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29 maggio 2007

Discoteche a Verona e non solo: a che pro?

Manco il tempo di dire che l'eco di Sentenziosi si allarga e si dipana, con nuove flotte di trashreporters dai quattro angoli nazionali, che da oggi abbiamo pure lo spazio dello scrittore. Che poi pensateci: ormai ogni pubblicazione che si rispetti (online, offline, below the line, above the line...), cerca sempre di riscattare una propria palese mancanza di creatività chiamando a se' giovani scrittore più o meno sottopagati e più o meno bravi. Alberto Fezzi è un prosatore a volte acuto. A questo punto immagino sia sottopagato.

La discoteca. A Verona e non solo: a che pro?

“ La discoteca: luogo mitico nella fantasia di ogni giovane veronese, ma direi quasi di ogni giovane italiano, se non europeo, se non addirittura mondiale, dove fare sfavillanti incontri e immaginarie copulazioni. O meglio: i ragazzi solitamente vanno in discoteca per provarci con le ragazze, le ragazze solitamente ci vanno invece solo per ballare e farsi guardare con avidità, anche se poi in alcune discoteche viene proposta una musica talmente inascoltabile e non ballabile che sorge il ragionevole dubbio (o, come direbbe Previti, il legittimo sospetto) che quelle ragazze non siano venute lì solo per ballare (allora però è probabile che siano lì solo per farsi guardare con avidità).
Credo che l’immagine della discoteca come crocevia di sesso, droga e rock and roll, sia un retaggio che ci si trascina dietro dal periodo delle scuole medie-inizio scuole superiori, dove la discoteca veniva considerato il luogo principe dove provare i primi approcci sessuali con annesso acne. E il glorioso divanetto della discoteca assurgeva a teatro di imprese erotico-sentimentali che al confronto l’appartamento di Ultimo Tango a Parigi era un convento di suore di clausura.
A Verona per esempio c’è stato il Queen (che ora non c’è più, cinicamente sostituito da un freddo Bingo), pietra miliare degli incontri fra piccoli giovani libidinosi pieni di sebo. In questo locale, sui suoi divanetti, sono nate leggende di lascivia e peccato che farebbero impallidire un regista di film porno: nugoli di pre-adolescenti avvinghiati a se stessi e a polpacci estranei, lingue di otto metri che partivano dalla moquette per arrivare fino alle labbra altrui, ecc.
Poi il giovane veronese è cresciuto ed è riuscito a dare una collocazione plausibile ai propri ormoni: né tutti in faccia, né tutti nei testicoli. Tuttavia ha conservato da allora la propria sindrome da divanetto, per cui, anche a 35 anni, va in discoteca perché, sotto sotto, spera di limonare con una ragazza. La cosa succede abbastanza raramente, però, anche qui, va apprezzato il tenace impegno. “

Così scriveva più di tre anni fa un ragazzo veronese [ndSentenziosi: non ci viene proprio in mente chi possa essere...], e non si può dire che la situazione ad oggi sia tanto cambiata. Questo blog lo dimostra: a distanza di più di tre anni da quel libro, è ancora possibile postare in modo quasi giornaliero degli scritti che prendono per il culo le discoteche di Verona e provincia. E così, credo, potrà essere tra altri tre, trenta, trecento anni.
La domanda è fondamentale ed assoluta: perché esiste ancora l’istituto della discoteca? Esiste veramente ancora gente che, sul serio, si diverte ad andare in discoteca?
Io credo che ad oggi, nel 2007, gli unici veri motivi che spingono una persona ad andare coscientemente a ballare in discoteca, proprio con la genuina voglia di andarci, siano fondamentalmente quattro: 1) Essere adolescenti; 2) Aver fatto una sbronza colossale, al limite del coma etilico, che, o annulla l’autocoscienza, o alimenta in modo smisurato la speranza di potersi fare una ragazza anche se si è attraenti come una scarica di cagotto; 3) Essere vagamente disadattati o lievemente maniaci sessuali; 4) Essere redattori di questo blog e dunque andarci con il pregevole scopo sociale di prendere per il culo tale luogo.
Solo per questi quattro motivi mi spiego ancora la presenza di gente in discoteca. Non credo possa essere per la presenza di un vocalist che urla: “Ssssuuu lllleee mmmmaniiiiii” (non è ancora diventato reato dare un microfono a certi squilibrati?); non credo sia per i prezzi dei cocktail, raddoppiati senza un ragionevole motivo rispetto ai normali locali, neanche ci si trovasse alle porte dell’Eden; non credo sia per la musica proposta, che molto spesso assomiglia a un set di pentole che cadono per terra; non credo sia per la presenza dei p.r., mestiere che a Verona, almeno una volta nella vita, hanno praticato tutti con il miraggio del guadagno facile, salvo trovarsi a 48 anni ancora a distribuire riduzioni davanti alle scuole medie con il rischio di finire come gli insegnanti dell’asilo di Rignano; non credo sia, e qui so di scontrarmi contro un tabù incrollabile, per la presenza di gnocca, semmai è il miraggio della gnocca, questo sì, perché la discoteca è ormai luogo prettamente maschile, e chi, negli ultimi due anni, si è fatto in discoteca una ragazza ivi conosciuta (attenzione, ho scritto “ragazza”, non ho scritto “nutria di fiume” né “baldracca alle svendite di fine stagione”), mi contatti che gli spedisco un fallo d’oro.
Immaginiamo che un’ordinanza del neo sindaco Flavio Tosi imponesse la chiusura di tutte le discoteche, chi sarebbe veramente scontento? Quali tipologie di persone protesterebbero sul serio?
1) Gli adolescenti; 2) Quelli che hanno fatto una sbronza colossale; 3) I vagamente disadattati e i lievemente maniaci sessuali; 4) I redattori di questo blog.


Alberto Fezzi




Aggiungo io un paio di prime considerazioni, avv. (ci diamo del tu, ma teniamo quella formalità necessaria a mascherare questa bieca operazione di marketing, ok?).
Grazie anzitutto per aver scelto il mezzo sentenzioso, son cose. L'analisi da te condotta è in parte encomiabile, lucida e fredda come il ferro del medico chirurgo descritto da uno scrittore naturalista, con la vena comico-grottesque che chi ti conosce, sa' (sa-sa-prova). In particolare sarei concorde sui seguenti punti:
-certamente la discoteca è diventata il luogo dello squilibrio quantitativo dei sessi: 10 fighe (nel senso di donne con un taglio in mezzo alle gambe, la cui bellezza può arbitrariamente oscillare su di uno spettro che va da "bello" a "incubo") e 90 uomini (nel senso di cretini vestiti in maniera imbarazzante con annessa bava fluorescente);
-certamente è frequentata da gggiovani, anzi da gggiovanissimi: del resto sono oggi soprattutto questi a sbronzarsi manco vincessimo vinto la finale di coppa del mondo ogni weekend;
-tra i fenomeni da circo che si lasciano trovare in una discoteca a Verona, come in una qualsiasi discoteca di una qualsiasi altra città d'Italia, d'Europa, del mondo, vi è SEMPRE qualche schizzato - maniaco - arrapatone dell'ultima ora, persona in genere sgradevole che consiglierei solo a qualche stronza che in passato non me l'ha data;
-qualche tempo addietro, i redattori di questo blog avrebbero vissuto una ipotetica chiusura di tutte le discoteche veronesi come una notizia alla quale rispondere con revangismi e chauvinismi: altrimenti noi che cazzo facciamo nella vita?

