12 maggio 2007

Programma del Traffic Festival - Torino

Aggiornamento
Programma Traffic Festival Torino 2008

Torino Traffic Festival: il programma 2007 in beta 0.9

Nel senso che a questo punto les jeux sont faits. Dopo l'imbeccata (fake) della volta scorsa, tra oggi e ieri l'organizzazione svelato le proprie meraviglie. E alcune cose meno meravigliose, per i gggiovani di Torino e non (un crogiolo di padani e teroni mai visto). Ad ogni modo, Sentenziosi c'è, c'è!
traffic festival torino 2007

Il programma: Torino Traffic Festival, 11-14 luglio 2007
Ricordo che il festival dura quattro giorni, coinvolge tutta la città di Torino, è gratuito in toto, propone una riuscita sinestesia di eventi: musica (85% del richiamo), arte, cinema, happenings vari (serata e post serate in locali e discoteche).

Lou Reed suona Berlin
11 luglio 2007
Reggia di Venaria
lou reed traffic festival torino
Inaugura la sezione musicale del Traffic Festival, Lou Reed. Non all'usuale Parco della Pellerina, dove però si terranno tutti gli altri concerti, bensì alla Reggia di Venaria. Forse più per gli amanti; e, contando che c'è gente che il lurido non lo segue dagli anni '70, non devono essere neanche tanti. Ma è appunto di questo che stiamo parlando: dopo Transformer, nel 1973 Lou Reed sferra il colpo di grazia con Berlin, presentandosi con queste parole che troverete su diversi biografie di quegli anni: "Feci quello che la gente si aspettava da me, come ho già detto volevo diventare celebre per poter essere il più grande stronzo in circolazione e sono riuscito anche a ispirare dei grossissimi stronzi, perché la mia merda è molto meglio dei diamanti degli altri". Faceva il pop-stronzetto, ma era rock. Pietra miliare, a mio avviso. Definito concept-album, degno di sfidare il meglio dei Pink Floyd. Personalmente, dopo averlo visto non troppi anni fa nel remake di Perfect Day (vari artisti per beneficenza) completamente distrutto, pensavo avesso meditato un meritato ritiro. Un inizio coi fiocchi, mica cazzi.

Daft Punk e LCD Soundsystem
12 luglio 2007
Parco della Pellerina
daft punk traffic festival torino
Bando alle ciance: questa è la serata clou a nostro avviso. Sulle stesso palco, ladies and gentlemen...

"Daft Punk and LCD Soundsystem, Torino 2007, Traffic Festival"

così l'annuncerebbe uno speaker da incontro di pugilato. E avrebbe pure ragione. Peraltro quelle notizie, che ti senti un po' cretino. Ricordate? Vabbè. Dunque sullo stesso palco della Pellerina, Daft Punk e a seguire Lcd Soundystem. O viceversa, non si capisce. Per pararci un po' il culo, possiamo dire che:
-montare la scenografia ad hoc dei Daft Punk è decisamente difficile, quindi si dovranno accontentare di set acoustico e scenico "standard"; anche perchè mica possono smontarlo con gli LCD a seguire.
-se qualcuno è stato alla versione Torino Traffico Festival 2006, magari al concerto degli Strokes, sa che muoversi è stato impossibile. Bene: muoversi in questa occasione sarà più che mai impossibile. Letteralmente.
Andremo a sentirli a Parigi a giugno, e torneremo qui a luglio. Non avremo dubbi che quello di Parigi sarà il vero concerto Daft Punk, e questo del Traffi Festival un meritevole surrogato, ma con dei limiti. Stop.

Arctic Monkeys & Art Brut
13 luglio 2007
Parco della Pellerina
arctic monkeys traffic festival torino
Gli Arctic Monkeys sono una di quelle ennesime indie-rock-pop band. Magari con sonorità revival, per così dire. Di loro non ricordo una canzone che sia una, ma piacciono molto ai gggiovani e alle gggiovani. E ai deficienti. Cioè al nostro Fruttone. Art Brut, altra band rock-alternative "fatalità" di Londra, sorry, ma non pervenuti dalle mie parti.

Franco Battiato starring Anthony and The Jhonsons
14 luglio 2007
Parco della Pellerina
franco battiato traffic festival torino
Non ho capito cosa ci propone big Franco al Traffic Festival. Qualcuno ha info su questo spettacolo? Chiederlo a lui non avrebbe senso, risponderebbe dicendo che sta ancora indagando se stesso e quando sarà giunto ad una maggior comprensione, ci risponderà in tibetano. Massimo rispetto per Franco Battiato (l'ultimo album ha tre pezzi che sul palco reggerebbero alla grande) che sicuramente proporrà qualcosa di interessante, ma non credo che ci saremo.

Non solo musica
Giusto per ripetermi, non solo musicale, questo Traffic Festival di Torino. Altre aree, principalmente i Murazzi del Po, il Cinema Massimo e alcune gallerie d'arte (non credo alla GAM però, fino a prova contraria) saranno il luogo per Berlino @ Torino, che mi pare essere il tema culturale di quest'anno (il gemellaggio dell'anno scorso era New York-Torino). C'è odor di contemporaneità, di avanguardia.

In definitiva
I primi due giorni sono da spettino, secondo me. Gli altri due, forse meno. Ma cadono nel weekend, quindi di gggenti, gggiovani ce ne saranno ai concerti e fino a tarda notte in centro, dove i locali erano pieni e colmi come una sesta siliconata.

09 maggio 2007

Elezioni Verona

Elezioni a Verona: time to spot

Aggiornamento
Ci comunicano che Flavio Tosi, dopo questo primo esperimento, replicherà con un secondo aperitivo la settimana prossima al Bar La Meridiana, in Borgo Roma. Non pago di ciò, replicherà oltre e oltre, avviandosi in una lunga kermesse che lo vedrà impegnato in aperitivi fino al termine della campagna elettorale delle elezioni amministrative 2007 per il comune di Verona.
Aggiornamento/2
Votare Tosi non serve. E' un cattivo candidato? No, ma sarà inutile: si farà uccidere prima dai bbbutei a suon di spritz e pacche.

Breve analisi fenomenologica della comunicazione elettorale veronese
Passato il tempo dei balletti e serrati i ranghi, ora anzichè venti abbiamo appena dieci candidati alle elezioni politiche 2007 per il comune di Verona. Passo numero due: le campagne elettorali.
In effetti le campagne elettorali dei candidati si stanno consumando senza particolari colpi di scena, salvo forse un paio:
-lo spottone collettivo Urban Zoo + annessa Notte Bianca di Paolo Zanotto, amato sindaco in carica, l'Ulivo: risultato piuttosto mediocre. Puoi fare di meglio Paolo. Siamo in attesa del party della gnocca totale.
-gli spot televisivi sulle emittenti locali di Flavio Tosi, Lega Nord, in corsa con la Casa delle Libertà: decisamente spassosi, anche se credo abbiano già cassato la prima serie, la cui visione è stata riservata al fortunato sottoscritto.
Sinossi: si inquadra una serie di sedicenti immigrati, qualcuno sospetta siano rom; ora si vede un uomo di colore, ora un quartiere in degrado; forse un drogato, non si capisce; il focus è sempre più puntato sulla decadenza alla quale va incontro la città di Verona, ci sono degli spauracchi di illegalità in giro. A questo punto è chiaro a tutti che si tratta di un film di fantascienza, tant'è che le immagini altro non sono che le scene tagliate di Blade Runner e Impostor. Contestualmente martella la retorica leghista: "Guarda sa ali fato sti qua del'aministrassion, i ga dado la cità ai negri, dia lo c..!". Nomination come miglior film straniero al Bioskà.
A loro modo, momenti che regalano sempre del riso.

