13 febbraio 2007

Discoteca Le Disque - Verona

Sun Carnival a Le Disque

Un breve cappello introduttivo
La serata di cui andrete a leggere un resoconto è il Sun Carnival party alla discoteca Le Disque, questo weekend impegnato in uno duro tete-a-tete con l'Alter Ego per chi si accaparra la sponsorship più cazzuta di Verona, quella made in l'Impero del Coglione, già Impero dell'Ustione nonchè Impero del Sole (quando erano ancora orientati verso il lato buono della forza, per intenderci). Insomma, una di quelle italianate da "bbbella ggente, tutta abbbrronzata" e quindi "bella fuori e bella dentro", del resto "l'importante è essere se stessi" (Costantino) ha fatto scuola.
Autore della rece (mi prenda la licenza dai butei di Delikatessen) è il neo-assunto Butel Info, il cui nome già suggerisce recuperi in extremis dai grigiori della facoltà di Scienze (varie) dell'UniVr. Quindi cerchiamo di capire come il ragazzo, alla stregua di qualsiasi ingegnere, parta con alcuni iniziali deficit tipici da deformazione professionale del ramo. Aggiungeteci la non più rosea età (ad aprile son 56 anni) e capirete come il suo sia soltanto l'incipit di un percorso verso la via della sentenziosità gratuita. E infatti, cribbio, qua a momenti salta fuori che Le Disque è la discoteca numero uno di Verona (capirai che sfida...)! Quindi a mo di contraltare è giusto premettere un altro paio di cose.

I butei a Le Disque
In verità noi c'eravamo stati. A Le Disque. Una volta. In data 23 dicembre 2006. E mai più. Questa sarebbe dovuta essere la recensione di Butel2, io ho dato forfait perché ormai un vecchio stanco:

"Se all'una e mezza di sabato sera:
1-vi scappa da cagare
2-passate da Cadidavid
beh andate a Le Disque, i bagni sono pulitissimi"

Vabbè poi ce la siamo tenuta per noi, in attesa di dare loro una seconda chance. A grandi linee su quella serata posso dire quanto segue:
-eravamo scortati da gnocche (+1)
-eravamo sobri (-1, parità)
-abbiamo pagato 18 € perchè arrivati circa 2 minuti dopo la chiusura liste (-1), come ci ha spiegato il simpaticone del buttafuori con una faccia da sicuro beota;
-"ho visto cose..." nel senso del maranzume più variegato (-1), quasi sfiorante i fenomeni da circo del Berfi's a momenti!
-la musica era stucchevolmente sbobbosa (-1), soprattutto abbiamo odiato quel fastidiossimo sassofonista: stavo per andare a farmi il porto d'armi, qualcuno gli avrebbe pur dovuto sparare dannazione;
-età media interessante, direi 24-25 a prima occhiata, con eccellenze sui 35 (+1)
-quindi siamo pur in perdita (-2) MA, e andiamo quasi in parità, l'organizzazione degli spazi è decisamente più appetitibile delle altre discoteche veronesi, specie se avete una combricola e, possibilmente, il tavolo a bordo pista. A quel punto le cose cambiano, sbronza permettendo. Altrimenti, il locale resta modesto e non aggiunge nulla al nulla (dove il secondo nulla è sinonimo dell'attuale scena notturna delle disco più "blasonate").
Dubito fortemente che ci siano stati significativi avvicendamenti da allora. Da parte mia, au revoir. La parola a Butel Info.


"Le Disque: tutta la (mia) verità" (ndSentenziosi: il titolo è da libro denuncia).

Bene, da dove cominciamo? Come neoassunto giornalista freelance, speravo di esordire con un articolo pirotecnico e sconvolgente, qualcosa che minasse le solide basi del perbenismo veronese e del buteismo imperante. E invece, mi ritrovo ahimè a parlare della serata di ieri a Le Disque.
In realtà l'"ahimè" è più dovuto alla delusione per un mancato articolo bomba che ad una brutta serata in quel di Cadidavid (d'ora in poi Caidai). Si, perché Le Disque non mi ha deluso affatto.