Ma anche no.
Ed è qui che vorrei risponderti, avv. (continuiamo a darci del tu, ma facciamo finta che ora mi stia un po' sul cazzo, mossa necessaria per continuare a mascherare questa bieca operazione di marketing, ok?).
Nel senso:
1) Ok, la discoteca è generalmente morta.
2) Le tue come le nostre conclusioni derivano da metodi induttivi: tu e noi generalizziamo, come in tutte le cose, dai. Se dici che le discoteche sono demodè, se diciamo che le discoteche sono colme di apocalittica tamarragine, il 95% delle discoteche saranno demodè e piene di apocalittica tamarragine.
3) Occorre concentrarsi sull'ipotetico 5% di "cose buone", ammesso che esista quel 5% e non sia un 5 per mille e non sia già nelle mani della chiesa cattolica. A tal proposito i redattori Sentenziosi hanno spesso la voglia, la curiosità di farsi qualche giretto qua e la' (e notate che lo dico come lo canterebbe Pupo in "Su di noi": "fare l'amore qua e la'..."), giusto per vedere che aria tira fuori Verona. Anche perchè, come si sarà capito, non tutti qui siamo di Verona. Ad oggi, 29 maggio 2007, confermiamo il 95% di cui sopra, percentuale che è di fatti il genitore putativo di questo blog. MA...
4) Confermiamo anche l'esistenza del mitico 5%. Che non va visto nè come un miraggio, nè come un obbligo: sta lì, sai che c'è, sai che si nasconde nel sottobosco milanese, trevigiano e di qualche altra città del nord (non sono leghista, preciso), forse romano, sicuramente londinese, berlinese, parigino. Sai che non sta solo fuori ma anche dentro di te, perché corrisponde ad un mix meditato di: a) location; b) compagnia; c) fighe già a tuo seguito senza sperare di fartele in loco perchè ciò non accadrà mai; d) selezione musicale (non sottovaluterei la componente dell'offerta artistica, in effetti). Aggiungo che, personalmente, sono quasi sempre contrario alla sopravvalutazione del "mondo oltro", dello straniero, dell' "altrove si sta meglio" e via dicendo, ma sono altesì sempre più convinto che l'inculata colossale per noi, intendo noi scaligeri, sia la mancanza del nostro 5% perchè nel punto d), al quale hai riconosciuto poca importanza, siamo fermi agli anni '80. Macchè anni '80, al dopoguerra. E allora sempre più "Suu lee maniiii!", peggio che in Sardegna, peggio che in Riviera, peggio che Jerry Calà e/o Smaila vocalists.
5) La radice del tutto forse sta nel considerare arte un certo tipo di musica che puoi ascoltare in certe discoteche (notare la vaghezza del tutto...). Per noi un quel tipo di musica è arte e ci piace frequentare le rare discoteche che passano tale selezione.
6) Comunque non disperate, fallite le discoteche, ci sono sempre i concerti e le feste private! Rock'n'roll baby, fuckin' rock'n'roll.

16 febbraio 2007

Bye bye Pachanka

So long Discoteca Pachanka

Pare che il Pachanka abbia tirato le cuoia. Leggasi: è fallito (notizia segnalataci per mail da un collaboratore e in attesa di prova oculare, ma noi ci fidiamo - ovvero non abbiamo voglia di andare a verificare fino a Soave, eddai! Si accettano rapide smentite).

Già odo in lontanaza il motivetto tristo-tristo delle dipartite di allenatori/giocatori/presidenti reso celebre da Mai Dire Gol... eccolo eccolo, lo sentite?


Ci piace ricordarlo così.
Ci mancheranno i suoi avventori s-fashion durante la fashion night.
Ci mancherà la barista scazzatissima ma da buttare giù senza tregua alcuna.
Ci mancherà l'ingresso sempre omaggio, anche se per tirarne su le sorti finanziarie ti offrivi di pagare eh.
Ci mancherà la fine selezione musicale.
Ma soprattutto...
...ci mancherà quella tipica atmosfera newyorkese (del resto lì si parlava uno slang molto vicino a quello di brooklyn) e l'architettura che tanto ricorda le mitiche discoteche anni '70 altrettanto newyorkesi. Insomma, ci mancherà questa scritta va bene?


"Confermiamo, le cose stavamo proprio così: una sera ho
ballato spalla a spalla con John. Travolta. Vecchi tempi"


--Amarcord--

Heh, quanta nostalgia in questa frase presa dal loro sito: "Ma grazie al Pachanka ora non servirà più una traversata oceanica per raggiungere lo studio 54, oggi serve solamente spostarsi di 15 km fuori da Verona centro e godersi un’entrata senza senza pagamento (ndSentenziosi: ne deduciamo che per loro non far pagare era faccenda cruciale!). Due sale unite tra loro dall’esclusivo stile seventies e dallo spazio aperto (ndSentenziosi: insomma, due sale, ma lo spazio aperto. Era un unico capanno, per dirla tutta). In una domina il bancone, nell’altra il Dj, superstar di ogni serata (ndSentenziosi: ogni ogni, proprio ogni), come nelle migliori tradizioni dei bei tempi che furono. Musica di altissima qualità, diretta dai migliori dj della piazza."

Ciao Pach, ciao
Ma non te la prendere, questo non era posto per te. Qui non ti hanno capito, sei stato un cubista in un età all'insegna dell'impressionismo (forse era meglio avere un pò di allieve, eh? Cubiste). E se dovessi ripalesarti o ricollocarti altrove (da noi capita circa due volte all'anno, credo), beh in quel caso facci un fischio e torneremo volentieri a sputt... ehm a parlare al mondo dei gggiovani quanto erano magiche quelle atmosfere seventies e quanto spasso ci sapevano procurare.
Au revoir!

Sentenziosi

10 febbraio 2007

Invece a Le Disque...

...sono messi meglio!

La vita è un pendolo tra dolore e noia
Dopo la fantasmagorica serata by Alter Ego (qui ho già letto un "entusiastico" commento che inviterebbe gli organizzatori a riflettere sul neo-flop appena consumatosi), direi che in teoria si potrebbe bissare già stasera, ladies and gentlmen start your engines for:
"SUN CARNIVAL
IMPERO DEL SOLE & SPAGHETTI A MEZZANOTTE PARTY
animazione a tema e 25 ragazze immagine 25"

Questa sera alla Discoteca Le Disque - Cadidavid Verona (ex Dorian Gray)
Alcune considerazioni
1) L'ennesima sponsorship targata Impero del Coglione la dice sempre lunga e con largo anticipo
2) Non fatevi illudere da quel "Spaghetti a Mezzanotte": niente spaghettata di mezzanotte (ma perchè no? Cazzo la gente ha fame a quell'ora!), bensì il nome di quell'agenzia sorta ancora nel neolitico che porterebbe le "25 ragazze immagine 25"
3) Gli organizzatori devono essere dei veri butei o, quanto meno, ragionare come tali, bello infatti vedere come certe cosa non cambino mai: c'è bisogno di portare gente? CI PIAZZIAMO UN PO' DI SANA PHEEEGA! Reminescenze medievali.
4) Se qualcuno ci dovesse andare, oh coraggioso, ci sappia dettagliare circa: musica, età media, look, qualità pheeghe

Come sono messi...

... quelli dell'Alter Ego?



Sono appena rincasato.
Contestualmente alle mie procedure di svestizione, mi raggiunge un sms by conoscente-Butel 9: "Sto tornando a casa. Sai, prima due ragazze parlavano di 'sta festa shop assistants all'Alter. Cazzo dicono, mi prendevano per il culo, vecchio?"
Risposta: "No ragazzo, non scherzavano"

Da quando ho appreso del tema di questa serata dell'Alter Ego on friday night Déjà Vu "Cerco di tirarme su, ma non ghe la fo mia!" Tutta un'altra bla bla bla, penso che si stia toccando il fondo. Anzi, lo si è toccato. Se ancora campava di self-promotion forte della propria tradizione, ora il brand "Club Alter Ego" è stato preso, stracciato, lacerato, insomma riposizionato.