Oddio, tutta la comunicazione politica italiana deve farne di strada, ma se qualcuno avanza (mi ricordo la campagna di Rifondazione per le nazionali), qua siamo su strumenti e toni ancora medievali. Il digitale sta guadagnando qualcosa, ma nulla di che: i siti internet dei candidati (quelli che hanno un sito internet!) sono decisamente improvvisati e mal indicizzati. C'è Zanotto che sta facendo qualcosa con Google, ma a parte questa piccola luce nel tunnel, il nulla.
Per il resto: volantini, volantini, tanti volantini.

Incontra Flavio Tosi, che ti spara lui un paio di ragionamenti su 'ste elezioni a Verona
E arriva l'evento stereotipato. Nello specifico, la campagna di Flavio Tosi è in parte curata da un ex consigliere di ciroscrizione, mi pare della quinta, mi pare un butel che nella vita fa il barista. A proposito di risate. E cosa poteva mai inventarsi questo genio della comunicazione, se fai il barista e sei di Verona? Leggasi questo:

elezioni a verona

Un aperitivo. UN APERITIVO. Ma vavangulo!
Aperitivo con Flavio Tosi, giovedì 10 maggio 2007 - Bar La Voglia, lungadige Porta Vittoria 27. Con lui, Giampaolo Beschin (candidato per il consiglio comunale), quello che i volantini li fa gialloblu e ci scrive sopra stronzate tipo: "Gratis per te una Verona diversa", calcando pesantemente la mano in Veronetta all'urlo di unico punto programmatico: basta con le multe. Zio scan.

Plausibile svolgimento
Già me li vedo, i butei dell'università e della biblioteca Frinzi (l'incubatrice congeniale per il tipo di elettori di Tosi) che alle 18.40 in punto si consultano:
ButelX, in piedi fuori dalla Frinzi da 2 ore: "Veeeeeecio, aperitivo?"
ButelY, in piedi fuori dalla Frinzi dalle 11.30, cioè da quando è arrivato: "Non so veeeecio, cioè devo studiare un pò..."
ButelX: "Sì ma paga Tosi veeeecio"
ButelY: "Aperitivo pericolosissimo veeeecio!"
Ore 18.45, Bar la Voglia: tra una pacca e uno spritz, i butei si troveranno con Tosi a parlare di figa, di ZTL che "cioè vecio non posso neanche più parcheggiare di fronte al Malta", di multe che "dai vecio ti voto alle elezioni a Verona ma basta darme multe se non rispetto il codice". Tosi non si negherà mai alle promesse sulle cose veramente importanti, il tutto non prima di aver comprato il voto dei butei con "l'ultimo giro buteiii".
Attenzione: la scena sarà ispirata a fatti drammaticamente veri.

Considerazioni personali
-sapere che Flavio Tosi viene a fare un aperitivo in università a sottolineare che Flavio Tosi è un vero gggiovane, è esilarante
-sapere che ci potrebbe davvero essere gente che vota Flavio Tosi perchè Flavio Tosi paga gli aperitivi ai butei (sempre che li paghi), è dannatamente esilarante. Non scherzo, conosco almeno una decina di coglioni di siffatta guisa
-sapere che gli spritz li potrebbe preparare il coordinatore della campagna elettorale di Flavio Tosi, è altrettanto esilarante
-sapere che Flavio Tosi è l'uomo che costringerà i molti a rivotare Paolo Zanotto, è forse più esilarante di ogni altra cosa: nel senso, Zanotto era dato per spacciato, era riuscito a tirarsi dietro addirittura le lamentele delle nonne. Candidare un leghista, vacca boia, lo rimette decisamente in corsa, nonostante i recenti sondaggi non proprio generosi. Viene nostalgia di PNE, anche loro schierano un candidato naturalmente.

Le elezioni a Verona per Sentenziosi
Ovviamente noi votiamo dove spira il vento, questo è evidente. Ergo nessuno dei candidati più blasonati. Sappiamo noi chi votare. Lasciatemi dire che i media stanno completamente trascurando due candidati sui quali vale la pena puntare, se rientri nel cluster "24-30 - cazzone - fruitore di eventi":

1) IL candidato pop-dada-surreale per eccellenza, un uomo da Cabaret Voltairre, lui e il suo entourage tutto. Fabio Testi. Una di quelle notizie che quando le leggi, un mese e mezzo fa, capisci che Lupin aveva ragione: la parola impossibile non esiste. A questo punto crediamo che non si possa lasciare morire nel silenzio la sua candidatura: alle nostre spalle questi si divertono come dei matti, con limousine, pianobar, bottiglie di Cristal e Don Perignon e mignottazze da salotto politico. E ovviamente Smaila e/o Calà, in segno di conterranea amicizia, a cantare per "...brindare ad un incontro" e "briscittè - bardò - bardò". Peccato per quel suo difettuccio, quella leggera democristianità.

2) Il candidato misterioso di Sentenziosi alle elezioni politiche a Verona.
Presto aggiornamenti.

Transilvania Milano - Shitdisco

Shitdisco al Transilvania a Milano. Ma prima...

AGGIORNAMENTO
Qui la recensione del concerto degli Shitdisco


Segnaliamo un paio di eventi, 'sta settimana saremo parchi di sentenze. Un post agenda che sa di gallette di riso.

UPDATE
Mr Oizo Maffia - Reggio Emilia

M'ero dimenticato di MrOizo al Maffia di Reggio Emilia, sempre quel "fatal" sabato 12 maggio. Qui le info. Apetibilissimo pure questo dj del french touch, sempre etichetta EdBanger (Justice and Co.). Pare sia la sua seconda volta in Italia, è un ragazzo schivo all'immagine pubblica. Sarebbe un altro super evento ma... diciamo che la scelta del Maffia potrebbe rivelarsi poco azzeccata: di sabato, questo circolo Arci è solitamente poco frequentato. Provato sulla nostra pelle. Certamente avrò un richiamo di luce propria, eppure non so, ho un presentimento... Ma se piace, non dovreste mancare: appena un'ora di macchina, che ve frega? Solo trenta minuti in più di una qualsiasi trasferta ordinaria verso il Lago.

Justice a Milano - Amnesia
Siete di Milano e non sapete che minchia fare mercoledì sera, cioè stasera?
A parte che a Milano qualcosa da fare c'è sempre (Verona è ben distante, amisci), fosse anche solo un "giro alle Colonne vecchio", mercoledì 9 maggio 2007 all'Amnesia c'è Justice. Dj di qualità singolare (in verità un duo). Se siete amanti dell'electro. Francese, nel loro caso. Anche se quell'uomo, quell'essere, mixa e remixa praticamente tutto.
Aggiornamento Ansa: "Justice ha appena remixato sua madre". Che vi dicevo? Ad ogni modo ne parla Pig Magazine qui, che un occhio sugli eventi giovani che tirano lo butta sempre. Tra l'altro ci saranno pure gli Scuola Furano (per dettagli vedasi sotto). E non solo: Spiller, BusyP, Crookers nonchè un'installazione di visual arts. Titolo della serata: Justice for all. Sentenziosi tip della settimana. Resta a questo punto un'unica domanda: perchè all'Amnesia? Notoriamente un locale che può esibire una serie non indifferente di fenomeni da circo. Avventori avvisati.

