01 settembre 2008

Unwound Padova - Liars live

In un primo momento dopo questo concerto mi sono sentito più perdente di quei protagonisti delle pubblicità per i Corsi di Lingua DeAgostini, dove all'inizio dello spot il tizio incappa in una gaffe d'ignoranza clamorosa e poi, dopo aver visionato addirittura il dvd della prima uscita (uscite successive in comode ipoteche sulla casa), dimostra di cavarsela egregiamente: "What's your name?" "No denks, go rait, uats ghen ap, baibai".
In un secondo momento ho pensato che comunque ero troppo sbronzo per ricordarmi di essere stato tanto perdente, e quindi il problema non sussiste.


"Ciao, sono il figlio magro di Roberto Cavalli e urlo"


Chi sono i Liars è una domanda che meriterebbe tre tipi di risposte per tre tipi di persone: quelli che leggono le riviste musicali e credono ciecamente in ciò che vi è scritto si dovranno bere la storia che questi Liars rappresentano una sorta di speranza, una band ai tempi indie che cerca di uscire (senza farsi la doccia) dai dogmi indie per trovare una nuova strada, un nuovo sound (noise?), una catarsi; a chi le riviste musicali le usa anche e soprattutto per pulirsi deretano e zebedei, basti sapere che questa è un'altra cazzo di rock band amereggana rumorosa come non se ne sentiva da un po', una band da oratorio che fa il proprio show e si diverte molto e fa divertire; a chi giustamente non frega nè delle riviste nè dei live di musica alternativa, consiglio di ripassare le istruzioni di volo sugli aerei.

Padova - Arci Unwound
"Barista? Tutta la parete, grazie"


A Frut1 (leggi dopo) sono piaciuti molto, mentre B1 e B3 non ne hanno il minimo ricordo: perchè erano sbronzi e perchè 'sta roba - che non è male, a posteriori - la fanno volentieri ascoltare al cane per aizzarlo contro la suocera. E funziona!

Unwound Club - Padova
Che tipo di locale è l'Unwound di Padova? "Il circolo Arci Unwound nasce nel settembre 2006 dal recupero di uno spazio industriale degli anni '60 del quale sono state mantenute le caratteristiche originarie". Dove per caratteristiche originarie s'intende l'originale composizione dell'aria, l'esatta sporcizia, probabilmente il giro di sostanze particolari, come dimostra la siringa vuota abbandonata con candore all'ingresso.
Non so voi, ma era dagli anni '90 che non vedevo una siringa e immaginavo che i junkie fossero tutti estinti (mi dicono invece dalla regia che l'eroina, ad esempio, è tornata a circolare). L'Unwound non ci risparmia questo curioso fenomeno antropologico, del resto la fama di "posto per tossici" ce l'aveva pure: ma perchè credere alla ggente?

Unwound di Padova
"E' inutile che stacchi le luci, non mi frega sa?
Tutti gli alcolici su quella parete ho detto!"


Tecnicamente possiamo liquidare questo circolo Arci come un club musicale il cui fascino sembrerebbe basarsi sulla propria decadenza underground mentre il fascino del pubblico non sembrerebbe basarsi: la solita umanità bburina indiroghesse, disfatta, appena unta. Ah, i giovani di successo. Idem le fighe: ce n'è per caso qualcuna con la mona che non puzzi? No così, nel dubbio...

ggente da Unwound de Padova

In un momento di estrema delusione sentiremo uno dei nostri chiedere:
"Te l'hanno mai detto che sei brutta come la fame?"
"Hehehe, simpatico, bel modo di scherzare, piacer..."
"MA CHI CAZZO STA SCHERZANDO?"

Liars live
Vediamo com'era la prova dei Liars.
"Butel1, com'era il live dei Liars?"
"Chi?"
Boh, mai sentiti.
I butei non erano in un club, erano in un teen movie dove ad un certo punto c'è il momento del college party con una band sullo sfondo che suona ma nessuno ascolta perchè tutti sono troppo assuefatti dall'alcol e da altro.
Ricordo solo che il cantante dei Liars indossava un tappeto di Roberto Cavalli collezione donna '04 mentre i bulbi producevano delizioso olio da frittura