Riposizionato dove?
Se venerdì scorso avevamo avuto già una forte impressione dell'incipiente processo di decadenza cui è sottoposta la discoteca Alter Ego di Verona, giusto per darvi un'idea del punto cui si è arrivati menzioniamo il tema della serata ora in corso (fino a prova contraria a quest'ora si staranno divertendo "come delle matte, vacca dì"):

Serata Shop Assistant & Hairdresser
in collaborazione con le migliori commesse e parrucchiere di Verona e provincia.
Durante la serata A TUTTE LE RAGAZZE VERRANNO REGALATI OMAGGI LAMPADA, offerti dall'Impero Dell'ustio...ehm Del Sole!

Ovvero, la festa shampiste e commesse(1).
A questo punto, premesse due osservazioni: a) come farebbe lo staff dell'Alter Ego a stabilire quali siano le migliori commesse e parrucchiere di Verona? b) a sottolineare la mediocrità dell'evento, i fondamentali "omaggi lampada" all'impero del coglion... ehm Sole; ecco premesso ciò, è d'uopo quanto semplice sottolineare come una discoteca che ricorra a simili "autorevolissime" proposte, sia allo sbando e da un punto di vista contenutistico non abbia più nulla da dire.


1) Part time, full time, "volanti", sicuramente in nero comunque: negli ultimi tre anni penso di aver conosciuto almeno trenta ragazze impiegate in vari negozi d'abbigliamento di questa città (alcuni anche piuttosto blasonati) e mai una che avesse uno straccio di contratto, nemmeno una scrittura privata da esibire in caso di controlli per pararsi "leggermente" il culo, macchè (2)
2)
Metanota: non ditelo a quello/i di PNE, potrebbe non capire e incolpare ad ogni modo i finanzieri ovvero "quei teroni" rei di non eseguire abbastanza controlli fiscali a riguardo.

05 febbraio 2007

Lea Di Leo @ Alter Ego Verona. I fatti.

Aggiornamento
Ultime novità sull'Alter Ego di Verona.



Venerdì 2 febbraio, Lea di Leo all' Alter ego.
Sottotilo veni vidi.. me ne andai.

Intro

Circa Lea di Leo e del fenomeno real time chat+trash core si è già parlato qualche giorno fa in un'amabile preview. Veniamo ai fatti: venerdi 2 febbraio Butel1 e Butel2 erano chiaramente alla discoteca Alter ego per assistere a quello che poteva essere l'evento decaDANCE dell'anno, ahimè, ahinoi poteva. Presenti Cùcirca 500 persone, netta prevalenza maschile (ma questo era in preventivo) nessuna e dico nessuna novità a corollario di quello che se ben orchestrato poteva diventare un momento di piacevole divertimento e una serata oggettivamente insolita.
Butel1 e Butel2 sono amareggiati per diversi motivi, delusi da un alter ego stanco che non ha voglia di riprendersi e tornare ai vecchi fasti e da un ospite (forse esageratamente mistificato nell'astrazione mentale notturna dei butei) sotto le righe e da una serata decisamente, decisamente sottotono. Ah ermione che ieri m'illuse e oggi m'illude..
Detto questo non saremo noi a recensire la serata, la nostra descrizione sarebbe simile a questa, approfittiamo per pubblicare un nostro lettore (una vecchia conoscenza), comunque in sintonia con il nostro pensiero, che ci ha gentilmente omaggiato di questo contributo.

11 gennaio 2007 in macchina di ritorno dalla mia università, ricevo un messaggio: “DOMANIinaugurazioneDEJAVU…..bla..bla…blaa……..bla…bla……2febbOSPITEleaDIleo!”.
Cosa!??!!
Rileggo: “…2febbOSPITEleaDIleo!”. Cazzo è vero allora.
Sento levarsi in lontananza un grido dalle nostre lettrici: “e chi cazzo è sta stronza”?
Suvvia non siate così scurrili! Butel 2 è stato già abbastanza prolisso sull’argomento.
Per le più disattente ecco un breve riassunto: Lea di Leo from Castelfranco Veneto è una procace signorina che da qualche mese conduce una trasmissione sull’emittente locale “la9”.
Il format, geniale, si basa in sostanza sull’impianto concettuale che ha dato origine alle hot line, alle quali va ad aggiungere l’aspetto video. Uomini dalla sessualità border-line, il cui centro di gravità balzella curiosamente tra una fortissima timidezza (tale da non permettergli il contatto dal vero con una donna, leggasi prostituta) e un curioso esibizionismo, chiamano sull’onda dell’eccitazione l’amica Lea e le sue colleghe, avanzando richieste di carattere sessuale e profondendosi in variopinti apprezzamenti.
Le telefonate hanno di solito una durata non superiore al minuto, al quale talvolta succede una sorta di conato sintomo dell’ormai giunta precox eiaculatio. Che io sappia, questo tipo di trasmissioni aveva già trovato asilo sulle emittenti satellitari; da poco, appunto, ha cominciato ad essere trasmesso in chiaro su varie televisioni e televisoncine. Il background cattolico che pervade il nostro bel paese, (ndButel1 e 2 ehi noi amiamo il clero sciocchino!) ha fatto si (che il passaggio “satellite-tv in chiaro” abbia comportato l’esigenza di un maggior contegno da parte delle ragazze che, quando va proprio di culo, restano al massimo in top-less (da notare che le richieste dei telefonanti sono, al contrario, tutte di fantozziano stampo, del tipo: “togliti le mutande! togliti le mutande! (mmmhhh…ahh)”).

Bene, dove ero rimasto? Ah già, al “Cosa!??!!” (detto alla aldo-giovanni-&-giacomo, ndr.).
Scaltro come pochi, inoltro immediatamente il messaggio a Butel-Z e Butel-A. Risposta altrettanto scaltra del secondo: “Vecchio ci stai se facciamo un tavolo? Ci penso io, mille bozze, (ndSentenziosi per i forestieri bozze in gergo buteiesco = bottiglie) tavolo super fico, spendiamo poco, ok? Ok, perfetto ti faccio sapere.” Uh.
Mi pare che mai si sia parlato in queste pagine (chiedo venia nel caso ciò sia accaduto) di un antichissimo rituale che il butel compie con frequenza variabile, e che per altro lo accompagna in tutti i momenti più solenni della sua esistenza: la “sbronza-programmata”. Causa i più svariati motivi (ricorrenze, festività, happening di varia natura), capita che il butel, scrutando il calendario con aria interrogativa, individui tra i suoi impegni un giorno che verrà appositamente predisposto all’esaltazione del primo dei comandamenti: bear.
Bene, venerdì “2febbOSPITEleaDIleo” (vecio) era stato adibito proprio a questo scopo.
Caratteristica tipica della sbronza-programmata è l’altissimo tasso di pericolo di insuccesso che porta con sè.
Si sa, d’altro canto, che quando vengono riposte eccessive aspettative in un evento la delusione è spesso dietro l’angolo (capodanno per inciso è la sublimazione dell’evento “sbronza-programmata”, con annessa delusion post partum).
La serata aveva da subito mostrato delle crepe strutturali che avrebbero dovuto lasciarmi intendere l’epilogo scadente cui sarei andato in contro. Ma ormai avevo preso un impegno con me stesso: dovevo sbronzarmi e dovevo vedere Lea di Leo. Così, nonostante le defezioni di massa (circa questo argomento si veda anche qui), nonostante la nebbia da tagliare a fette, nonostante improvvisamente non riuscissi a trovare un cazzo di butel che mi volesse accompagnare, sono riuscito a trascinare su un amico e a presentarmi all’appuntamento con Lea con un tasso alcolico degno di un tale evento.
So che la domanda che pervade le vostre menti è fondamentalmente una: ne è valsa la pena?(ndMimmo amerelli e diccello??) Lea di Leo from Castelfranco Veneto si è dimostrata effettivamente quella scheggia impazzita che ci si aspettava sarebbe diventata nel giro di dieci minuti dalla sua comparsa nel locale? Ovviamente la risposta è…no. Ma andiamo per ordine.

