17 agosto 2007

Soundpark Festival Valpolicella - Arbizzano, Verona

Il Soundpark Music Festival di Arbizzano (Verona)

parrebbe l'alternativa più "alternativa" al nostrano venerdì da martellate sui maroni, ad esempio nei bar di Piazza Erbe, nella spumeggiante Verona d'agosto.
Insomma: Arbizzano-Valpolicella ("ghe freschetto vecio"), ingresso gratuito ("e te risparmi anca vecio"), musica gggiovane con un palco rock e uno underground (due palchi? Aleggiano i primi brividi), uno skate park (mh), un contest di breakdance (mhmh) e ovviamente graffiti-video-stand gastronomici (cinque anni fa la tripletta più ossimorosa della storia, oggidì una costante che piace a tutti; quasi tutti).
Ad ogni modo che vuoi fare, quello c'è e allora vacci dico io.

Dice: ragazzo mio, si potrebbe sapere qual è la programmazione musicale di questo venerdì, per cortesia?
Dico dico: t'a senti de sentirla? (ndButel1: 'a cadenza rromana me vviene quanno c'ho da caricare sinestesicamente er potenziale trash d'a cosa, ovviamente IMHO). E allora beccatela:

Soundpark Valpolicella Arbizzano, Venerdì 17 agosto 2007
Aneurysm (Vr)
Rumors of Gehenna (Ud)
Skanners (Bz)

Chi sono? Oh, che sbadato a non citare il leitmotiv della serata, ch'è: METAL NIGHT.
Vorrei certificare ISO 9001 questa mia certezza, ovvero che tra la mischia delle innumerevoli questioni artistico-culturali che nella mia mente tenderanno ad infinitum a restare irrisolte, spuntano prepotenti i dubbi sulla cultura metal. Ho cercato di indagarla, mi sono avvicinato al fenomeno, anche tramite la controinformazione. Ma niente. Nebbia in Val Padana per me.
(R)assicuro i metallari all'ascolto che tutto ciò prescinde dall'ovvia personalità del giudizio estetico (chè, personalemnte, detesto il metal nella sua intrinsecità). Mai capirò come un attento seguace della cultura metal si possa/debba:
-agghindare così (e sto cercando di lasciar fuori la devianza dark, salvo sparare sull'amata croce rossa)
-alterare i propri tratti fisici così (capello lungo e barbetta in da haus, senza trascurare una sana doccia settimanale)
-soprattutto abbandonare al più torbido headbanging, con un'ineleganza funzionale al capello di cui al punto 2 (o viveversa?)
-ri-soprattutto, e qui ho rischiato di farmi venire un esaurimento per comprendere, non capirò mai perchè gli sia necessario mischiarsi ad una folla cornificante durante l'intera durata di un concerto. Mai. E poi, di grazia, smettiamola di chiamarli alternativi.


soundpark festival valpolicella arbizzano verona

Quindi?
Generalizzazioni a parte, Sentenziosi dice un metallissimo FUCK a questo venerdì al Soundpark Music Festival in Valpolicella e opta per scenari più nobili. Ladies and gentlemen...

Little Tony a Perzacco di Zevio (Verona)

E' LA breaking news appena arrivata in casella di posta. Robe, da ringraziare i Numi...
E' così, noi non si mente. Sentenziosi avvalora la sana, vecchia, melodica qualità rockettara delle origini. Lui che volle vivere una vita a stregua e guisa di Elvis, e quando non vi riuscì, ne derivò ciò che tutti putroppo conosciamo.
C'è, insomma, che si tiene una festa estiva a Perzacco, dalle parti di Zevio (ormai fisso nel DNA Sentenziosi, zioskan) e chiamano il buon vecchio Little Tony. Il quale è ancora in attività.
Plausibile scenario musicale: me lo immagino, a metà concerto, tra un occhiolino e l'altro alla vecchia fiamma della prima fila (nel senso di femmina settantenne), nel climax di un "Cuore matto, matto la legare..." mentre si lancia per avventurarsi nell'ormai celebre "calpestante bagno di folla alla Little Tony" (?). Non verrà sollevato da nessuno, vis a vis con l'erba di Perzacco.

Scherzi a parte (ndSentenziosi: eh questo sì che è humour inglese...), come negare che sia più alternativo un Little Tony a Perzacco, eh?

