23 ottobre 2007

Trabant - Teatro Miela,Trieste

Aggiornamento
Michele dei Trabant ha gentilmente replicato alla recensione del Fruttone:
"Attento perchè quella biondina che tu chiami phighetta è la MIA RAGAZZA ha un nome e non mi piace che venga chiamata così.
distinti saluti
michele(chuk)"
[Avvio modalità suocera]
Occhio Frut, se ti becca chuk so' cazzi, ah beh, quella è LA SUA RAGAZZA, SUA ok? No dico, ma che hai pensato Frut, di poter dare della pheeghetta a tutte le ragazze che non conosci? Ma guarda te, guarda...
[Termine modalità suocera]
Bene. Al concerto non ero presente. Non conoscevo i Trabant prima della recensione del Fruttone. Nemmeno mi piacciono troppo, ad essere onesto (ma tal'è, de gustibus). Saranno anche delle grandi rock stars(?) dalla nomea internazionale(?). Sicuramente, ora so perchè l'album si chiama Music for Losers. Magari considerare un cambiamento in Music from Losers, eh?
La capacità di certo pseudo-artistame italiano di ergersi sopra lo spirito (ggiovane) comune presenta una stridente dicotomia: da un lato m'incute mesta indifferenza, dall'altro so di averne bisogno perchè è dannatamente divertente.
Butel1 - Fine aggiornamento


Trabant ieri. Appena sentito nominare questo gruppo, come non pensare subito alle autovetture in lamiera cartapesta del popolo tedesco che sfrecciavano per le vie della Berlino dell’est cercando anche di tanto in tanto di sfondare qualche check point con la speranza di lasciare il regime autoritario sovietico? Chiaramente tentativi vani, s’intende, anche se con i motori di questa vettura, due tempi da 25 cavalli (roba ridicola) riuscirono ad attrezzare piccoli aeroplani ed oltrepassare il muro. Surreale.
Trabant oggi. Lasciando alle spalle il passato viviamo il presente e pensiamo al futuro, parlando dei Trabant, band triestina pronta a fare breccia nella scena musicale italiana con un sound energico dai testi ironici e gggiovani.

La band: i Trabant


trabant

Nell’ultima agenda avevo già parlato di questa formazione come di ”una band pop, dalle sonorità orecchiabili anche se pur loro come la maggior parte delle band dello scenario indie non fanno mancare all’appello quel pizzico di new wave e sonorità electro-groove che permettono di scatenare le danze tra la calca degli spazi sotto il palco[…]. Speriamo che il loro electro-pop dal tiro molto rock possa essere vincente[…].
Ho buttato sul fuoco una vasta quantità di generi musicali convinto che mescolandoli e shackerando il tutto potesse uscire il genere del quale i Trabant si fanno portavoce. Durante il concerto ho avuto seri ripensamenti a riguardo, qualche dubbio insomma ma anche delle conferme. Oramai definire un genere musicale è impresa sempre più ardua per cui si preferisce stabilire un paragone con questa o quella band caposaldo di quel genere, all’interno della musica internazionale attuale. Per non rischiare di confondervi le idee fino al punto da affiancare il nome dei Trabant a quello dell’orchestra di Raoul Casadei, mi rifarò ad alcuni confronti (se poi capite, capite, altrimenti ‘zzi vostri).
Quando leggo su Blow-up la definizione p-funk ma soprattutto indie-fashion, vuol dire che non siamo alla frutta ma all’ammazza caffè, sta messo male il giornalismo di settore, figurarsi voi poveri lettori che vi fate traviare (lo sapete che è così, dai).
I Trabant dopo un inizio di carriera indirizzato verso il genere dub, con il passare degli anni e delle mode hanno dato al loro sound una piega diversa portando la loro musica verso un genere rock per gggiovani.


Rock per ggiovani, consigli per l’uso
Rock costituito di sonorità che istintivamente ti portano a ballare ma soprattutto a far danzare le pheeghe. Ottima mossa guys! E’ la chiave di volte, segnare, prendere nota: se non c’è pheega… non ci saranno mai i butei.
Il Trabant sound richiama molto quello dei Rapture, quello dei Q And Not U, anche quello dei nostrani Disco Drive con un pizzico dei Tre Allegri Ragazzi Morti.
Il concerto è stato un’operazione di mercato per lanciare il nuovo e primo disco ufficiale della band. Per festeggiare l’uscita dell’album con una major più o meno “importate”, il tour parte nella propria città (Trieste) dando vita ad un evento che ha spinto il popolo triestino fuori dalle proprie case ed a radunarsi al teatro Miela per una serata piena di energia positiva e sano divertimento.


trabant concerto teatro miela trieste

Frut1 mesto si è presentato ben pettinato e profumato con l’intento (e la speranza) di limonare-duro, sotto il palco, con le fans in delirio e qualche groupie che o per droghe o per alcol lo avrebbero potuto scambiare per il leader della band.
Ovviamente nulla di tutto ciò accadde. [ndSentenziosi: mh… aspetta aspetta… dov’è che l’ho già sentita questa?