Sapete, a volte si parte prevenuti ed è difficile convincersi della realtà delle cose, soprattutto se si hanno così tanti motivi perdare per scontato che la serata in questione sarà un flop. Per prima cosa, i nostri Butei hanno sentenziato che a Le Disque ci si diverte solo se portatori sani di tavolo. E qui, partivo già svantaggiato, avendo superato di gran lunga la maggiore età e non avendo a disposizione, contrariamente alle mie aspettative, alcun tavolo. Oltretutto, las bronza me la potevo sognare, visto stamane mi sarei dovuto svegliare alle 7.30 per una micidiale marchettona musicale. A questo punto come potevo varcare la soglia del locale con anche un briciolo di ottimismo?
Ma andiamo ai fatti, con un resoconto più o meno dettagliato della mia serata a Le Disque.

Ore 23.00. Ritrovo al "Bar Roby" di Cadidavid con i Butei de Caidai, una decina di "trentennifuoriluogo" che come me non si aspettavano poi sto granchè di serata. Proprio per questo motivo, i butei (e un po' anch'io) si sono ben carburati nell'economico ed ameno baretto. Chiamiamola un'alcolica "dose di divertimento aggiuntivo di prevenzione noia".

Ore 24.30. Carovana di Butei da Caidai + Butel Info in direzione via Belobono, preparati con artiglieria leggera da usare in caso di scarso parcheggio+parcheggiatori esosi+file chilometriche. E invece... il vuoto. Lo so, era solo mezzanotte e mezza, ma una volta entrati, la situazione è migliorata di poco nelle ore a venire, e non mi è mai capitato di essere spintonato o "calpestato" da nessuno. Insomma, Le Disque non era muratttoooooo (come scriverebbe qualche pr su VeronaVip). Quindi: affluenza media.
Comunque, all'ingresso troviamo il nostro compare, che ci accoglie con un sorriso d'intesa, come a voler significare: "O butei, bechive queste 35 ragazze immagine 35! Mia mal ah?". E sì cari Butei, perchè le tanto pubblicizzate ragazze immagine erano 35 e non 25, ma a dire il vero, nemmeno ce ne siamo accorti. Le aspiranti sosia di Paris Hilton & co. in questione erano ragazzette di 16/18 anni, vestite tutte uguali, con una canottierina dell'Impero del Mal... del Sole (ndSentenziosi: del Coglioni, confermato Impero del Coglione) e mini skirts in jeans. Erano carine ma nulla più, non fosse per la luce "sincera e innocente" che si intravedeva nei loro occhi, che sembrava voler dire: "Ce la sto facendo, sono entrata nel jet set internazionale, e forse l'anno prossimo sarò pronta per Hollywood o addirittura per il Grande Fratello 8!".

Ore 01.30. Arriva la parte enigmatica della serata. Dopo un breve peregrinare per il locale, e constatato che la pista superiore è semideserta e quella inferiore deserta, ci soggiunge, ovviamente a musica OFF, un annuncioche fa più o meno: "Prima di iniziare la nottata Le Disque, siamo lieti di presentarvi una sfilata di moda delle nostre splendide ragazze,offerta dall'Impero del Sole e dall'atelier XXX (non ho colto il nome, sorry) di Verona". E fin qui, vabbè. "Butei, becchiamoci un po' di sculettamento, mejo de gnente", ma poi rimaniamo un po' costernati quando: la musica riprende a volume moderato, e cinque (delle 35 ragazze immagine 35, forse erano le piùbelle o che?) iniziano a "sfilare" in cerchio a centro pista, attorniate ma non troppo da un gruppetto di butei incuriositi e nemmeno troppo arrapati (ndSentenziosi: la faccenda ci puzza, o erano pagati o erano ricchionauz). Il problema dove sta? Che erano tutte vestite uguali, con ste cazzo di magliette bianche Impero del Sole e le minigonna jeans. "Ma, a me pareva che dovessero presentare la collezione del tal negozio, o no?", esclama perplesso un Butel da Caidai. Lesta la mia risposta in qualità di neo-leader: "Sa me ne frega, intanto me guardo un po' de ciape. Ma anche no, a dire il vero". Beh, questa incredibile "sfilata" dura non più di 5 minuti, e poi la serata inizia. Tecnicamente e commercialmente, una cagata pazzesca.
Il locale prende ad affollarsi ma non troppo, ed ho finalmente modo di apprezzare la fauna presente. Per quanto riguarda l'età media, sono concorde coi Butei (ndSentenziosi: che poi saremmo noi) nell'affermare che è giusta, ovvero attorno ai 25 anni. Il look è in genere non fastidioso anche se piuttosto omologato, ma mai tamarro: basti pensare che, grazie a Dio, non si è vista nemmeno una felpa "Baci e Abbracci", e oggigiorno è tanto gente! Ma ciò che mi ha piacevolmente sorpreso, è che la percentuale di pheega era ben sopra ogni più rosea aspettativa, e le ragazze presenti si sono rivelate simpatiche, carine e molto socievoli. E a questo punto il mio pollice, dopo unlungo traballare, si è fieramente posizionato verso l'altro.
Ok, ok, non si parla di divertimento astronomico, ma avevo le mie buone ragioni che esulavano dall'ambiente in se, ed in definitiva la serata mi è piaciuta.

