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31 gennaio 2009

[Recensione] Joakim and The Disco a Interzona e l'ennesimo party inutile alla Teca

Joakim and the Disco - 30 gennaio 2009, Interzona

Ore 00.10

Scasho i 10 € di contributo serata e mi faccio strada verso il sound.

Ore 00.10.05 secondi

Il gruppo spalla, una specie di band da oratorio stando a quanto sentito in quei 5 secondi, saluta tutti con un affabile "Grazie ragazzi".

Ore 00.10.6 secondi
Sì via via, andate via. Che sono poi 'sti applausi? Quattro gatti col prurito, forse.

Ore 00.10.7 secondi
Tunz tunz -- luci luci -- tunz tunz -- luci luci. Dj Tamarrer (ah non era lui?) parte con una serie di pezzi fiala e il deserto è cosa contestuale. Eccellente, transizione efficace e indolore...

Ore 00.10.8 secondi
Smontano il palco. Il gruppo spalla non è mai esistito. Quelli erano Joakim and the disco. Il contributo serata di cui sopra, evidentemente, va preso alla lettera: i grandi professionisti all'ingresso chiedono 10 euro per contribuire affinché i butei (le pheeghe MAI) di Interzon... pardon, Intersola possano fare serata. A prescindere.

Conclusione
La band più costosa della storia. Com'era? Fantastica: mai visto un tizio appoggiare lo strumento a quel modo e rivolgermi lo sguardo in modalità "salutame 'a soreta".
Chi sa, racconti.


Ma... la notte è giovane amici
Alla Teca, nel frattempo, qualcuno (Dio?) ha organizzato la festa più frequentata dell'anno. La faccio breve: sentite, io non so quanta gente ci fosse ma vi dico che le auto in basso acquar erano parcheggiate in ogni dove, anche nei campi da calcio, anche lungo il rivo, anche sotto il ponte dei treni dalla parte opposta, e via dicendo. Faceva eccezione l'ingresso del Klub59, occupato da Lamborghini d'ordinanza (quando il gioco si fa duro, il marketing sensoriale corre ai ripari...). Sono smontato dall'auto parcheggiata all'altezza di Viale Piave e uno mi ha parcheggiato sul piede: "Scusa, è libero?".

Highlights dell'ennesimo Teca Party
  • Roba stile Just Married, ma più truzza (lo so, l'immaginazione non può aiutarvi)
  • Roba stile Alter Ego, ma più coatta (ibidem)
  • Roba stile Piazza Erbe, ma più veeecio (ibidem)
  • La coda, naturalmente, chilometrica
  • Si sentiva puzza di pischello lontano un chilometro
Ri-conclusione
Le feste in musica alla Teca hanno rotto la fava. Come equivalenza dell'uso improprio di quel capannone immaginiamo un autobus a piena capienza con lo stereo accesso. La notte è giovane, perchè invecchiarla male?
Chi sa, racconti.

p.s. scommetto tutto su Just Married + collettivo qualsiasi

23 gennaio 2009

[Agenda] Joakim - Interzona, Verona

Aggiornamento: qui la recensione di Joakim and The Disco a Interzona

Venerdì 30 gennaio 2009 all'
Interzona di Verona.

Joakim, buon dj e produttore francese di musica elettronica leggermentente più sofisticata e ricercata delle solite menate indie-minchia (ha mixato un'edizione di Colette, non per niente: questo non lo sapevate a Interzona eh, eh? Affaffini!), giunge con una formazione musicale che la musica "la suona", non "la mette".
Nel mix per Colette vol.8 mostra una sensibilità generale più eighties, suo peraltro la leggiadra (e a sentirla quattro-cinque volte noiosa) Lonely Hearts:



Interzona lo descrive:
"sospeso tra electropop e songwriting, propone una convincente rilettura dei filoni più oscuri degli anni '80, dalle cupe atmosfere di John Carpenter, alle ombre goth dei Bauhaus, insieme a particolari digressioni nei territori electro punk-funk di scuola DFA, italo disco, e new wave"
Keywords che ti ci fanno fare un pensierino dovrebbero essere italo disco e new wave. Facciamo che sì.

Lui produce. Chi poi siano Joakim and The Disco, che cazz ne so, chiedetelo a loro:

"Escuse moi, noio volevan savuar..."
"Italiens merde!"
"Grazie"

Intanto hanno un basso, una chitarra, una batteria, alla voce e agli aggeggini (teghe elettroniche) Joakim.

Ingresso 10 euro. Mi piacciono, peraltro, i termini di neutralizzazione del conflitto capitalismo-comunismo: "Contributo serata". Se ora qualcuno aggiungesse il contributo pheega, magari...

08 gennaio 2009

Interzona - recensione festa di capodanno 2009 (a richiesta)

Breve appunti conclusivi sulla mediocre serata del 31 dicembre 2008 a Interzona.

a) Fu un evento per pochi. Nicchia? No, vuoto causa neve. Ed è subito effetto neve. Ma non sottovaluterei Facebook, e lo dico con la benedizione del giornalismo italiano. Se s'aspettavano oltre 1.000 persone, al guardaroba mi pare i numeri s'aggirassero intorno al 500.

b) Non c'erano fighe. E sì che eravamo ebbri come trichechi fuor d'acqua: state dicendo, che non c'era manco una 7-8 drink (=una figa che diventa scobabile dopo 7-8 bicchieri)? Inizia bene il 2009, con un tasso di S.I.L. (ScopateInterneLorde, feat. Upstream) da subito prossimo al nulla, in linea di continuità col 2008.

c) Brutte pure le due che lesbicavano. Eh no, le cose o si fanno bene o non si fanno! La nostra teoria consumistica della pheega tiene piede.

d) Play Paul ospite d'onore nella sala principale, quella pensata per ospitare folle oceaniche di pseudo-alternativi (in verità amanti della techno mascherati da indiroghess) e relative scarpe inguardabili. Inizia a suonare prima delle 2. Gioca Paolo, senza lodi nè infamia, non fa la differenza: 1- si era in pochi appunto, la sala è piena di buchi, un emmenthaler stagionato col sudore collettivo; 2- che mi suoni Gioca Paolo? Ah, sei amante della technò pure tu: scoppia un po' ogni tanto, va'; 3- ricordate il set di Etienne de Crecy? Forse non identico, ma sono riusciti a replicarlo per bene (si comprano al supermercato queste soluzioni? Per sapere. Mi piacerebbe montarne una in bagno: super stimoli vecio).

e) Il dj set migliore - 'anvedi - resta quello di JenniferManzoEJohnMarangoni nella sala media, almeno ad un certo punto hanno messo Silverscreen, in modo da permettere a questi olfi olfi butei di guardarsi ed esclamare "Silvazcriin vecio!", quindi tornare nel torpore. JenniferManzoEJohnMarangoni sono i resident di Interzona, per dire.

f) D'accordo, serata sotto tono. Ma le sgommate nei parcheggi lì vicino alle 4.30, beh... questa è vita ragazzi.