Scuola Furano a Brescia - Ikos Festival
A Brescia dal 5 al 12 maggio c'è sto Ikos Festival. La versione 2.0 dei festival cittadini: il solito blend di musica, arte, teatro. Insomma, happenings. Anzi, hepenins. Un po' meno interessante e trasversale del Traffic, ma meglio di uno Urban qualsiasi. Almeno per le ospitate musicali. Ad esempio, venerdì 11 maggio alla Nave di Harlock ci saranno gli Scuola Furano, che il buon Fruttone seppe già apprezzare in quel di Udine, forse al Far East Festival o altrove. Loro stanno più sull'electro funk house rap. Adoro questa nuova infinita miscellanea di generi: non sei mai in errore, puoi inventare un genere ad hoc senza timor di smentita da chi ne sa, ne sa, ne sa. Tutti ormai ne sanno, che sarebbe poi una della ragioni base per le quali ci permettiamo di usare quesot nostro pretenzioso mezzo sentenzioso (fa pure rima, anvedi).

Sabato 12 maggio 2007
E veniamo ai grandi interrogativi della vita. Ragazzi, qua non si scherza: inaugura l'Orange a Bardolino. No dico l'Orange, avete capito? Arriva un momento, un prolungato momento che copre maggio-agosto di ogni anno, in cui il gggiovane veronese sa che dovrà trascorrere almeno una sera a settimana, se non due, se non tre, se non TUTTE le sere sul Lago di Garda. Che ci volete fare, son cose. Prendere o lasciare. La discoteca più gettonata, è stata due anni fa l'Orange. L'anno scorso no, faceva cagare (perchè prima...) e tirava l'Hollywood. La quale, a parte il nome, di hollywoodiano aveva solo i buttafuori: controfigure di Danny De Vito, l'uno, e James Gandolfini, l'altro. Comunque, l'Hollywood ha già inaugurato a suo tempo e ci sono giunte voci allucinanti sullo svolgimento degli eventi in quel loculo. "Sicuramente" meglio l'Orange. Quest'anno il sabato a quanto pare è in gestione allo staff AbracadabradarabrabrabrbarbabrabrbabraRoccoccocococoooòòò, nostre vecchie conoscenze made in Berfi's. Qui le info sulla serata. [Cosa curiosa, sabato 19 maggio ci saranno gli Scuola Furano, che a questo punto sono in tour sponsorizzato by Sentenziosi, evidentemente]. Comunque la serata si preannuncio un successo, ci sarà il pienone alla Discoteca Orange di Bardolino Verona. Ci sarà, come direbbe qualcuno, MURATTOOOOOOOOOOOOOO. Capirete che non si può mancare, butei.

Shitdisco al Transilvania - Milano
Ecco perchè, giunti già all'altezza di Bardolino, vi consigliamo di tirare dritto, di andare oltre, meta ancora una volta la capitale dei ghisa: al Transilvania di Milano sabato 12 maggio si esibiscono gli estrosi Shitdisco, freschi del video geniale di Ok.

shitdisco transilvania milano

Ed è subito new rave. Peraltro, unica data italiana. Anche in questo c'è lo zampino di Pig, serata supportata anche da Qoob.tv, per la gioia della gggioventù. Qui le info. Regaleranno alcuni capi alla moda, 'sti maledetti glowsticks che piacciono ai molti ma saranno certamente delle tamarrate pazzesche. Ad ogni modo, questo è il Sentenziosi tip del weekend (roba di cui foggiarsi tutta la vita, mica cazzi...).
Forse ci saremo. Altrimenti, saremo pentiti.
Ma sbronzi, in piazza. Non all'Orange.

06 maggio 2007

Schermi d'Amore: convegno Femme Fatale all'italiana

La rassegna degli Schermi D'Amore a Verona termina oggi, proprio in queste ore si sta tenendo la proiezione del film vincitore, il peruviano La probuera. Ovviamente i festeggiamenti saranno sommessi e intimistici.
Ma sono altri gli eventi interessanti collegati al festival, a mio avviso: i convegni o tavole rotonde alla Gran Guardia. Due su tutti hanno catalizzato la mia attenzione:
-"Il Male e la Grazia", tavola Rotonda con Bruno Dumont, sabato 28 aprile 2007
-"Peccato che sia una canaglia: 60 anni di femme fatale all’italiana", convegno a cura di Piera De Tassis, venerdì 4 maggio 2007

Mi sono recato ad entrambi e intanto vi parlerò del secondo, che ha DECISAMENTE incontrato i miei favori. Sì ragazzi, Sentenziosi cala le braghe e si complimenta: se i film in concorso sono stati alquanto contradditori (alcuni erano delle VERE CIOFECHE), questo convegno (ma anche quello su Dumont) è stata una gran cosa, facendomi scoprire lati nuovi del nostro cinema, o meglio nuovi punti su di vista su parte di esso.
Breaking news: annunciate domani le mie dimissioni C.D.A. Sentenzioso. Prima del definitivo addio, vi presenterò in breve il convegno concentrandomi su quelli che si possono definire i punti salienti, meglio accompagnando il tutto con un video reportage esclusivo: nel senso che questo materiale non lo trovate in giro. Sti cazzi, vuoi vedere che il blog si fa professionale? La risposta è: no. In compenso godiamo dell'approvazione del "buon" Fabrizio Corona, sicchè questo reportage è roba da...
schermi d'amore
Hanno messo i sigilli alla Corona's, ma non alla Butei's!

Convegno Schermi d'Amore Verona 2007: "Femme fatale, femministe all'italiana", Gran Guardia
Sì perchè il titolo originale del convegno, giunto quest'anno alla seconda edizione, "...canaglia... bla bla" è stato in extremis cassato, causa ragioni le quali non ci è dato di conoscere. Ribattezzerei il tutto: "Cielodurismo Femminile, al cinema la danno, nella vita un po' meno". Lo organizza (e lo modera) la direttrice del mensile Ciak Piera De Tassis, insieme al giornalista Marco Giovannini. Diversi i critici famosi del nostro panorama cinematrografico: Maurizio Porro del Corriere, Valerio Caprara, due critici della mitica rivista Nocturno e altri. Ad ognuno sono concessi 10-15 minuti durante i qual apportano la propria linfa al percorso disciplinare sulle femme fatale del nostro cinema/tv/musica dal 1947 (anno del primo Miss Italia) ad oggi. Non proprio oggi, in effetti, ma piuttosto vicino: l'ultima clip ci mostra una Giorgia - sì la cantante Giorgia - con quel video in cui indossa le vesti di una sedicente Catwoman; da inserire nel filone fatal-kitsch, diciamo.

