17 gennaio 2007

Une histoire d'amour

UNE HISTOIRE D'AMOUR…
sottotitolo: io l'enoteca e tu

- Bonjour…
- Buongiorno, buongiorno
- Bonjour
- Venga, avanti, avanti…
- Bonjour mon amì, je suis napòleòn, le plù grand viniculteur de la France meridionel, e tuà?
- Oops, Attento al piede, che c'è una…Come si chiama… una Focaccin…una cacata! E' entrato uno col cane…
- Pardon… PARDON!
- Eh attension, ha messo il piede proprio… lì…
- Oui. Oui. Alor…
- io sono Verdicchio…
- Plesir, plesir.
- piaccer, Eugenio Verdicchio. le titolàr de quest'enotec molto à la mod…
- Plesir, plesir. Je suis bònapàrt.
- C'ha un po' il fiato di vino, lei…
- Oui, oui…Alor, je suis venu de Louen, de lontan de mon chateau pour vendre a tuà le vin fransè…
- Sì… ha preso una strada sbagliata lei, caro bonapàrt. Ho la cantin pièn, de damigiane di vino bardolino, le bardolèn
- Combien coute?
- Non non, non è corto, il vino…
- No no…combien coute le vin? Il pvezzo…
- Ah… Eh, guarda, te lo dico subito, sono due euri a bottiglia.
- Ah… c'est ne pas bon, eh… eh eh, c'est ne pas bon… le vin français sont plus fort, ah…
- Comme?… Che vuol dir…
- Sont plus fort, le vin français…
- No, guarda che lei si sbaglia. Scusa, cosa vuol dire…c'hai un po' di… ridolino in faccia, cosa vuol dire?
- Eh non, ton vin n'est pas bon e alor…
- Mi, mi vuoi dire per piacere le etichette precise di quello che vendi tu?
- Oui, oui. Je vend le Champagne Pommery et le Chateaubrian…
-Mi faccia un pòc assagèr??…Sa di tappo.
- Non …
- Sa un po' di tappo.
- No, ne me dis pas se chose……..…mmmhhhh…oui oui, sa di tapp, me dispiacc…
- Comme tu est… Comme tu est bon… comme tu est bon, che bel visage che tu a…
- Togli la mano dal mio minchio e che cazz !
- Usciamo, mon ami, Tu vuà le tramont? Camminiamo, cheminont… pianò pianò, parlon d'amour…
- Mi piaci. Mi piaci… non troppo attaccato mi piaci.
- Ne parlom plus de vin, parlom d'amour… (bacio)
- Eh… sei un po' strano, che mi dai un bacino, scusa…
- Ancor? Oui oui oui oui, ma… ancor? Un outre?
- Piano te lo do. Piano te lo do. Te lo do piano, eh?
- Plus piano, aussì Oui oui oui oui…
- …io te lo vorrei dare ma non sulla bocca. Dammi la guancia… la guanciò… la guanciò…
- Che belle lèvre che tu a…
- Vieni un po' più vicino… la guanciò… Così…
- Che belle levre, comm on dit in italienn? Labra?
- Sì. Aspetta… Vieni, vieni un po' più vicino che te lo do… vieni, vieni un po' più vicino.
- Assette-toi. Sediamosci a vojeur le tramont…
- Eh, c'ho il tappo della bottiglia in culo che mi fa male.
- Assette-toi pianò pianò... Che corp! Che corp!
- Eh… ma tu stai esagerand…
- Che corpett!
- Stai esagerando…
- Che corpett che tu a!
- Ehyy, ma tu me salti addoss, tu me sborr…
- Che corpett, che corpicion…
- tu me sborr sur la gamb…Non mi piace questo qua…
- Mon Dieux! Mon Dieux!
- Eh, me l'hai messo dentr, ci sei riuscit…
- Mon Dieux je suis venù!
- adess nàpoleon dammi 50 euri che c'est finì…Eh, però come chiava bien questo frances intenditor de ven…

Duchamp*

*nostro ormai caro e apprezzatissimo collaboratore, che non é un butel né un sommelier; però ghe someia.

8 commenti:

act ha detto...

Grande Duchamp... sentivo la tua mancanza...

Alfie ha detto...

Duchamp, si potrebbe organizzare un incontro al Polo Zanotto, se hai ancora testi così... Compliments!! : )

b ha detto...

Grandissimo!!! I miei complimenti all'autore!!! Ho riso come un disperato... Bello bello...

Anonimo ha detto...

alfie..noto del sarcasmo...cos'è il polo zanotto per voi?un covo di pheega (bella e brutta,che sia)col cervello vuoto???eh????
Vétè à faire incouler

Butel1 ha detto...

NOTIZIE SULL'AUTORE
Niente, su Wikipedia si parla sempre di Duchamp quello meno famoso, quello del Dada per intenderci.
Alba o Duchamp a suo tempo fu un noto Livepointer (titolo del quale non credo vada sfoggiandosi eccessivamente). Qui gli hanno addirittura dedicato una sorta di discussione nostalgica.

Per quanto posso conoscere il ragazzo (e qui attendo sue conferme/smentite/precisazioni) per il momento quando ha voglia, in assoluta libertà e spensieratezza, gli fa piacere scrivere qualcosa per il blog. O magari la scrive e nemmeno gli fa piacere ma, tal'é, sarà un periodo nel quale non trova di meglio da fare!
Poi, come ogni essere umano, immagino si stancherà e andrà a scrivere altrove per un nuovo uditorio.
A me piace. Il suo taglio, intendo. Il taglio narrativo, preciso.

