Ci avevano chiesto commenti e recensioni. Sentenziosi risponde.Ci siamo. E' finita. Grazie a tutti. Che sia finita, appunto.
Dopo aver fornito la guida al programma con
anticipazioni clamorose, tiriamo le somme di questa Notte Bianca 2007 di Verona. La prima, magari l'ultima (Tosi will rock soon).
Partiamo da una pluralità di voci: avrete già letto di recensioni, commenti e opinioni da altre parti. A descrizione del panismo senza logica che ha segnato la notte del 30 aprile 2007 a Verona, vi segnaliamo l'ermetismo di
questo post. E avremmo già detto tutto.
La notte bianca dei ButeiL'avevamo attesa (?), l'avevamo sognata (?), c'avevamo creduto (?), pensavamo che per Verona restasse un miraggio [ex post: magari...], carichi di un'attesa febbrile sui nostri destrieri alla stregua dei
Biker Mice da Maaaarteeee, decidiamo che questa notte bianca veronese, l'avremmo vissuta anche noi. Wow. Alla faccia del divano e delle ciabatte.
Ore 22.00
con la puntualità che li contraddistingue, a sole due ore di distanza dall'inizio, i butei escono alla volta del centro. Prima considerazione: viale Piave si è trasformato in parcheggio, non si va avanti nè indietro. Anzi no, tramite delicate inversioni a U, c'è chi va indietro. La municipale non reagisce (però s'incazza un pochino). Siamo già tronfi della nostra scelta azzeccata: a bordo dei nostri agili mezzi, sappiamo che nulla potrà fermarci.
Ore 22.05
Giungiamo alla volta di Piazza Bra. L'Italia è campione del mondo. Di nuovo? Pare:
C'è aria di po-po-popopopopooooo.
Ma partiamo con le certezze: che sia una sagra di paese o una prestgiosa notte bianca, Radio Pico c'è.

Non si cammina, tutti sono incollati: ci si muove o a blocchi, o non ci si muove. Si parla all'unisono, o non si parla. Si guarda ai palchi (ancora vuoti), o niente altro.
La prima impressione complessiva che si ha del tutto è quella di un ammasso generalizzato di persone TOTALMENTE acritiche, immobili, nell'attesa spasmodica che accada qualcosa. Che qualcosa dia un senso alla loro inusuale discesa in Piazza. Ebbene sì ragazzi, per questa notte bianca sono giunti dalle campagne genti dagli accenti curiosi, vestite in modo bizzarro, e comunque in visita a Verona una volta nella vita, manco fosse il pellegrinaggio verso la Mecca.
Facciamo un esempio. La Gran Guardia si presenta illuminata. S'intravedono alcune funi appese alle finestre dell'ultimo piano. Ma non si scorge nessuno. Capirete che la suspence ha già ucciso quattro anziani; del resto poteva uccidere solo loro: il target è ampiamente familiare, come aveva anticipato Enzo Rapisarda ("Una notte bianca a misura di famiglia"). Ad un certo punto lo spettacolo parte; a noi parte pure una gocciolina di sudore. Il sound è quello giusto, incalzante come pochi.
Il commento del signore di Bolzano Suddd al nostro fianco, è quanto mai sintetico.
Butel1: "N-non capisco: una parete, una fune, delle persone che scendono la parete con la fune"
Butel2: "Il circo, il circo"
Butel1: "Mah, almeno li ogni tanto qualcuno cade e fa notizia"
Migliaia di persone paralizzate ad osservare l'incredibile spettacolo. Non capiamo. Comunque sia, giunge ad un certo punto un signore di mezz'età a commentare: "Eppur si muove". Bruciato al rogo 15 secondo dopo.
Intanto da qualche altra parte in Piazza Bra si stava ancora esibendo, o aveva terminato, Andrew Basso, l'erede di Houdini, l'artista dell'evasione (nientepopodimeno che campione europeo).
Butel1: "Dov'è? Chi l'ha visto?"
Butel2: "Heh quello è proprio bravo"
Si tratta di un dato di fatto: scovare, figuriamoci raggiungere, il luogo esatto di svolgimento degli eventi è alquanto ostico. Una nostra amica alta 1,55 cm, di questa notte bianca non ha visto niente. E le è piaciuta tantissimo.