Femme fatale italiane?
Questa era un po' la domanda che mi sono posto appena letta la presentazione: ci sono femme fatale nel nostro cinema? Un cinema praticamente privato del genere noir (pochi, pochissimi esempi) e con altrettanto poche "donne cattive".
A mia insaputa, qualcosa c'era, evidentemente: si spiega anzitutto che il genere noir o nero, in un'Italia post fascista, era decisamente "bandito", probabilmente non solo da un punto di vista cromatico. Inoltre non dobbiamo farci abbindolare dall'etichetta femme fatale in congiunzione al noir: si è femme fatale anche in altre vesti, le sensuali "cattive" sanno camuffarsi e reincarnarsi in generi diversi (si pensi alla commedia sexy italiana, e a Edwige Fenech appunto). L'altro paletto iniziale che va posto è la quasi totale non corrispondenza tra la femme fatale del cinema italiano e il diretto riferimento alla letteratura decadenista di fine '800. Al meglio faranno chiarezza i numerosi clip proposti nel corso di una carellata video di circa tre ore, sempre lucida, sempre precisa, ma altrettanto informale e ironica. Merito direi dei vari relatori, ognuno preparato e positivo a suo modo.

Inizia Valerio Caprara. Se all'1.30 di una domenica sera qualsiasi frequentate il Cinematrografo di Gigi [capelli unti] Marzullo su RaiUno, lo conoscerete già. Napoletanissimo e in qualche modo spontaneamente specializzato in cinema napoletano, se ho capito bene. In effetti le femme fatale in un primo momento non sono noir nel cinema italiano. Il primo cinema ad offrire tali esempi di donne cattive è quello napoletano. Paradossalmente. Perchè, come dice lo stesso critico al termine di questo filmato, il cinema napoletano dovrebbe essere altro nel nostro immaginario, e cioè:


Che poi, provate a chiedervi: ma chi cazzo l'ha mai visto sto mandolino? Chi? Attendo segnalazioni.
Comunque è nel successivo genere del poliziottesco di matrice partenopea che compaiono donne rigide, dure, spietate. C'entra anche il cinema di Mario Merola, ci mancherebbe.

Tocca a Maurizio Porro, Corriere della Sera. Ottima e puntuale anche la sua ricerca, ma qui siamo fuori dai miei gusti: affronta il tema delle attrici da palcoscenico, le cantanti-vallette. Le veline d'un tempo. Una su tutte, Wanda Osiris. La sua è una femminilità anzitutto ambigua (la vedo un po' come la prima bisessuale sdoganata al cinema), ma sufficiente a costituire un tipo: un'artista esibizionista, regina della scena, che ama mostrarsi ma non mostrare, fasciata com'è da più e più strati di abiti. In una parola: una regina kitsch. Ci sarebbe da chiedersi: ma se Wanda quaranti fa era kitsch, oggi Moira Orfei cos'è? Spiritosa la clip di una celebre pellicola girata con Sordi (ah, non chiedetemi titoli, anni, attori: non ho preso appunti, ergo...), questa scena è esemplare dell'aura snob della quale voleva circondarsi la star:


Prima del prossimo cambio d'ospite, la De Tassis ci regala un momento di alta poesia cinematografica. Raccogliamoci amici e godiamo tutti insieme di questa clip storica e alquanto rappresentativa di un momento storico, la cui fortuna ha superato già una generazione e sopravviverà a molte ancora, tutta concentrata in quest'unica affermazione ermetica: "Per me, la corazzata Potemkin è..."


In verità ancora mi sfugge il perchè. Forse un momento autoreferenziale, tutto qui. O forse un tentativo di arruffianarsi il pubblico. O forse si cercava di gettare uno sguardo sulla Sig.na Silvani, o sulla Pina (donna "fatalissima"!). Ad ogni modo l'audience apprezza con adesioni di massa: anche per noi 92 minuti di applausi. Tautologia pura.

Intervengono a questo punto due critici del Nocturno che, nel caso non foste frequentatori, è una delle più nobili letture di critica cinematografica del nostro paese. Intervento d'autore nonché il più spiritoso di tutti. Questi due (nomi? eh...) ne sanno, ne sanno. Mea culpa. Le carrellate che offrono sono diverse e, se proprio dovessi riassumerle in due parole, mi affiderei in un primo momento alla dicotomia "santa-puttana". Bello vedere come certe cose non siano cambiate.
Oltre, presentano figure femminili del cinema horror italiano: portati esempi a più riprese dei paradigmi argentiani, fulciani, baviani. Ovviamente anche in questo cinema le femme possono essere fatali. Cattive. E sensuali. Molto. Questo assaggio, se non sbaglio proprio di Lucio Fulci, è un piccolo regalo di sensualità lesbo-chic ai nostri lettori più esigenti:

Segue la trattazione delle femme fatale nella musica. Il critico qui interpellato (eh sti nomi che sfuggono sono proprio 'na cosa guarda...) precisa che in effetti esse non esistono; ma se ci fosse qualcosa che vi si avvicina, esemplari di donne carismatiche, "leader" e/o addirittura aggressive, tra esse troveremmo sicuramente tra le altre: Patty Pravo, Loredana Bertè, Alice e ovviamente Donatella Rettore nella sua celebre interpretazione cobrata:


Assolutamente un must l'entrata in scena tirando giù una zip in pelle di serpente. Mitica.
A questo punto occorre sottolineare una cosa: la fatalità di queste donne è da un lato legata al loro corredo estetico esteriore (il look estremamente femminile, magari aggressivo addirittura) e dall'altro alla loro "scomparsa" dalle scene. La stessa Wanda Osiris è avvolta quasi nella leggenda, di lei ci restano film e altre registrazioni ma, appena la società italiana ha avuto bisogno di un nuovo genere di bellezza femminile da osannare, una bellezza più svestita come sarà quella proposta dalle commedie sexy, Wanda è letteralmente calata fino a scomparire dalle scene. C'è cioè anche un certo mistero intorno a queste donne che c'erano e poi non c'erano più. Lo stesso discorso è stato proposto per Mina: appena abbandonate le scene, la sua figura ha iniziato ad esercitare una misteriosa fascinazione sull'audience italiana. A chiudere, il videoclip di Giorgia come detto. Meglio non pensare che un giorno potrebbe diventare un'icona della fatalità.

A questo punto si è pronti a dare il benvenuto alla star e vincitrice del premio: Edwige Fenech. E per meglio calarci nelle restanti battute, sarebbe d'uopo leggere il tutto con quella sensualissima erre moscia frrranscese, che ha sempre un suo perchè. C'è gente che ha dei veri feticci a riguardo. A riprova potrei citare quella volta che un mio amico OBBLIGO' la propria amante tedesca, la quale aveva appena studiato francese, a trombare parlando esclusivamente francese. E scusate se ho detto parlando.
Dicevo, è il momento di Edwige Fenech a Schermi d'Amore 2007. La scopro peraltro essere seduta davanti a me. Complimenti: una donna di 50 e passa tenuta come dio comanda. Secondo me non è una bellezza (perchè secondo me non lo è mai stata - de gustibus) ma non le si può negare un certo primato d'eleganza ed educazione. Tra i complimenti rivoltile: femminista (lei conferma), emancipata e a sua volta emancipatrice (lei conferma), dolcissima (arrossisce). La sig.ra Fenech è in effetti deliziosa: risponde in maniera schietta e analitica a tutte le domande, non negando certe chicche. Ad esempio giura di non aver mai visto alcuni dei suoi film. Fu necessaria una recensione revival di un noto critici e circa vent'anni prima ch'ella visionasse "Quel gran pezzo dell'Ubalda tutta nuda e tutta calda". Film che il Mereghetti avrebbe definito una cagata pazzesca, ovviamente. E invece qui ti scopro che il severissimo curatore dell'omonimo dizionario del cinema, ha concesso ad un altro film della stregua (solito problema coi titoli...), sempre con Edwige, lo stesso punteggio di merito attribuito a Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman, un capolavoro assoluto. Cascherebbe il palchetto e, su tale onda di ottimismo, qualcuno ha tentato (e vi è evidentemente riuscito, basti dare uno sguardo alle vendite dei dvd) di rilanciare nel corso degli ultimi 6-7 anni il cinema trash e le sexy commedie all'italiana. Secondo me un titolo di qualità non fa genere e quei film restano sostanzialmente delle totali ciofeche. Divertenti sì, ma ciofeche. Estetica di serie B, insomma.
Questa è una clip di Edwige Fenech agli albori, presenta alla perfezione il clima scanzonato del genere commedia sexy; confermato anche il cliché del vojeur, in questo caso un giovane Diego Abatantuono che origlia con un compare:


Ma, si dice, erano fatalmente protagoniste anche le varie Edwige Fenech, un po' giocherellone ma manipolatrici del desiderio sessuale. Così dicono. Io lascerei aperto un ventaglio di dubbi a riguardo.
Surprise! Dal nulla interviene il regista Giovanni Veronesi, presidente di giuria di Schermi D'Amore e per l'occasione presente tra il pubblico. Tiene a precisare anzitutto che non si è mai fatto una pippa pensando a Edwige, anche se è stato seriamente messo in difficoltà da almeno uno suo film, quindi pone questa domanda:


La sig.ra Fenech risponde appunto che la sua arma in più è sempre stata la disinvoltura, la spontaneità e, sì, la simpatia. Avrete certamente colto anche voi questi aspetti delle sue figure di complicata umanità, tra una serratura, un durello e l'altro.

A questo punto ciò che è detto è detto e il convegno, dopo oltre due ore e mezza, s'approssima a chiusura. La De Tassis delega la chiusura a Tinto Brass, il Maestro del cinema. Del culo, naturalmente. Arriva durante l'intervista a Edwige e l'impressione prima che si ha su di lui può solo essere una: il vecchio sporcaccione, con quell'aria trascurata, vecchio e poco curato. Ad ogni modo si rivelerà simpatico. Chi mai ha visionato qualche sua intervista, sa che dietro alla maschera (confermata) del porco e culomane, si nasconde un certo intellettualismo degno di nota.
Tinto Brass propone una breve sintesi di chiusura del convegno, durante la quale non dimentica di tirar dentro la femme fatale per eccellenza del cinema mondiale, Marlene Dietrich. Per il resto, segnalo le perle su Margaret Thatcher e quella sul dubbio rapporto femmine e femminismo nel corso del convegno (come a dire: ma che c'azzeccano tette e culi col femminismo?).





Tutto è bene ciò che finisce bene, c'è tempo per un'ultimo paio di foto da Butei's, ovvero:

edwige fenech schermi d'amore
Edwige Fenech mentre firma autografi ai non giovani,
memori dei pipponi malinconici dei tempi che furono

tinto brass schermi d'amore
Tinto Brass mentre si prepara a scappellare
il celebre sigaro che sempre l'accompagna

Conclusione
-ben organizzato e ben recitato
-ottima la rosa dei convenuti e assolutamente azzeccate le sinergie elucubrazioni-videoclip
-l'obiettivo prefisso era decisamente audace: affrontare sessant'anni di cinema italiano in tre ore è tecnicamente impossibile, ma non è mancata la capacità illustrativa di sintesi
-bravi tutti davvero e all'anno prossimo

04 maggio 2007

Zion Club Treviso - The Pipettes

Breve nota: se volete unicamente sapere com’è lo Zion Club di Treviso e com’è stata la prova delle The Pipettes, andate subito oltre metà post. Per ogni altra sega mentale di Frut1, vi rimandiamo alla lettura integrale. Grazie per la comprensione.
Il comitato di redazione, Sentenziosi.

Alla faccia della festa dei lavoratori: ogni primo maggio mi accorgo di come io non abbia nulla da festeggiare, la mia vita è priva di impegni lavorativi. I vantaggi di fare il mantenuto, immagino. Qualcuno definisce lo studio universitario un lavoro perchè porta via molto tempo, fatica e ti obbliga ad ottenere risultati a tempo determinato paragonabili ad un lavoro. Ah scusate, se la mettete così allora è vent'anni che lavoro. E quasi quasi questo lavoro mi si addice, mi piace, mi appaga. Per cui ho pensato che scendere in piazza con i lavoratori, sventolare bandiere del Che ed ascoltare musica dal vivo non facesse per me, l’ho brevemente trovato offensivo se proprio. Alternativa: zapping infinito sul divano, Homer J. Simpson sarebbe fiero di me. Del resto, non scherziamo: a Udine, dopo le follie del Far East Film Festival, torna la desolazione di sempre.
Anzi, vediamo se c'è qualcosa in qualche club del Veneto o del Friuli. Un concerto che possa farmi alzare dalla comodità del mio immenso divano di casa, ovviamente finanziata da terzi. Interessanti newsletter dai club di Treviso: ragazzi, sapete che quella provincia del Veneto non mi tradisce mai, Treviso è luogo di concerti coi controcazzi. E infatti: Zion club, The Pipettes.
Le Pipettes? Affare fatto!
Ho già ballato al ritmo incalzante di “Your kisses are wasted on me” a Milano lo scorso ottobre, lo spettacolo delle tre fanciulle in sixties style tutto a pois vale la pena d’essere visto una seconda volta. Di che si tratterà:
1- serata in un club di Treviso: l'ambiente chiuso tra quattro mura, buio e tra fumo e luci stroboscopiche mi piace
2- l'energia di un concerto eletrizza il mio ego già pompato di suo
3- la pheeega da club trevigiano è sempre un bello spettacolo per originalità e stravaganza

Zion Club di Treviso

concerti delle pipettes trevisoIl locale ricavato in un capannone nella zona industriale di Conegliano Veneto è un ambinte molto confortevole, allestito molto bene e buio quanto basta per renderlo quasi undergroud anche se di undergroud non c'è nemmeno il ripostiglio. Giunto in anticipo per accaparrarmi il divanetto migliore che il locale propone, ovviamente sull’asse cassa-bancone del bar ed in posizione frontele al palco (ricordate guys: no alcol, no party), dopo essermi accomodato, ho sfoderato l'arma del delitto: la mia mega-delux-extrazoom-verycool fotocamera digitale. Pronto per immortalare, con quei 12 mila scatti che la memoria mi concede, l'intera serata tra indie-pop anni ‘60 e teenagers degni figli della Grease-generation. Ebbene si, stasera sprazzi anni ‘80 non dovranno esserci, gli anni ‘60 la faranno da padrone: collants colorati, cravattini, ballerine, cerchietti, beatle boots, ecc. Si rivive l'era dei mods e dei rockers di un'Inghilterra divisa tra Beatles e Stone: eri per i Beatles? Non ascoltavi gli Stones. Eri per gli Stones? Non ascoltavi i Beatles, questo ci hanno insegnati padri e madri.
Sarà presto smentito: ancora prima del concerto, il dj dalla sua consolle posizionata al centro del locale in un cubo nero e rosso, decide di vanificare le mie aspettative mixando tra un pezzo e l'altro un classico brano dei Depeche Mode estremamente eighties. Anfameee!