16 agosto 2007

Spettacolo Momix a Verona

I Momix con Passion al Teatro Romano

Se avete presente chi sono i Momix, e magari vi piacciono pure, beh sappiate che sono in scena da ben tre giorni: lo spettacolo Passion dei Momix è al Teatro Romano di Verona dal 13 al 19 agosto 2007.
[Piccola premessa inter cazzi mia: che simpatico questo Butel1, che prepara un post agenda sui Momix a Verona circa dieci giorni fa e poi lo pubblica unicamente per gli addetti al water di casa sua]

Ve la dico tutta e schietta: a mio avviso, il tipico spettacolo dei Momix è 'sta danza moderna con musica a metà tra l'ambient e il "non lo so cosa", con 'sti ballerini vestiti delle loro tutine adamitiche, spettacolo di un genere che non riuscierei a catalogare se non come "Sinuoso tentativo di danza moderna con refusi di classico", che ad ogni modo dopo trenta minuti ha sfrantato i maroni. Eppure anni fa me li sono visti e goduti, apprezzandoli. Chiamali misteri dell'arte contemporanea.
Pure Butel2 se li era visti e goduti, apprezzandoli, nella loro recente trasferta mantovana con lo spettacolo Sunflower Moon.

Sappiate che questo Passion è il meglio dei Momix, qui la critica è concorde e spreca i riferimenti all'espressione "masterpiece". Meglio di Sunflower Moon, ad esempio.

Quel geniaccio che Moses Pendleton non è altro, nel 1992 decide di prendere le musiche di quell'(allora) geniaccio Peter Gabriel per il film "L'ultima tentazione di Cristo" di quell'altro geniaccio registico che è Martin Scorsese, e di adornarle di danza, di declinarle in danza con ricorrenti ed evidenti temi mistici. Anche se Passion non è uno spettacolo sul Cristo, o non solo insomma (anzi, secondo altri è soprattutto la longa manu in chiave artistica del Buddha e di Gandhi, curiosità).


momix verona passion teatro romano

Qual è il tema di Passion?
Negli anni '90 Passion ha segnato la vertiginosa ascesa dei Momix, i ballerini tutta forma, quando la forma fa/dà contenuto, qui non senza l'intermediazione intellettuale: da quanto posso capire e come sembra suggerire il titolo dello spettacolo, il tema è il panismo spirituale/religioso. Pendleton indaga le religioni, due su tutte Cristianesimo e Buddismo, alcune filosofie orientali, lo spiritualismo, il misticismo, l'esoterismo, il mistero della vita. In prima battuta sicuramente questo: il mistero della vita, con la famosa immagine iniziale di un albero e i ballerini a creare rami e fronde in movimento e a simboleggiare le cose di cui sopra (i rami sarebbero le religioni mentre l'albero è LA religione, o così dice chi sa e di cui io ho letto per scrivere le mie cose, eh).

Come funziona?
"Ciao siamo i Momix, quelli quasi nudi con culi e pacchi in vista (ciao ragazze ciao), un po' danzatori, un po' ginnasti e un po' atleti sincronizzati e per questo spettacolo siamo solo in sei, ma ce la caviamo benissimo con i nostri exploit coreografici che vanno ad animare il pannello sullo sfondo del palco, tutto ciò con musica di qualità che si sposa sempre bene alle nostre pose e movenze. Capito che roba?"

Passion dei Momix al Teatro Romano
Come detto in apertura, lo spettacolo è già iniziato da un po' di giorni. Si tratta in particolare di un ritorno a Verona, dopo una precedente esibizione di Passion datata 1994. Avete oggi e altri tre giorni di tempo.

Considerazioni personali
Ora, il lavoro dei Momix non si discute, secondo me. Non dubito che anche in Passion la qualità sia tanta. E come ogni cosa, piace o non piace. Bene, cerchiamo di non dimenticarcelo: sono stufo di sentire tutti ma proprio tutti galvanizzati per i Momix, ed è subito "Super spettacolo dei Momix", "che figata i Momix", "super i Momix", "Grrandi Momix" vecio, quando il pensiero latente parrebbe essere "Cazzo fanno 'sti qua, ma che è?".
Ma va' cagher dai, questa loro danza è un'arte talmente singolare che non crederò mai possa piacere a tutti. Come c'è gente che non resiste alle tre ore di un'Aida qualsiasi in Arena, c'è chi non resisterà ad un'ora e mezza dei Momix al Teatro Romano.

15 agosto 2007

Cueva Cafe - Verona, San Giovanni Lupatoto

Cueva Cafè - San Giovanni Lupatoto, Verona

Aggiornamento
Manco a dirlo, il Cueva di recente ha fatto davvero un'inaugurazione (tempo: ultimi venti-trenta giorni, io sono passato precedentemente) e ha cambiato look. Ovvero verniciatura: dal rosso al bianco, o dallo spritz al prosecco a seconda dei gusti. Le foto allegate (courtesy - ? - 2night) perdono in parte valore.

