio per un'umanità che tunza tutto ciò che è tunzabile.

Sconforto. Depressione. Calo dei consumi. Rapine e stupri. Il fronte interno cede. Il broker mi chiama con raccomandazione di fuggire in Costa Rica.

Domanda. Ma la cosa assurda è...
... perchè TUTTI tunzano per davvero? Oh, tunzano. Loro. Il pubblico sedicente alternativo che volentieri popola Izona. Quelli che mai metterebbero piedi in una discoteca perchè "si sa, nelle discoteche si tunza roba commerciale". A posto. E' peraltro il momento in cui le teenager di prima vivono l'apoteosi, con tanto di ascesa al palco per farsi autografare la spirale che spunta da qualche parte lì sotto in vista.

Nei momenti più concitati i 6 miliardi di watt (Interzona Sound System Spakka, da questo punto di vista è eccellente; per un rave party magari) ti entrano nelle orecchie come l'acqua in piscina, ed esattamente come quella maledetta acqua ci restano.
Ormai la situazione si delinea sempre più chiaramente. Il film non è finito. Noi, siamo DENTRO il film. Praticamente: sembra di essere nelle scene del primo Blade, quando Wesley Snipes spara-corre-ammazza a ritmo di musica techno infernale (ma almeno quella aveva un senso!).

Dopo tre quarti d'ora e forse poco più, sto per abbandonare. Parte Born Slippy degli Underworld (un must in casa Interzona: al capodanno 2007, l'hanno suonata mezz'ora!). Quasi abbandono.
Vabbè alla fine resto, la speranza di una ripresa c'era (e a tratti hey c'è pure stata! Ma sommessa). Sta di fatto che io - ma non credo di essere stato l'unico - mi aspettavo una cosa più... New Order, e mi sono trovato una patata tunzante.

Altre cose
- Prima del dj set, proiezioni del film sui Joy Division, un bio pic sulla vita di Ian Curtis intitolato "Control", titolo certamente azzeccato per uno che muore suicida. Per chi non l'ha mai visto e conosce la band, è d'obbligo. Per chi non l'ha mai visto, e non conosce la band, potrebbe essere interessante. Per chi l'ha già visto, vai al cinema e guarda altro.
- Prezzo 12 euro. Perchè c'era la proiezione, va bene. Altrimenti avrei voluto vedere ALMENO UNA consumazione: che non diventiamo veramente l'Alter Ego qua...
- Sul muro della sala bar, proiezione sine sonoro di La Sottile Linea Rossa, capolavoro della guerra tra Vento e Foglie d'Erba, con "l'inutile strage" di cavallette e formiche
- citando i post su Interzona: qualcuno mi spiega perchè non ci sono mai più di tre-quattro pheeghe da coltelli, in particolare single? Perchè? Qualcuno me lo spieghi subito.
Caserma Interzona ha qualcosa di malvagio inside.

Conclusione
Interzona si conferma un laboratorio, dove spesso ascolti cose che non ascolti altrove. E questa volta forse un motivo c'era. L'idea di serata a tema era buona e Peter Hook non è certo un cazzone. Ne è venuta fuori una serata a tema, solo per metà: ok il film, ok una parte della playlist di Peter Hook, scadente come la ricotta della settimana scorsa la restante parte.
Ma soprattutto, ripeto: ci si aspettava un'altra cosa, molto, molto meno house.

Speriamo nei Bloc Party la settimana prossima, mi pare.

22 aprile 2008

Claudia Gerini - Convegno Femme Fatale, Schermi d'Amore 2008

A Schermi D'Amore intervista a Claudia Gerini per il premio Femme Fatale - l'Ironia della seduzione, bla bla

L'annuale premio per la seduzione (ma con ironia, mica...) quest'anno va a Claudia Gerini. L'anno scorso il premio era diverso, del resto. L'intervista pubblica all'attrice ha intrattenuto con dovizia, non senza certi attimi di divertimento personale.
Il tutto è accompagnato e preceduto da un best of dei film della Gerini, con l'immancabile momento "O' famo strano?". Manco a dirlo è la fine: ogni tanto qualcuno si girerà per fare al vicino "O' famo strano?", ad infinitum. Il primo sono io ovviamente. La sessantenne a fianco mi sorride. Con dentiera.