Piccola parentesi a considerazione sugli anni ’80 e affondo personale
[Saltare se non vi interessano i fattacci interni al blog]
Ricordo che la serata era anni ’60, a grandi linee (per quanto 60-70-80-90-00 siano etichette che vogliano dire poco più di un cazzo). E così mi risparano la musica dei Depeche e a seguire varia new wave mixata a tradimento qua e la. Sti cazzi, gli anni ottanta ci sono sempre e comincio a pensare che ne siamo schiavi pseudo-accondiscendenti. Allora eccovi una sparata gratuita su butel1, che dell’immanenza glam eighties è la prova più ecclatante e mi chiedo come mai non sia ancora morto di Aids per essere l'icona anni ‘80 per eccellenza nel terzo millennio. A proposito si ricordi la citazione di tale J. il quale per strada – mica ad un party – si rivolge così al nostro antieroe: “Butel1, mio dio, quel look è la cosa più anni ’80 ch’io abbia mai visto; anzi anzi, è trent’anni che non vedo una cosa più anni ’80, cioè da prima degli anni ‘80”. Assurdo. Comqunue…

Pre-concerto
…in scaletta, all'oscuro dell'informatissimo frut1 ci sono due band di supporto. Verso le 21. 30 sale sul palco un giovane concept engineer e songwriter: Monster Bobby che con basi elettroniche ed il suono delle corde della sua chitarra acustica ricorda molto l'Adam Green dei primi album se non adiriturra degli albori quando suonava con gli sbullonati dei Mondly Peaches! Solo in seguito lo scopro essere il chitarrista delle Pipettes.
Il pubblico, anche se ancora poco numeroso sembra, interessato all’esibizione dell'artista che invece di prendere pieno possesso del palco a sua disposizione sembra preferire l'angolino sinistro. I pezzi sono buoni ed il pubblico apprezza. L'esibizione dura circa 30 minuti o forse meno dopo di che sale sul palco un'ulteriore band.
Ma che è, una maratona?
Arriva un gruppo numeroso di musicisti, ne conto 7 o 8: tastiere, fiati, chitarre; ma delle pipettes neanche l'ombra. Marit Bergman e la sua band, dalla Svezia, deliziano il pubblico che inizia lentamente a riempire il locale, o almeno ci sta provando. La ragazza mostra carisma e simpatia invitando la gente a riunirsi tutta sotto il palco per ballare spensierate canzoni estremamente pop: una power-pop girl, senz’altro. Il popolo dello Zion Club di Treviso sembra gradire la grinta della band che dimostra di saper tenere il palco e di coinvolgere i gggiovani rockers che ricambiano allo spettacolo con numerosi appluasi. Lo show finisce e con l'annuncio dell'ultimo brano il pubblico mostra un po’ di disapprovazione e delusione. Pollice su per entrambe le performances.

E arrivano le dive della serata: ladies and gentlement, The Pipettes
Un po’ di attesa per concedere ai fonici di sistemare il palco ed accordare gli strumenti, mentre il pubblico freme. Verso le 22. 30 lo Zion Club inizia ad incontrare le mie aspettative: il numero di gggiovani è aumentato, la quantità di pheeega è raddoppiata, lo spirito di Newton sembra essersi impossessato del corpo di Frut1 che senza sosta continua ad illunimare lo spettrale locale tutto nero con flash, accecando le vittime designate per il reportage fotografico. Frut1 dopo qualche Red Bull corretta con della vodka inizia ad avere l'occhio pazzo e una pericolosa fame di pheega. Balzando a destra e sinistra in maniera convulsa ed irrequita scopre che il binomio fotografo-blogger è un eccellente amo per approcciare con chiunque! Ora mai il suo Ego nonché il suo Alterego (visto che sempre più sovente mostra sdoppiamenti di personalita) assumono valori di potenza che gli fanno credere di essere una sorta di divinità pagana: si autoacclama come IL blogger, si elogia, ripete incessantemente: io, perchè io, infatti io, cmq io, io, io ed ancora io [ndSentenziosi: no beh ma quello lo fai ugualmente sempre. Comunque, cari lettori, notare anche lo sdoppiamento tra prima e terza persona che si va consumando tra queste righe: quest’uomo sta male!]. Innarrestabile e maniacale inizia a spaventare i gggiovani dello Zion Club, ma a farlo tornare con i piedi per terra ci pensano The Pipettes. Eccole, infine. Per la precisione: in pieno stile Ramones, adottano tutte e tre il cognome Pipette, ovviamente cognome d’arte.
Le tre affascinanti Pipettes [ndSentenziosi: due manze e una bella pheega] salgono sul palco ed il loro potere magnetico cattura l'ego del Fruttone che incantato dalla loro musica easy very easy, non impegnata ma spensierata (lo spettro indie è già dietro l’angolo, anzi indie pop), o meglio incantato da quella pheega di Gwenno, si sistema sotto il palco pronto a scatenare il ballerino che è in lui dopo avere imparato le coreografie delle Pipettes [ndSentenziosi: eh ti capiamo, non si sa mai ti possa servire nella vita la coreografia delle Pipettes]

Gwenno

zion club treviso

Riot Becki

concerti delle pipettes

Rosay

pipettes date concerti

Il concerto
Sicuramente per apprezzare questa band e l'atmosfera retrò che fanno rivivere è d'obbligo vivere l'esperienza live. Gli album non pagano se ascoltati nelle cuffiete, si tratta di uno show e di “un’atmosfera”.

Le tre reginette del pop vintage grazie alla loro bellezza, charme ed originalità rapiscono il pubblico che non può fare a meno di cantare le loro canzoni ed emulare le coreografie proposte per ogni singolo brano. Si percepisce un'incredibile energia che coinvolge anche i gggiovani più timidi che si nascondono restando lontani dal palco. Nonostante non siano delle eccellenti cantanti, probabilmente, dopo numerose date live, hanno affinato le loro tecniche canore e per l'intero concerto non si avverte una minima sbavatura. Oltre ai pezzi che le hanno rese note al pubblico come: “Your kisses are wasted on me”, e… e… e anche… come non dimentica… e tutti gli altri “famosi” pezzi dell'omonimo album, propongono brani inediti che comunque sono apprezzati dal noi gggiovani. Ne risulta un concerto diverso da tutti gli altri dove il motore dell’azione non è quello di andare ad apprezzare i brani e la performace live della band ma di vivere l'atmosfera e l'energia che trasmettano le pipettes e per ballare ed ancora ballare rivivendo gli anni delle balere dei nostri genitori. Un tuffo nel passato, insomma.