A volte mi rendo conto di fruire letture non proprio nobili. O di stare vivendo su di un altro pianeta.
Tutto cominciò qualche settimana fa allorchè il solito, immenso, inimitabile Nostro Signore della Notte Gggiovane a.k.a. 2Night.it si fa promotore di un evento del quale (a loro avviso) tenere davvero conto, si sa mai che ti perdi qualche occasione di svago e diporto.
La "superserata" in questione si terrebbe ogni weekend d'estate al Cueva Cafè di San Giovanni Lupatoto (Sangio, insomma), nella prima ridente periferia industriale di Verona, nota ad esempio per il Galassia, l'Uci, le rotonde di Sangio, Giovanni Rana. Basta.
Vediamo la promessa nel dettaglio:

cueva san giovanni

Sotto certi punti di vista adoro 2Night, ne apprezzo certamente la forza di spirito e di criticità, non te le manda a dire certe cose, te le butta lì con vigore e a te non resta che discrezionare la realtà: "Tu, Stronzo, vuoi essere veramente in?". L'aut-aut è di livello: "Sì?" beh allora vai a fare un salto al Cueva Cafè di Sangio (e lì poi sò cazzi tua amico). "No?" No no beh, così... dicevo tanto per dire... ti consigliavo un posto nel caso avessi bisogno... hey amici come prima ok? Sarà magari per la prossima.

Ma se c'è una serata chic (cos'è una serata chic?), beh noi ci si deve andare caspita. Insomma, facciamolo per coerenza: siamo persone chic, cazzo andiamo nei posti chic. Easy. Tant'è che certe cose vanno puntualizzate, in caso di dubbi:

caffè cueva verona


Ah c'è pure il jet set locale. JET SET LOCALE? E chi cazzo sarebbero i componenti del sedicente jet set locale di San Giovanni Lupatoto, se togliamo il sindaco e il capo dei vigili? Giovanni Rana? Ma no, quello manco abita lì, che sto dicendo.
Risposte, che ti condurrebbero dritto agli estremi dell'esperienza umana. Mi sento di rischiare: ESIGO di sapere chi sono 'sti vip che dimorano al Cueva Cafè. Chi sa, parli.

Ad ogni modo l'effetto 2Night entra presto in circolo, sono invogliato, eppure necessito di maggiori informazioni. Capite, è la deformazione professionale. Sull'argomento, i nostri sono tutt'altro che parchi e salta fuori una recensione. Da un po' di mesi, lo staff di 2Night va personalmente a visitare i locali, o così piace loro far credere. Hanno chiamato la cosa "Start the revolution!", o roba del genere, per sottolinearne la portata storica. Un po' come quello che è andato sulla luna dopo Armstrong. Chè non ricordo più, ma una volta c'erano dei gggiovani che frequentavano i locali e poi scrivevano delle recensioni su un blog...
Ecco il pezzullo, imparzialissimo com'è giusto che sia:

cueva



Fanno tutto al Cueva, ogni tipo di offerta, ogni tipo di atmosfera, ogni tipo di mezzo. Nella pagina seguente, ci spiegano come il Cueva sia in verità Babbo Natale e che il Cueva una volta ha assestato un calcio rotante a Chuck Norris.
Ciò tuttavia non deve distogliere l'attenzione dal secondo periodo, un altro capolavoro humoresque: "Un ritrovo per gli aperò della beata jeunesse locale, ma che va alla grande anche per chi viene da fuori e cerca un riparo chic".

Teaser - Cueva Cafè
A luglio sui vostri schermi "In cerca di un riparo chic", una soap opera che narra le vicende dell'annoiata (ma beata) jeunesse di un paese industriale di periferia, intenta a inumidirsi la vita tra uno spritz e l'altro, allo costante ricerca (riuscita) di un riparo chic.
E non finisce qui, perchè da oggi puoi trovare un riparo chic anche Tu che vieni da fuori. Allora, cosa aspetti? Chiama subito!

Cueva Cafè by Sentenziosi
L'occasione è servita su un piatto al sottoscritto pochi giorni fa. E' un sms ad avvertirmi: "Inaugurazione al Cueva di Sangio, conosci?". Finisce che ci andai. Non scoprii mai di che inaugurazione si stesse trattando, sempre che fosse a tutti gli effetti un'inaugurazione (nel senso che il veronese è piuttosto impressionabile a riguardo). Però ci potevo credere, saprete già che le inaugurazioni sono eventi "leggermente" abusati, ad esempio al Cueva avrebbero potuto inaugurare i bicchieri nuovi.
Per farvela breve, avete presente quando c'è qualcuno (chessò, 2Night?) che ti pompa e ri-pompa la qualità attesa di una cosa, e poi qualcun'altro (chessò, il sottoscritto) che la sperimenta e resta scettico? Questo è il Cueva.