Ore 3.30. Dopo un mesto ma rilassato ballare nella sala inferiore "maranza 70/80/90" (ndSentenziosi: notare l'operazione di nobile sintesi di ben tre generazioni di maranzume), mi decido ad andarmene, fermamente convinto a tornare più ben disposto e conscio delle 3 ore di sonno che mi aspettavano. I Butei da Caidai sarebbero rimasti fino alla chiusura del locale, ovvero alle 5.

Ore 14.30. Bene, ho finito sto resoconto, ma adesso devo assolutamente sfondare il letto e recuperare un po' di ore di sonno. Ho 30 anni, mica posso più permettermi ste levatacce io!

Butel Info

12 febbraio 2007

Butei's Wacky races to Paris. Quote snai.

Concerto Daft Punk a Parigi.
Butei goes to Paris: Upload.



Come anticipato nel post precedente il giorno 14 del mese di giugno 2007 , la crew di sentenziosi dovrebbe trovarsi nei dintorni di Parigi per assistere al concerto dei loro alter ego musicali, I Daft Punk.
Nel post di cui sopra, si anticipava anche che, i butei, esattamente Butel1, Butel2 e frut1, sceglieranno mezzi diversi.
Alle ore 21 di ieri sera sono uscite le quote snai sulle possibilità di successo della loro folle corsa verso la capitale francese. Eccole.
Quote snai:
Butel2 sceglie il treno: la snai paga 25:1 (leggasi 25 a 1 ovvero 25 volte la quota puntata) se arriva a Parigi. Altresì 1,50 per questa seconda eventualità: Butel2 arriva a Lisbona. Ovvero per qualche assurda ragione ci sono molte più probabilità che Butel2 sbagli treno- sbagli qualche lettura topografica (sua specialità) e si ritrovi in Portogallo anzichè Parigi. A ragion del fatto che è probabile che dal 14 al 20 di giugno Butel2 si trovi a Lisbona si può scommettere anche sulla possibilità che partecipi al concerto di IL DIVO notoriamente suo indiscusso idolo neomelodico. Quota snai 3:1
Per Frut1 private lufthansa bizness plane: partenza ore 8:00 Verona, arrivo a Dubai ore 14. Ore 15 dopo dopo una doccia rinfrescante al Burj Al Arab, due tiri al volo con Gabriel Omar Batistuta e alle 21 rapido ritorno a Verona per l'aperitivo in Piazza coi Butei. Oppure Verona-Francoforte-Parigi sempre in Bizness ritorno il giorno successivo alloggio in una pensioncina tanto cara a papà. La snai paga 1.50 per la prima opzione 83 per la seconda.
Butel1 opta per ryanair da veri pezzenti arrivo Parigi Beauvais ore 9.30. Ore 10 treno per Parigi ore 10.15 assalto al treno degli abitanti delle banlieu. Butel1, dormiente, si sveglia di soprassalto ancora un pò scombussolato dalla brtuttezza delle hostess ryanair e da qualche vodka lemon di troppo, con piglio critico esclama: " Mh me lo aspettavo diverso sto concerto questo è un pò troppo.. un pò troppo ravers sballati ecco!"
Insoddisfatto prenderà un taxi fino al concept megastore colette dove spenderà 800 euro per un foulard di Hermes. Accortosi di non avere soldi a sufficenza per vivere il giorno seguente e per tornare all'aeroporto, finirà la sua giornata come cubista-ragazzoprivè al les bains douches.
Quota snai per questa prerogativa: 1:1 (praticamente paga in anticipo come per lo scudetto dell'inter).
Stay tuned.