29 dicembre 2008

Festa Capodanno Interzona 2009

B2: "Ciao amisci..."
B1: "Cos'è questa puzza?"
B2: "Come cos'è? Ma sono io no? Mi sto preparando alla festa di capodanno 2009 di Interzona, tre giorni che non mi lavo"
B1: "Intellego"

Ebbene sì amici, fate come noi: per un capodanno con l'ascella commossa, bando al deodorante e ai sani principi dell'igiene, costumi alternativi e tutti all'Interzona per l'ultima sbronza dell'anno. Il programma prevede:
- il fratello sbagliato del Daft Punk sbagliato, tale eremita Paul De Homem-Christo aka Play Paul (per gli amici Paul, quello che fa i panini allo stadio). Com'è? Come tutti gli altri.
- vari e soliti dj set targati Interzona (sorry guys, non avete un nome)

Prezzi e modalità
Tessera annuale: 4 euro
Prezzo della serata: 21 euro
In questi giorni è già possibile acquistare prevendite e tessera direttamente negli uffici di Interzona, non appena li costruiscono.

Tessera soci Interzona 2009, errata corrige!
Attenzione, a quanto pare c'è stato un errore con la stampa dei moduli. Mettiamo a disposizione la versione corretta del modulo per richiedere la tessera 2009 di Interzona.
Scarica ora il modulo (tasto destro-->salva oggetto con nome).

08 dicembre 2008

Cena + Lucignolo + Interzona

In questa puntata
- conversando a cena del più e del meno(?)
- serata Vermuth Underground al Lucignolo
- serataccia a Interzona
- inoltre, reportage esclusivi: "Trovata la vera tessera di Interzona, l'associazione culturale senza pheegha!" "Scoperto l'inghippo: ecco perchè le pheeghe non passano la soglia di Interzona!" (vd. dopo) "In un filmato d'epoca appena recuperato, Sentenziosi rivela che gli usi alternativi del Gratì Ariete erano noti già agli inizi del '900!"


Cena Butcaverna/bis
B2: " Qualcuno ha sentito B5?"
B1: " Nel mio ano ci può entrare al massimo un gratì ma non una bottiglia"
B2:" Certo che discorsi. Nel mio nemmeno quello. E poi gli usi alternativi del Gratì erano noti già cent'anni fa"


B1: " Invece nella figa ci entra tutto."
B2: " Tutto."
B1: " Tutto."
F1:" La prostata è facilissima da trovare sarà al massimo due cm dal buco del culo. Tanto così guarda"
B2: " L'orgasmo anale non esiste"
B3: " Ci sono tante terminazioni nervose però.."
B2: " Si deve sfringuellare però"
F1: " La prostata è un'altro discorso invece"
B1: " Consiglio il dito in culo, a proposito"
B2: "A me l'intrusione dito-anale non convince. Già devo stare attento a non venire dopo due secondi, mica posso pure preoccuparmi che per sbaglio non lecchi quel dito".
B1: " Una volta facevo sci da fondo. Pattinato. Ero bravissimo."
B2:" Fruttone io e B1 faremo presto una mostra. Stiamo facendo dei lavori, quadri.."
F1:" Se volete viene un mio amico e la fa lui la mostra."
B1:" ... "
B2:" ... "
B3:" Perchè B5 non c'è? Ci sta snobbando? Si ritiene superiore?"
B1:" Dopo ci parlo io allora. Lo metto da una parte e ci parlo io. Ci devo parlare"
B2:" E gli dirai?"
B1:" B5, porco ***, B5 vaffanculo. Dove cazzo sei stato?
B2:" Si non è male. Può andare. Assaggia questo spumante. Sono unto?
B4: " No non più del solito."
B3: " Eccellente.

Lucignolo - Vermuth Underground party

B1: " Perchè hai una birra in mano?"
B2: " Boh me l'ha data john marangoni. E' buona."
B1: " Hai visto chi c'è?"
B2: " Chi, la gente?"
B1: " No c'è Wario"
B2:" Ma chi quello di Fatti un giro nel quartiere, vieni a vedere ...e come un quadro ti dipingo in rima una situazione reale?"
B1: " Ma non erano gli articolo 31?"
B2: "Appunto. Ho sbagliato?"

Dal nulla si materializza Jennifer Manzo.

JM: " Qualcuno ha detto Jennifer Manzo?"
B1: "Mh no, Termovalorizzatori mi pare"
B2: " C'è anche upstream. Serata Vipparola cazzo."
B2: " Ciao Up. Perchè B1 ci sta provando con la donna di Upstream?"
Up: " (Up cosa avevi risposto?)"
B2:" Certo che, Jennifer, 2 euro per la Bavaria mi sembra un furto!"
B1: " Non sono Jennifer."
B2: " E chi sei?"
B1: " Sono Butel1"
B2: " Sì, può essere"

I butei entrano nella vip area. Una cucina ecco.

B1: "Hai visto, c'è un frigo."
B2: " Si e quindi?"
B1: " E quindi lo dobbiamo saccheggiare."
B2: " Vai."

B1 parte con fare arrembante, apre il frigo, lo chiude, torna a mani vuote.

B2:" Quindi?"
B1:" Praticamente, ti piace l'acqua?"
B2:" No."

Interzona
Sfiliamo le tessere, scopriamo il disclaimer che giace sulle tessere dell' iZona.

Tessera dell'Interzona di Verona, l'associazione culturale senza pheeghe

Entriamo.
Usciamo.

Note
Amici, perchè siamo venuti via dal Lucignolo? Io mi stavo divertendo. C'era un divano fantastico e poi vi dirò che insomma questa serata sospesa tra "Serata in taverna dal righe" e "postavanguardismo underground" e "figheconlafigachepuzzaunpomenodellefighecheunavoltahotrovatoalkroen" sembrava proprio riuscita. Poi ad un certo punto hanno messo su anche Intergalactic. Vaccadì.

