28 ottobre 2007

Biografia di Butel2, Una verità scomoda.

Uscirà domani, in tutte le librerie, l'autobiografia di Butel2 - curata da Butel1 - basata su reali testimonianze del defunto

"Un libro atteso e commovente. Al contempo una prova di lucida analisi storico-sociale della realtà scaligera e una recherche tesa a liberarsene. Un must per ogni Butel, anzi, per ogni ggiovane veronese e non solo!"
Vittorino Andreoli
Inoltre, sempre domani, alla Fnac di Via Cappello alle ore 18.30, si terrà una breve presentazione del libro assieme a Butel1, Fezzi, Upstream, Andreoli, Smaila e Andrea Riello.
L'autobiografia si intitola "Butel2, Una verità scomoda" e contiene gli scritti inediti di Butel2, la sua biografia curata da Butel1 (di cui qui pubblichiamo una sintesi) le foto, i pensieri e il racconto dei suoi amori piccanti.

biografia di Butel2

"B2 Nasce a Verona il xx/xx/xx , trascorre gran parte della sua esistenza tra il Caffè Malta e Piazza delle Erbe, convinto che non ci sia alcun mondo migliore al di fuori della piazza o la possibilità di costituire un diverso tipo di mondo. Seguace di uno stile di vita semplice e attento alla Regola Mona.stica (bear-magnar-gussar-darse) B2 aderirà presto alla parrocchia dell'alcool (15 anni circa) preferendola alla parrocchia della droga ma frequentando in maniera trasversale quella del sesso. Il suo cursus honorum è di tipo classico e si svolge prevalentemente al bancone del Caffè Malta concedendosi anche delle escursioni in Sottoriva 23 per gustare l'assenzio di butel730.
In seguito alla decadenza dei fasti Maltesi inizierà l'egira dello stesso, accompagnato dal fido B1, alla ricerca di una nuova mecca. Giunto dapprima presso i lidi di via Roma 33, in seguito approda brevemente a Riva Mancina un bar da lui stesso definito "Un trust di Beoti, coglioni e puttansuore, per altro un microcosmo molto rappresentativo di Verona" per trovare infine la via della Piazza e convergere definitivamente dapprima al caffe Mazzanti e in seguto, dopo la chiusura di quest'ultimo, si dividerà equamente tra Osteria Verona, Anselbloom e Lamberti.
La fase rilevante della sua formazione alcolico voyeristica avviene fondamentalmente nel periodo Maltese, qui assimilerà alcuni importanti concetti del poseur lifestyle (il dress code, il rapporto simbiotico col bancone, la parlata sbiascicata, i saluti, le strette di mano all'ultimo sangue, ecc).
La stagione del Malta, tuttavia, durò un solo lungo anno. B1 e B2 e il bancone ormai erano una sola creatura, in questo periodo i due futuri Sentenziosi avevano sbrasileggiato più di chiunque altro in quel locale e probabilmente in tutta Verona.
Nel suo diario B2 circa quel periodo annota queste righe: "... Eravamo delle vere celebrità a quel tempo. Ci conoscevano o ci riconoscevano tutti. L'happy hour se non arrivavano i butei si chiamava semplicemente hour. Ricordo poi che ad un certo punto tutti chiamavano B1, per il suo portamento maestoso, il principe e la gente quando passava diceva: "Hai visto c'è il principe... sai chi è?" "No!" "Ma come no! Lui è il personaggio di Verona! Cioè."
Butel2 invece in quel periodo era conosciuto anche come il playboy. Conosceva tutte le pheeeghe e nessuno a Verona se ne era quasifatte tante come lui.
I fasti maltesi verranno interrotti dall'avverso provvedimendo delle telecamere in ZTL.
B2 commenta così nel suo diario il 17/5/05 a poche settimane dall'entrata in vigore dell' ammenda: "... Ieri sera, al Caffe Malta oltre a me e B1 ci saranno state al massimo altre 10 persone. Non più di due settimane fa eravamo almeno 100 giovani, forti e scalpitanti al bancone del Bar ad implorare don Max di servirci il suo nettare divino. Questa maledetta storia delle telecamere sta portando scompiglio, il movimento si sta spaccando ognuno sta prendendo la sua strada, butel21 mi ha addirittura rivelato che lui sta pensando di ritirarsi dalle scene."