11 febbraio 2007

Concerto Daft Punk

Daft Punk in concerto a Parigi: i butei quasi quasi...

concerti daft punk


In breve: i princeps dell'elettronica francese saranno in concerto al Palais Omnisports de Paris Bercy il 14 giugno 2007, attualmente unica tappa europea dell'anno.
Les buteis "Human after all" seront là!

concerti daft punk



Anche se il mascherato duo francese


concerti daft punk
i Daft Punk nel loro look "misterioso" si rifanno
all'omonimo dress code dei butei, mi sembra ovvio

è solito riservare comparse non annunciate dell'ultimo minuto, come quella volta che, dal nulla, sbucarono per una serata al De Sade di Milano (scelta, peraltro, discubitile).

Lo show dei Daft Punk è un tripudio di: architetture fantascientifiche (loro all'interno di una mezza piramide), effetti visivi (luci, schermi, bla bla), mix magistrali (leggenda vuole che solo loro sappiano mixare a dovere i loro brani...) e bassi invasivi-distruttivi. Per darvi un'idea, visionate questo video di uno dei loro più recenti show, mixano la mitica Around the World con Harder Better Faster Stronger:


Commenti liberi tra il pubblico: "Roba da vveri ssballati vecchio!"
"Uniamoci nel pogo vecchio!"

Per allora, se iddio vuole, dovrebbero anche aver completato i lavori dell'ultimo progetto top secret: Daft Punk's Electroma, al momento si capisce solo che è un altro musicmovie (sarebbe il secondo, dopo Interstella 5555) e che sarà trasmesso a Parigi a partire dal 24 marzo 2007. Conoscendoli, ne trarranno qualche nuovo pezzo. Da mesi gira solo questo breve teaser su MySpace:




Nel caso, vi sono ancora biglietti non numerati disponibili a 38,50 € + spese di spedizione.
Ah, dimenticavo: i butei sono in tre e sono assolutamente autonomi-indipendenti nei mezzi di traporto. Tipo che uno prende il treno, uno l'aereo, uno la macchina?
Road to Paris! Stay tuned!

10 febbraio 2007

Invece a Le Disque...

...sono messi meglio!

La vita è un pendolo tra dolore e noia
Dopo la fantasmagorica serata by Alter Ego (qui ho già letto un "entusiastico" commento che inviterebbe gli organizzatori a riflettere sul neo-flop appena consumatosi), direi che in teoria si potrebbe bissare già stasera, ladies and gentlmen start your engines for:
"SUN CARNIVAL
IMPERO DEL SOLE & SPAGHETTI A MEZZANOTTE PARTY
animazione a tema e 25 ragazze immagine 25"

Questa sera alla Discoteca Le Disque - Cadidavid Verona (ex Dorian Gray)
Alcune considerazioni
1) L'ennesima sponsorship targata Impero del Coglione la dice sempre lunga e con largo anticipo
2) Non fatevi illudere da quel "Spaghetti a Mezzanotte": niente spaghettata di mezzanotte (ma perchè no? Cazzo la gente ha fame a quell'ora!), bensì il nome di quell'agenzia sorta ancora nel neolitico che porterebbe le "25 ragazze immagine 25"
3) Gli organizzatori devono essere dei veri butei o, quanto meno, ragionare come tali, bello infatti vedere come certe cosa non cambino mai: c'è bisogno di portare gente? CI PIAZZIAMO UN PO' DI SANA PHEEEGA! Reminescenze medievali.
4) Se qualcuno ci dovesse andare, oh coraggioso, ci sappia dettagliare circa: musica, età media, look, qualità pheeghe

Come sono messi...

... quelli dell'Alter Ego?



Sono appena rincasato.
Contestualmente alle mie procedure di svestizione, mi raggiunge un sms by conoscente-Butel 9: "Sto tornando a casa. Sai, prima due ragazze parlavano di 'sta festa shop assistants all'Alter. Cazzo dicono, mi prendevano per il culo, vecchio?"
Risposta: "No ragazzo, non scherzavano"

Da quando ho appreso del tema di questa serata dell'Alter Ego on friday night Déjà Vu "Cerco di tirarme su, ma non ghe la fo mia!" Tutta un'altra bla bla bla, penso che si stia toccando il fondo. Anzi, lo si è toccato. Se ancora campava di self-promotion forte della propria tradizione, ora il brand "Club Alter Ego" è stato preso, stracciato, lacerato, insomma riposizionato.