O' famo strano?

A onor del vero non è che il best of preceda l'intervista a Claudia Gerini. E' proprio che la Gerini, Piera Detassis, Marco Giovannini, il sindaco e compagnia non ci sono. La coppia Gerini-Zampaglione (ma lui era invitato?) non c'è. E' in ritardo lei. Partiva da Trieste, dove sta girando un film di cui chiediamo a Zampaglione dopo, e si sa, la barriera di Mestre fa miracoli. Sorrisi del pubblico. Perchè fa ridere? Vabbè, dopo quaranta minuti di ritardo la Gerini eccola. Si concede prima in alcune interviste borderline.

O' famo strano?

Claudia, l'amica mia, credo sia sulla quarantina, ma non li dimostra, e credo sia 'bona. Non troppo alta, ha un portamento soave e molto elegante, azzeccato anche l'abito nero con lamina dorata e la scarpa che non delude i feticisti. Il nero è un colore azzeccato, c'è infatti chi malizia su quel fianco generoso (sì ma tiene anche quarant'anni 'sta donna eh). Il modo di fare è delizioso, squisita. Simpatica, via. E il premio un po' c'azzecca: "Claudia è sensuale, ma pare non tralasci l'autoironia". Oh, così hanno detto motivando il premio: dev'essere perchè quando Zampa se la tromba, lei ride.

O' famo strano?

Prima dell'intervista, personaggi di contorno. Starring not in order:
- Tosi sembra colpito da una deflagrazione, pare frastornato, vaga non cogliendo lo spazio, fuori luogo: parte la (finta?) telefonata al cellulare che gli vale un defilè di almeno dieci minuti. Ce l'aveva quasi fatta, era pure uscito dalla porta di servizio, ma the show must go on e la squinza che lo richiama - quasi di forza - non la si risparmia neanche al sindaco. Continuiamo dopo.

- Piera Detassis. Giornalista e direttrice di Ciak, tiene a battesimo questo incontro da un po'. Brava, professionale, informale e spiritosa.

- Federico Zampaglione. E' un grande. Coinvolto come un'aquila sott'acqua, deve averne le balle piene di scortare la morosa a 'ste cose. Lo capisco. Che poi non è nemmeno vero: beh lui è sì il fidanzato della, ma è anche regista. Fatto sta che all'ingresso in sala, lui sceglie la periferia, si guarda intorno e quatto quatto staziona subito in penultima fila. Lì ogni tanto sorride di circostanza, il resto o sbuffa o indossa l'occhiale con gli occhi finti. Ad un certo punto scompare pure. Non lo vedrò più.

O' famo strano?

Parte (quasi) l'intervista
- Zampaglione/2. Parla con un Tizio del Cinema seduto a fianco.
Tizio: "Senti ma che fa Claudia lì a Trieste?"
Zampaglione: "Mah non so... 'na commedia..." [fine risposta].