19 ottobre 2008

Daedelus e Daddy Kev - Interzona Verona

Piacevole sorpresa questa serata all'Interzona, doppio motivo:

- due buoni artisti
- due belle pheeghe (new entry assoluta per iZona, già ricordata come Terra Del Fuoco della pheega)

Sulla presenza di queste ultime vige il più stretto riserbo. La motivazione più plausibile è che fossero arrivate per caso, in principio dirette in Fiera. Si dubita infatti abbiano risposto al richiamo degli artisti: non li conosceva manco Frut1, li conoscevano le pheeghe? Ma per favore.

Deadelus per me e il Fruttone fino a ieri puliva tubi idraulici, lo sublimiamo col nuovo film di Woody Allen (ok).

Il nostro obiettivo è il suond hip-hop essenziale di Daddy Kev, nella seconda parte della serata. Un po' per sentirlo, un po' per illuminarmi circa un clichet recente del mondo rap: "Sei un ghengsta?".
Entriamo verso le 00.20, paghiamo tre euro e ci becchiamo un bel quarto d'ora di electro beat hip-hop basico (non mancano momenti bum bum cha - bum bum cha) di Daddy Kev. Ora electro ora scratch, decidiamo che il fratello ci piace subito. Daddy nell'ambiente è rispettatissimo, non solo perchè è un gangsta (non lo è): viene reputato un guru dell'hip-hop underground californiano, come affermano i suoi amici italiani su Myspace, Cristiano Malgioglio e Giorgio Mastrota.

Notare come l'artista richiami una parte di pubblico sinora inedita: i bro' di Verona, l'altra faccia di una medaglia che condividono con i fonzarelli della pearà, con la loro t-shirt larga, la camicia o la giacchetta sopra, quel cappellino con visiera portato rigorosamente in maniera non simmetrica che copre una crapa mai poco rasata. E tante idee eghens de sistem. I luoghi comuni ambulanti che il genere sembra esigere a priori.
A me - ah, sotto sotto sono una nonnina - inducono sempre tenerezza. Specie nei non rari momenti in cui si ergono a inconfutabili giudici assoluti del genere e/o dell'artista, secondo l'antico assioma alternativo "cccioè tu non puoi capire" (il che, quando poi cercano di spiegarsi, è verissimo). Ho avuto comunque un breve scambio molto interessante:

B1: "Non male Daddy Kev, che ne pensi?"
ButelGhengsta: "D.K.? Cioè dicchei spakka proprio amico"
B1: "Capisco"

Ma non giudicateli subito, vi prego. Hanno anche dei difetti.

Mentre Daddy sta quasi per finire, c'è un capellone in frak grigio e cravatta grigia che cerca di attaccare il suo mac ad alcuni strumenti pieni di led. Decidiamo che è il nuovo tecnico del suono, eccentrico e gay. Aria moderna per Interzona.

Comunque sia Daddy Kev finisce poco dopo il nostro arrivo. Sapere quando ha iniziato, ma avrà suonato su e giù 30-40 minuti in tutto.
Il rap e l'hip-hop, la musica da negri insomma, non hanno più nulla da dire, ma Daddy Respect Kev (che è bianco) è promosso e assolutamente non mainstream.

A quel punto il capellone, forse in un eccesso di improvvisazione, attacca la soundmachine.

Ma chi è? Come si permette?
Ma come chi è? Era l'artista principale: Daedelus.

Daedelus

E quel frak fa parte del suo celebre(?) look New Dada (sì, vabbè... è il solito eufemismo per eccentrico gay). Non si sa perchè, forse aveva avuto un ritardo, forse prima non c'era nessuno, forse stava suonando alla Teca. Ad ogni modo lui parte ed è sempre incluso nei tre euro, non sette come da cartellone (che a questo punto è saltato?). Il pubblico quasi ha le lacrime e può farsi due coche in più...

Giù la maschera, l'americano Deadelus è una bomba e ad un certo punto la gente era bella che impazzita per i suoi giochetti sonori.

Come funziona lo show?

Ha avuto un'idea, che di 'sti tempi è già tanto: "Perchè continuare a mixare come tutti i pirla del mondo?". Se ne sbate del mix, ha tracce pre-mixate sul mac che vanno in automatico, argomento chiuso. Lui cura solo i loop e le frequenze con uno strumento a noi sconosciuto. Parliamo di livelli maniacali, usa i loop e lo smorzamento delle frequenze sono le sue note, le tracce che finiscono sotto il suo machete vengono rivoltate come un guanto di gomma che ti levi quando hai le mani sudate. Il tutto in 1m quadrato e con tre-quattro aggeggi ("non utilizza solamente synth e drum machine, ma anche pianole giocattolo, stampanti e incredibili aggeggi sonori").

Ottima playlist tra l'altro, in apertura pezzo dei Daft Punk poi tanta elettronica (pure Stardust), ma ci butta dentro generi diversissimi (rap, brasil, grunge, anche suonate d'archi... tutto) che con i suoi giochetti si uniscono in un mix da applausi.

Il delirio sale verso la fine quando - dopo aver già perso la testa e infilato tracce tra il techno e la trance - sorprende tutti con un tocco di "quel magico suono grunge" che ricorda al pubblico di iZona chi sono, da dove vengono. Siamo agli sgoccioli, nel momento in cui io e il Fruttone vogliamo sparare ad una cazzo di nana alternativa alta 1,30 che si sballa davanti alla console e se agita un altro po' le braccia qua e là quasi la tira giù (sarebbe stato epico!).

Conclusione
Ottimo Daddy Kev, grande Daedelus. Frut1, recupera un suo cd per il nostro prossimo rave party in cantina, va'.
Nozione di merito a Interzona per la serata e per il nuovo allestimento: minimale, d'accordo, non senza privarsi di un po' di sana psichedelia con mega video wall (ormai lo standard anche per le feste di condominio) e con quattro torrette luminose mutuate direttamente dal cofano di K.I.T.T.

23 aprile 2008

Peter Hook live dj set - Interzona, Verona

La verità, amisci, è che io di questo Peter Hook, non sapevo manco mezza fava fino alle ore 23.30 quando un sms di alcune vecchie conoscenze comuni

amici miei e di peter hook, dj set live in Interzona Verona

in loco mi informa del tutto. E la prima cosa a cui ho pensato non è stata: "Hey, un ex Joy Division, wow, sicuramente un dj set a tema anni '80!", no, è stata "Cazzo di nome è, Pietro Uncino?".


Peter Hook (ex New Order & Joy Division) live dj set, Interzona Verona


(terminato questo live da qualche parte in Argentina, dopo 30 anni è in Interzona, ecc.)