Domande, per avere certezze
Alcune domande mi assalgono ed ingarbugliano tra loro quei pochi neuroni rimasti nel mio cervello:
1) quindi questi Trabant avranno (un giorno) successo? Oppure li vedremo in una puntata di Meteore condotta dalla coppia Mastrota-Merz, per poi rivederli sparsi per reality con lo scopo di rilanciasi come hanno saputo fare Dan Harrow e Sandy Marton? [ndSentenziosi: Sandy,chi?].
2) Inoltre, perché ovunque io vada mi trovo lo Scuola Furano (il pelato dei due) affianco e per giunta con il solito berretto in testa? Ma se lo leverà mai quel capello oppure ci va pure a dormire?
3) Vuoi vedere che neanche a Trieste trovo una girl che mi si concede con impudicizia?

Aspettando delle vvvibrazioni pppositive e conferme dal quartetto triestino, arriviamo al nocciolo della questione:
4) Ma alla pheega piace ‘sta musica o amano solamente la disco-music ed i revival anni ‘80?
5) diamo poi voce al lettore medio, soprattutto: ”Frut1, ma al concerto di ‘sti minchia di Trabant c’era pheeegaaaa??” Rispondo subito e velocemente: , c’era pheega, eccome. Conclusione logica: se la pheega c’è, la serata è okay.

trabant live Qualche adorabile fanciulla* del Miela


Concerto
Già verso le dieci c’era quasi il tutto esaurito, l’affluenza al teatro Miela era incessante e costante, continuava ad arrivare gente e nell’arco di un’ora l’interno del teatro era gremito.

trabant trieste
Tutto pronto per il concerto, si spengono le luci e tastiera e chitarra danno il via alle danze. L’intro ricorda molto i Pink Floyd in Echoes; poi i Trabant, messa da parte la loro vena psichedelica, si svelano per quello che sono: una band indie-rock carica di energia [ndSentenziosi: se vabbè, ridatece Blow up]
Il pubblico è coinvolto, danza e canta. Uno stuolo di fanciulle che mi circonda (ricordo che sono bello faccio u modello) sembra conoscere tutti i testi mentre Frut1 e lo Scuola Furano si limitano a boffonchiare qualche strofa ed a muovere le spalle, tanto per non sfigurare tra la folla femminile in delirio. La band tiene bene il palco interagendo con il pubblico e scherzando.

band trabant
Il concerto prende un’ottima piega, le canzoni e le musiche sono convincenti e l’aria si fa palpabile d’effluvi. Atmosfere new age, shanti shanti. Che dire? Ottima performance per un gruppo sul quale non avrei scommesso neanche un euro. Anche perché l’avrei utilizzato per pagarmi una birra.






Trabant after party
Finito il concerto dei Trabant, la serata al teatro Miela continua con dj set, bancone del bar è preso d’assalto fino a tardi, poi la festa continua al Tetris fino a tarda notte.
Frut1 ha abbandonato presto i festeggiamenti con i tedeschi della Germania dell’est e parcheggiati i Trabant si è immerso in una festa universitaria privata in un appartamento non lontano dal teatro.Santa miseria puttana, segnare SUBITO in memo: riprendere a frequentare i festini universitari! Tanta pheegaa, tutta sbronza ed arrapata nonché disponibilissima non l’ho vista mai, ok? Aggiungiamo che era tutta concentrata nei soli 100 mq di casa e vi farete un’idea dell’effetto sandwich-arrapao. All’urlo di ”voglio solo limonare, limonare, limonare”, “com’è bello far l’amore da Trieste in giù”, mi trasformo nel Patrick Batemen di American Psycho: desiderose (= vogliose) ventenni, fate spazio, I’m the right man for this job, ok?
Quantità e qualità, quantità e qualità. I Trabant? Ah sì, bravi bravi [fuori onda: e chi cazzo sono adesso i Trabant?]

(*) al nostro usale termine pheeghetta abbiamo dovuto ovviare con un'espessione sobria e "non offensiva" a causa di sollecitazioni da parte del fidanzato della ragazza bionda fotografata da quel maniaco di Frut1.Tale ragazza sembra avere un nome,quale esso sia non ci è noto,ma sta di fatto che per noi della crew rimarrà sempre e comunque un pheega.Sorry guy.

13 commenti:

wonder ha detto...

il solito...ma guarirari mai dalla tua malattia?

Frut di Udin ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Frut di Udin ha detto...

Wonder:sono in cura presso una clinica da circa un anno.Sto facendo progressi ma sono ancora lontano dal guarire definitivamente.
Credo che non ci sia nulla da fare...la mia malattia è ormai cronica.

madame bovary ha detto...

coraggio frut siamo con te.
puoi uscirne!

Butel 4 ha detto...

Non riesco a togliermi dalla mente un Frut1 Bateman che sventra il cinese della tintoria che gli ha rovinato la camicia.Leggendo la trama di American Psycho su wikipedia capirete...

Anonimo ha detto...

Ma butel2 è morto?

bambi ha detto...

esatto, what ever happends to butel two?? quel video era struggente

bender ha detto...

Ma non erano gggiovani ed ironici (come si conviene ai gruppi gggiovani)?
E si incazzano per un "fighetta"?

pare che... ha detto...

te ne sei volato via...

wonder ha detto...

credo sia tornato nel suo periodo ermetico.

Giorgio Vive ha detto...

Ma è morta solo un'icona o è morta la gioventù intera?

wonder ha detto...

interroghiamoci

Frut di Udin ha detto...

wonder:anche no...