Saltato il tavolo-vecio, saltata la compagnia, mi trovo nel parcheggio dell’alterego con l’amico di cui prima in piena sindrome (al contrario) da “sbronza-casuale”; forte della dichiarazione ad inizio serata “stasera torno a casa presto perché domani devo lavorare”, eccolo barcollare nel parcheggio in direzione dell’entrata. Quanto a me, fedele al proposito prefissatomi, dopo le 3 consumazioni a 10 euro offerte dall’happy hour del new-M27-vecio, mi presento sui blocchi di partenza pronto a dare il meglio di me nonostante i numerosi tentativi di sabotaggio.
Entro all’alter pronto finalmente ad assaporare il gusto della nuova gestione e…come dire….Deja vu: persone presenti al momento dell’arrivo circa 400, musica indefinibile (brodaglia misto-house-misto-sto-aspettando-che-arrivi-l’ospite). Come già raccontato in occasione della ri-inaugurazione, il locale è chiuso per oltre metà della sua superficie e nonostante l’ostruzionismo messo in atto dagli organizzatori, la terrazza fuori pare ancora attrarre i butei ben più della pista all’interno. Dannato tabagismo.
Rapporto pheega-butel pari circa ad 1 a 3 (pensavo peggio a dire il vero), tasso qualitativo del fattore pheega abbastanza modesto (pensavo meglio a dire il vero).
Ma tutto ciò non mi interessa, in fondo. Io sono qui solo per lei. Mi aggiro scrutando la folla, occhio sbarrato, mi vedo dall’esterno vagare con aria determinata, un piccolo Marc Renton disintossicato e di ritorno in discoteca, c’è silenzio intorno a me. Il tempo passa e l’impazienza aumenta. Dove sarà ora? E perchè tarda così tanto?
Ore 2:40, una voce sovrasta la musica: “Ciao maialoni!”. Ovazione dei butei. E’ arrivata finalmente, è lei. Prima impressione: è meglio dal vivo che in televisione. Grazie al cazzo penso, un conto è vederla all’alter da sbronzo col buio, un conto è vedere un primo piano delle sue cellulitiche natiche illuminate dai faretti di uno studio televisivo, da sobrio, sul divano di casa. La nostra eroina comincia un soliloquio di circa 20 minuti, interrotto a tratti da domande scadenti del vocalist regolarmente smerdato da risposte in puro stile con il personaggio. La giovane da sfogo a tutto il suo repertorio.
vocalist: “A quanti anni hai perso la verginità?”
Lea: “A 18 anni perché a 12 ho cominciato a fare i pompini.”
Butei in delirio.
Dopo un ulteriore scambio di battute, la bella-di-notte viene presa d’assalto dai fan e circoscritta all’interno di uno dei due tavoli alla destra della console. Due buttafuori regolamentano la fila per una foto ricordo-zinne-al-vento con l’eroina di tutti i bambini.
Mi guardo intorno, cercando consensi circa la mia perplessità riguardo la scarsa prestazione dell’ospitone. Rapida occhiata alla calca in zona foto e rapida stima del tempo necessario affinché la coda di fans si esaurisca: troppo tempo. Rapida occhiata all’orologio e rapida stima del beneficio marginale ricavabile con un eventuale permanenza in loco per ulteriori n minuti: troppo bassa. Abbandoniamo la nave Signore.
Recupero il mio amico-“che domani devo andare a lavorare” lo trascino per un braccio alla cassa e mollo tutto.
Si diceva: la signorina Lea di Leo è stata dunque quella scheggia impazzita, incontenibile show-woman dell’eros che tutti attendevano? Responso: no. La ragazza doveva arrivare prima, non doveva essere confinata in un tavolo, doveva darsi in pasto ai butei. Non so se quest’ultimo aspetto si sia poi realizzato in qualche maniera, anzi aspetto eventuali testimonianze al riguardo, ma prime voci di corridoio dicono che ciò non sia mai effettivamente mai verificato. Da lei ci si aspettava di più insomma.
Bocciatura dunque per la serata trash dell’alter. La situazione comincia ad essere drammatica: le serate normali non vengono, le ri-inaugurazioni non vengono, le super ospitate (leggasi tommy vee) non vengono…è stata giocata la carta pheega, ma pare che anche questa abbia dato scarsi risultati. Che aspettarsi d’ora in avanti? Speriamo che l’ossimoro “Deja vu- tutta un’altra cosa” sappia estrarre dal cilindro qualche nuova idea rivoluzionaria…il paziente pare non rispondere alle cure nel frattempo. Attendiamo miglioramenti.
Butel-M*

02 febbraio 2007

Lea Di Leo @ Alter Ego Verona

Qelli che aspettano Leo Di Leo all'Alter Ego...

Venerdì 2 febbraio Lea Di Leo alla discoteca Alter ego
Omaggio alla regina del Trash core

Aprile 2006, ore 2.40
Butel2 tra un'esamina del DPF 2007-08, una confernce call Bruxelles- New York- Tokyo e un' occhiatina al rapporto sul tasso nominale nel breve periodo della Germania, esegue dello zapping svogliato per tenere sotto controllo il nasdaq.
L' imprevisto. Casualmente (e sottolineo casualmente) incappo in uno dei quei programmi che caratterizzano il palinsesto notturno. Inizialmente sembra la solita promozione di una chat line erotica a suon di tette e culi e smorfie più o meno credibili, meglio conosciute nell'ambiente come i numeri poi, quando sto già per cambiare canale, vedo questa signorina che si dimena su un divano, probabilmente, sia lei che il divano, provenienti dalla Slavia (si insomma un non precisato paese dell'europa dell'est) , mentre mostra orgogliosamente un cartello scritto a penna (W la rivoluzione telematica) DAL VIVO! Alzo definitivamente lo sguardo dal DPF e penso:"Però questa si che è un'innovazione al business delle chat line". Alzo un pò il volume l'audio conferma i miei sospetti:

a) E' slava, l'accento non lascia sospetti.
b) E' senza alcuna censura, la sfacciataggine del soggetto non lascia alcun dubbio.

Tolgo l'occhiale da lettura, metto quelli da riposo, appoggio il DPF, mi concentro, Butel2 ha fiutato qualcosa.Osservando bene lo schermo scopro che si chiama Axel, non è sola e la sua slavissima amica è Nadia (pronuncia NNNaddja).

Ore 2.45
Messaggio a Butel1: Vecchio c'è uno show pazzesco su la9 due porche luamare (ndR termine del veronese colto per indicare persone particolarmante eleganti, profumate e generalmente appartenenti alla borgesia romana. Traduzione letterale:provenienti dal letamaio) che rispondo alle chiamate e fanno tutto quello che viene chiesto da chi telefona. Ma beccati le telefonate! Assurde! Sto morendo!

Ore 2.47
Risposta di Butel1 :(ndR mi sono sempre chiesto ma lei che fa sveglio a queste ore dottò? Anche lei alle prese con la programmazione economica?) Vado subito vecchio.

Ore 3
E' già stilata la top 3 delle frasi assurde del programma. I butei non perdono tempo e sghignazzano amabilmente nella notte.Frasi ormai celebri:
1) Axel, risponde al telefono: " Ciao bellu da dove chiama?" risponde l'infoiatissimo telespettatore "Ehhh sono Marco da Treviso" "Mh bello Treviso senti Muarco cosa vuoi che tu fa io a mia ammica NNNAddja?" "Ehhhhhhh ( sempre più infoiato) tocale la fig.. tu-tu-tu-tu-tu-tu" Cade la linea, non importa Axel da brava intrattenitrice sdrammatizza: " Ma no Muarco non si dice ccosì si dice patatina no si dice figa ora però io tocca mia amica NNAddjia.. va bbene così Muarco?Muarco dove è tu?" dalla regia " Caduta la linea!"