Insomma, gente ce n'era. Cristo se ce n'era. Troppa. L'ardua scelta del comune di concentrare gli eventi più attraenti (e già pensiamo alla qualità degli altri - Ciao Alberto Fezzi in Borgo Venezia, ciao!) nel centro della città, ha dato come unico e prevedibilissimo esito quello di congestionare la viabilità della città stessa. Un esempio:
tratta piazza bra - piazza erbe usuale passeggiata: 5 minuti
tratta piazza bra - piazza erbe passeggiata durante la notte bianca: "diario di bordo del capitano Kirk, dopo 3 trilioni di anni luce e 25 stagioni televisive ininterrotte, l'Enterprise si è arenato davanti a Louis Vuitton". Basato su una storia vera di incazzatura vera.
Ad ogni modo tutto questo sballo è davvero troppo. Le prime famiglie hanno ceduto.

Sulla via per Damasco (la nostra Piazza Erbe), i butei, forse presi da allucinazioni dovuta ad una prematura schizofrenia causata dal congestionamento logistico, s'imbattono in palchi e palchetti buttati qua e la, curiose creature,
aitanti musicisti arrapati, allupati più delle loro trombe, ma dannatamente seventies:
Butel1: "Comandante Spock, questa razza aliena la conosciamo?"
Butel2: "Certo. Sono i Papazzumm. Son pure bravi"
Butel1: "No, no, beh, anch'io apprezzo molto questi Trapazum"
Intorno alle 23.15 giungiamo anche noi in Piazza Erbe. Intanto qualcuno ha riadattato un negozio di scarpe a discoteca. Naturalmente la musica lasciava a desiderare.
Benché ancora sul finire di corso Porta Borsari, ci facciamo subito un'idea dell'andazzumm: Vasco è sparato a tutta birra, "...toccarti dappertutto..." "... fammi godere...", manco a dirlo è un tripudio organsmico di mani alzati e coretti d'accompagnamento. Dubitiamo che la gente avesse capito si trattava di Radio 105 e non della popstar emiliana. Ma tutti son contenti, perchè interrompere l'idillio radiofonico? Veniamo a sapere che da poco s'era conlclusa l'esibizione della rockstar straniera: i Nuovi Cedrini. Ci sono sempre sti soliti grandi nomi a Verona che tornano e vanno bene per ogni evenienza, fateci caso.
Il clou di Piazza Erbe resta comunque il ballo di Tango. Effettivamente bravi, ci è piaciuto.
Tutto molto bello, fino a quando l'indiano delle rose ha rivoluto indietro la rosa. Dopo una breve collutazione verbale, si scopre che non gliel'avevano pagata. Pezzenti.
Correzione. Il clou di Piazza Erbe resta il coro di Butei che all'Osteria Verona si esibiva a cadenze di 5 minuti in canti popolari scaligeri. Ed è subito: "la festa non deve finire - non deve finire e non finirà", "Tira fora le mamele", "E taaaanti auguuuuuri a teeee", ma soprattutto un intramontabile classico:
"Cin-cin--butei cin-cin", musica e parole di: Butei; intrepretazione di: Butei vari.
[sveliamo un retroscena: pare che negli sessanta, a scrivere questa canzone sia stato un cinese, tale Chin-Chin Butèl. Le brigate l'hanno fatto scomparire silenziosamente].
Niente, anche Piazza Erbe non è granchè.
A questo punto, mentre giunge voce da Piazza Bra che questi Pheonix Fire Dancers abbiano messo su davvero uno spettacolo coi fiocchi,
la vera domanda è: RIUSCIRA' LA CITTA' DI VERONA A NON SVUOTARSI ENTRO L'UNA per essere comodamente a letto, diciamo, intorno all'una e mezza?
La risposta è... non ce la sta facendo: a mezzanotte e mezza la diaspora ha già avuto inizio e non potrà essere arrestata, è il fuggi fuggi di circa il 30-40-50% (saldi vecio) degli avventori, i mezzi si trasformano in zucche. Anacronismi, ossimori scaligeri: perchè, preso atto che si tratta dell'unica notte bianca dell'anno e che domani è festa e che oggi hanno fatto pure ponte, metà dei veronesi torna nelle tane prima del solito?
Concause dello svuotamento di massa:
-bar e negozi stanno chiudendo
-gli eventi stanno terminando
-convergenza/ritorno in Piazza Bra, dove rimangano appunto da godersi i
Phoenix Suns (cioè sono questi, no?) e gli spettacoli in Arena. Ovvero: le irrinuncabili imitazioni di Neri Marcorè (di buon livello peraltro), nuovamente Andrew Basso (ri-daje) e, a chiusura della notte bianca stessa, la Premiata Forneria Marconi o PFM.