- Tosi/2. Anche il sindaco comunque è un grande, è uno zuzzurellone, fare il sindaco gli piace, quando sentivamo "Flavio fa la politica tra la gente" si diceva il vero, è uno di noi, un butel.
Succede questo: la Detassis gli da' la parola in apertura. Lui parla all'incirca... mh aspetta... quindici secondi? Forse dieci: "Benvenuti a tutti da parte del sindaco, dell'amministrazione e della città di Verona, beh i cittadini mi hanno fra le scatole già tutti i giorni - ho ho ho- per cui direi di iniziare con l'intervista e non rubare altro tempo".
La gente sorride ma si aggira per la sala lo spettro del sospetto: Tosi non ha idea di cosa cazzo ci faccia lì. Me lo vedo dieci minuti prima, a spritzare da qualche parte in via Roma, entra un'assistente che gli ricorda di correre alla Gran Guardia che c'è da presenziare alla consegna del premio a Claudia Gerini, lui parte, arriva, stop, il gelo.
Terminato il micro intervento, agguanta una tazza e beve. E' il momento del dietro le quinte maledette: mentre beve, la Detassis gli ricorda che questa volta ha concesso l'onore di incontrare la Gerini, non come l'altra volta...
"Ma quale altra volta?" s'interroga l'humus in sala. Boh. Tosi continua a bere, non risponde. La Gerini fa finta di non cogliere. La Detassis capisce che è meglio smorzare, e infatti: "Va bene, siamo stati inopportuni, andiamo avanti".
Da qui in poi, Tosi si limita ad una posa monumentale di routine, una posa ha e la conserva fino alla fine. In quei trenta secondi in cui mi sono distratto, l'hanno sicuramente sostituito con un manichino, non c'è altra spiegazione.

O' famo strano?

- Zampaglione è al quarto sbuffo, tengo il conto.

Parte l'intervista
- Il premio. Ha un significato, come spiega la Detassis. Ma è troppo complicato, nessuno riesce a seguire il ragionamento (secondo me neppure lei), ci si limita ad annuire con ignoranza. Io ho capito questo: il premio non va alla donna fatale, la vampira di uomini. E' una femme fatale questa che è anzitutto auto-ironica, la seduzione deve essere ironica. Sì, ok, ma l'anno scorso (e vado un attimo a leggere il premio Femme Fatale 2007) aveva un altro significato, se non erro.

- Quinto sbuffo di Zampaglione, che ora scompare.

O' famo strano?

- Torniamo al premio, il ragionamento non è finito che pensavate? "Non è femme fatale, è femminisme fatale, femministe fatali" (rit. x 4). Oh cazzo, non ci capisco più niente. La stessa Detassis dice che in prima battuta non lo capisce nessuno (ma va?), dal canto suo la Gerini ammette di averlo finalmente capito, prima no. Fantastico, stava ritirando un premio senza aver capito di cosa si trattasse.
- Con l'inizio dell'intervista, la Detassis si sbilancia subito e tutti d'accordissimo: Claudia Gerini è la grande erede della grande Monica Vitti, di quel tipo di cinema lì. Occhi lucidi tra la folla, votazione parlamentare e decreto regio a sancire il tutto. Claudia ringrazia, troppa generosìtà.

Vino e tarallucci, il leitmotiv è segnato, Gerini in mezzo e Detassis e Giovannino a condurre l'intervista, con probabili interventi a termine da parte della platea.
Io comunque devo andare a incontrarmi con Sharon Stone. Saluti a tutti (tranne Zampa, che non scorgo più), bello bravi bis. All'anno prossimo.

O' famo strano?

Altro
- un generale calo rispetto al convegno Femme Fatale dell'anno scorso
- l'anno scorso la sala era più grande, quest'anno il convegno - di per sè declassato a intervista - è stato declassato alla sala B a causa di un meeting di dentisti (non ci volevo credere!) ed è mancato tutto il repertorio a tema dell'anno scorso, assenti di conseguenza tutti gli esperti critici e giornalisti.
- sala più piccola, pubblico piccolo: c'erano 60-70 persone, di cui 50 fotografi. Che palle 'sti fotografi: diecimila scatti col flash da posizioni decisamente improbabili, a contendersi lo spazio di due foto sull'Arena dell'indomani, forse sulla free press.

Conclusioni
Intervista pubblica alla bella e brava Claudia (sì, l'ho detto, bella e brava), con atmosfera quasi intima. A me è piaciuto.

O' famo strano?