2) Nuova telefonata. Risponde NNNaddja questa volta (mentre Axel è intenta a spalmarsi non so quale unguento marrone): " Ciao chi sei?" "Ehh (voce rauchissima effetto oltretomba) sono Armand Dabbresc (con innegabile accento palermitano)" "Ciao Armand cosa fai?" "Ehhhhhhhh mi sto facendo una seg.. tu-tu-tu-tu-tu-tu.." "Reggia cos è successu? Caduta lalinea?Richiamerà? Io adesso gioca un ppochino con Axel!"

3) Nell'attesa di telefonate le due eleganti miss intrattengono, il pubblico da casa con simpatici siparietti e giochi di ruolo.Axel:" Naadddja! Tu ha spanto tutta crema su tuo capezzola! Tu è stata molto cattiva! Ora io ti punisce!" Nadia:" No Agsel cosa vuole fare tu ora?" Axel: " Io ora ti colpisce con microfono!" Nadia, mentre si gira con l'eleganza di un bisonte: " Ah si io è stata molto cattiva tu da microfono su mia figa!" Axel:" NAdddja!! Si dice Pattattinna! Ora io dev'essere ancora più cattiva!" E percuote l'amica con il microfono.

Considerazioni ex post.
Il programma ormai ha un annetto Axel e Nadia sono state sostituite più volte fino a trovare l'equilibrio con Lea di Leo che è la diva nonchè protagonista del momento.Già ai tempi di Axel e Nadia il programma era una cozzaglia di costumi assurdi sempre tendenti al leopardato o lattice scarpe con tacchi impossibili e intimo inesistente. Con Lea di Leo si è raggiunta l'apoteosi.Le note d'onore del programma, secondo me, rimangono le musiche da discoteca di serie C tipo Verona2000 dei bei tempi, una canzone su tutte Draghostea din tei sparata con tripudio di luci ed effetti allucinanti su cui le poverette si dimenavano come due foche.Le telefonate impossibili caratterizzate sempre da voci rauche e tendenti all'arrapato con richieste assurde e di una volgarità inaudita. Rimane poi da spiegare come mai dopo 4 secondi di collegamento telefonico, la linea, inesorabilmente cade.

Più che di Lea di Leo, ero ormai un appassionato di questo genere quando ancora c'erano le due tragicomiche Axel e Nadja, era ancora un genere di nicchia (forse solo io e Butel1) e si faceva fatica a trattenere le risate nella notte silenziosa della piazza.Stasera Lea di Leo sarà ospite dell' Alter ego. Forse sarà lei ad affossare definitivamente questo locale in declino o forse lo aiuterà a risorgere.Ad ogni modo Butel2 in questo tripudio di decadenza scapigliata non può mancare.


UPDATE BY BUTEL 1
Vorrei ricordare:
1) una tra le più tragicomiche delle telefonate.
Axel: "Prrruontu chi bparla amigu?"
ButelX (in sottofondo butei n° >10 che si stanno scompisciando a iosa): "S-sono... MARCO e vogliamo che le metti il dito in culo!!!" Mentre Axel esegue e Nnnnaddja già s'esalta, si consumano derisioni e dileggi da veri butei scaligeri e dopo pochi secondi, inesorabilmente, la linea cade.

2) Passati due-tre mesi, già intorno a giugno-luglio, dopo un rapido sondaggio in Piazza, (quasi) tutti i butei erano edotti circa l'argomento La9. Bello vedere come certe cose non cambino mai: c'è della fig... ehm pattatta? Il passaparola butelesco sfida la velocità della luce.

14 gennaio 2007

Discoteca Alter Ego - Verona

Aggiornamento
Qui le ultime novità sull'Alter Ego di Verona


Alter Ego Verona: venerdì Déjà Vu


Come precisato in precedenza, c'era nell'aria l'attesa per il nuovo vernissage Alter Ego del 12 genaio 2007, ovvero come salvare in extremis un venerdì fallimentare.
Io c'ero.
Giudichiamo secondo gli importanti e fondamentali criteri di determinazione circa cosa é bello e cosa é brutto adottati dai butei:
1-quantità/qualità della pheega;
2-tipologia generalizzata degli avventori;
3-qualità della selecao musicale;
4-tasso alcolico raggiunto intorno all'ora 1.45;
5-quantità/qualità della pheega (scusate, ma é fondamentale ribadire).

Si diceva, c'era eccitazione nell'aria. Ecco, al mio arrivo all'1.00 la situazione non era delle più rosee. Questo il parcheggio:

Tutta un'altra cosa.

I butei traggono le seguenti conclusioni critiche:
1-hanno spostato l'Alter Ego
2-C'é la nebbia e non vedo le altre macchine
3-Considerato che il parcheggio mi é costato 2,50 €, e sembrerebbe vuoto, e che di conseguenza dovrebbe essere vuota la disco, ma che mi costerebbe ulteriori 10 €, faccio serata nel parcheggio;
4-troppo tardi per la tre: Butel8 ha inseguito un culo minorenne e si trova già all'interno più sbavoso che mai
5-Tutta un'altra cosa

Situazione all'ora 1.15: VUOTO PNEUMATICO
Ovvero, all'Alter Ego non c'è un cazzo di nessuno. Butel2 e Butel8 sentono l'eco delle proprie conversazioni rimbombare in tutta la sala. C'è aria di flop. Il Berfi's già gode. A testimoniare il basso tasso d'afflusso, segnaliamo questo angolo sintetico della situazione:



Tutta un'altra cosa.

Intanto parte la sbobba scaldapista. Ma la pista é vuota. I butei iniziano a sentire puzza di fregatura eppure non vogliono demordere, prendono posizione su un punto di vista privilegiato. Si corre ai ripari: vengono schiaffiate in prima fila le ballerine con loro "nuovo" look. Si salvi chi può!




Tutta un'altra cosa.

Ore 2.10
Ehi, miracolo! La disco é quasi piena, si sfiora l'effetto crowded. Ci segnalano che fuori anche il parcheggio potrebbe essere pieno. Ma come hanno fatto? Ma vi ricordate i weekend precedenti con la discoteca Alter Ego mezza vuota? Ora é tutta un'altra cosa.
A questo punto, i butei da accasciati a peso morto su un divano in attesa di essere rimossi, si alzano alla volta del "Giro di ricognizione". Ora, é tutto più chiaro.

1-Quantità e qualità della pheega: bbbuona. Età media della pheeega: 19-20, con una forbice di 3 mesi al massimo. Look delle pheeeghe: minimal, ovvero i cm vestiti sono ridotti al minimal. E' un tripudio di tette e culi: sì amici, ho detto tette&culi.
2-Target della serata: i butei de l'Attimo Caffé, per farla breve. Questa volta il tripudio é di felpe con imbarazzanti loghi e trademarks, pantaloni strappati, el cravatton, la camiseta a quadri, chi più ne ha più ne metta. Guest star della serata: Yuri Chechi, con jeans versione limitata della ditta Danza (tutto largo ma inspiegabilmente a tubo), le Dolce&Gabanazza 45 cm. Infine, per non smentirci mai: più Onizuka Tiger per tutti. E birretta vecio.
3-La musica. C'è un'alternarsi alla console. A distinguersì é la house delle giostre (per mail un collaboratore ci segnala: "E' arrivato Autoscontri CasaGrande!") e l'immortale maranza remix version. Verso una certa ora, si parte con l'approccio "pestato": nel senso che qualcuno deve aver pestato il deejay, il quale infine mette su quattro cd buoni. E tutti si sentono a Berlino (senza mai esserci stati, peraltro)
4-Tasso alcolico: sarà la paura del nuovo rigore legislativo regionale, ma é basso. Consecutio logica: con l'alcol, tutto potrebbe essere più bello
5-Quantità e qualità della pheeega: lista culo + 2. "Siete in lista?". Decisamente sì.

Confermate le grandi "novità"
-un mimo, probabilmente recuperato all'ultima ora da via Mazzini, con tanto di "Oh, se vuoi porta pure gli amici!"

-gli schermi con Tommy Vee. Déjà Vu.
-gli schermi con Lea di Leo (che peraltro si annuncia di persona il 2 febbraio).
Tutta un'altra cosa.