Riposizionato dove?
Se venerdì scorso avevamo avuto già una forte impressione dell'incipiente processo di decadenza cui è sottoposta la discoteca Alter Ego di Verona, giusto per darvi un'idea del punto cui si è arrivati menzioniamo il tema della serata ora in corso (fino a prova contraria a quest'ora si staranno divertendo "come delle matte, vacca dì"):

Serata Shop Assistant & Hairdresser
in collaborazione con le migliori commesse e parrucchiere di Verona e provincia.
Durante la serata A TUTTE LE RAGAZZE VERRANNO REGALATI OMAGGI LAMPADA, offerti dall'Impero Dell'ustio...ehm Del Sole!

Ovvero, la festa shampiste e commesse(1).
A questo punto, premesse due osservazioni: a) come farebbe lo staff dell'Alter Ego a stabilire quali siano le migliori commesse e parrucchiere di Verona? b) a sottolineare la mediocrità dell'evento, i fondamentali "omaggi lampada" all'impero del coglion... ehm Sole; ecco premesso ciò, è d'uopo quanto semplice sottolineare come una discoteca che ricorra a simili "autorevolissime" proposte, sia allo sbando e da un punto di vista contenutistico non abbia più nulla da dire.


1) Part time, full time, "volanti", sicuramente in nero comunque: negli ultimi tre anni penso di aver conosciuto almeno trenta ragazze impiegate in vari negozi d'abbigliamento di questa città (alcuni anche piuttosto blasonati) e mai una che avesse uno straccio di contratto, nemmeno una scrittura privata da esibire in caso di controlli per pararsi "leggermente" il culo, macchè (2)
2)
Metanota: non ditelo a quello/i di PNE, potrebbe non capire e incolpare ad ogni modo i finanzieri ovvero "quei teroni" rei di non eseguire abbastanza controlli fiscali a riguardo.

09 febbraio 2007

Factory Girl

Factory Girl: Edie Sedgwick raccontata da Andy Warhol

"Nel 1964 tutto diventò giovane.
I ragazzi buttarono via i completi preppy e gli abiti eleganti che li facevano assomigliare alle loro madri e ai loro padri.Era tempo di abiti corti dai colori sgargianti. Per adeguarsi al nuovo modo di vestirsi, i parrucchieri facevano tagli cortissimi e lucidi oppure acconciature cotonate incredibilmente voluminose;quanto al trucco, il rossetto era scomparso e protagonista era il trucco degli occhi, iridescente, perlato,dorato,roba che brillava la notte!

Hey, revolution baby!

Nel 65 molte ragazze avevano il look da "Bib Baby":abitini corti da ragazzina con le maniche a palloncino, portati con calze dai colori chiari e scarpe basse da scolaretta con la cinghia.
In generale le ragazze erano ancora abbastanza grassocce, ma con l'arrivo dei nuovi abiti stretti si misero tutti a dieta! Naturalmente tette e muscoli passarono di moda insieme al grasso, anche perchè erano troppo voluminosi per i vestiti.

L'anoressia dilagava...

"Poiché le pillole dimagranti erano fatte di anfetamine, l'anfetamina si diffuse tra le signore dell'alta società tanto quanto tra la gente comune. I consumatori di anfetamine erano moltissimi, di ogni classe sociale, perchè tutti volevano restare magri e stare fuori fino a tardi per farsi vedere con i loro vestiti nuovi nei nuovi club."

Revolution baby, revolution. Gli A-man dominavano la New-York degli anni 60: LSD, specchi, party, overdose, sesso, omosessualità, travestiti, argento, arte, Beatles, Rolling Stone, underground, superstar, Andy.
Cosa è TRENDY?
Le ultime tracce del look da duro metropolitano lasciarono il posto al mod e all'edoardiano. Insomma l'Inghilterra come al solito fa scuola.

Nel '65 e precisamente in un freddo gennaio newyorkese Andy Warhol conobbe Edith Minturn Sedgwick.
Edith incarnava tutto quello che dal '64 in poi era "la moda", da quel giorno, di quel inverno nacque un'icona, una star, anzi una SUPERSTAR!
Il suo nome diventa semplicemente EDIE. Edie Sedgwick.

