18 settembre 2007

Festival del Cinema di Venezia

Festival del Cinema di Venezia chiama, Sentenziosi risponde

Festival del Cinema di Venezia rettifica, Sentenziosi s'incula
Sentenziosi ripiega, Circuito Off risponde


mostra cinema di venezia


Capitale della settima arte per una settimana, noi si doveva andare a fare un salto a Venezia. Ci vanno i vip, olliudd voglio dire, e noi chi siamo, i figlia della schifosa? Sì.
Eppure c'eravamo a 'sto Festival del Cinema di Venezia pardon "Mostra Internazionale d'arte Cinematografica": professione presenzialismo costante. Un po' noi ci si concede alla stampa, ai fan, un po' noi si fa le star tra applausi e parties, regola d'oro: del resto Sentenziosi è a Venezia per il "classico" connubio art & glamour dell'escursionista veneziano medio, ovvero per:

-presentare il nuovo film di Sentenziosi sui gggiovani sssballati della nnnotte con attori in carne ed ossa reclutati dalla prima edizione di Lucignolo: "Spritz, ergo sum", dai fortunati autori di "Col bicchiere in mano. Ad infinitum", nonchè sequel del criptico "Spritz veeecchio!", per le musiche del già premio Sbronzer per il soundrack di "Alter Egooo / Non mi piegoo". Accolto al termine della prima proiezione (proiezione delle ore 6.00, pubblico di galline e trichechi) da uno scroscio di applausi, una costantemente entusiasta standing ovation, richieste di bis, ter, quater ("Più terrorismo psicologico per tutti!"), un acclamato capolavoro, un prossimo re del botteghino, uno scontato blockbuster. Merito anche del cameo del sempre ottimo Walter Nudo, del resto la citazione anzi l'ispirazione a "I ragazzi della Notte" parla chiaro.
Decisamente dalla nostra la stampa internazionale, cito testualmente il NY Times con "Una riuscita trasfigurazione satirica di una dura realtà sociale di disagio giovanale, descritta e raccontata dagli stessi disadattati, una gioventù consumata dal proprio desiderio di ottenere di più dalla vita - un "ultimo giro vecchio!" - dove il fondo del barile non si limita a svolgere una mera funzione figurativa bensì rappresenta, costituisce l'uscita materiale effettiva estrema: bere fino a scorgere il fondo del barile. Stordirsi, per non comprendere. Un coma etilico, per evadere. Lirico e toccante, beffardo e arguto, arido e commuovente". Rincaro la dose di autocompiacimenti con Le cahiers du cinema che ci descrive come "Bravi 'sti Sentenziosi, peccato siano quattro poveri stronzi". I francesi non se la faranno mai passare, ma ribattere che - loro - non hanno di meglio da fare che esibire e riverire Monica Bellucci, sarebbe poco elegante. Quindi lo sottolineiamo.
Prevedibile, anzi scontata, la presa reazionaria di certa stampa nazionale: è precisamenteuna pioggia di critiche, a cominciare da quel "Video choc" che sa di déjà vu, passando a "il solito film generazionale che dipinge una generazione di perdenti, come se questo fosse un paese in decadenza, cioè", per terminare con un patetico paragone col più celebrato e precedente Jack Frusciante. Che accusa di plagio misera e fallace, pure un cieco comprenderebbe che nostri attori sono VERAMENTE sbronzi, e andiamo.

-visionare alcuni annunciati esempi di gran cinema "da vedere e godere", ottime cose continuano a giungere dal sempre più proficuo oriente (il Leone d'Oro 2007 è andato ad Ang Lee, che non è appunto l'americano dei jeans) di cui il Fruttone, per una questione interamente legata alla patata tailandese, è ghiotto consumatore onnivoro, anche se poi il ragazzone non rinnega il cinema dei "veri" maestri e si concesse pure la visione del nuovo lavoro sul fronte iracheno di Brian De Palma, naturalmente presente in sala e la cui multi performance di ringraziamenti/commiati/baci/abbracci al termine, con appena 20 minuti ininterrotti di applausi, nella sinossi del fruttone si annuncia tanto generosa quanto eccessiva, tanto meritata quanto ridicola. Il film è ok. Comunque fosse andata, De Palma resta uno dei pochi numeri uno. Anzi anzi, posso dire "Il più hitckockiano dei registi" (novità)?

-il Circuo Off appunto, ovvero il Festival del cortometraggio di Venezia

-intrufolarci (senza riuscirci, chiaramente) ad uno di quei dannatemente esclusivi parties di e per vips, nelle solite ville o hotel del lusso sfrenato, ad opera dei soliti nomi dell'alta moda (chessò, per i fu parties di Armani e Fendi si parla di happening leggendari) o organizzatori stessi del Festival del Cinema di Venezia, robe che non vedrai se non su Sipario o Verissimo e comunque in versione censurata. Chè fa male, fa male altrimenti: l'Eldorado della topa gigante

-spiegare a quel matacchione del nostro amico Johhny Depp che no, Sentenziosi non ci sarà al Queer Party di mercoledì perchè "Sorry Jonny, 't will be for the next time, ok man?" (Fuori onda: maccheppalle 'sto Deppè, ma non riesce a farse 'na vita sua questo?)

-spiegare una cosa piuttosto simile a quell'altro (non)matacchione di Colin Farrell, cercando al contempo di evitare le numerose ecchimosi a suon di suoi pestoni, preso atto della natura non proprio docile del soggetto

-la pheega veneziana che gira nei giorni del Festival del Cinema, le cui beltade e virtù sono rinomate ai quattro venti (Cuba Libre, Mojito, White Russian, Americano) e annunciate da un detto cui, confermiamo, occorre prestare fiducia: "Veronesi tutti sprit... ehm matti, Vicentini magnagatti, Padovani gran dottori, Veneziani gran signori..." e dove c'è un signore, legge universale, c'è una topa di livello a seguito, fosse anche in comodato d'uso.

-assestare, en passant, un paio di colpi all'algida (e un po' androgina pure) Keira Knigthley per tenere alta la bandiera; o l'alzabandiera, fate voi


festival del cinema di venezia
L'abbiamo trovata un po' troppo dimagrita 'sta ragazza

-rectius: a discolpa del fallimento imperdonabile di cui al punto 4, presenteremo un resoconto "en plein air" (impressioni, sensazioni, sillabe, bave) del party di chiusura all'Hotel Des Bains, un evento ufficiale 100% V.I.P. Festival del Cinema di Venezia, tra addetti ai lavori, Marco Müller, fighe da coltelli, fighe da coltelli, fighe da coltelli. Ho già detto fighe da coltelli?

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1 commenti:

Upstream ha detto...

B1, my dear, menzionerei anche il celebre masterpiece di ogni butel

"You'll Never Drink Alone, Veeeecio".

salutassimo