Pietro Uncino alla console incuriosce. Bravo lui. Partenza sonora azzeccata e lo show ha tutte le luci che piacciono tanto ai bambini. Pure ai grandi, specie perchè si gioca subito-subito la carta "nostalgia portami via" partendo con la mitica Love Will Tear Us Apart, Joy Division, simbolo tra le tracce simbolo della band con Ian Curtis al timone (quando poi il capitano abbandona la nave causa suicidio, la band appunto diventa New Order, e Peter Hook militava in entrambe).

Va così: parte con lo storico refrain e tutti si guardano, compiaciutissimi, sanno che questo sarà un dj set da nostalgici. E qua ovviamente siamo tutti un po' nostalgici, specie quelli nati dopo la morte di Curtis, mi pare ovvio. A parte gli immancabili teenagers saltellanti nelle prime file, con quei rassicuranti volti da ebeti lobotomizzati.

Situazione fine 70-inizio '80 rinforzata dalla scenografia: intorno alla console, si ergono file di led alla K.I.T.T., rossi e blu, più due pannelli video che proiettano la diretta dello show cui si sovrappongono - secondo una semplicissima tecnica di giustapposizione trooopo anni '80 - immagini floreali casuali, con colori che potremmo immaginare come "i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser" (tanto chi li ha mai visti? Ho-ho-ho...).

Il pubblico accenna alle prime movenze. Aria sempre più compiaciuta, una scelta vincente questo Peter Hook. Euforia e curiosità generale. Occhi lucidi. Esaltiamoci. Facciamo l'amore. Tiriamoci su le maniche e rilanciamo questo paese. Chiamo il broker e mi faccio consigliare un milione di nuove azioni, scelte a caso. Ne acquisto due milioni.

Colpo di scena: dopo neanche venti minuti piuttosto interessanti, parte l'ESPERIMENTO

L'ESPERIMENTO: Peter Hook (Interzona) chiama Marco Dionigi (Alter Ego), Marco Dionigi risponde e si porta pure Adrian Morrison
In esclusiva mondiale, un progetto abbandonato ai tempi dei missili V2, Interzona perfeziona il collegamento wireless tra la console di Peter Hook e quella dell'Alter Ego. Ed è disco sbobba, parte la house. Così, a tradimento, con mix tecnicamente neanche troppo convincenti (ok, io sono della scuola "mixa inserendo poche frequenze dell'altro pezzo con armonia", Peter Hook è della scuola "sbatti dentro i bpm dell'altra canzone e non rumper li ball, pirlett!").

Talvolta - per carità - la playlist è intervallata dal pezzo giusto (ricordo Song 2 dei Blur), ma sta di fatto che siamo in situazione disco dance. E allora questo non è più il dj Joy Division / New Order (e mi chiedo se avrebbe mai dovuto esserlo - forse era tutto nella mia testa?) su cui secondo me il furbetto gioca un po' tutto il suo successo di pubblico, diventa una tamarrata da domenica pomeriggio per un'umanità che tunza tutto ciò che è tunzabile.

Sconforto. Depressione. Calo dei consumi. Rapine e stupri. Il fronte interno cede. Il broker mi chiama con raccomandazione di fuggire in Costa Rica.

Domanda. Ma la cosa assurda è...
... perchè TUTTI tunzano per davvero? Oh, tunzano. Loro. Il pubblico sedicente alternativo che volentieri popola Izona. Quelli che mai metterebbero piedi in una discoteca perchè "si sa, nelle discoteche si tunza roba commerciale". A posto. E' peraltro il momento in cui le teenager di prima vivono l'apoteosi, con tanto di ascesa al palco per farsi autografare la spirale che spunta da qualche parte lì sotto in vista.

Nei momenti più concitati i 6 miliardi di watt (Interzona Sound System Spakka, da questo punto di vista è eccellente; per un rave party magari) ti entrano nelle orecchie come l'acqua in piscina, ed esattamente come quella maledetta acqua ci restano.
Ormai la situazione si delinea sempre più chiaramente. Il film non è finito. Noi, siamo DENTRO il film. Praticamente: sembra di essere nelle scene del primo Blade, quando Wesley Snipes spara-corre-ammazza a ritmo di musica techno infernale (ma almeno quella aveva un senso!).

Dopo tre quarti d'ora e forse poco più, sto per abbandonare. Parte Born Slippy degli Underworld (un must in casa Interzona: al capodanno 2007, l'hanno suonata mezz'ora!). Quasi abbandono.
Vabbè alla fine resto, la speranza di una ripresa c'era (e a tratti hey c'è pure stata! Ma sommessa). Sta di fatto che io - ma non credo di essere stato l'unico - mi aspettavo una cosa più... New Order, e mi sono trovato una patata tunzante.

Altre cose
- Prima del dj set, proiezioni del film sui Joy Division, un bio pic sulla vita di Ian Curtis intitolato "Control", titolo certamente azzeccato per uno che muore suicida. Per chi non l'ha mai visto e conosce la band, è d'obbligo. Per chi non l'ha mai visto, e non conosce la band, potrebbe essere interessante. Per chi l'ha già visto, vai al cinema e guarda altro.
- Prezzo 12 euro. Perchè c'era la proiezione, va bene. Altrimenti avrei voluto vedere ALMENO UNA consumazione: che non diventiamo veramente l'Alter Ego qua...
- Sul muro della sala bar, proiezione sine sonoro di La Sottile Linea Rossa, capolavoro della guerra tra Vento e Foglie d'Erba, con "l'inutile strage" di cavallette e formiche
- citando i post su Interzona: qualcuno mi spiega perchè non ci sono mai più di tre-quattro pheeghe da coltelli, in particolare single? Perchè? Qualcuno me lo spieghi subito.
Caserma Interzona ha qualcosa di malvagio inside.

Conclusione
Interzona si conferma un laboratorio, dove spesso ascolti cose che non ascolti altrove. E questa volta forse un motivo c'era. L'idea di serata a tema era buona e Peter Hook non è certo un cazzone. Ne è venuta fuori una serata a tema, solo per metà: ok il film, ok una parte della playlist di Peter Hook, scadente come la ricotta della settimana scorsa la restante parte.
Ma soprattutto, ripeto: ci si aspettava un'altra cosa, molto, molto meno house.

Speriamo nei Bloc Party la settimana prossima, mi pare.

11 febbraio 2008

Butelfield - puntata 2

Butelfield - puntata 2 (qui la puntata uno)

SPOT

Diventa anche tu un cretino, da oggi è più facile! Nel numero di Time questo mese in edicola l'allegato Cretinol, la guida definitiva firmata Sentenziosi per specializzare le tue qualifiche verso l'opportuna direzione.