"Seguirà un lungo e angoscioso periodo in cui B2 e il suo fido compagno di sbronze passeranno a rassegna tutti i locali del centro in cerca di una nuova casa per le loro serate, partendo dallo Square passando per il Cappa, poi ancora sperduti attraverso Via Roma 33, l'M27, Riva mancina, ex Bukowski, Ptre, Lui e Lei, Madonna Verona fino a toccare il fondo con le frequentazioni notturne del circolo dei rejetti meglio conosciuto come la Vecia Veronetta.
Qui si consuma l'episodio che coincide con l'apice della tensione nonchè della disperazione dei butei. Prima accettati poi respinti in tutti i bar delle elites veronesi ai futuri Sentenziosi non rimane che rifugiarsi in questo covo di animali notturni.
Uno dei pochi locali veronesi ad essere aperto fino alle 4 questo spazio sporco, oscuro, lugubre e angusto raccoglie in se puttane (di nuovo?), spacciatori, fancazzisti e cattosquatter. Proprio in questo teatro, i butei, troppo eclettici, per quest'ambiente postconservativ al seguito di una serie di lotte intestine con gli abituè del posto metteranno in atto una rissa storica. Un avventore della Vecia Veronetta, un pezzo grosso della Verona da bere noto come il pusher a causa del suo giro di spaccio, ne rimarrà mortalmente colpito. Butel 1 e 2 in qualche modo scappano."

La prima fuga dalla terra natia.

"Adottati e presi sotto la sfera protettiva di Frut1 a Udine, i Butei in terra friulana scopriranno che è possibile bere molto più di quanto può fare un veronese medio, che l'americano è più buono se ne viene ordinato a multipli di quattro per ciascun bevitore e che lo spritz nulla può nei confronti del potentissimo Negroni.
Ma soprattutto, è qui che i butei acquisiranno la tecnica fondamentale per raggiungere lo stato di supersbronzo di terzo livello. Chetate le acque e sotto nuove spoglie i butei tornano in terra natia. Dopo pochi mesi dalla loro dipartita lo scenario è completamente cambiato.
I bar di riferimento della Verona da bere furono soppiantati dalla Piazza, seguendo la teoria della migrazione inconscia teorizzata dal dott. A. Fezzi in "Sognando un Negroni", i ggiovani, la gggentechepiaceallaggentechepiace, i Maltesi si erano d'un tratto trovati uniti e accasati in Piazza delle Erbe.
Quindi non più un locale, non un punto di riferimento ma molteplici locali, molteplici realtà, molteplici punti di riferimento tutti uniti in unico grande movimento: lo spritz, l'aperitivo lunghissimo, l'alcol.
Tascorso un anno di serate passate in Piazza a spritzare allegramente. Ritrovato finalmente un certo equilibrio, i butei si accorgeranno di essere definitivamente prigionieri della Piazza, ovvero di non trovare nessuna soluzione migliore ai comportamenti e riti dell'aperitivo/serata in Piazza per approcciarsi alla vita. Uno schematismo esemplare che riconduce tutto il flusso degli eventi e della socializzazione a 4 semplici fasi.

1) saluti (reciproco riconoscimento)
2) pacche (a.Positive. Gli individui si piacciono e si compiacciono. Si creano legami più o meno duraturi - max 15 minuti- b. Negative. La rissa. Scatta la lotta per il dominio della specie)
3) Alcol (socializzazione estrema. Aiutati dall'alcol due o più butei tentano di portare la conversazione oltre i 15 minuti)
4) Balla (ubriacatura estremizzata. Si tenta di raggiungere l'Immanente. Le conversazioni trascendono il reale. La realtà si colora di confini puramente ideali)*.

Ricongiunto così il molteplice all'uno i butei finalmente ritrovano l'armonia, per almeno un lungo anno (05-06) passato a spritzare e a sottoporsi ai grandi interrogativi universali (dove vanno le pheeeghe dal lunedì al giovedì sera? Chi pensa per le pheeeghe? Ma soprattutto perchè le pheeeghe hanno sempre un drink in mano e i butei no? Indi per cui, natural conseguenza, chi paga i drink delle pheeghe?).**

Anche questa felice fase dell'esistenza di Butel2 sarà presto conclusa. Al termine di un lungo e interminabile spritz durato un anno la voglia di sapere lo porterà a domandarsi di nuovo. Esiste qualcosa oltre lo spritz, oltre la piazza a Verona? Queste due semplici domande lo porteranno a fondare con Butel1 l'ormai celebre blog Sentenziosi.