Alle ore 24.15 siamo operativi in Piazza Bra. Avendo perso l'inizio dello spettacolo, chiediamo numi all'uomo della piazza:
Butel1-2: "Senti ma questi Finix come sono?"
Butel della Piazza: "cioè, ie dei butei... brusadi"
Butel1-2: "Da fogo vecio".
Dialogo decisamente surreale, ma svoltosi tale e quale. Ed ecco sti Phoenix Fire Dancers già sul palco. Per chi si fosse perso l'entusiasmante spettacolo, alcune sintetiche nozioni a descrizione dello stesso:
1-ci sono dei tipi vestiti in latex o pelle, che imbracciano e muovono una serie di torce.
2-ad un certo punto, muovono ancora le torce
3-quindi, continuano a muovere ste torce, magari cambiando direzione

4-una pirotecnica esplosione finale, pone termine al loro spettacolo
5-Fine della storia.
Uno spettacolo che tenta d'incrociare il circo con un certo gusto fetish anni '80.
Siamo ai rimedi drastici, c'è solo una cosa da fare per ravvivare la serata. Scatta l'ora dello champagne.

Nonchè del prosecco. Nonchè della vodka. Insomma, chi trova alcol, l'ingurgiti.
A questo punto sono circa le due e mezza di notte e sempre meno gente. Si procede con l'assalto in Arena. Non esattamente gremita. Prima della PFM, altra roba appunto. Nel senso: siamo sbronzi, quindi non attendibili. Ad ogni modo la PFM inizia il proprio concerto. Bravi son bravi, vecchi son vecchi, musiche trite e ritrite: ma Impressioni di Settembre è una gran cosa, comunque li si giudichi (anziani e triti, appunto).
Passato quel gran pezzo e, contestualmente, svuotata l'ultima bozza, è il momento di trasformarci in Biker Mice per un'ultima avventura allo Urban Zoo. [Ma questa sarà un'altra storia...]
Considerazioni ex post e a getto
1-si è vero questa era una notte bianca pilota per Verona, qualche attenuante ci sarebbe. Ma ce ne possiamo fregare, siamo mica la Croce Rossa: noi pretendiamo il meglio del meglio da questi eventi gratis, per chi c'avete preso?
2-qualità delle esibizioni: tra quanto da noi assistito direttamente (oltre a quelli citati, altri sei eventi collaterali), quanto riportatoci dagli "scagnozzi" e quanto letto in giro, possiamo dire che siamo a livelli piuttosto modesti. Specie laddove si voglia rapportare questa nostra, alle altre notti bianche.
3-budget: ufficialmente il Comune ha versato 60.000 €. Con maggior generosità (bastava poco) e miglior found raising (più sponsor), si portava via qualche nome di richiamo e, soprattutto, si alternavano le rappresentazioni da un punto di vista del target: ebbene sì, la prima grossa lacuna è stata quella di non venire incontro ai "veri giovani". Sindaco, gli spot elettorali vanno pompati meglio e a tutti, eh. Un giorno arriveranno insieme il marketing politico e l'event management.
4-La seconda manchevolezza si può ravvisare nell'incauta distribuzione oraria degli eventi: perchè concentrare il clou tra le 22 e le 2.30. E quindi: perchè una notte bianca deve finire prima dell'alba? E diccelo, diccelo!
5-Non s'è mai vista una Verona tanto stipata, è ciò è stato sicuramente positivo. Come conseguenza più immediata, possiamo confermare l'avvistamento di un quantitativo industriale di pheega. Senza riserve. FIGA ERGA OMNES. Siamo felici: se prima di questa notte bianca, le nostre serate si consumavano nell'usuale tentativo di scopare le solite 15-20 pheeghe della madonna, ora ne contiamo circa 120. Son numeri che fanno riflettere. Eppure, venerdì e sabato non le vedremo più: a prendere parte all'evento, è stata in pompa magna la "voce della provincia". Adieu.
6-Un ultimo quesito ci attanaglia: ma chi, chi c'ha guadagnato alla fin fine di questa notte bianca a Verona? Loro, i dannati paninari coi loro chioschetti che richiamano gli anni (indovinate un po') '80: loro, che lavorano una notte, fatturano per un anno. Sana invidia.
Butel1 e Butel2