-le ballerine mascherate di cui sopra: che sono le solite, ma con le maschere.
Tutta un'altra cosa.

Rimane ora da svelare l'arcano: da dove arriva tutta questa gente?
La risposta é semplice: ricordate l'Alter Ego quando era mezzo vuoto? Normalmente l'Alter Ego si presentava così:

Grazie alla nuova politica di ottimizzazione degli spazi, se prima l'Alter Era mezzo vuoto, ora è mezzo pieno.

Butel2 si sveglia dal suo sonno dogmatico, in sostanza i seguenti spazi della discoteca sono stati interdetti al pubblico:
-privè solitamente adibito all'hip-hop
-giardino esterno (con tanto di transenna, omaggio recuperato dalla recente visita del papa?)


e la sala bar/divani nell'angolo nord-ovest. Così, metà discoteca risulta sigillata. Insomma, il pienone (nemmeno esagerato, diciamo ottimale e vivibile) é frutto della seguente equazione: se x persone stanno in y metri quadrati, ma tu hai x e y/2, risulteranno 2x. Un trucchetto, come dire...
... Déjà Vu. Ah, ecco cosa volevano dire!

Il post in breve, giudizio finale
Se hai vent'anni (max 22), quello dell'Alter Ego é forse il miglior venerdì di Verona city. E ho detto tutto.

Tempo medio di lettura del post: una cagata da kebab (tuto-no-picanto: tutta un'altra cosa)

12 gennaio 2007

Verona Freme. Reinaugura l'alter ego 3 (la vendetta).

Una città in fermento. Palpitazioni a fior di pelle. Attesa vibrante, spannung, ansia metafisica emorroidi emozionali. Verona si ferma si annusa si scruta. I butei si osservano cercano risposte nell'aria non è la solita caccia a chi l'ha mollata. E allora cos' è? C'è qualcosa di nuovo nell'aria o forse d'antico...

Mi muovo quatto quatto nella rete.. ho bisogno di sapere.. alla fine inciampo qui.

Inizio a leggere.. vedo questo

Mi strofino gli occhi e leggo ALTER EGO Déjà Vu tutta un'altra cosa inaugurazione Dèjà Vu inaugurazione: il mio cervello va in tilt troppi input-output e una cazzo di storia complicata.

OK proseguo col topic leggo queste frasi di Greg l'autore del post su Veronavip.

08 gennaio 2007 : 12:18:59
il nuovo venerdì notte Alterego!!......DEJA VU....
(ma come Dèjà Vu?? Non era nuovo?)Tutta un'altra cosa (ma come tutta un'altra cosa? non era Dèjà Vu??)

08 gennaio 2007 : 13:26:06
La nuova animazione? Nuove ragazze, nuovi costumi, nuovi temi. Sempre diversi. Non posso dire tutto, se no la sorpresa dove sta????
(Appunto dove sta??E diccelo e diccelo butta via tutto butta via tutto.. butel2 feat Mimmo Amerelli).

08 gennaio 2007 : 13:26:06
Venerdì scorso ho sentito dire:"Vieni su stasera?" "Non so, che cosa c'è?" "Boh, come venerdì scorso"Da venerdì 12 non esisterà più "come venerdì scorso".Mi pare che non sia una cosa da poco. TUTTA UN'ALTRA COSA
(e stasera cosa c'è?Boh? Pare tutta un'altra cosa ecco).

09 gennaio 2007 : 12:56:46
cambiare è segno di innovazione.. questa volta è un cambio al timone.. ma anche di contenuti!ne vedrete delle belle le prime serate sono (secondo me)
(Ok e secondo me invece?)da paura........... (anche secondo me. Forse).

11 gennaio 2007 : 15:50:27
manca solo un giorno all'INAUGURAZIONE............stiamo arrivando......!!!
(Ansia sono un pò agitato, lo ammetto).

12 gennaio 2007 : 02:54:29
ancora poche ore e ci siamo!!!!!!!!GET READY.....:::::::!!!!!!
(Agitatissimo. Quasi bagnato/a).

Ancora una volta VeronaVip mi ha svelato l'arcano. Il mio piccolo sistema celebrale, molto piccolo è un monolocale ma io mi trovo bene devo dire, elabora una sintesi.
ALTER EGO IS BACK (AGAIN).

Ok giovani amici per Sentenziosi On Tour questa sera non mancheremo e a parte tutte le stronzate dette (ndButel1: sempre più aulico questo Butel2) sono proprio curioso di vedere se questa nuova gestione avrà qualcosa da aggiungere alle precedenti.
Io credo di no (ndButel1: o magari sì).

Ma non perchè la nuova direzione del venerdì siano più o meno bravi, più o meno preparati dei predecessori, anzi io auguro ogni bbbene a questi ragazzi ma sono molto scettico, leggendo i programmi e le anticipazioni non scorgo nulla di nuovo rispetto al passato nulla in grado di lanciare il locale nel futuro in cerca di nuove tendenze da esplorare.
Chi vivrà vedrà. Noi staserà saremo là (e butel1 con ste rime el me dà) (ndButel1: sì, te do!)

p.s. é disponibile la recensione della serata. Clicca qui.

20 dicembre 2006

Berfi's atto terzo. J' accuse.

Io non volevo parlarne se n'era detto già abbastanza. Anzi abbastanza male. Poi la gggente pensa che siamo un blog di spocchiose teste di cazzo che non c'hanno un cazzo da fare. Ed è vero.

Poi succede che ricevo questa missiva esausta di Butel 1. Mai così a terra:

" Caro Butel 2,ti ricordi per caso di quella serata di ieri, li, alla discoteca Berfi's?No perché io ricordo bene e sto cercando di disintossicarmene. Meno so, meglio è.Ciò detto, per questa volta la recensione, se recensione dev'essere, scrivila tu: io andrò a coltivare il mio nulla, così, in pieno solipsismo.Che ora chiediamoci: perché siamo andati al Berfi's? Insomma a noi (oh, parlo per me vecchio) le ragazzine nemmeno piacciono, ecchecazz. Sì, io detesto tutte ste orde di teenies.Prende piede da qui, il mio giuramento al quale invito tutto ad aderire in modo accorato: mai più al Berfi's di sabato sera. Mai più. All together, per non dimenticare.Le volevo dire,inoltre, sabato prossimo c'è Satoshi Tomiie al Berfi's, che dici andiamo? (ndr. Tristezza)Un caro saluto a te e a questo blog di uomini buffi (ciao Frut1, ciao Butel3),tuo (metaforicamente) Butel1."

Poi succede che leggo per l'ennesima volta sul forum di veronavip la contrazione di due parole che fanno esplodere la mia ira funesta:" SUPERSERATA!" e da qualche parte ci sarà pur stato scritto vecio.

E allora divento sentenzioso supersayan e sparo lì (anzi qui) due o tre sentenze belle buone e gratuite. Come sempre.

Ore 23.28
Ultimi minuti buoni per entrare in lista veronavip che da diritto all'omaggio. I nostri ce la fanno pronunciano le parole magiche:" veronavip" ed entrano aggradas (ci mancava solo che pagavo per il festival mundiale della schifezza. Spaccavo tutto).

Ore 23.30
I nostri sono dentro. Attivata la modalità discoscan (che non è una bestemmia). Report: un numero non precisato tra le 40 e 50 persone col loro fluttino in mano si sollazzano ingozzando i resti del buffet. Che è stato della serata autocelebrativa di veronavip a partire dalle 22.30? Non c'è un cazzo di nessuno. Peggio che a un funerale di uno che stava sui coglioni a tutti.

Ore 24
Il berfi's prende forma. Arrivano in sequenza:gli scorreggioni,gli scaccoloni,i segaioli, i brufolosi, i sedicenni arrapati, le fighette a manina, le fighette non a manina, il club della prima volta, infine i matura. Età media totale 16.8 esclusi i butei e lo staff di veronavip. 19 con i butei. 31 con lo staff di veronavip.