Sentenziosi nasce appunto da un accellerazione ipercritica del pensiero originario dei Butei ovvero: la Piazza è bene. Ma poi? Che cazzo c'è da fare? Pochi infatti sanno che il nome iniziale del blog era Scettici e non Sentenziosi ma la fase scettica, durata circa tre giorni, verrà presto sopraffatta da quella ipercritica e da qui Sentenziosi.
Mentre nella fase scettica i Butei, disarmati prendono atto dell'immutabile realtà scaligera, in quella sentenziosa dopo averne preso atto iniziano a esprimerne una severa critica pur rimanendo piazzaioli, del resto l'alternativa alla piazza per Butel2 non esiste o non è stata scoperta ancora (periodo nero, nerissimo).
In un secondo momento dopo i primi sei mesi del blog Butel 1 e 2 cercano di allontanarsi dalla piazza alla scoperta realtà nuove e altrenative, ma il destino avverso li spinge malevolmente indietro all'ombra della colonnina dell'Osteria Verona (periodo grigio, va un pò meglio ecco).
L'ultimissimo periodo, sempre più critico, li vede fuggire non solo da Verona ma addirittura dall'Italia. Il pensiero è sempre più radicale, il buteismo è forse morto. Nessuno a Verona e in Italia sembra più aver voglia di uberdivertirsi, di portare ad essere le proprie serate alla stregua di vere e proprie opere d'arte (periodo fucsia o dannunziano).
Seguirà guindi un percorso vorticoso tra Parigi, Londra, Berlino, Tokyo per poi fare ritorno a Milano che però verrà così etichettata dallo stesso Butel2: "Milano è la discarica di tendenze più grande del mondo. Se si esclude il design per tutte le altre arti inclusa la nightlife a Milano si respira solo ed esclusivamente tutto ciò che è già stato fatto a Londra, Berlino o New York."

Sull'ultima fase della vita di Butel2 abbiamo poche notizie. Scomparso dalle scene da ormai qualche mese pare che si sia ritirato in zone depresse e isolate convinto di aver già visto tutto quello che si poteva vedere e di non aver più nulla da dire.
Queste le ultime parole scritte sul suo diario: "Tutto è già stato fatto. Alziamo i calici, brindiamo alla fine del mondo"

Muore assassinato il 10/10/07.

* N. Abbagnano, Butel2; Antologia del pensiero filosofico dei Butei. Ed. Paravia
** V. Lenin, Butel2; Pheeghe, Che Fare? Pubblicazioni Iskra.

8 commenti:

Butel Saval ha detto...

R.I.P. butel 2

Leggi la posta butel1...

Butel1 ha detto...

Secondo me uno dei post più belli di Sentenziosi. Sto commoss'.

Ammetto di aver riso di gusto DALL'INIZIO ALLA FINE, per ragioni personali evidentemente. Dietro B1-2-3... si nascondono in fondo delle aderenze alla nostra realtà personale, più di quanto avremmo immaginato in un primo momento. E scoprire che siamo dei coglioni quanto molti, moltissimi altri coglioni di questa fottuta città, è infine comico. E' quando subentra la rielaborazione intellettuale-umoristica, che so' cazzi: per la serie "Ma siamo ancora qui? Ancora le solite cose?"

Butel1 ha detto...

BSaval: devo ancora scaricare e leggere il word. Se è buono, lo buttiamo su più avanti. Ciao!

Mister Negroni ha detto...

Mi ha chiamato Andreoli, confermato per domani alla Fnac (prima però ci troviamo in Piazza e ci facciamo un negroni sbagliato per essere più carichi durante la presentazione).

Butel3 ha detto...

Guardate..secondo me..vendo foto compromettenti di Butel2..dovevano comporre un album forografico allegato alla biografia ma l'editore si è rifiutato. Accetto qualsiasi tipo di pagamento. Astenersi perditempo.

wonder ha detto...

poverino...mi spiace... cirrosi epatica?

Butel-M* ha detto...

Leggendo questo post ho elaborato un nuovo modello matematico circa entropia e teoria del Big Bang. Il percorso storico dei butei è palesemente paragonabile alla deriva entropistica cui è destinato il nostro universo. L'epopea dei butei è un modello in scala della nascita e della morte dello spazio-tempo così come noi lo conosciamo. La piazza come contenitore universale, brodaglia neo-primordiale. L'interrogativo è a questo punto: la mescolanza di questa unità elementare (il butel) così monasticamente venutasi a creare darà vita ad un nuovo Big Bang? La Piazza esploderà nuovamente inseminando di butei e nuova vita alcolica gli universi ad essa paralleli?

Upstream ha detto...

ciao emme lo scenario che prospetti è molto accattivante e altrettanto verosimile. quel giorno io te e il branco di asessuati che frequenta questi lidi saremo lì in veste di spettatori paganti, ci caleremo i calzoni e saluteremo la nuova genesi con una mitragliata di peti tonanti al gusto aperol.

ora però curiamoci.