Cretinol by Sentenziosi
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Ore 01.26
Mentre parlano con le loro vecchie care(?) conoscenze, i butei hanno uno dei succitati flash catatonici. E' come chiudere gli occhi e farsi un riposino, per poi svegliarsi più beoti di prima.

Ore 01.30
B2s conta le pecorelle con la bava alla bocca. B1 rinviene brevemente e ha come la sensazione di udire il rumore di un motore e di trovarsi nel retro di un qualche taxi che viaggia. Ma il flash seguente cancella ogni traccia e i butei tornano nel mondo dei sogni.

Ore 01.40
----wwwwooooopppp---- I butei rinvengono sul cubo del Berfi's. SI', SIAMO STATI RAPITI! Dai cretini di prima (a nostre spese). E portati al Berfi's, di sabato sera.
NUUUUOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO

Una musica da domenica pomeriggio al Queen ci dona la certezza che qualcosa non ha funzionato. I butei - che ad ogni modo restano sul cubo offrendo lampanti esempi di stile Rossella Brescia vs. Alessandra Celentano - hanno una pseudo-conversazione:
B2s: "Ma dove stracazzo siamo finiti?!"
B1: "IO N-O-N SONO PAZZOOO"
E' sotto choc. Presto, una carica da 400!

berfis verona

---boooom--- B1 rinviene

B2s: "Siamo al Berfi's?"
B1: "Sì. E NOOON ABBIAMO NEAAAANCHE I BRUUUFOLIII!" e, ormai assuefatto dal nuovo giocattolo, si concede un'altra carica da 400. Rinvenendo, si convincerà di essere Rita Levi Montalcini, prima donna sulla luna.
Ad ogni modo, a quanto pare siamo stati portat... pardon deportati al Berfi's. Considerazioni: da dove saltano fuori tutti 'sti ragazzetti senza peli sulle braccia? Cos'è, la puberta ora si vive intorno ai 25? Ciò in effetti spiegherebbe perchè la topa playboy anni '70 sia scomparsa definitivamente.

esempio di figa pelosa playboy

Evidentemente, nel senso che non dubitiamo, parte la fuga alla velocità della luce. Non senza passare dal via: al bancone quei due cuba libre incustoditi ci strizzano lungamente l'occhio. E vabbè, ci sono due che non riceveranno mai gli agognati cocktail, che sarà mai. E' la vita ragazzi: oggi a te, domani a te. Slurp, e taxiii!

01.55
Si diceva, taxi e via. Arriva un altro flash catatonico. Chiudiamo gli occhi e...

Ore 02.05
...siamo tornati al Klub59. Gli sguardi generali di accorata delusione, mentre si ode il rumore di pistole automatiche che vengono caricate, ci fanno capire che queste due pigne nel culo sono mancate a tutti. Ritroviamo la nostra bionda preferita che, assurdo ma vero, non s'era accorta della nostra dipartita e ci invita a smetterla di scherzare: tsè... andati al Berfi's, ma per favore! Ma noi al Berfi's ci siamo stati davvero.
O FORSE NO?!

Il momento di dubbio è confermato da uno sguardo serpentino tra i butei.

sentenziosi all'ennesima festa a Verona

Sogno o son desto, di sicuro c'è che inciampiamo per la seconda volta nell'open bar, a ridaje.

Ore 02.25
Fermi tutti, ci siamo dimenticati dell'Interzona! Taxxiiiiii!

Ore 02.26 Situazione taxi
Nel frattanto tra i tassisti di Verona si è sparsa la leggenda di due idioti ubriachi che prendono il taxi anche per andare a pisciare. Da questo momento in poi avremo un esercito di taxi ai nostri ordini, chiamiamo un taxi e ne arrivano almeno 4-5. E noi li prendiamo, firmando apposite cambiali col sangue che daranno al tassista il diritto sulla nostra casa, forse pure sul nostro culo (clausoline millimetriche del cazzo...), nonchè lo ius primae noctis su nostra sorella.
Reminescenze fantozziane. E' la puntata in cui il rag. vince una presunta lotteria e gira con una scorta di taxi a seguito.
Considerazione sui taxi veronesi, ex post: un taxi a Verona costa quanto tre taxi a Londra negli orari di massima tariffazione. C'è qualcosa che non va in questa cazzo di città.
Ad ogni modo a questo punto abbiamo capito come opera il meccanismo del flash catatonico: arriva il taxi, parte il solito flash, ci risvegliamo nella sala da ballo dell'Interzona.

Ore 02.30 Magggiccci butei
Riproviamo: ci concentriamo, chiudiamo gli occhi e... puuffff! siamo al Klub 59. Ancora, ancora: concentrazione, occhi chiusi e... puufff! siamo in Piazza. E' normale, è un potere nuovo, va imparato. Puuufff, ci riprendiamo all'Interzona.
Da un grande potere derivano grandi responsabilità. E' per questo che i 90 minuti seguenti non fanno parte della nostra ricostruzione, non ne abbiamo traccia: OLFI. Di sicuro ribecchiamo la tedesca di prima e Dossobuono non è mai stata così vicina: puuuffff, B1 è a Dossobuono. Solo che B2s è finito nuovamente sul cubo del Berfi's. Mh.
Puuufff... di nuovo al bancone dell'Interzona. Beviamo l'ultimo. Della nostra vita forse: gli essere umani sono sacche d'acqua, i liquidi costituiscono oltre il 70% del nostro contenuto. Nel caso dei butei, 70% di alcol.

Ore 04.00
I 240 taxi veronesi ci riportano alla butcaverna. Non senza toglierci uno sfizio a testa: parte il primo, parte il secondo, parte il terzo, ci infialimo nel quarto:
B1: "Presto, insegua quell'auto!" sì, ha sognato tutta la vita di farlo
Anche B2s lo sognava tutta la vita: "E vada di corsa, MERDACCIA!"
Comunque è nel tragitto di ritorno che scatta l'ultima grande genialata. Perchè, dopo aver accompagnato a casa la bionda - che ovviamente non vede l'ora di uscire ancora coi nostri... - i butei non si fanno portare nelle rispettive dimore preferendo invece tornare alla batcaverna? A questa domanda risponderemo dopo.

Ore 04.05
Situazione butcaverna: un butel russa sul divano, inabitato, mentre sulla tv scorre un porno di metà nottata, sul fido Telenuovo; un altro butel, anch'egli molto elegante, dorme in cesso con la testa appoggiata sul water.

Ore 04.20
Si sveglia, va in salotto e tira un calcio al suo amico il quale felicemente si sveglia e realizza che deve portarlo a casa (come fare, non è dato sapere) mentre entrambi si interrogano sul perchè egli non sia tornato prima con il taxi. La risposta in effetti è molto semplice. Per vomitare nel suo water, no?

il vomito è servito
da una storia spesso vera

E' un duro mondo, Buteilandia.

