23 aprile 2008

Peter Hook live dj set - Interzona, Verona

La verità, amisci, è che io di questo Peter Hook, non sapevo manco mezza fava fino alle ore 23.30 quando un sms di alcune vecchie conoscenze comuni

amici miei e di peter hook, dj set live in Interzona Verona

in loco mi informa del tutto. E la prima cosa a cui ho pensato non è stata: "Hey, un ex Joy Division, wow, sicuramente un dj set a tema anni '80!", no, è stata "Cazzo di nome è, Pietro Uncino?".


Peter Hook (ex New Order & Joy Division) live dj set, Interzona Verona


(terminato questo live da qualche parte in Argentina, dopo 30 anni è in Interzona, ecc.)

Pietro Uncino alla console incuriosce. Bravo lui. Partenza sonora azzeccata e lo show ha tutte le luci che piacciono tanto ai bambini. Pure ai grandi, specie perchè si gioca subito-subito la carta "nostalgia portami via" partendo con la mitica Love Will Tear Us Apart, Joy Division, simbolo tra le tracce simbolo della band con Ian Curtis al timone (quando poi il capitano abbandona la nave causa suicidio, la band appunto diventa New Order, e Peter Hook militava in entrambe).

Va così: parte con lo storico refrain e tutti si guardano, compiaciutissimi, sanno che questo sarà un dj set da nostalgici. E qua ovviamente siamo tutti un po' nostalgici, specie quelli nati dopo la morte di Curtis, mi pare ovvio. A parte gli immancabili teenagers saltellanti nelle prime file, con quei rassicuranti volti da ebeti lobotomizzati.

Situazione fine 70-inizio '80 rinforzata dalla scenografia: intorno alla console, si ergono file di led alla K.I.T.T., rossi e blu, più due pannelli video che proiettano la diretta dello show cui si sovrappongono - secondo una semplicissima tecnica di giustapposizione trooopo anni '80 - immagini floreali casuali, con colori che potremmo immaginare come "i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser" (tanto chi li ha mai visti? Ho-ho-ho...).

Il pubblico accenna alle prime movenze. Aria sempre più compiaciuta, una scelta vincente questo Peter Hook. Euforia e curiosità generale. Occhi lucidi. Esaltiamoci. Facciamo l'amore. Tiriamoci su le maniche e rilanciamo questo paese. Chiamo il broker e mi faccio consigliare un milione di nuove azioni, scelte a caso. Ne acquisto due milioni.

Colpo di scena: dopo neanche venti minuti piuttosto interessanti, parte l'ESPERIMENTO

L'ESPERIMENTO: Peter Hook (Interzona) chiama Marco Dionigi (Alter Ego), Marco Dionigi risponde e si porta pure Adrian Morrison
In esclusiva mondiale, un progetto abbandonato ai tempi dei missili V2, Interzona perfeziona il collegamento wireless tra la console di Peter Hook e quella dell'Alter Ego. Ed è disco sbobba, parte la house. Così, a tradimento, con mix tecnicamente neanche troppo convincenti (ok, io sono della scuola "mixa inserendo poche frequenze dell'altro pezzo con armonia", Peter Hook è della scuola "sbatti dentro i bpm dell'altra canzone e non rumper li ball, pirlett!").

Talvolta - per carità - la playlist è intervallata dal pezzo giusto (ricordo Song 2 dei Blur), ma sta di fatto che siamo in situazione disco dance. E allora questo non è più il dj Joy Division / New Order (e mi chiedo se avrebbe mai dovuto esserlo - forse era tutto nella mia testa?) su cui secondo me il furbetto gioca un po' tutto il suo successo di pubblico, diventa una tamarrata da domenica pomeriggio per un'umanità che tunza tutto ciò che è tunzabile.

Sconforto. Depressione. Calo dei consumi. Rapine e stupri. Il fronte interno cede. Il broker mi chiama con raccomandazione di fuggire in Costa Rica.

Domanda. Ma la cosa assurda è...
... perchè TUTTI tunzano per davvero? Oh, tunzano. Loro. Il pubblico sedicente alternativo che volentieri popola Izona. Quelli che mai metterebbero piedi in una discoteca perchè "si sa, nelle discoteche si tunza roba commerciale". A posto. E' peraltro il momento in cui le teenager di prima vivono l'apoteosi, con tanto di ascesa al palco per farsi autografare la spirale che spunta da qualche parte lì sotto in vista.

Nei momenti più concitati i 6 miliardi di watt (Interzona Sound System Spakka, da questo punto di vista è eccellente; per un rave party magari) ti entrano nelle orecchie come l'acqua in piscina, ed esattamente come quella maledetta acqua ci restano.
Ormai la situazione si delinea sempre più chiaramente. Il film non è finito. Noi, siamo DENTRO il film. Praticamente: sembra di essere nelle scene del primo Blade, quando Wesley Snipes spara-corre-ammazza a ritmo di musica techno infernale (ma almeno quella aveva un senso!).

Dopo tre quarti d'ora e forse poco più, sto per abbandonare. Parte Born Slippy degli Underworld (un must in casa Interzona: al capodanno 2007, l'hanno suonata mezz'ora!). Quasi abbandono.
Vabbè alla fine resto, la speranza di una ripresa c'era (e a tratti hey c'è pure stata! Ma sommessa). Sta di fatto che io - ma non credo di essere stato l'unico - mi aspettavo una cosa più... New Order, e mi sono trovato una patata tunzante.

Altre cose
- Prima del dj set, proiezioni del film sui Joy Division, un bio pic sulla vita di Ian Curtis intitolato "Control", titolo certamente azzeccato per uno che muore suicida. Per chi non l'ha mai visto e conosce la band, è d'obbligo. Per chi non l'ha mai visto, e non conosce la band, potrebbe essere interessante. Per chi l'ha già visto, vai al cinema e guarda altro.
- Prezzo 12 euro. Perchè c'era la proiezione, va bene. Altrimenti avrei voluto vedere ALMENO UNA consumazione: che non diventiamo veramente l'Alter Ego qua...
- Sul muro della sala bar, proiezione sine sonoro di La Sottile Linea Rossa, capolavoro della guerra tra Vento e Foglie d'Erba, con "l'inutile strage" di cavallette e formiche
- citando i post su Interzona: qualcuno mi spiega perchè non ci sono mai più di tre-quattro pheeghe da coltelli, in particolare single? Perchè? Qualcuno me lo spieghi subito.
Caserma Interzona ha qualcosa di malvagio inside.

Conclusione
Interzona si conferma un laboratorio, dove spesso ascolti cose che non ascolti altrove. E questa volta forse un motivo c'era. L'idea di serata a tema era buona e Peter Hook non è certo un cazzone. Ne è venuta fuori una serata a tema, solo per metà: ok il film, ok una parte della playlist di Peter Hook, scadente come la ricotta della settimana scorsa la restante parte.
Ma soprattutto, ripeto: ci si aspettava un'altra cosa, molto, molto meno house.

Speriamo nei Bloc Party la settimana prossima, mi pare.

4 commenti:

butel 10 ha detto...

I Bloc Party non ci saranno mi dicono. Riguardo sabato bellissimo il film il resto un pò meno.

Butel-M* ha detto...

Ma si era una bufala quella dei Bloc Party all'inter zona, allocchi.

Anonimo ha detto...

Se non ci siete già stati, questa estate fate un salto al kiosko di peschiera del garda.

www.ilkiosko.com e dite un pò la vostra.

botolo

Butel 347.. ha detto...

Bloc Party sostituiti sembra da feel good productions dj set, che visti anni fa in concerto mi soddisfarono...poi si sa, si invecchia...