A breve nelle sale cinematografiche italiane uscirà il film Factory Girl che racconterà la storia di Edie e del legame con la città di New York e la Factory di Andy Warhol. Noi sentenziosi, o meglio io Frut1 voglio raccontarvi a modo mio la figura della ragazza della Factory di Warhol. Con l'aiuto di documenti in mio possesso vi racconto velocemente chi era Edie, certamente una gran pheega ma non solo (inutile dire che me la sarei buttata giù alla grande). Presentarne i tratti caratteristici dominanti non vuole tuttavia essere un chiaro incitamento a vedere il film, il quale peraltro ha già ricevuto commenti poco positivi e salta all’onor delle cronache (Studio Aperto uber alles) per quella che viene presentata come una "scabrosa scena di VERO sesso", nel senso di Sienna Miller (Edie) si è fatta scopare letteralmente sul set da Heiden Christensen (una sorta di personaggio dylaniano).Voglio affidarmi alle parole di qualcun altro, contestualizziamo con un sacrosanto copia-incolla warholiano, giusto per non pisciare fuori dal vaso.

Andy scrive:"Edie era così carina, spumeggiante e i suoi occhi erano così grandi. Passava la maggior parte del tempo seduta alla finestra a parlare e a ridere al telefono tutto il giorno fumando sigarette. All'inizio era molto fresca e beveva un paio di drink, tutto qua. Ma "voleva" prendere altre cose.."
Si come no voleva!
Aspetta frut1 non fare il solito polemico, ci stiamo arrivando. E che cazzo lo sanno tutti che era una drogata!
Scusa Andy vai avanti, il mio alterego è in una fase ormonale parecchio disturbata.
"Con i suoi amici si sedevano intorno al tavolo con dei contagoccie e scuotevano le spalle al ritmo delle Supremes mentre facevano sgocciolare dell'LSD sulle piccole zollette di zucchero da cocktail"
Dddroghaa, do you want some, honey?
Yes, I do, e cha cazz.

Erano ricchi, dannatamente belli ma totalmente pazzi. Studiavano quasi tutti a Cambridge da buoni ricchi americani. Perchèallora venire a New York?
Risposta retorica: erano annoiati e stufi delle lezioni. Volevano entrare nella "vita vera", quella vera veramente dentro e fuori davvero (ndr. riecheggia già in nuce l’insegnamento di Costantino V.) .Per loro entrare nella vita vera voleva dire avere delle fotografie e dei servizi su di loro pubblicati sui giornali e sulle riviste! (ndr. appunto)
Edie era una del testé giro: ricca, bella, snob, annoiata ed in cerca di notorietà.

VOLEVA FARE LA MODELLA
Non era strano che Edie avesse vagamente deciso di fare la modella. Tutte le ragazze della sua età volevano fare le modelle. Oggi invece "nessuna"… mica come quella bambina dello spot delle fettuccine di formaggio, o quel che erano.
Andy:"Si frut1 dici bene. Di lì a poco Edie avrebbe inventato il look che Vogee, Life, Time e tutte le altre riviste avrebbero fotografato: orecchini lunghissimi, magliette da pochi soldi, calzamaglie da ballerina e a coprire il tutto una pelliccia di visone bianco".

Un'icona? Yeah guys, un'icona: una vera superstar. Ai tempi. Oggi le varie Paris Hilton e stronzette varie staranno pure facendo (nuova) scuola, ma il carisma da "superstar" dove sta?
"Quando ballava aveva delle movenze che sembravano egiziane, muoveva la testa ed il mento proprio nel modo giusto. La gente chiamava quel modo di ballare "il Sedgwick", e Edie era l'unica che ballava così, mentre tutti gli altri ballavano il jerk"
Tranquillo Frut1 ti vedo irrequito, ormoni che impazzano? lo supponevo, lo supponevo. Stai tranquillo lì, si proprio lì, in quell'angolo. (ndr. cioè questa situazione mi sfugge: Frut1 è in preda ad un attacco di schizofrenia e, nel proprio dualismo, una parte di sé sta relegando l’altra in castigo. Questo ragazzo è fuori e, ne siamo sicuri, si fa ancora di LSD)
Bravo.
Dove eravamo rimasti?
Ebbene cari fanciulli/e Edie, la superstar della Factory, la star della New York degli anni 60.