07 febbraio 2008

Butelfield - puntata 1

Il governo ha rinvenuto questo post circa dieci giorni fa, nei pressi di Basso Acquar. Dopo averlo visionato, è caduto. Lo stato maggiore ha dichiarato la quarantena alcolica.

Butelfield: Cloverfield ce fa na pippa


Welcome to Buteilandia, confessions of two dangerous minds
ovvero la surrealtà dei butei: Interzona, festa di Grifoni, Berfi's. And maybe more (ma chi'so ricorda?)

Premessa minor
Cosa ne pensate di un butel disteso a peso morto sul divano mentre piazza la russata d'antologia post ebbrezza ore 4.00, laddove l'altro si è addormentato sul water tra un conato di vomito e l'altro?

Cos'è Buteilandia?
Un mondo che apparentemente (effettivamente) non segue logiche. Alcuna logica. O meglio segue logiche non logiche tutte proprie: una realtà mista a onirici fuori strada, chiaroscuri di indefinibili idiozia, deflagrazione dei rapporti causa-effetti, derive daliniane, lynchiane, landolfiane, insomma, fantozziane, discorsi affrancati da ogni preoccupazione intellettuale e nesso qualsivoglia, effetti speciali a go go, rutti, vomito e tanti taxi.
Insomma, quelle cose lì, che ti svegli il giorno dopo - probabilmente con un "leggero" mal di testa - e ad ogni ora che il triste album dei ricordi tende a ricomporsi, piano piano, ma letale, tu pensi: non l'ho fatto. Sai benissimo, che l'hai fatto. L'ingresso al Klub59 - il punto di non ritorno - ha un retrogusto dantesco: il girone degli alcolizzati, coloro ai quali la legge del contrappasso riserva la punizione del flash catatonico. Memento audere MAI.


Day after, ore 12.26, un certo sms
B2s: "Album dei ricordi perduti, ciak - prima! Hai una bottiglia di vodka sul tavolo in salotto, la panna spray sul tavolo in cucina, il mio vomito in bagno. Addio"
Ore 12.27, un certo sms di risposta
B1: "... capisco" No, non capisce, ma tal'è: parte un certo flashback, in cerca di tracce delle ore precedenti.
..
....
.....
.......
.........
festa grifoni a Verona

Sabato 26 gennaio. Butcaverna. Ore 21.30
B1 e B2s, che vantano all'attivo una nutrita serie di ferie mai sfruttate, questa sera aggiornano il proprio repertorio musicale con le ultime tendenze - che poi da qualche anno sono SEMPRE le stesse - da Londra e Parigi. La concentrazione è alle stelle, il beat è quello giusto, la critica musicale è a livelli serrati. Nulla potrebbe porre termine all'ascetica esperienza d'ascolto. Nulla.

Ore 21.40
Giungono news su una ipotetica serata a Wonderland, Verona per i più illusi. Che comunque non c'avrebbe mai visti partecipi. Alla festa di Grifoni, si aggiunge l'inaugurazione dell'Interzona, più una festa privata in centro. Mai, capito?

eventi a Verona di sabato
(qui Butel V mentre stigmatizza la serietà della Maison)

Ore 21.41.01
B1 volta il capo a sinistra.
Ore 21.41.02
B1 ri-adagia il capo a destra.
B2s ha in mano due white russian perfettamente confezionati.
B1: "E quelli DA DOVE CAZZO saltano fuori!?"
Contestualmente al cambio di sound (da non si sa dove, parte "Braaasiiiil"), B2s si dimostra particolarmente sorpreso, e accavallando le gambe, fissando il soffitto, fumando un'immaginaria sigaretta: "Cioèèè adesso non si può neanche più avere un'innocua scorta d'ordinanza? Dove andremo a finire?".
Kalua, vodka, panna spray. Il triplo bottino di B2s per le innocue ordinanze. Per le situazioni delikate, c'è direttamente il Nitroglicerinova, dai peggiori bar di Stalingrado.

Ore 23.30
Al quinto giro di white russian dai laboraduar della Maison - "Perchè noi valiamo" - cresce il sospetto che questa balla in nuce sia sprecata, un po' come questa stanza che gira modello Icarus (Gardaland), un'attrazione che andò in pensione troppo presto: di sotto non c'era più nessuno che vendeva ombrelli anti vomito. Via con gli effetti speciali: alla domanda di B2s "Sarà una serata da butei?" il ghigno ebbro di B1 mentre pronuncia "Chiediamolo ai Numi" ed incendia un capretto umilierebbe le previsioni della Pizia.

Ore 23.31
Armadio uno: dress up, abiti sentenziosi. Dopo appena sette abbinamenti, i nostri decidono per un'elegante mise da cartellone pubblicitario Sentenziosi.com sulla 5th avenue.

grifoni Verona

Armadio due, l'armadio pheeghetta: questa sera prendiamo la bionda. La bionda ci piace sempre, è forte:

pheega, grazie
"No no guarda..."

una figa di un certo livello, piuttosto scema, non fa domande, non capirebbe le risposte, piace ai marpioni di ogni età, ottima nel ruolo della racatta drink offerti, basta tirare il bastone, lei torna col drink in bocca, un buffetto affettuoso ed è tuo.

Passo successivo: taxiii!


Ore 23.55 Interzona
Dopo la festa di capodanno (ne ha parlato addirittura Vaduz Time, successon insomma), l'Interzona oggi riapre. Nel senso che c'è una porta chiusa e qualcuno stasera porta le chiavi. Fine. Il programma è 'na tronzata, ma dovrebbero suonare Jennifer Manzo e John Marangoni. Chi? Il duo lesbo chic sentito una volta alla Sagra della Vigna. Ci sono piaciuti, si possono anche riascoltare.
All'ingresso c'è la fila per la tessera. I butei iniziano a fare boriose cose da butei: esibiscono la tessera dell'anno scorso. La logica impone che la tessera nuova debba essere diversa da quella vecchia. Buteilandia? Logica? Entriamo senza problemi, a sbaffo come delle merdacce.
I dj non ci sono. Forse arriveranno dopo. Forse no. Nessuno sa nè dice.
Chi è il genio che gestisce 'sta baracca, un criceto down?