Ore 24.10
Butel2 è ancora speranzoso si ripete, mentre continua a mirare la sua bellezza e i suoi nuovi bicipiti comprati in offerta all'auchan, "E' gratis la ggente arriverà!"

Ore 24.15
Sopraggiunte anche le fighe di gomma e persa ogni speranza si organizza la ritirata. Si salvi chi può.

Ore 24.45
Usciamo in pompa magna Butel 1 urla il suo disprezzo al mondo. Butel 2 è già attaccato alla bottiglia (da dov'è saltato fuori poi sto alccol da asporto non l'ho ben capito).

Considerazioni:

1) Veronavip, uno tra i principali portali dell'intrattenimento veronese con 1600 utenti registrati di cui almeno 160 circa si collegano quotidianamente, ha una risonanza e un potenziale di aggregazione pari a 40 persone. Non male (so che arriveranno smentite ma io non ho visto più di 50 persone alle 23.30).

2) Il sabato del Berfi's non è brutto. Se hai 16 anni e non te ne frega un cazzo che Fregonese metta su la stessa musica di merda da 4 anni. Speriamo in una botta di Vita da Satoshi.

3) Look awards. Un grazie particolare a V***a bello il to cravatton d'antan! E un grazie sincero anche a chi,il boss, ha scelto in una serata speciale ( mi immagino la scena, un uomo davanti allo specchio l'età avanza, l'animo è giovane, giovanissimo.. e allora sgargiamo sgargiamo con queste tinte da sempreggiovane) di mettere un bel maglione tinta puffo. Bello bello bello madonna che bello.

4) Mai più.

08 dicembre 2006

Discoteca Berfi's Verona - Fashion Night

ovvero la surrealtà dei butei
Clicca qui per le recensioni sulla discoteca Berfi's di Verona
clicca qui per la recensione della recente fashion night Carnaby Street al Klub 59 di Verona

Premessa: il post sembra lungo, invece è breve e scorrevolissimo.
Premessa: tra le tante fashion night che stanno nascendo a Verona nell'arco degli ultimi anni, l'unica che forse (e sottolineiamo forse) può vantare l'onore di questo appellativo è la serata celebrativa del negozio d'abbigliamento Carnaby Street in centro.

Ovviamente noi non sapevamo nulla.

Telecronaca dettagliata dell'evento.

Ore 22.00
Butel1: "Che si fa stasera? Insomma, domani tutti a casa"
Butel2: "Piazza Erbe"
Butel1: "Mh, dove l'ho già sentita questa?".
Ore 22.30, parcheggiata la butmobile nei pressi della foce dell'Adige, i Butei eseguono una fallimentare sortita in quel di Piazza Erbe, particolarmente deserta (si riconosce un enorme albero di Natale. Spoglio).
Ore 22.35, ed è subito Square. Il prelievo è d'uopo. Orde di giovani imbellettati all'assalto del bancone stanno scaldando per prepararsi alla battaglia dello students all'Alter Ego. Di fianco a noi, butel classe '88 si abbandona ad una serie di riflessioni con butel classe '89.

Inseriamo una spaccato del dialogo a mo di contestualizzazione
Butel'88: "No no no no... vecchio... questa vecchio te la devo raccontare... vecchio..."
Butel'89: "No vecchio... cos'è successo vecchio... ?"
Butel'88: "No no vecchio... cioè hai presente la ButelaZ vecchio?... cioè ci mandavamo dei mess... così... cioèèè...."
Butel'89: "Ma tipo.. vecchio?"
Butel'88: "Ma cioè vecchio niente cioè... cioè lei mi fa: "Oh"... e allora no? cioè io le faccio "Ma oh oppure Ohhohoo?" cioè vecchio allora lei mi fa: "Oh mi fa piacere se vieni"... e allora cioè, vecchio, io mi dimentico di questo mess, no?, e cioè vecchio il giorno dopo mi sveglio presto, vado a scuola no? e butelaX (ndr. la sua donna) mi fa subito vecchio: "Dammi il cellulare subito" e allora io vecchio: "Un attimo devo chiamare mia mamma" (ndr. le scuse sono sempre di gran qualità) e lei di nuovo vecchio: "No no adesso me lo dai subito" e allora cioè io glielo do, mi giro verso i butei no? ma dopo un secondo lei mi fa: "Cioè e questo cos'è sto messaggio della tipa?" e io vecchio cosa potevo dire vecchio?"
Butel'89: "E, cosa c'hai detto vecchio?"
Butel'88: "Ma dai è butelaZ... cioè dai due anni che ci scriviamo... cioè ma mai fatto niente di male cioè... no ma e lei che..."
Butel'89: "E lei cosa t'ha detto vecchio?"
Butel'88: "Abbiamo cioccato vecchio. Tutto a posto."
Butel'89: "Grrrrande vecchio"
La chiusa è standard e le pacche sono offerte da Sentenziosi.

Ore 23.15: si torna un attimo in Piazza, che nel frattempo accoglie nuovi avventori, tra i quali Butel8, nostra vecchia conoscenza. Sarà la svolta per la nostra serata.
Butel8: "Grrrandi butei (ndr. mh...)"
Butel1: "Ciao vecchio"
Butel2: "Ottima vecchio. Sa bevem?"
Scorrono fiumi di Americano + Negroni (per non dimenticare) per circa 2 ore.
Ore 00.20: i butei accusano i primi colpi della balla silente (= sale e non la senti) ed iniziano ad atteggiarsi. Ad esempio: butel2 e butel8 sono seduti su rispettivi sgabelli, ormai sono delle pertinenze del locale e si guardano compiaciuti, non parlano nemmeno più, s'intendono a gesti, le lingue sono felpate; butel1 da la schiena al bancone, braccia allargate, doppietta di drinks, impettito, vede entrare butelXX incravattato e griffato (ndr. scopriremo poi perchè), che sgomita per prendere posto al bancone; butel1 s'irrigidisce e a rivendicare un presunto primato esclama: "Hey, non vedi che ci sono già abbastanza poseurs in questo locale? Cerchiamo di farci da parte allora", quindi rivolge lo sguardo verso i butei e non senza una certa dose di arroganza conferma: "Non hai visto? Siamo i butei: belli. E possibilissimi". Baristi e camerieri cercano soluzioni garbate per levarsi dai maroni queste pedanti presenze (ndr. sì, noi).
Ore 01.15: salta fuori che Butel8 è tra i fortunati possessori dell'Invito. La serata è di fronte ad una svolta: con quell'Invito, abbiamo diritto a... INGRESSO OMAGGIO AL BERFIS (discoteca di Verona, in via Lussemburgo) per la serata moda&chic&fashion dell'anno (ndr. ???): la rispettata Fashion Night organizzanda Carnaby Street, Verona. Qui si decide chi è in, chi è out. Ad esempio: alle 01.14 butel9 (amico di butel8) abbandona il gruppo: lui è out. Alle 01.15 abbiamo l'ingresso: siamo in. Del resto butel9 è sempre out, dieci minuti prima la sparata milanese dell'anno: "Sai, domani devo andare a Cortina, con gli amici di Milano, e li.. cioè fai di quelle serate che non devi guardare il portafoglio per almeno due settimane." Butel2: "Eh, ti capisco eh. Sa bevem?" "Butel9: "Mah non so, guardo un attimo quante monetine mi sono rimaste... gheto mia du euro?" Butel1 a Butel2: "Ma questo non era quello ricco dei due?".
Ore 01.30: siamo al Berfi's. Breve album di impressioni:
-Discoteca Berfi's: non è la prima volta che ci andiamo. E ogni volta, non ci piace;
-pienone;
-Fashion Night: presente al gran completo l'elite dei commessi e rispettivi clienti (nonchè amici/conoscenti dei primi e dei secondi) con i loro abiti sbarlucicosi e nuovissimi. Ecco, c'era l'entourage della Verona chic;
-huntz-huntz, queste le uniche note che abbiamo distinto;

Ore 02.30: butel1 fa un bagno di folla on the dancefloor e riapparirà solo il giorno seguente.
Ore 02.30: nessuno sta cercando butel1, per il semplice fatto che butel2 e butel8 cercano soluzioni alternative: l'amico barista coi suoi drinks aggratis (ndr. vedi oltre, quanto gratis), sempre presente in questi casi, + sano birdwatching ovvero Butel8: "Hai visto quelle tre li?" (ndr. riferendosi a tre ragazze non proprio in formissima) Butel2: "Sì sì ma ie anca quatro".
Ore 04.00: la festa è finita, butel8 scoprirà all'uscita che l'amico barista non era poi così amico (e son 26 euro, grazie). La fame chimica si fa avanti e c'è il tempo per un panino con la salamazza e tant'altro. Ordinazione di Butel8: "Me fa un panino con Dio dentro?" (costernazione).
Ore 04.15: rombo di motori, tutti a casa.
Ore 04.16: qualcuno recuperi butel1 per Diana!