Post concerto
Dopo un misero bis di due canzoni, congedandosi dal palco con il brano “We are the Pipettes” (singolo di successo), ha inizio il dj set con alcuni buoni pezzi anche se troppo indie per i miei gusti. Qualcuno rimane on the dancefloor scatenandosi nelle danze passando da modalità “Piper” a “rave party mode”. Altri prendono d'assalto lo stand di merchandising delle Pipettes comprando t-shirt, loncandine del concerto, scattando alcune foto con Rosay e con Riot Becki. Il resto dei gggiovani pausa cicca e abbeveraggio per recuperare i liquidi persi danzando. Tra il merchandising, anche una mano che masturba un piccolo fallo: da cui il nome, appunto, le pipette.
Ma frut1? Che fine ha fatto frut1?
Frut1 aveva un'unico pensiero, un chiodo fisso: limonare con Gwenno. Nervosamente si aggirava di fronte all'ingresso del backstage, ma niente da fare, la biondina non si vedere. Saluta le altre due Pipettes ma la loro presenza non sembra turbarlo. Oramai in para-da-durello inizia a girovagare senza meta e allora torna al suo lavoro da blogger:
1- fare foto
2- fare il provolone con le pheeghe con la scusa che lui è un figo perchè: "sai, io cioè ho un blog, scrivo, siamo importanti, maledettamenti belli e ricchi, bla, bla, bla" [ndSentenziosi: se noi fossimo ricchi, per prima cosa smetteremmo di scrivere con un deficiente come te, sappilo].
3- farsi amico il proprietario per poter andare nel backstage con la scusa di una foto e una breve intervista ma con l'unico scopo di limonare duro con Gwenno.
La serata finisce, frut1 dopo aver fatto foto, parlato con tutti ed essere diventato il miglior amico del boss del locale, scopre che le Pipettes se ne sono già andate. Uno shock per il frut che cade in depressione e uscendo rapidamente dal locale, come un segugio cerca di percepire con i suoi potentissimi mezzi da maniaco sessuale dove potrebbe essere la sua amata rock-star. Dopo aver girato per la zona industriale in cerca di tracce ed indizi si deve arrendere all'evidenza: le Pipettes se ne sono andate. In compenso diversi simpatici trans mi stanno salutando e immagino che in tema di pipette ne sappiano qualcosa anche loro. Ma meglio non chiedere.

Alcune foto della serata

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I gggiovani

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La crew dello Zion Club




Foto e video by Frut1

02 maggio 2007

Notte Bianca a Verona: commenti, opinioni, recensioni

Ci avevano chiesto commenti e recensioni. Sentenziosi risponde.
Ci siamo. E' finita. Grazie a tutti. Che sia finita, appunto.
Dopo aver fornito la guida al programma con anticipazioni clamorose, tiriamo le somme di questa Notte Bianca 2007 di Verona. La prima, magari l'ultima (Tosi will rock soon).

Partiamo da una pluralità di voci: avrete già letto di recensioni, commenti e opinioni da altre parti. A descrizione del panismo senza logica che ha segnato la notte del 30 aprile 2007 a Verona, vi segnaliamo l'ermetismo di questo post. E avremmo già detto tutto.

La notte bianca dei Butei
L'avevamo attesa (?), l'avevamo sognata (?), c'avevamo creduto (?), pensavamo che per Verona restasse un miraggio [ex post: magari...], carichi di un'attesa febbrile sui nostri destrieri alla stregua dei Biker Mice da Maaaarteeee, decidiamo che questa notte bianca veronese, l'avremmo vissuta anche noi. Wow. Alla faccia del divano e delle ciabatte.

Ore 22.00
con la puntualità che li contraddistingue, a sole due ore di distanza dall'inizio, i butei escono alla volta del centro. Prima considerazione: viale Piave si è trasformato in parcheggio, non si va avanti nè indietro. Anzi no, tramite delicate inversioni a U, c'è chi va indietro. La municipale non reagisce (però s'incazza un pochino). Siamo già tronfi della nostra scelta azzeccata: a bordo dei nostri agili mezzi, sappiamo che nulla potrà fermarci.

Ore 22.05
Giungiamo alla volta di Piazza Bra. L'Italia è campione del mondo. Di nuovo? Pare:

C'è aria di po-po-popopopopooooo.
Ma partiamo con le certezze: che sia una sagra di paese o una prestgiosa notte bianca, Radio Pico c'è.
recensione notte bianca a verona
Non si cammina, tutti sono incollati: ci si muove o a blocchi, o non ci si muove. Si parla all'unisono, o non si parla. Si guarda ai palchi (ancora vuoti), o niente altro.
La prima impressione complessiva che si ha del tutto è quella di un ammasso generalizzato di persone TOTALMENTE acritiche, immobili, nell'attesa spasmodica che accada qualcosa. Che qualcosa dia un senso alla loro inusuale discesa in Piazza. Ebbene sì ragazzi, per questa notte bianca sono giunti dalle campagne genti dagli accenti curiosi, vestite in modo bizzarro, e comunque in visita a Verona una volta nella vita, manco fosse il pellegrinaggio verso la Mecca.
Facciamo un esempio. La Gran Guardia si presenta illuminata. S'intravedono alcune funi appese alle finestre dell'ultimo piano. Ma non si scorge nessuno. Capirete che la suspence ha già ucciso quattro anziani; del resto poteva uccidere solo loro: il target è ampiamente familiare, come aveva anticipato Enzo Rapisarda ("Una notte bianca a misura di famiglia"). Ad un certo punto lo spettacolo parte; a noi parte pure una gocciolina di sudore. Il sound è quello giusto, incalzante come pochi.


Il commento del signore di Bolzano Suddd al nostro fianco, è quanto mai sintetico.
Butel1: "N-non capisco: una parete, una fune, delle persone che scendono la parete con la fune"
Butel2: "Il circo, il circo"
Butel1: "Mah, almeno li ogni tanto qualcuno cade e fa notizia"
Migliaia di persone paralizzate ad osservare l'incredibile spettacolo. Non capiamo. Comunque sia, giunge ad un certo punto un signore di mezz'età a commentare: "Eppur si muove". Bruciato al rogo 15 secondo dopo.
Intanto da qualche altra parte in Piazza Bra si stava ancora esibendo, o aveva terminato, Andrew Basso, l'erede di Houdini, l'artista dell'evasione (nientepopodimeno che campione europeo).
Butel1: "Dov'è? Chi l'ha visto?"
Butel2: "Heh quello è proprio bravo"

Si tratta di un dato di fatto: scovare, figuriamoci raggiungere, il luogo esatto di svolgimento degli eventi è alquanto ostico. Una nostra amica alta 1,55 cm, di questa notte bianca non ha visto niente. E le è piaciuta tantissimo.
Insomma, gente ce n'era. Cristo se ce n'era. Troppa. L'ardua scelta del comune di concentrare gli eventi più attraenti (e già pensiamo alla qualità degli altri - Ciao Alberto Fezzi in Borgo Venezia, ciao!) nel centro della città, ha dato come unico e prevedibilissimo esito quello di congestionare la viabilità della città stessa. Un esempio:
tratta piazza bra - piazza erbe usuale passeggiata: 5 minuti
tratta piazza bra - piazza erbe passeggiata durante la notte bianca: "diario di bordo del capitano Kirk, dopo 3 trilioni di anni luce e 25 stagioni televisive ininterrotte, l'Enterprise si è arenato davanti a Louis Vuitton". Basato su una storia vera di incazzatura vera.