No, no: non ci resta che perseverare nell'escalation alcolica, che sta ormai offuscando ogni cognizione. E parlare con una cazzo di tedesca che fa le vacanza a Dossobuono. Una tedesca in vacanza a Dossobuono, normale no?
B1 entra in modalità fumetto a cielo aperto e lavora ad un piano di fuga che nel suo immaginario dovrebbe terminare dalle parti di Dossobuono, col cazzo in bocca di Tina mentre B2s scatta delle foto incitando l'affiatato duo: "Ok ora mettiti così" "Ora infilaglielo nell'orecchio" "Spank, ora spank sul culo!".
B2s non è altrettanto convinto, il suo occhio forse è ancora credibile, la sua visione è di altra natura: un pachiderma che schiaccia il cazzo di B1 mentre questi afferma "che naso grosso che hai!".
In sala comunque nessuno balla. Strano, ci sono ben tre persone. E sono tutte alla consolle. Sembra una multinazione, vuoi che non saltino fuori tre Music Manager? Intanto la nostra bionda da compagnia torna con un altro cocktail offerto dall'allupato di giro, i butei sono commossi. Ma Interzona non decolla. Belle facce del resto, gente che si diverte...
B2s: "E' già partito il requiem di Mozart?"
B1: "Non so, comunque è appena entrato Undertaker"

interzona verona sabato sera
Basciamo le mmanni

Taxiii!

Ore 24.45 Klub 59, Festa di Grifoni
Tesserati dall'alba dei tempi, sfruttiamo circa una volta all'anno la tessera del PFF - Partito dei Fighetti Falliti (ma secondo altri Partito dei Fascisti Froci, al Klub 59 c'è aria sì imprenditoriale ma "moderna", mica...). Entriamo. Il Klub 59 è non pieno, ultra pieno, mai visto tanto carico. Buona parte sono pheeghe, che Frut1 non esiterebbe a definire "fighe imperiali". O pheeghe da coltelli, vedete voi, cambiando le pheeghe il risultato non cambia: DA SFONDARE senza esitazione. E scusate se abbiamo detto "Da".
L'effetto crowded rilascia nell'aria il feromone della sboronaggine: per combattere l'aria del commesso vissuto, della shampista vissuta, dell'imprenditore vissuto, dell'XXX vissuto, i butei cominciano ad atteggiarsi, poseurs tra i poseurs. Salutiamo Tizio e Tizio ci offre da bere. Salutiamo Caio e Caio ci offre da bere. Salutiamo Sempronio e pure 'sto coglione ci offre da bere. La bionda invece fa direttamente la spesa settimanale. Ancora cogliamo la differenza tra il bianco e il nero, la figa e la minchia, tra Bruno Giordano e James Bond, ma manca poco all'ora del black out definitivo.

In un unico - e ultimo - momento di folgorante lucidità, B1 comprende che si è al bivio e che se i butei vogliono salvarsi dalla surrealtà definitiva (che sta arrivando, la fiutiamo, è dietro l'angolo, è un passeggero oscuro che ci raggiunge nella notte, tra un po' ogni cosa perderà senso) devono mollare ORA. Rapido check delle vie di fuga.
B1: "Là, verso il balcone, presto!"
B2s: "Sì McGuyver"
Oh fuori! Tse, McGuyver... senti che aria fresca. E guarda quell'open bar di prosecchi!

NUUUUUUUUUUUUUUUUUOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO
OOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!

Ore 01.15
B1 è così sbronzo che è andato da uno sbronzo e l'ha portato al suicidio per quanto è inetto. B2s è così sbronzo che non ha capito che B1 è sbronzo. Il feedback sulla qualità dei nostri discorsi è immediato.

Pheeghetta 1: "Heh, bella giacca sai?"
B2s: "Triossido di molibdeno"
Pheeghetta 1: "N-non capisco"
B2s: "Comune denuclearizzato in provincia di Varese"

B1 invece serra la situazione in maniera esemplare.
Pheeghetta 2: "Ciao come va?"
B1: "Sperma di balena"
Pheeghetta 2: "C-come?"
B1: "SPERMA DI BALENA!"

Mentre metà dei commensali si gira pensando di aver sentito qualcuno sostenere "Sperma di balena" a voce alta (chi sarà mai stato così sfrontato?), B2s coordina tempestivamente mascella, labbro inferiore, mano destra, cenni affermativi del capo ed esibisce la più riuscita delle pose "relax, è tutto sotto control" di un buttafuori negro. Molto negro.

festa klub 59 verona

Ore 01.20
Ci stiamo mimetizzando "proprio" alla grande: i butei a questo punto hanno molestato circa metà degli invitati. L'altra metà, voleva comunque prenderli a calci nel culo a priori. Fatti due conti, siamo 2 contro 200. Le tette della bionda ci potrebbero salvare nelle situazioni più delicate, ma non le troviamo più.
B1: "Dove sono le tette?"
B2s: "Sotto la maglietta"
B1: "Fai vedere!" e lo abbona al club de La Tetta Nera, componente la mitica triade del dolore insieme al Lopez e al Paletto. Brrr.

Ore 01.25
L'alcol gioca un nuovo scherzo: i flash catatonici. Da un momento all'altro, ti riprendi e sai che hai smarrito i recenti 5-10 minuti della tua vita. Cosa accade in mezzo? Documenti inceneriti consegnati al vento. E a 200 persone che ti sputeranno addosso. E' il momento "migliore" per beccare alcune vecchie conoscenze.

Butel X: "Veeeecccio quanto tempo gggrranndee com'hellas?"
B1: "Hasfidanken?" o Augentaler anche. E comunque sì, c'è ancora gente che saluta com'hellas. Se non è una città di cretini questa...
Butel x: "Veeecccio ma che casso disito?". Ma non dovremmo dirlo noi?
B2s: "[Pezzo di cretino] Le seguenti persone sono gay: tu tu tu tu tu tu tu"
Butel X: "Ci elo Tutututututu?"
B2s: "Un egiziano amico mio, tranqui", sì, B1 disse proprio tranqui.

Ciò che accade ora è consegnato agli archivi di stato e non è adatto ad un pubblico impressionabile, cui sarà comunque rivelato al decorso di anni cinquanta.
O al prossimo post.

22 maggio 2007

Interzona Verona

Interzona Verona: Boredoms live in concerto

Con ritardo, ma arriviamo. Sì sono esibiti il 5 maggio alla rinnovata Interzona di Verona, questi Boredoms dal lontano Giappone. Noi c'eravamo, pur non sapendo assolutamente chi essi fossero.
Il loro spazio su myspace da' indicazioni parziali e sommarie della loro ricerca musicale: la verità sintetica di un loro concerto live è a dir poco spiazzante. Ma in fondo affascinante.
E così siamo stati spiazzati, ma affascinati. Perchè Sentenziosi all'Interzona coi Boredoms, c'è! (ndSentenziosi: ah sì? No perchè non s'era proprio capito guarda...). Parlo a nome mio, di Frut1, Butel3, 4, 5. O 3, 6, 7. Non si capisce più nulla qua coi numeri, sembra la lotteria.
Colgo l'occasione per rispondere ad un lettore che accusò Sentenziosi (paradossale) di trascurare Interzona e l'ambito alternativo. A ridaje... che volete, l'etichetta alternativa stenta a morire.