L'indomani. Post partita.
Ore 14.00: dai bagni di casa di butel1 e butel2, si levano gli odori delle cagate delle rispettive sbronze, quindi pronti per l'analisi dopo gara. Messaggio di butel1: "Sì ma, dottò, quante zoccole c'erano?". Risposta di butel2: "Mah, tutte quelle che saltano fuori quando siamo sbronzi: tantissime". Butel1: "Sì forse, ma hai visto quella che m'ha tirato un chiodo di almeno dieci minuti e che, chiaramente, aveva scritto in faccia -Butel1 ti voglio buttare giù- ?". Butel2: "Io no. Forse nemmeno tu; e sicuramente neanche lei". Butel1: "Dev'essere andata così".

Conclusione
Partendo dalla buona e vecchia Piazza, non sai mai dove potrai arrivare.
Di sicuro, sai che ci devi tornare.

Post a quattro mani by Butel1 e Butel2

Per aggiornamenti sul Berfi's, ti consigliamo anche
questo post

02 novembre 2006

Pachanka e controtendenza, ovvero tentativo di fuga 69.

Mentre metà o quanto meno buona parte della Verona gggiovane, domenica sera, si trovava a convergere con modi guasconi al Gate52 per la festa organizzanda Le Plaisir, noi, non senza indiscutibile controtendenza e attirati come due pirla [commento ex post] da una simile inserzione ospitata sul mai troppo declassato 2night.it, ovvero:

"Colori, luci, suoni si mescolano ad un design d'avanguardia, che vi porta oltre il tempo e lo spazio, in un'atmosfera che riporta alla mente gli anni d'oro dei club newyorchesi come il mitico Studio54"

ma soprattutto dalla seguente precisazione, ovvero:

"INGRESSO COMPLETAMENTE G R A T U I T O!!"

decidiamo che, hey hey hey, sia infine giunto il momento di fare le valigie per lanciarci alla volta delle vergini terre della provincia veronese, di cui molto s'è udito e poco s'ha praticato. La rotta è presto tracciata: Soave. Sorge lì, adagiato ai margini di una statale, la discoteca (?) in questione: Pachanka, figlia dell'italianissimo vezzo di edificare i club destinati ad accogliere i gggiovani butei della notte in sperdute zone agro industriali (un'anonimo Viale del Commercio).

Per aver dalla nostra maggior sicurezza, decido che urgono testimonianze preliminari; provo a sentire Butel9, ex dj ed occasionale frequentatore delle lande provinciali: "Pachanka? Ma sito fora? Bacani e basta!". "Ma suvvia, che facciamo: i superstiziosi? Dicerie, dicerie", affermiamo noi più sbarazzini che mai. Ché, diciamocelo, a Verona si parla gran male di questo come di quel locale; e viceversa: i locali che meriterebbe ben qualche cliente, vengono snobbati con leggiadra ignoranza e fervida mancanza di gusto. Forti delle nostre convinzioni, eravamo ormai giunti al parcheggio del locale. S'entra. L'emozione era tanta, capirete, la fuga pareva vicina. Poca gente, in un primo momento. Non promette così male, anche se l'aura kitch era già da ste bande. Ma non s'era delusi, salvavamo un pò il tutto [per il momento, commento ex post]. Ecco cosa ci siamo trovati di fronte una volta entrati:


Non male, in fondo. Ed era gratis, l'ingresso. Ai prezzi più economici, i drinks. Tiriamo fuori il distintivo (non quello da poliziotti, quello da abitanti della città) e facciamo qualche domanda in giro, in particolare alla sexy e ruspante barista. Scopriamo che si tratta della domenica sera, la famosa Fashion Night del Pachanka: "E qui, stasera, cioè è una delle serate migliori e la gente si veste più giusta, diciamo". Diciamo [ma forse è meglio se lo dici solo tu va, commento ex post]. Ora, s'attendeva l'affollamento, il sopraggiungere della promenade della moda e del gusto "giusto", diciamo.
Nel giro di venti minuti, ecco giungere un pò tutto fuorchè la manna che c'era stata promessa pochi attimi prima. S'appressano nell'ordine:
-ragazzi brufolosi con cappellini bboy, pantalone scampanato e scarpe ginniche diversamente assortite;
-attempate trent-quarant-enni alte 1.60 forti di "qualche" chilo in più e visibilmente di biondo tinte o da colpi di sole baciate (in merito vorrei ricordare la domanda di Butel2: "Vanno dal parrucchiere una volta a settimana, giusto?");
-teenie-mignotte con gonne "tutte su pe'u'culo";
-i sempregiovani: avere trenta-quaranta-cinquanta anni e dimostrarne quindici, anche se a noi non pare sufficiente indossare un capo qualsiasi color pastello e ingellarsi che manco in "Grease";
-l'immancabile e sparuto gruppo di fashion victims de no'altri: jeans strappati, camicie a quadri o a rombi o a pentagoni, doppio colletto, cravattoni tirati fino al naso, maglietta della salute a fare fiera spunta di sè sotto la camicia, la giacca è larga, la scarpa è esageramente, mostruosamente a punta (D&G docet); altrimenti è squadrata e il piede ci guadagna "elegantemente" in larghezza: ehi, qui non esistono mezze misure ok? E' la fashion night, loro non Sono alla moda: loro Fanno la moda, alla Discoteca Pachanka di Soave, Verona.
-quelli del "perchè no?": stivali da cowboy pitonatissimo a punto quadra, felpe e tuta
-il must: Mr. 11 colori, jeans in tinta unita escluso; come vi sia riuscito? Misteri [da idolatrare! commento ex post];
-avanti sul leitmotiv sin qui illustrato.

Intanto imperversa già quella musica un pò hip un pò hop e un pò rap e un pò flop che tanto aiuta a lanciare la gente in pista: ecco che le e gli trent-quarant di cui sopra, già battono sonoramente le mani. Pensiamo contestualmente che, a questo, punto il locale sia sopravissuto alla propria utilità per noi e, all'urlo unisono di "Viaaa", decidiamo di levar le tende.
Ma, vi prego, facciamo le cose con eleganza. D'obbligo il passaggio in cassa, Butel2 s'accinge a pagare; non appena ottenuto il mio visto d'uscita, mi fiondo a carponi verso la vettura. Metto in moto e sgommo (per quanto possibile far sgommare il mio aspirapolvere a cinque marce). Butel2 sale al volo con ingresso via finestrino, saltiamo i dossi e torniamo sulla statale (a questo punto mancava lo sceriffo Rosco e la puntata pilota di Hazzard in Soave era fatta).
Questa volta la fuga è stata boicottata dall'interno: meglio fuggire dal Pachanka che dalla Piazza.

Infine, al Pachanka, Discoteca di Soave, Verona, avevamo lasciato questo: