22 febbraio 2007

Anniversario della morte di Andy Warhol

Il 22 febbraio 1987 moriva Andy Warhol. Oggi, vent'anni fa. Causa una banale appendicite, peraltro. A questo ventennale, ovviamente, saranno legate diverse mostre "in memoria di" e altri happenings, dei quali magari i butei (Frut1?) vi aggiorneranno se a loro pare. Alcuni già passati, come la mostra romana o quella triestina.
Qui su Sentenziosi, io ci vedevo bene la riesumazione di alcuni suoi aforismi per meglio presentare il personaggio (o persona? Mah, difficile a dirsi con Andy), intervallati magari da alcune immagini, a tema.


Aforismi pop di Andy Warhol


"Tutte le cose sono nell'aria, conta solo chi le realizza."

"Non capisco perché non sono mai divenuto un espressionista astratto, perché con la mia mano tremolante mi sarebbe venuto spontaneo."


"Dipingo semplicemente le cose che ho sempre pensato fossero belle, cose che usiamo tutti i giorni e alle quali non pensiamo mai; sto lavorando alle zuppe e sto realizzando quadri di soldi: lo faccio perché mi piace."

"Uso la serigrafia adesso. Penso che tutti dovrebbero saper dipingere i miei quadri al posto mio. Non sono ancora riuscito a fare un'immagine chiara e semplice e uguale come la prima: penso che sarebbe fantastico se le persone facessero serigrafie in modo tale che non si capisse se un quadro fosse mio o di qualcun'altro."



"Mi resi conto che qualsiasi cosa facessi aveva a che fare con la Morte; era Natale o il Primo Maggio - una giornata di festa - e ogni volta che accendevi la radio dicevano cose del tipo: ci saranno quattro milioni di morti."

"Una foto di me tra le Brillo Boxes è indistinguibile da una foto di un commesso tra le scatole di un supermercato. Con quale diritto possiamo distinguere un oggetto d'arte dal puro oggetto di uso comune? Uno è fatto di legno, l'altro di cartone rigido."

"Eravamo tutti interessati a quello che accadeva. L'ideale Pop, dopo tutto, era che chiunque potesse fare qualsiasi cosa, così noi cercavamo di fare di tutto."

"Firmerò col mio nome le seguenti cose: vestiti, correnti elettriche e alternate, sigarette, registratori, impianti sonori. Dischi rock' n' roll, tutto, film e apparecchiatura cinematografica, cibo, fruste, soldi!"



"Mi piace la routine. La gente mi telefona e dice: spero di non aver disturbato la tua routine, chiamandoti."

"[…] io e Gerard abbiamo sposato tutto, telai, tele, stampi, pennelli, colori, serigrafie, radio, carte, stracci, tutto."

"Una ragazza sembra più bella e fragile quando è sul punto di avere un collasso nervoso."

"Trovo il montaggio troppo stancante […] Lascio che la camera funzioni fino a che la pellicola finisce, così posso guardare le persone per come sono veramente."



"Una volta che sei Pop non puoi vedere una cosa nella stessa maniera, e una volta che pensi Pop non puoi vedere l'America nello stesso modo."

"Sponsorizziamo un nuovo gruppo che si chiama Velvet Underground e, siccome non credo più nella pittura ho pensato che fosse una cosa carina quest'opportunità di combinare insieme musica, film, arte tutto insieme."

"Non leggo mai, guardo solo le figure."

"Ecco quello che così tanta gente non ha mai capito su di noi: si aspettavano che noi prendessimo seriamente le cose in cui credevamo, cosa che non abbiamo mai fatto - non eravamo intellettuali."

"Mi sono messo a pensare improvvisamente che il cinema era qualcosa di interessante da fare, così (nella primavera del 1963) sono uscito e ho comprato una bolex 16 mm. Ho fatto il mio primo film durante una gita a Los Angeles."



"Per tutto il 1964 abbiamo girato film senza il sonoro. Film, film, film e ancora film. Ne avevamo girati così tanti da non preoccuparci di dare un titolo: gli amici si fermavano e si mettevano di fronte all'obiettivo ed erano la star della pellicola di quel pomeriggio."

"Quando finisco una serie dovrei distruggere l'immagine di partenza per evitare possibili furti. Se qualcuno falsifica la mia arte, non avrei modo di riconoscerla."

"Mi piace tutto ciò che è nuovo ma odio buttare via qualsiasi cosa."



"Non pensare di fare arte, solamente falla. Lascia che siano gli a altri a decidere se è bello o brutta, se piace o meno. Mentre loro decidono, tu continua a fare arte."

"Volevo che mi lasciassero fare qualcosa di nuovo, ma dissero che era una retrospettiva e che quindi dovevo esporre le mie vecchie cose, così dissi: "va bene". Avrei, comunque, preferito creare qualcosa di nuovo per l'occasione."

"Perché ho smesso di dipingere? Ma io non ho mai smesso. Mi dipingo le unghie e gli occhi tutti i giorni."

"Io porto la mia macchina fotografica ovunque vada. Avere un rullino da sviluppare mi dà una buona ragione per svegliarmi la mattina."

"Volevo che i film fossero essenzialmente uno sfondo. Che fossero lì per sempre e tu potevi uscire e tornare […] e i film sarebbero stati lì, sempre presenti."

"Le sceneggiature mi annoiano. E' molto più eccitante non sapere cosa accadrà. Non penso che la trama sia importante. Se vedi un film in cui ci sono due tizi che parlano, puoi guardarlo continuamente senza annoiarti. Ma non guardi un film due volte se ha una trama, perché sai come va a finire."

"Non mi è mai piaciuta l'idea di prendere alcune sequenze e montarle, perché alla fine, quello che risulta è molto lontano da quello che è realmente successo- non è più vita, è così banale."

"Non mi sono sposato fino al 1964, quando ho preso il mio primo registratore. Mia moglie. L'acquisto del registratore ha posto fine a qualsiasi tipo di vita emotiva potessi avere, ma sono contento sia andata così. Niente era più un problema, perché l'unico problema poteva essere quello di avere un buon nastro, e quando l'unico problema è un buon nastro non è più un problema."

"Il mio stile è sempre stato quello di estendermi, in ogni campo, più che salire. Per me la scala del successo era più laterale che verticale."


"Un artista è uno che produce cose di cui la gente non ha alcun bisogno, ma che lui - per qualche ragione - pensa sia una buona idea dargli. E' molto meglio fare della Business Art che della Art Art, perché la Art Art non riesce a reggere lo spazio che si prende come la Business Art."

"Tutte le volte che mi interesso di qualche cosa so di essere fuori tempo, sono sempre interessato alla cosa giusta al momento sbagliato. Dovrei provare interesse quando non lo provo più, perché è proprio quando mi stufo di pensare sempre a una stessa idea, che quella idea comincia a fruttare qualche milione di dollari a qualcun altro. I miei soliti errori."




"Successe una di quelle sere in cui chiesi consiglio a circa dici, quindici persone finché un'amica formulò la domanda giusta: "Cosa ti piace di più? "Fu così che iniziai a dipingere banconote."

"La bellezza di questo paese sta nel fatto che l'America ha creato una tradizione per cui i consumatori ricchi comprano in sostanza le stesse cose dei poveri. Sediamo davanti al televisore e beviamo Coca Cola, sapendo che il Presidente beve Coca Cola, Liz Taylor beve Coca Cola: perciò pensiamo che anche noi possiamo ber Coca Cola."

"…Guadagnare denaro è arte; lavorare è arte; e fare affari è l'arte per eccellenza."



"Comprare è più americano di pensare, e io sono americano come qualsiasi altro."

"La cosa più bella di Tokio è McDonald's. La cosa più bella di Stoccolma è McDonald's. La cosa più bella di Firenze è McDonald's. Pechino e Mosca non hanno ancora nulla di bello."

"Sono di un'estrema passività. Prendo le cose così come sono. Mi limito a guardare, osservo il mondo."

17 commenti:

duchamp ha detto...

io sono pop, tu sei pop, il mondo intero è pop...la morte è pop, la vita è quanto di più pop ci sia.

ma cos'è pop? il linguaggio è l'essenza del pop. tutti parliamo. il limite del linguaggio è il limite del mondo. inutile cercare il significato di una parola. la ricerca ti rimanderà ad un'altra parola ed un'altra ancora.

il pop è la non ricerca,
il pop E'L'USO

duchamp

Frut di Udin ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Frut di Udin ha detto...

Andy in viaggio per l'america in macchina,stile Kerouac,nei primi anni 60 inizia a rendersi conto cosa fosse POP.
"Più procedavamo verso ovest e più tutto ciò che vedavamo lungo la strada aveva un'aria POP.Improvvisamente ci sentiamo ben inseriti nel luogo perchè il pop per noi era la nuova arte,anche se era ovunque.E il bello era proprio questo:la maggior parte della gente lo dava ancora per scontato,mentre noi ne eravamo abbagliati.Una volta che eri 'diventato pop' non potevi più guardare un'insegna con gli stessi occhi di prima.E nel momento in cui cominciavi a 'pensare pop' non vedevi più l'America con gli stessi occhi di prima.
Dare un'etichetta a qualcosa significava fare un passo decisivo,perchè non si può più tornare indietro,non si può più tornare a vedere quella cosa senza la sua etichetta.Quello che vedevamo era il futuro,e lo sapevamo.Guardavamo le persone muoversi dentro senza saperlo:i loro pensieri appartenevano ancora al passato,e al passato facevano riferimento.Ma bastava soltanto sapere di essere nel futuro per entrarci.
Il mistero era scomparso,ma il divertimanto era appena cominciato."

Cazzo,Andy sei stato un fottuto genio!
Coca-Cola,Brillo,Campbell's Soup,Marilyn...estremamente POP!
Un uomo che ha passato la sua vita davanti alla televisione(ne aveva sei in camera da letto,accese contemporaneamente).Il suo atteggiamento verso i media non era selettivo,anzi lasciava che tutto gli entrasse dentro simultaneamente.Il Pop veniva dall'esterno e per Andy non c'era differenza tra chiedere a qualcuno di dartgli delle idee e cercarle in una rivista.Si nutriva di pubblicità e di tutto ciò che era popolare e 'americano'.
Frut1 ti ammira e oggi ti ricorda.Bye Andy.

Butel1 ha detto...

Qualcuno non può recuperare lo sketch sul pullman che investe un'aquila? Deve trovarsi in pop, mi ha fatto morire dal ridere la prima e pure la seconda volta.

Ottimo Duchamp!

Frut1: quando la smetterai di eliminare i post e imparerai a rileggerli prima di pubblicare? Cribbbbio.

Frut di Udin ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Frut di Udin ha detto...

@butel1:E va bene ti accontento.Il mio amico Andy scrisse:
"Quando arrivammo a Tucson,Vera e Eric erano già là.Ci vennero a prendere all'aereoporto con un pulmino a noleggio che poteva contenere una ventina di persone.Ci ammucchiammo dentro e Vera partì alla guida veloce e piena di scossoni.
'le piace guidare,eh?' commentò Eric.'Ha guidato così per tutto il viaggio:é pazza'. All'improvviso Vera lasciò la strada maestra con una sterzata e ci trovammo nel bel mezzo del deserto,pieno di cactus e illuminato solo dalle stelle.Mentre il pulmino procedeva sferragliando non riuscivo a smettere di pensare:'E se si rompe?Qui non ci troverà mai nessuno!'.
Improvvisamente si udì un tonfo,come se qualcosa ci avesse colpiti.Vera frenò e scese a vedere cos'era successo.Tornò indietro con una grande aquila morta,quella che secondo la simbologia non bisognava uccidere.
'Ha attaccato il pulmino,'disse,incredula.'Ci si è buttata contro come se volesse sollevarlo e portarlo al suo nido,di notte!!'.
Finimmo il tragitto con l'aquila morta dentro il pulmino.Più tardi Vera la mise in un sacchetto di plastica 'per fermare la decomposizione' e la portò da un imbalsamatore locale".

Un giorno Vera informò Andy che non era pa prima volta che un uccello rimaneva ucciso aggredendola.Una volta stava andando in moto,nel posto del passeggiero,con un braccio ingessato, e un uccello era piombato a capofitto e si era spaccato la testa contro il gesso.
ASSURDO!

p.s.
Ops..un'altra volta!

Frut di Udin ha detto...

Anche il Papa può essere pop!
Nel 1965 il Papa(Paolo VI) era in visita a New York perchè doveva tenere un discorso all'assemblea generale delle Nazioni Unite.
Andy con la sua crew della Factory seguì tutta la sua visita per la metropoli alla TV.Erano un pò tutti eccitati(quasi tutti) anche perchè il Papa in persona era passato proprio davanti alla Factory!
Il Papa era partito di prima mattina da Roma e dopo otto ore e mezza scese dall'aereo al Kennedy Airport.Attreversò in automobile il Queen,le folle di Harlem,andò a St. Patrick Cathedral,poi giunse al Waldorf-Astoria dove era atteso dal presidente Johnson.Nazioni Unite,celebrazione della messa allo Yankee Stadium,la visita alla Fiera Mondiale ed infine il Papa tornò al Kennedy dove salì su un aereo,dicendo,quando i reporter gli chiesero che cosa gli fosse piaciuto di più di New York:"E' TUTTO BELLO",una risposta che corrispondeva esattamente alla filosofia pop.
Tornò a Roma la sera stessa.
Andy disse:"Fare così tante cose in così poco tempo con tutto quello stile - non riesco ad immaginare niente di più pop!"

Butel1 ha detto...

Anche Frut1 che ci copiaincolla tutta sta benedetta storiella è molto pop.

How bizzarre!

duchamp ha detto...

andy è stato il raffaello sanzio dei nostri tempi. a centinaia andavano da lui le star, a farsi immortalare dalle sue polaroid e farsi serigrafare sulle tele.

una volta ho sentito philippe daverio parlare di lui. lo conobbe bene.
una volta arrivato a milano per la presentazione di una personale, nella suite dell'albergo non trovò i fiori che lui aveva espressamente chiesto a daverio che ne era il curatore.
prese e se ne tornò a casa con il primo aereo !

direte: capricci di una diva. NO. warhol era fondamentalmente un DANDY nell'anima.

osti ha detto...

ho letto su LEGGO che il 22/2 ha compiuto gli anni LUCA MARCHEGGIANI grandissimo portiere anni 90'...sembrava giusto ricordare lui, le sue papere e il suo taglio di capelli

Andy Warhol ha detto...

Copia-Incolla? Estremamente POP!
Frut1,hai il mio consenso.

uno_che_ne_sa ha detto...

un genio?o l'unico che e' riuscito a ridicolizzare con stile e garbo le icone del passato...c'è chi sostiene questa teoria...il far dell'arte seria le cose piu' inutli che all'epoca presero piede e vigore...indubbiamente un maestro..indubbiamente precursose...indubbiamente direi sentenziosi

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