Boredoms: chi sono?
Il pomeriggio del 5 maggio così risposi: "Che cazz' ne so?".
La notte del 5 maggio così rettificai: "Dei pazzi sperimentatori di musica psichedelica che moriranno entro sette-otto concerti".
Non scherzo gente, la loro musica è dannosa per la salute, loro e di chi veglia i concerti. Il sito di Interzona li presenta delineando una parte del loro percorso: musica che sarebbe una fusione di speedmetal e freejazz (e secondo noi pure freemetal e speedjazz, va'), con richiami ai Faust anzitutto (sì c'è del kraut rock, ma lieve parvenza), senza la palpabile presenza di un ritmo o di una melodia, il tutto portato ossessivamente all'eccesso. Ma, sottolinea Interzona, si tratta di una musica che "solo un orecchio distratto definirebbe rumorismo caotico". Deduco che al mondo ci sono 6 miliardi di persone con l'orecchio distratto. Vedrete presto perchè.
A nostro avviso le cose stanno sì così, ma di più: i Boredoms sono un complesso di musica anzitutto acida, psichedelica e sperimentale; declinando più a fondo, aggiungerei electro-funk-acid-jazz-triccheballache; e il tutto si muove su questa bisettrice: percussioni plurime interminabili, distorsioni del suono e un pazzo che batte un mega xilofono e urla fortissimamente cose in giapponese tipo: "Butel1 tua madre è una baldraccona", "Frut1 sei un cesso anche al buio", "Butel3 fa i pompini col culo" e così via.

Interzona - il concerto dei Boredoms
Giungiamo intorno alle 22.30, il tempo di una bevanda analcolica (ebbene sì, abbiamo deciso di non anestetizzare i nostri sensi per raccogliere il meglio della dolce sinfonia che ci verrà proposta di qui a poco) e nella sala (sala? Magazzino) centrale l'organico si è appena messo all'opera: i Boredoms sono stati sistemati al centro, con le loro tre batterie, il capellone-mixatore-battitore-urlatore pazzo e una specie di tecnico del suono a curarsi dell'uscita del suono di tanto in tanto. L'uditorio è disposto in cerchio intorno al complesso. Solo alle loro spalle una piccola tribuna di tre-quattro gradini. E' accorsa una presenza moderata, equilibrata per gli spazi messi a disposizione. L'effetto scenico ci piace, bella cosa lo stare tutti intorno alla band a cinque centimetri.
I Boredoms stavano già suonando e suoneranno per circa un'ora senza grosse variazioni melodiche. A questo punto, senza riprendere il leziosismi di genere e critica musicologica che non sono nelle mie corde (bisognerebbe sentire Frut1 - ma se questa recensione l'avesse scritta a lui, a questo punto stareste ancora leggendo di riflessioni tra lui e il suo non-cervello e con altre vocine che escono da ogni dove), vi lascio alla prova live, registrata da noi in loco. Twice.





Ecco. Che vi avevo detto? Non vi avevo parlato di alcune percussioni? Ora, capirete bene anche voi che questi moriranno a breve, non potranno reggere ancora molti concerti. Ma in fondo sono giapponesi, il suicidio è ingenito alla loro cultura.
Sicchè, come già noi, tanti sono stati gli spettatori che tra un brano e l'altro (durata media: 7-8 minuti!) si sono ritirati per almeno 4-5 minuti di riposo al bar della zona antistante, per un relax timpanesco dalle assordanti sonorità di 'sti giapponesi.
Eppure sono a loro modo geniali. Un evento unico, senza dubbio. Quindi promossi: niente trash qui, difficilmente c'è un modello alto al quale attingono al 100% e lo ripropongono. Sì recuperano, ma sono sperimentatori. Frut1 è entusiasta, noi condividiamo una parte della sua mascolina sensibilità.

Seguirà un dj set come da tradizione, Interzona in parte si svuoterà ma sono diversi i gggiovani che come sempre decideranno di fermarsi per quattro passi a ritmo di dens-dens. Altri ancora, giungeranno solo in questo momento: terminati i concerti della "prima serata", l'ingresso all'Interzona è gratis. Un richiamo sempre magico, ovviamente, per il precariato veronese della giovane età.

Conclusioni sentenziose
-Boredoms promossi: questi giapponesi spaccano dannatamente culi poderosi.
-Brava Interzona Verona, come disse Frut1: "Voglio proprio vedere chi è che in Italia ha le palle di proporre questa musica sperimentale". Del resto non è la prima volta che le selezioni artistiche del management sono di carattere.
-non ci è piaciuto il dj set, meno "cool" del solito: in genere vispo e aggiornato, questo giro ha preferito un calderone di LCD, altri pezzi indie, Blur, un po' di anni '80 "esportabilissima" e in genere pezzi un po' del menga. Seppe fare di meglio. Dopo poco abbandoniamo alla volta del centro. Torneremo all'1.30 ma a quel punto le cose stavano andando alla deriva con balletti di gruppo su antichi ritmi decisamente inflazionati.
-capitolo più importante. La clientela. Torniamo alla mia considerazione dell'incipit: perchè se la gente si veste da barbona, magari con quattro orecchini, un cazzo di piercing, un tatuaggio qua e là, anda' scazzato da chi ha fatto a pugni con la vita... deve essere alternativo? Per me, solita periferia estetica. Questo vale certamente per i gggiovani; si può applicare parimenti alle gggiovani, ma andrebbe aggiunta una cosa fondamentale. Alla vostra domanda: "Sì ma Butel1, non tenerci sulle spine... quante pheeghe c'erano?" io rispondo con indelicata certezza: "ZERO ASSOLUTO", correndo anche il rischio di una simile ardita citazione musicale italiana, la quale un giorno mi ricadrà sul capo. Non scherzo: una figa manco a pagarla. Nel vero senso della frase: paghi l'ingresso e non ne trovi una, potresti andare fuori chè le "pro" di colore sono a due passi (siamo in zona Fiera, per i meno informati), ma quelle sono anche peggio, ergo resti a mani vuote.
-nel complesso pollice su, a parte il capitolo pheega.