Sì Alfie come ti permetti? Per contratto la bagarre qua parte unicamente per mano di Butel2. Cerchiamo di rispettare i ruoli.

Anonimo: non sia mai, devi proprio aver capito male. I butei in primis non avvalorano alcuna preoccupazione intellettuale, giacché scarsamente dotati di materia grigia e pensiero sintetico: se davvero fosse vuoto quel vostro cervello, non farei che ringraziarvi ed adularvi. Ma pare così non sia. E vi biasimo per ciò.

Alfie ha detto...

Butel 1 Hai ragione, mi rimetto nei ranghi.. Anonimo, hai ragione anche tu, ma la mia era solo un'idea di carattere satirico, non sarcastico... Infatti se ci fossero solo pheeghe col cervello vuoto, non capirebbero neanche la poesia di Duchamp, quindi sarebbe fiato sprecato!! La mia era solo una proposta per rendere più respirabile l'aria impegnata dell'ombelico del mondo accademico veronese.. certo che a pensarci bene, devo dire una cosa...
Dalle Lettere ai Frinzi:
Nella biblioteca più bella e frequentata di Verona, tante ragazze studiavano, ma proprio tante... solo che la maggior parte di esse non sapeva la regola matematica...
Eppure è una semplice addizione, ricordatela ragazza, mentre sei seduta in biblioteca..
Perizoma + pantalone a vita bassa = Folla dietro di te o continuo via vai alle tue spalle..
Certo che anche noi maschi siamo forminabili... Vi parlerò di B, un ragazzo iscritto a economia e commercio, che ci sta mettendo 8 anni per laurearsi.. sabato sera, serata alcolica dopo un venerdì sera alcolico, arriva B, pacca saluto.. Io, due miei amici e due nostre amiche in cerchio, si aggrega anche lui, il tema della conversazione era: Chi ha bevuto più Montenegro, ieri sera?? Ad un certo punto accade... a B scappa: "Eh bravi bravi, sempre a parlar di cazzate, vorrei vedere se tra voi c'è qualcuno che mi sa parlare del liberismo..." E interrompe la nostra illuminata conversazione per sparare 5 minuti di nozioni sul liberismo, imparate a memoria dal libro... avrei voluto fare come nella scena del bar, del film Will Hunting, genio ribelle, ma non avevo un regista che mi capiva...
Conclusioni:
1 Non sapevo che oltre al Giuramento Ippocratico, per medicina, esistesse un giuramento che obbliga gli studenti di economia a salvare il popolo dall'ignoranza distribuendo nozioni spicciole,il sabato sera, a persone ubriache..
2 Ho fatto ragioneria e sapevo cos'era il liberismo, a dire il vero c'ero quasi riuscito a dimenticarmelo...
3 "Non c'è bisogno di spendere migliaia di euro per una cultura che si poteva acquisire anche con una semplice tessera di una biblioteca qualsiasi" da Will Hunting, genio ribelle.
4 Mai interrompere dei butei quando stanno parlando di superalcolici, soprattutto di Montenegro
5 Mai farsi vedere figo esibendo una cultura che non c'entra niente con il discorso che stanno facendo intorno a te.. patetico!
6 La cultura fine a se stessa, usata come ostentazione di se stessa, fa pena.. La cultura dovrebbe avvicinare gli uomini, non edificare muri.
7 In memoria di questo fatto, visto quello che scrivono sui pacchetti di sigarette, sui libri dovrebbero scrivere, sotto il titolo: USARE CON COSCIENZA..
Nella copertina dietro, ATTENZIONE, PUò PROVOCARE DEMENZA..

Ecco tutta questa pappardella per dire che secondo me, se uno ha una laurea non significa che sia più intelligente di una persona che per motivi suoi, non l'ha raggiunta.. Almeno fino a che non precluderanno gli ingressi a biblioteche, mostre d'arte e teatri, ai soli studenti universitari..
Concludo con una frase di Oscar Wilde:"L'umanita' si prende troppo sul serio: e' il peccato originale del mondo. Se l'uomo delle caverne avesse saputo ridere, la storia avrebbe avuto tutt'altro corso. "

Anonimo ha detto...

intelligenza e cultura non sono direttamente proporzionali, l'intelligenza ce l'hai oppure no, la cultura puoi fartela, se vuoi...

Butel Saval ha detto...

Concordo con te Alfie.Purtroppo c'è chi pensa che la laurea renda una persona un semi-dio, senza rendersi conto che in fin dei conti le università italiane possono benissimo essere paragonate a delle fabbriche che sfornano migliaia di laureati all'anno e che quei laureati,all'interno del sistema universitario,non sono altro che dei numeri.Anch'io sono laureato ma non per questo lo sbandiero ai quattro venti a tutti e soprattutto non vengo fuori con concetti e nozioni imparati a memoria nei libri durante una discussione qualunque tra amici.Conscio del fatto di Sapere, sono contento con me stesso.Poi,se capita l'occasione unita al contesto mi fa molto piacere confrontarmi con gli altri.
Probabilmente quel tuo amico,B, voleva fare il galletto da 2 soldi con le fighette che erano in tua compagnia.Alla prox!