Il locale è carino, ma già visto: il solito blend tra moderno e "tradizionale", tipo che è più o meno arredato moderno sulla scala cromatica dominante del rosso/salmone compreso il bancone col suo triplo effetto doppio soffitto, ma c'è la parete con mattoni a vista che fa molto rustico. Onesto, è un bar che fa il suo MA niente di più. Bar, questo è; leggermente più bar di altri barassi da pausa pranzo o aperitivo.
Davvero nulla di chè, visto e rivisto, ormai pure abbastanza diffuso e declinato in varie salse.

cueva san giovanni lupatoto

Gente ce n'era, in quantità.
E devo correggermi, aveva ragione 2Night, presenti jeunesse e jet set, in un sol colpo, loro e le loro belle cinture:

caffè cueva verona

Per la serie: visto una volta, non ci torno più. Almeno che non abito a due isolati, o vi lavori.

11 agosto 2007

Festival Pantiero - Cannes

Festival Pantiero a Cannes, ovvero Croisette Elettronica (e non solo)

Sentenziosi segnala
Per quanti avessero sempre creduto Cannes e la Costa Azzurra sapessero unicamente offrire due cose, un festival del cinema e qualche festa sugli yacht, si aggiunga che la cara Cannes in verità d'agosto offre pure altro. Roba che apparentemente non c'entra una stramazza con le prime due. Ed è così.
C'è 'sto festival musicale, il Festival Pantiero a Pantiero di Cannes, dal 16 al 19 agosto 2007, ogni sera a partire dalle ore 20 alla Terrasse Palais des Festivals, che porta in città sonorità che farebbero gola a molti. Sicuramente agli amanti della nouvelle vague elettronica, sicuramente a Sentenziosi. Anche se ce n'è per diversi palati, tranquilli. Qui il sito ufficiale del Festival Pantiero.


Festival Pantiero in breve
Non sensa una certa dose gratuita di arroganza, vi presento la conta degli artisti. E se vogliamo credere che a farla da padrone ai festival musicali siano i musicisti (e ovviamente è così), allora non ce n'è e ca va sans dire: il Festival Pantiero è una roba coi controcazzi. Quella musica che noi si vorrebbe sentire nelle disco e ai parties, ma che non si sente mai. Si parta:

-Justice, direttamente da Parigi il duo che con l'album d'esordio sta facendo cagare sotto i Daft Punk (o così piace scrivere alla stampa), i quali in verità forse hanno un attimo scorreggiato, secondo me. I Justice (pronuncia francese, quindi Sciustiss) sono le vere nuove star del panorama french touch. Non le sole, ma tra quelle che per il momento tirano di più. Consigliatissimi, porca la pupazza.

-Digitalism, altro due, questa volta tedesco, con base ad Amburgo e produzione parigina (Kitsune Maison). Alla pari dei precedenti, questi ragazzi hanno assestato uno scossone al genere e sono gustosissimi e ballabilissimi. L'album d'esordio, Idealism, è una grande grande cosa. Anche se dal vivo forse sono ancora un po' "pesanti", non so come dire, comunque valgono la pena, altro che.

-Vitalic, altro dj francese (forse non di origini) di caratura internazionale, più techno oriented dei precedenti, ha nel portfolio una serie di pezzi che "spaccano di brutto vecchio". Pollice su.

-MSTRKRFT, questi due invece sono canadesi. Come molti, hanno un avvio da rockers e tamarri, per poi ingranare una volta riposizionatisi con l'elettronica. Sono dei remixers davvero in gamba.

-Teenage Bad Girl, ancora parigini, ancora un duo, ancora musica elettronica, sono una nuova scoperta e alcune tracce che ho sentito sono di buon livello. Altre... un po' meno, insomma. Ma il talento c'è. In caso, sono sicuro che sono simpaticissimi.

-CSS Cansei de Ser Sexy, le electro indie-rockers (che palle 'ste etichette di genere) tigri brasiliane già recensite in maniera entusiastica dal Fruttone. Per tutti.

-The Teenagers, la versione maschile e francese delle tigri di cui sopra.

-The Rakes, tra i protagonisti della nuova scena indie-rock londinese, spaccano culi anche questi. Ottimo contorno, come la verdura con la carne.

-Wax Tailor, non so molto, quattro francesi, il genere suonato è trip-hop per alcune ballate musicali molto apprezzate in patria.

-Princess Superstar, un'apparente gran pheega francese, per una fusione tutta sua di hip-hop ed elettronica. Non saprei che dire, il pericolo di una "Sweet dreams" in salsa Fugees (c'è, c'è, so quello che dico credetemi!) è già dietro l'angolo.

-Cut Chemist, non so quanti anni abbia, non sapevo neanche suonasse ancora. Se è quel Cut Chemist che dico io, questo yankee attivo da metà anni '70 inizio '80 è nientepopodimeno che tra i fondatori di una scuola, un genere. Ecco, il genere nello specifico è l'hip-hop con influenze popolari, per farla breve. Poi ho ascoltato un suo recente pezzo ("My 1st big brake") e dico che ci sa ancora fare. E quindi si scoprirà un caso di omonimia, e allora "va' in cul Butel1!".

-Dilated People, di questi non voglio sapere niente. Dico solo: americani, hip-hop, west coast. Ho detto tutto, già immagino tutto gli "yo-yo" "hey-hey" e dita e mani che incitano, indicano, agitano, bla bla.

-Herman Düne, due fratelli francesi (o svedesi? Visto il nome...) con oltre quattrocento canzoni a carico. Che canzoni? Folk francese. Spero solo non facciano parte della tradizione degli chansonniers, zioskan.


Serate consigliate
Senza ombra di dubbio sabato (Digitalism, Vitalic, Teenage Bad Girl) e domenica (MSTRKRFT, Justice e CSS).

Conclusione
Al Festival Pantiero i nomi ci sono, bastano i primi quattro per ripagarvi del biglietto. Il quale per inciso è onestissimo è costa 25 € a serata o 40 € cumulativo per tre serate. Tenete presente che buona parte di questi artisti o non passa in Italia o passa (e magari è già passata) ma ve li beccerete nei soliti localacci (ricordo i Justice all'Amnesia, brividi, o peggio ancora Vitalic al De Sade a Milano, iper-brividi).
C'è l'elettronica più attuale che si possa chiedere e come vedete non solo quella, c'è del folk, del rock, della negratia. Se non sapete che caspita fare dopo ferragosto, organizzate la macchinata e sparatevi il Festival Pantiero a Cannes, a quanto pare ne vale la pena. Anzi, visto che tutti sarete in vacanza dalle parti, che costa allungarvi fino a lì?

Certo, ci sarebbe il capitolo avventori. Eh, che volete, tutti così "ggggiusti" non saranno, poco ma sicuro: l'elettronica è dannatamente ambigua e attira butei come Sentenziosi, e molti altri butei meno Sentenziosi e più... veronesi, forse peggio. Si sà, la qualità ha i suoi prezzi e per Justice, Digitalism e co., potrei sopportare.
Because I trust in alcohol, oh yeah.

10 agosto 2007

La Rambla Verona

Tennis Club Torricelle vs. La Rambla - Verona

Se ieri è stato un mercoledì piovoso di agosto, ragion per cui niente Tennis Club Torricelle, oggi è un giovedì non piovoso di agosto, ragion per cui: Tennis Club Torricelle.

Ore 22.30
Butel1, 3, 4 Butmobile alla mano sono in dirittura dell'ultimo tornante utile. Non scorgiamo alcuna autovettura parcheggiata. Strano. Giungiamo nei pressi dello spiazzo precedente qualche decina di metri il Tennis Club e, da che mondo è super-serata, solitamente riqualificato a parcheggio per il mutuo soccorso pubblico: ogni giovedì vi troverete parcheggiate distese di autovetture, in fianco, davanti, dietro, sopra, ri-sopra... un'accozzaglia di lamiera combaciante in maniera insolitamente perfetta. Michael Bay appena l'ha saputo ha bloccato l'affitto della location di giovedì per girarci alcune scene del sequel di Transformers.
Questo solitamente. Oggi invece nisba, il deserto.

Ore 22.31
I simpatici palestratoni all'ingresso, cui piace accompagnarsi di auricolare d'ordinanza (?), ci fanno segno che qualcosa non va. Loro anzitutto, serve un mimo che ne decifri il linguaggio da primati.
Aperta parentesi: ma 'sti auricolari da deficienti... siete in due, uno a fianco all'altro, distate 50cm, cazzo ve ne fate? Fanno credere siano gli strumenti di comunicazione da veri bodyguard, quelli duri, cattivi. Se prestate loro ascolto con attenzione (so che può risultare del tutto superfluo), scoprirete che in verità quell'auricolare fa capo ad un iPod che riproduce in repeat costante, senza soluzione di continuità: Tiziano Ferro, Gigi D'Alessio con Anna Tatangelo, Gigi D'Alessio e basta, Luca Dirisio e Negramaro. Mistero svelato, niente più venditori di fumo: ora sapete perchè i buttafuori hanno sempre e per forza quell'aria da idioti patentati senza cervello. Il problema è che se levi loro l'auricolare, restano idioti. E quindi la cosa è ingenita.
Chiusa parentesi.