Ad ogni modo tutto questo sballo è davvero troppo. Le prime famiglie hanno ceduto.
commenti notte bianca verona
Sulla via per Damasco (la nostra Piazza Erbe), i butei, forse presi da allucinazioni dovuta ad una prematura schizofrenia causata dal congestionamento logistico, s'imbattono in palchi e palchetti buttati qua e la, curiose creature,
opinioni notte bianca verona
aitanti musicisti arrapati, allupati più delle loro trombe, ma dannatamente seventies:

Butel1: "Comandante Spock, questa razza aliena la conosciamo?"
Butel2: "Certo. Sono i Papazzumm. Son pure bravi"
Butel1: "No, no, beh, anch'io apprezzo molto questi Trapazum"

Intorno alle 23.15 giungiamo anche noi in Piazza Erbe. Intanto qualcuno ha riadattato un negozio di scarpe a discoteca. Naturalmente la musica lasciava a desiderare.
Benché ancora sul finire di corso Porta Borsari, ci facciamo subito un'idea dell'andazzumm: Vasco è sparato a tutta birra, "...toccarti dappertutto..." "... fammi godere...", manco a dirlo è un tripudio organsmico di mani alzati e coretti d'accompagnamento. Dubitiamo che la gente avesse capito si trattava di Radio 105 e non della popstar emiliana. Ma tutti son contenti, perchè interrompere l'idillio radiofonico? Veniamo a sapere che da poco s'era conlclusa l'esibizione della rockstar straniera: i Nuovi Cedrini. Ci sono sempre sti soliti grandi nomi a Verona che tornano e vanno bene per ogni evenienza, fateci caso.
Il clou di Piazza Erbe resta comunque il ballo di Tango. Effettivamente bravi, ci è piaciuto.

Tutto molto bello, fino a quando l'indiano delle rose ha rivoluto indietro la rosa. Dopo una breve collutazione verbale, si scopre che non gliel'avevano pagata. Pezzenti.
Correzione. Il clou di Piazza Erbe resta il coro di Butei che all'Osteria Verona si esibiva a cadenze di 5 minuti in canti popolari scaligeri. Ed è subito: "la festa non deve finire - non deve finire e non finirà", "Tira fora le mamele", "E taaaanti auguuuuuri a teeee", ma soprattutto un intramontabile classico:
"Cin-cin--butei cin-cin", musica e parole di: Butei; intrepretazione di: Butei vari.

[sveliamo un retroscena: pare che negli sessanta, a scrivere questa canzone sia stato un cinese, tale Chin-Chin Butèl. Le brigate l'hanno fatto scomparire silenziosamente].

Niente, anche Piazza Erbe non è granchè.
A questo punto, mentre giunge voce da Piazza Bra che questi Pheonix Fire Dancers abbiano messo su davvero uno spettacolo coi fiocchi, la vera domanda è: RIUSCIRA' LA CITTA' DI VERONA A NON SVUOTARSI ENTRO L'UNA per essere comodamente a letto, diciamo, intorno all'una e mezza?
La risposta è... non ce la sta facendo: a mezzanotte e mezza la diaspora ha già avuto inizio e non potrà essere arrestata, è il fuggi fuggi di circa il 30-40-50% (saldi vecio) degli avventori, i mezzi si trasformano in zucche. Anacronismi, ossimori scaligeri: perchè, preso atto che si tratta dell'unica notte bianca dell'anno e che domani è festa e che oggi hanno fatto pure ponte, metà dei veronesi torna nelle tane prima del solito?
Concause dello svuotamento di massa:
-bar e negozi stanno chiudendo
-gli eventi stanno terminando
-convergenza/ritorno in Piazza Bra, dove rimangano appunto da godersi i Phoenix Suns (cioè sono questi, no?) e gli spettacoli in Arena. Ovvero: le irrinuncabili imitazioni di Neri Marcorè (di buon livello peraltro), nuovamente Andrew Basso (ri-daje) e, a chiusura della notte bianca stessa, la Premiata Forneria Marconi o PFM.

Alle ore 24.15 siamo operativi in Piazza Bra. Avendo perso l'inizio dello spettacolo, chiediamo numi all'uomo della piazza:
Butel1-2: "Senti ma questi Finix come sono?"
Butel della Piazza: "cioè, ie dei butei... brusadi"
Butel1-2: "Da fogo vecio".
Dialogo decisamente surreale, ma svoltosi tale e quale. Ed ecco sti Phoenix Fire Dancers già sul palco. Per chi si fosse perso l'entusiasmante spettacolo, alcune sintetiche nozioni a descrizione dello stesso:
1-ci sono dei tipi vestiti in latex o pelle, che imbracciano e muovono una serie di torce.
2-ad un certo punto, muovono ancora le torce
3-quindi, continuano a muovere ste torce, magari cambiando direzione
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4-una pirotecnica esplosione finale, pone termine al loro spettacolo
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5-Fine della storia.
Uno spettacolo che tenta d'incrociare il circo con un certo gusto fetish anni '80.

Siamo ai rimedi drastici, c'è solo una cosa da fare per ravvivare la serata. Scatta l'ora dello champagne.
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Nonchè del prosecco. Nonchè della vodka. Insomma, chi trova alcol, l'ingurgiti.
A questo punto sono circa le due e mezza di notte e sempre meno gente. Si procede con l'assalto in Arena. Non esattamente gremita. Prima della PFM, altra roba appunto. Nel senso: siamo sbronzi, quindi non attendibili. Ad ogni modo la PFM inizia il proprio concerto. Bravi son bravi, vecchi son vecchi, musiche trite e ritrite: ma Impressioni di Settembre è una gran cosa, comunque li si giudichi (anziani e triti, appunto).
Passato quel gran pezzo e, contestualmente, svuotata l'ultima bozza, è il momento di trasformarci in Biker Mice per un'ultima avventura allo Urban Zoo. [Ma questa sarà un'altra storia...]

Considerazioni ex post e a getto
1-si è vero questa era una notte bianca pilota per Verona, qualche attenuante ci sarebbe. Ma ce ne possiamo fregare, siamo mica la Croce Rossa: noi pretendiamo il meglio del meglio da questi eventi gratis, per chi c'avete preso?
2-qualità delle esibizioni: tra quanto da noi assistito direttamente (oltre a quelli citati, altri sei eventi collaterali), quanto riportatoci dagli "scagnozzi" e quanto letto in giro, possiamo dire che siamo a livelli piuttosto modesti. Specie laddove si voglia rapportare questa nostra, alle altre notti bianche.
3-budget: ufficialmente il Comune ha versato 60.000 €. Con maggior generosità (bastava poco) e miglior found raising (più sponsor), si portava via qualche nome di richiamo e, soprattutto, si alternavano le rappresentazioni da un punto di vista del target: ebbene sì, la prima grossa lacuna è stata quella di non venire incontro ai "veri giovani". Sindaco, gli spot elettorali vanno pompati meglio e a tutti, eh. Un giorno arriveranno insieme il marketing politico e l'event management.
4-La seconda manchevolezza si può ravvisare nell'incauta distribuzione oraria degli eventi: perchè concentrare il clou tra le 22 e le 2.30. E quindi: perchè una notte bianca deve finire prima dell'alba? E diccelo, diccelo!
5-Non s'è mai vista una Verona tanto stipata, è ciò è stato sicuramente positivo. Come conseguenza più immediata, possiamo confermare l'avvistamento di un quantitativo industriale di pheega. Senza riserve. FIGA ERGA OMNES. Siamo felici: se prima di questa notte bianca, le nostre serate si consumavano nell'usuale tentativo di scopare le solite 15-20 pheeghe della madonna, ora ne contiamo circa 120. Son numeri che fanno riflettere. Eppure, venerdì e sabato non le vedremo più: a prendere parte all'evento, è stata in pompa magna la "voce della provincia". Adieu.
6-Un ultimo quesito ci attanaglia: ma chi, chi c'ha guadagnato alla fin fine di questa notte bianca a Verona? Loro, i dannati paninari coi loro chioschetti che richiamano gli anni (indovinate un po') '80: loro, che lavorano una notte, fatturano per un anno. Sana invidia.
commenti notte bianca verona 2007

Butel1 e Butel2