Liars live - Padova

Praticamente una versione indie-rock di Moira Orfei.
Per fortuna la lagna-noise-che-ti-stordisce (intervallata da un paio di pezzi davvero orecchiabili, come piaciono a noi checche isteriche) pare durare poco e a fine concerto i butei salgono sul palco a mo' di freeclimbing a chiedere un'intervista. Così. Facevano forse sul serio? No. Davvero, erano soltanto sboroni affogati nell'alcol (che altro fare? Un concerto con momenti musicali di una noia inenarrabile). Infatti se ne vanno senza aspettare risposta. Il tipo interpellato a quel punto vorrebbe comunicarci il responso, ma i butei s'erano appunto dati alla macchia (s'era capito?). Segue una piccola perla della sceneggiata napoletana (con la pummarola'n coppa): che ti fa questo? Insegue B1 che non ci vuole parlare ("chi sei?" "Quello dell'intervista ai Liars" "Quale intervista dannazione?") per spiegargli che l'intervista con i Liars (chi?) non la facciamo (e chi vuole farla?) perchè non l'abbiamo prenotata (ah sì, i Rolling Liars, ora ricordo...) e comunque fare finta di non riconoscerlo è da maleducati (ancora? Ma l'hai capito o no che sono sbronzo come tua madre nel '68?) e di smetterla di parare verso l'uscita (no no ma resto volentieri eh... aspettami qua allora). Da lontano i butei odono gli ultimi commenti ma sono già fuori, a (quasi) pestare una bella siringa. Oh là, evvai.

Conclusione
Alcuni concerti all'Unwound valgono la pena.
Il posto e il pubblico di tali concerti non valgono necessariamente la pena.
Dove sono le fighe? Ditemelo subito!


I Liars secondo Frut1
The Liars sono una delle band più significative e originali del panorama noise americano. Il loro sound, un mix tra un post-rock figlio dei Sonic Youth in Confusion is Sex ed il noise newyorkese dei Lighting Bolt e dei cugini gipponesi Melt Banana, produce vibrazioni forti e decibel che stordiscono.
Il loro gigantesco frontman Angus Andrew, dal look discutibile che lascerebbe sbigottito qualsiasi stilista e fashionista che si rispetti, trascina il pubblico ipnotizzandolo con sguardi raccrapiccinti ed agitandosi come un pazzo sul piccolo palco dell'Unwound. Testi incomprensibili alle mie orecchie a causa di vagiti e latrati da lupo mannaro ferito, si mescolano al sound graffiante fatto di sonorità che spaziano dal no-wave al noise attraversando la Berlino dell'elettro-industrial per tornare nella New York alternativa e sperimentale fatta di sound spichedelico tribale (un pò voodoo) [ndB1: un'ambulanza, grazie] e puro rock stile Velvet Underground.

Il concerto è pura follia, dove la band divertita suona con precisione e volume al massimo. Posseduto dal diavolo Angus si rovesca per terra, urla, sputa e suda come solo Frut1 sa fare ma sa tenere il palco in maniera impeccabile tra piccoli e divertenti siparietti.

Conclusione
Prima di dare giudizi fuorvianti vi posso dire al primo ascolto i Liars possono fare veramente caccare ma la preformance live ed un ascolto più approfondito possono sicuramente far [ndB1: caccare?] apprezzare una band capace di rinnovarsi in ogni album senza rimanere confinati ed etichettati con un genere musicale preciso. Ottima band dalla gran carica, un carisma che pochi possiedono. Voto 8

9 commenti:

bretek ha detto...

interessante ma la cosa più spettacolare è il video delle istruzioni per le emergenze in volo :D

toso1 ha detto...

Signori, vorrei prvi un quesito: voci dicono che venerdì a verona ci saranno i Cassius...dove???

Butel1 ha detto...

Per la precisione i Cassius con lo spettacolo tamarro Dex'n'Fx (una sorta di loro best of + molti pezzi electro de saltà tra quelli in voga).
Trovi video su youtube.
Location dovrebbe essere il bastione in Vallo Città di Nimes (dove già c'era Verona Rock mi pare), ultimamente meta irrinunciabile per nuove cinghialate.

Anonimo ha detto...

B1 ma nu te piasce de ballà? nu te voi divertì?

Butel 4 ha detto...

Da quando Frut1 lavora per Rolling Stone?

Butel1 ha detto...

Anonimo: me piasce de bè, saltà me rovina i vestiti.

Butel4: di questo Frut1 saputelle non se ne può più, sono d'accordo. Chissà non lo investano col pulman ufficiale della rivista.

Frut1 ha detto...

Grazie amisci,vi voglio bene

Anonimo ha detto...

sarebbe buona cosa se le fighe da cassius, a differenza di quanto accaduto venerdì scorso dai crookers, tenessero conto che, al di là della flebile patina fèscion,vecio! offerta da giastmèerried e da questo artista che improvvisamente a vr tutti amano, il concerto si svolge pur sempre in un campo da calcio imbusà, col polvaròn e gente imbriaga (mi).

Butel1 ha detto...

"questo artista che improvvisamente a vr tutti amano"
Quanta verità: la cosa più risibile è che tutti si stanno informando sul duo e se ne vengono fuori con "Ma dai... Cassius dai, quelli di...".

Per il resto dico che quello show è perfetto per un palco dentro una fossa, già rift valley scaligera.