Ad ogni modo, i due fanno parte dello staff che gestisce il giovedì del Tennis e ci svelano un particolare da non sottovalutare: "Hey ciao rrragazzi, no guardate questa sera non siamo qui" - al che ti viene da chiedere: "E dove sei, pezzo di cretino, visto che mi stai parlando a un metro?" - quindi specifica "cioè siamo qui ma c'è ancora il terreno inagibile, cioè siccome che ha piovuto siamo da un altra parte [ndB1: a ridaje], la festa è stata spostata al La Rambla, in via Calderara, una traversa di Corso Milano".
Ho capito solo "terreno inagibile", "siccome che" e "La Rambla", tre orribili espressioni che unite in una medesima frase di senso (più o meno) compiuto, non lasciano spazio ad acluno sprazzo di speranza. E noi si va alla Rambla. Dove si morirà disperati.

Prima osservazione
Di per sè è già assurdo quello che sta succedendo: questi traslocano un locale in diretta! Non m'era mai capitato di assistere alla trasmigrazione tout court della clientela di un locale. Nelle intenzioni degli organizzatori, è un gioco da ragazzi, sarebbe stato sufficiente spostare tutto da un posto A (Torricelle) ad un posto C (La Rambla), sperando magari di non passare per B (la Piazza, il centro, ecc.), forse per osmosi o quasi avessero a disposizione un motore a curvatura stellare che elude gli spazi di transizione e questa fosse una fottuta puntata di Star Trek. Anzi, questa è una puntata di Star Trek, infatti non se la cagherà nessuno, perchè se la clientela standard del Tennis Club è 1.000, al La Rambla giungeranno in 150.
Del resto, l'alternativa è partecipare tutti ad una curiosa partita di fango-Slamball, chissà quanti avrebbero apprezzato. Ma non mollano, figurati se danno forfait, se dichiarano bandiera bianca per questa sera. Macchè, business as usual. Cioè.

La Rambla, questa conosciuta
Discoteca o disco bar o bar e basta in Borgo Milano, da non confondersi con l'omonimo ristorante etnico (cucina spagnola ovviamente) in via Venti Settembre. Qui in Borgo Milano si anima tutto (?) dopo cena, al La Rambla in Borgo Venezia si cena soltanto. C'è gente patologicamente cretina, che cena alla Rambla e poi va a fare serata alla Rambla, senza i dovuti distinguo, dando luogo anche a imbarazzanti qui pro quo: va in disco alle 8 ordinando tapas, va in ristorante alle 23 con l'intento di sbronzarsi, ballare e strusciarsi contro tutto ciò che porti due tette, petto di pollo compreso.

Ore 22.45
Parcheggiamo, via Calderara non era così trafficata dal boom economico del secondo dopo guerra. Avevo un vago ricordo di 'sta La Rambla, molto vago e urge una rinfrescatina:
Butel1: "Senti maaaa... com'è sto posto? Non mi ricordo proprio"
Butel3: "Eeeh... com'è... E', E' "
Non mi sento confortato.

Ore 22.46
Entriamo.

Ore 22.56
Usciamo. Ben dieci minuti, il tempo di bere una cosa.

Va ora in onda: inframezzo al La Rambla
Ovvero, cosa hanno visto i Nostri?
Nulla di che: niente sconvolgimenti, niente straordinari. Solo alcune prese d'atto. Propongo un sintetico amarcord.

-Il locale è pure ok. Beh oddio quanto meno passabile, sembra "moderno" e ha una curiosa struttura a chiocciola: un piccolo spazio bar a mezza luna con alcuni tavolini, precede la sala disco che si sviluppa nel retro, almeno 5-6 volte più grande, non troppo. Il pregio è appunto quello di non essere dispersivo ma compatto, La Rambla è sulla carta l'ideale per un party privato da 100-120 persone, diciamo così. Il dj set si trova ben rialzato (la console è ad almeno 2-3 metri dal livello del pavimento) e l'impianto audio è onesto. Peraltro, mi pare finore l'unico locale scaligero con apposita parete al centro adibita a proiezioni video.
Già, il contenitore è potenzialmente valido. Ovviamente, dipende tutto dal contenuto. Procediamo.

-Il deejay, propone una delle peggiori selezioni di club music 100%club mai sentite, cercando di ammiccare al pubblico rispolverando qualche pezzo dei bei tempi andati. Non si sa mai, magari passano i genitori degli avventori e si fermano a bere qualcosa. Non si può sentire. A volte immagino che le cuffie del dj non siano cuffie con canale audio, bensì cuffie insonorizzate per non sentire che musica sta mettendo su. Dice: del resto anche Beethoven era sordo. Ecco, lui è Beethoven sordo, cieco, con le mani mozzate, su una sedia a rotelle, senza pianoforte.