Edie diventò la maggiore fonte di ispirazione per Andy Warhol. Era una star. Una musa? Anche.
Tuttavia, Frut1 da esperto di Andy Warhol si sente di affermare che c’era sì una reciproca attrazione tra i due ma in fin di conti entrambi si nutrivano della noterietà dell'altro, una sorta di simbiosi reciproca e finché dura,dura. E poi Warhol era un ricchione, dai!
Andy mi rivela che:"Edie era incredibile davanti alla macchina da presa, semplicemente come si muoveva. Era piena di energia, non sapeva che farsene quando si trattava di vivere la sua vita, ma era meravigliosa da filmare. Le grandi star sono quelle che ti fanno venire voglia di osservarle in ogni singolo istante, anche quando muovano appena gli occhi."
Insomma Andy e Edie erano inseparabile, dove c'era uno inevitabilmente c'era anche l'altro, alla fine del ‘65 i due erano all'apice della propria popolarità come copia dei mainstream media. Mel Juffe disse:"Con voi nessuno riusciva a capirci qualcosa, non si riusciva nemmeno a distinguervi, eppure in città non accadeva nulla che avesse una qualche importanza senza che ci foste voi due". Tutti erano contenti di averli ai loro party, ma non sapevano bene perchè avrebbero dovuto esserlo. Per Andy Warhol."era una situazione divertente perchè era assolutamente priva di senso." Priva di senso; succedeva e basta; gli altri, volevano che succedesse.

A New York Edie era una star, ma non bastava.
Edie era ovunque acclamata. Era apparsa sul Time, su Life, su Vogue, la sua fama aveva oltrepassato l'oceano, in Francia i francesi la adoravano, l'america l'adorava. Ma nonostante la fama alcune conoscenze "sbagliate" e la droga la fecero pian piano allontanare dalla popolarità che Andy le aveva dato e man mano la figura di Edie parte inarrestabile verso il proprio declino.
"Quel che era veramente triste era il fatto che Edie si faceva di droghe pesanti e stava diventando sempre più assente. Il suo rapporto con le pillole da signora dell'alta società si era trasformato in un rapporto di dipendenza. Alcuni dei suoi più cari amici cercavano di aiutarla, ma lei non voleva ascoltarli. Diceva che voleva una "carriera" e che l'avrebbe avuta, dato che Grossman le faceva da manager".
Le pheeghe: bello vedere come certi propositi con cambino.
Edie oscillava tra il divertimento di recitare nei film kitsch di Andy e la preoccupazione per la sua immagine, dove per oscillare intendo dire che cambiava idea di ora in ora, di minuti in minuto. Non le importava di essere considerata sciocca fintanto che riusciva ad esprimersi e a raggiungere la gente. Prendeva molto spesso in giro i mass media per poi, poco dopo, farsi assalire da terribili crisi nervose perchè non la prendevano sul serio come attrice. Situazioni folli e paradossali.
"Questo era il problema sostanziale con Edie" per Andy, "i cambiamenti di umore e i ripensamenti. Naturalmente, tutta la droga che oramai prendeva c'entrava non poco".
Alla fine il cinema arrivò, Ciao! Manhattan.
Dopo una relazione con il cantate Bob Dylan, smentita dallo stesso musicista. Dylan, falso chitarrista del menga, uno che tratta male il mio Andy non merita neanche di essere ascoltato (ndr. la simbiosi tra Andy e Frut1 che si sta consumando ha del patetico…). Comunque Andy mi conferma la loro relazione: "Edie portò Bob alla Factory e si raggomitolarono per conto loro in un angolo. Passavano molto tempo insieme...". Insomma: scopavano, scopavano. Quindi mi sfugge il motivo delle minacce di denuncia da parte di Bob alla produzione del film che gioca sull’incontro tra Edie e questo pseudo-Bob; a suo vedere, non avrebbero mai consumato. Certo che no, parlavano di Schopenhauer.



Ritornando a noi dopo l'aspettato primo e "vero" film per Edie (Factory Girl, dove Edie sarà interpretata da chiappa soda Sienna Miller), che avrebbe dovuto proiettarla in maniera definitiva nel firmamento delle star di Hollywood, seguono relazioni varie tra cui Dylan, degenze in ospedale a fine degli anni 60, un matrimonio nel 1971, una morte nello stesso per overdose di barbiturici mescolati con alcol e a mio avviso anche eroina.Un modo molto seventies di andarsene, un modo idiota ovviamente. Del resto "molti dei ragazzi che passarono gli anni ’60 alla Factory, morirono giovanissimi negli anni ‘70".
Edie, drogatissima, bella ed impossibile (ma a volte possibilissima, come i butei insomma).

Andy Frutol