-Purtroppo non è muto, nel senso che a fianco ricompare il fido vocalist. Beh, poteva mancare? Macchè. Non so se questo udito al La Rambla sia il solito vocalist del menga già "apprezzato" al Tennis Club, certo che la caratura è la stessa. Da morire dal ridere certe maccheronate: lui non anticipa o accompagna l'uscita di una canzone, lui esige di cantarle. Potrebbe trattarsi di un ex cantante miseramente fallito. Un po' come le guardie giurate, ex poliziotti o carabineri falliti.
Il momento clou è la ripetizione del ritornello della versione dance di "Personal Jesus" dei Depeche: si trasforma in un sedicente vocalist napoletano (sapete anche voi che questi vocalist sono tutti un po' degli "eccellenti" poliglotti) e "Reach out and touch faith" diventa "Ricchion'e'ta'fè" (azzardo la traduzione: "Uè ricchione che cazzo ti fai?").
"Esci da quel corpo!", qualcuno lo esorcizzi.

-L'impianto luci c'è. E si vede, in tutti i sensi. Conseguenza: nessuno balla. Vale anche coniugare al futuro anteriore.

-Capitolo avventori. Eh, che vuoi, piglia un 15% degli esemplari del Tennis Club, e stai sicuro che al La Rambla ti viene il 15% che era meglio lasciare a casa. Il problema è uno: finchè stai all'aperto, presti un occhio alla calca, al tutto, meno al singolo. Al contrario, in un locale, specie stretto come questo, sei coercitivamente costretto a osservare tutti, te li becchi addosso uno dopo l'altro: e vai camicette fantasia, e vai colletti tirati su Baci e Abbracci, e vai camicia + t-shirt in bella vista, t-shirt attilattissime, jeans attillattissimi o, sull'altro estremo dello spettro, scampanatissimi, e così via. Per non parlare delle scarpe, metro di paragone secondo il quale Sentenziosi è in grado di giudicare una società. E delle tracolle e dei marsupi (sì, sono tornati pure quelli).
Noi stiamo in disparte, facciamo i poseurs (e siamo gli unici, wow... eh queste so' le fortune della vita) e perseveriamo nel cercare qualcosa di interessante. Ma qua nulla è interessante, non si fa un cazzo come sempre, a parte bere.

-E guardare le fighe: il bird watching dal primo all'ultimo minuto riserva ottimi risultati, ci sono 8-9 pezzi che val la pena denudare e sbattere con violenza. Finezze a parte, di per sè non si tratta di un invito allo stupro libero, quanto più di un invito a non ricercare impegnate discussioni: dopo un primo screening, c'è il sospetto che al confronto di queste nostrane femmes, Flavia Vento sia docente in Filosofia Teoretica.

-Ad un certo punto scatta una riflessione tra i Nostri. In breve: ok noi ci permettiamo di guardare e giudicare i convenuti. A volte restiamo basiti e sospettiamo ci sia della "sfiga" dalle loro parti. Quindi perfezioniamo il ragionamento: questi faranno altrettanto, ed è loro naturalmente concesso pensare "arda chel lì con l'abito, che sfigà", "arda chel lì cone le scarpette da lord che sfigato". E' il democratico gioco delle parti (anche se devo ammettere che in vita mia ho sempre avuto abbastanza decenza ed educazione da non indicare, per esempio). Sì, loro posso dire esattamente la stessa cosa.
Ma avremo comunque ragione noi, le chiacchiere stanno a zero. Arroganza made in Sentenziosi: come per Kant, il nostro giudizio si legittima dinnanzi al tribunale della ragione, più dei giudizi altrui.

-Servizio bar. Chi fa lo scontrino prima, chi dopo, chi viene servito per primo arrivando ultimo, chi per ultimo arrivando primo. Non si capisce, non c'è norma, non c'è trasparenza. Ci sono palle che girano in compenso, specie se ordini una semplice Coca Cola e ti portano un Bisolvon Linctus on the rocks.

-La proiezione degli audiovisivi. Come nella migliore delle tradizioni trash, vengono proiettate immagini attinte da varie serate nelle disco più gggiuste. Sullo schermo imperversano ragazze immagine, cubiste e altre mignottazze che ballano nei locali più disparati, buona parte con t-shirt sponsorizzate Impero del Sole, tanto per cambiare. "Massì, spariamoci le immagini di alcuni super locali all'opera... con le fighe magari, cioèèè". Questo è provincialismo puro.

-Il dimenticabilissimo sponsor della serata: Tiger Shot, l'energy drink con taurina, caffeina e ginseng de noialtri, nel senso che è prodotto a Verona.



la rambla verona

Insomma succede che il Tiger Shot non se lo fila ancora nessuno e il reparto marketing ha pensato bene di prendere a prestito le azioni promozionali della Red Bull. Solo che se non sei la Red Bull, molto probabilmente non ti puoi permettere delle fighe di livello.
E' così. Girano 'ste due disperate, fermano tutti, fermano anche uno di noi (gli altri due riescono a darsi alla macchia fingendo un dolore inguinali, sai, sono quei giorni...) e la conversazione non è delle più brillanti: "Sì ciao, cioè allora c'è Tiger Shot che è nuovo, un drink energetico col ginseng e altre sostanze e cioè è nuovo e allora secondo me dovreste provarlo no beh è tutto analcolico col ginseng e altre sostanze e cioè è nuovo e allora a me per esempio piace molto con la vodka che ne dici? Beh ciao". Dopo averti bombardato con la pappardella sul cos'è com'è perchè, mica te lo fa provare. Assurdo. Che cazzo di ridicolo tentativo di word-of-mouth marketing e/o invito alla prova è mai questo?
E poi scusate: ma secondo voi, se mi piazzate due quasi-cessi a presentarmi una bevanda che non conosco, potrò MAI essere invogliato a berla? Addio Tiger Shot, addio.
Tra l'altro due minuti dopo le scoviamo a elargire Tiger Shot in grandi quantità a chi sanno loro. Ovviamente per noi è off limits. Sempre il solito problema dell'essere diversamente belli. E "simpatici", mamma se siamo simpatici noi di Sentenziosi.

Conclusione
Peggiorare le serate de Tennis Club che già brillano per qualità, non era facile. Ma questi sono bravi e sanno il fatto loro: mission accomplished.

09 agosto 2007

Volley World Grand Prix Verona

WORLD GRAND PRIX-FIVB di Pallavolo a Verona




volley-world-grand-prix


Durante lo scorso week-end Verona è riuscita, per la prima volta dopo molto tempo, ad intrattenere i giovani ospitando il World Grand Prix di pallavolo femminile.
Probabilmente molti di voi non erano a conoscenza di questo evento e a tanti non sarebbe fregato nulla comunque, ma sentenziosi era presente perché a noi interessa tutto…soprattutto se ci sono delle pheeghe atletiche in shorts.
world grand priv pallavolo verona

Per i meno informati, il World Grand Prix è una competizione formata da mini tornei che si giocano in varie parti del mondo. A Verona erano presenti le nazionali di Italia, Olanda, Brasile e China Taipei, che durante i tre giorni si sono sfidate per arrivare alla finale di domenica sera.

I Butei erano estremamente indecisi sul giorno in cui fare visita al Palasport:
Butel 4: Venerdì? Italia-China?
Butel 5: No, mi immagino le cinesi come tanti Yao Ming (giocatore NBA di 2,29 m) con le tette e poi, non sia mai che mi perdo il Venerdì di piazza erbe..
Butel 4: E Sabato, Sabato? Italia-Olanda? Olandesi. Eh?
Butel 5: Olandesi? In top e shorts? Si ma non posso perdermi il Sabato in piazza.
Butel 4: Vada per domenica, Italia-Brasile, ma se devo spendere 12 euro voglio vedermi anche la partita prima tra Olanda e China.

Ovviamente domenica i Butei riuscirono a perdersi la prima partita, ma arrivarono al palazzetto circa 40 minuti prima della seconda, il tempo di vedersi pre-riscaldamento e riscaldamento delle squadre.

world grand prix verona

A parte il freddo polare, la sensazione all’interno del Palasport era di un continuo deja vu (proprio lui), ogni volta che si incrociava una pheega.
Solo diversi minuti dopo i Butei si resero conto di essere innanzi alla più grande reunion dei desideri erotici adolescenziali di tutti noi giovani uomini.
Ricordate quando, per placare gli ormoni, si andava a vedere le partite e gli allenamenti di pallavolo? Ricordate la pheega già sviluppata a 15 anni che vi faceva sognare?
Beh, erano tutte presenti al World Grand Prix, con l’unico problema che alcune hanno mantenuto le prospettive di crescita con risultati da applausi, altre hanno continuato a crescere e svilupparsi e crescere e crescereeeeeee…

Nulla da eccepire invece nei confronti dell’organizzazione, che risponde bene alle richieste di un evento internazionale con bandiere di ordinanza appese al soffitto, la sostituzione dei tabelloni segnapunti anni ’70 con nuovi schermi giganti e hit passate e presenti sparate nelle orecchie del pubblico dagli amplificatori.
Se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, si può affermare che il pubblico, specialmente italiano, non ha digerito il taglio dell’inno nazionale proprio quando stava per esplodere nell’urlo finale e la presenza di un folto numero di brasiliani ci ha non poco preoccupato, sempre che siano vere le statistiche che danno i transessuali come la cosa più esportata dal Brasile.

Per la cronaca, Italia-Brasile è finita 3 a 2 dopo un match combattuto, le azzurre hanno tenuto testa alle colleghe fino al tie-break, ma a quel punto il culo delle brasiliane ha fatto la differenza. In tutti i sensi.

pallavolo verona world grand prix


P.s. certo che fare alloggiare la nazionale italiana all’Antares di Villafranca con tutto il casino che c’è in quel posto, con quelle feste super feste...

Butel4